Il pugilato (chiamato anche con il nome francese boxe o inglese boxing) è uno sport da combattimento in cui due persone, che di solito indossano guanti protettivi e altri dispositivi di protezione (come fasce per le mani e paradenti), si affrontano prendendosi a pugni per una durata di tempo predeterminata in un apposito ring di pugilato.
Sebbene il termine "pugilato" sia comunemente attribuito alla boxe occidentale, in cui sono coinvolti solo i pugni, il pugilato si è sviluppato in vari modi nelle diverse aree geografiche e culture. In termini globali, la boxe è un insieme di sport da combattimento incentrati sul colpire, in cui due avversari si affrontano in un combattimento usando almeno i pugni, e possibilmente coinvolgendo altre azioni come calci, gomitate, ginocchiate e testate, a seconda delle regole. Alcune forme dello sport moderno sono boxe occidentale, pugilato a mani nude, kickboxing, Muay thai, lethwei, savate e Sanda. Le tecniche di boxe sono state incorporate in molte arti marziali, sistemi militari e altri sport da combattimento.
Il pugilato amatoriale è una competizione di rilevanza olimpica (venendo praticato anche nei Giochi del Commonwealth), oltre che avere dei propri campionati mondiali. In questo caso gli incontri vengono organizzati su una distanza che va da una a tre riprese (round).
L'incontro finisce prima delle riprese previste quando l'arbitro stabilisce che uno dei due contendenti non sia più in grado di combattere, quando viene squalificato dall'arbitro o quando si arrende (la cosiddetta "gettata della spugna"). Se il combattimento si prolunga fino ad esaurire le riprese previste, la vittoria viene determinata dal punteggio attribuito dai giudici, dove il vincitore sarà chi ha totalizzato più punti. Nel caso in cui il punteggio sia uguale tra i due sfidanti, vi è una differenza di regolamento a seconda del tipo di incontro disputato: nel caso di un incontro amatoriale (come nel caso delle Olimpiadi), i giudici attribuiscono comunque la vittoria ad uno dei due contendenti sulla base di un giudizio tecnico; nel caso di un incontro tra professionisti il risultato è quello di un pareggio.
Gli esseri umani fin dall'alba della storia hanno praticato l'arte del combattimento con le mani: le prime evidenze storiche di incontri di pugilato sportivi sono state rintracciate nel Vicino Oriente e risalenti al III ed al II millennio a.C.. La documentazione più antica di un vero e proprio regolamento di pugilato è risalente all'Antica Grecia, quando il pugilato venne praticato durante i giochi olimpici del 688 a.C.. Il pugilato si è successivamente evoluto tra il XVI e il XVIII secolo, soprattutto in Gran Bretagna, con l'emergere di incontri di pugilato che mettevano in palio una posta in denaro, fino ad arrivare alla metà del XIX secolo, quando, nel 1867, vennero introdotte le regole del Marchese di Queensberry. Il pugilato è ancora lo sport da combattimento più seguito al mondo, seguito dalle MMA.
Etimologia e motoria La parola "pugilato" deriva dal latino pugilatus, la quale trae origine da pugil, che indica l'atleta che lotta con il pugnus, ovvero con il "pugno".
Oggigiorno il termine "pugile" indica il praticante dello sport pugilistico, che sia un personaggio odierno o storico. Ciononostante, il termine viene utilizzato talora impropriamente dalla stampa in modo sensazionalistico, suscitando accese smentite da parte della Federazione, che rifiuta di vedere associato il termine a persone che non siano, né siano state, atleti agonisti FPI.
Per indicare colui che svolge l'attività di pugile possono essere usati anche i termini pugilatore o pugilista.
Storia Storia antica
La prima descrizione conosciuta del pugilato è stata rintracciata in un bassorilievo sumero in Iraq, risalente al III millennio a.C.. Prove più tarde dell'esistenza di questa pratica risalgono al II millennio a.C., rintracciate in diversi bassorilievi assiro-babilonesi e ittiti. Una scultura ritrovata a Tebe, in Egitto e che risalirebbe al 1350 a.C., mostra due pugili e diversi spettatori. Sia le testimonianze provenienti dal Vicino Oriente che quelle egiziane mostrano dei combattimenti in cui i pugili combattevano a pugni nudi o con i polsi fasciati da delle bende. La prima prova esistente dell'utilizzo di guantoni risale invece alla civiltà minoica: in un affresco (risalente al 1650 a.C. circa) sono presenti due giovani pugili che combattono con le mani completamente ricoperte da quelli che sembrerebbero dei guantoni.
L'arte del combattimento con le mani non è comunque una caratteristica prettamente vicino-orientale o europea. Anche nell'antica India esistevano diversi tipi di arti di combattimento che possiamo ricollegare al pugilato. Il musti-yuddha, la tradizionale arte pugilistica indiana, trae le sue origini già dal racconto epico classico dei Veda, come dal Ramayana e dal Rig Veda. Il Mahabharata descrive addirittura il combattimento tra due contendenti con pugni stretti, anche se erano previsti calci, colpi con le dita, ginocchiate e colpi con la testa. Questi duelli (niyuddham) spesso prevedevano che il combattimento durasse fino alla morte di uno dei due avversari. Risalente all'epoca dei satrapi occidentali abbiamo una descrizione di un governante di nome Rudradaman il quale (oltre che essere un grande cultore delle "grandi scienze" come la musica classica indiana, la grammatica sanscrita e la logica) sarebbe stato un eccellente pugile. Del successivo XVIII secolo risale il Gurbilas Shemi, un testo sikh nel quale in diverse occasioni si descrive il musti-yuddha. Nell'Antica Grecia il pugilato fu una pratica sportiva molto sviluppata e popolare. La sua prima introduzione ai tradizionali giochi olimpici di cui disponiamo notizia risale alla 23ª Olimpiade del 688 a.C. Per proteggere le mani, i pugili utilizzavano delle fasce di cuoio che avvolgevano le nocche. Non erano previsti dei round, dato che si combatteva fino alla resa di uno dei due contendenti o fin quando non fosse stato in grado di continuare. Non erano neanche previste delle categorie di peso, quindi i pugili più pesanti erano i dominatori della disciplina. Dalle documentazioni di quest'epoca abbiamo anche delle descrizioni sullo stile di combattimento che praticavano: solitamente si manteneva una postura con il piede sinistro più avanti del destro, con il braccio sinistro in semiestensione per mantenere la guardia del viso (oltre che pronto a colpire), mentre il destro era tenuto completamente arretrato pronto a colpire. I colpi del pugile puntavano principalmente al viso dell'avversario, mentre ci sono poche prove che venissero portati dei colpi al corpoE. Norman Gardiner, voce "Boxing" in Greek Athletic Sports and Festivals, MacMillan, London 1910, pp. 402, 415-416, 419-422..Estremamente popolare fu il pugilato anche durante l'epoca romanaAllen Guttmann, "", in Journal of Sport History, 1981, n. 8 (2).. Anche in questo caso i pugili utilizzavano delle fasce di cuoio a protezione delle mani. Tuttavia, in una fase più tarda divenne uso comune utilizzare altri materiali più duri per la protezione delle mani, rendendo i pugni delle vere e proprie armi: il cestus era un tipo di protezione che prevedeva l'inserimento di pezzi di metallo tra le stringhe di cuoio. I combattimenti avvenivano soprattutto negli anfiteatri e spesso duravano fino alla morte di uno dei due contendenti per puro scopo di intrattenimento del pubblico. Durante la fase tarda dell'epoca romana, comunque, gli schiavi e gli uomini liberi più forti in questa pratica avevano un valore economico enorme e le loro vite non venivano sprecate dai loro proprietari in combattimenti così sanguinosi. Ci sono testimonianze, inoltre, della pratica di disegnare un cerchio attorno ai contendenti, una sorta di ring da cui tra l'altro proviene il nome (ring nella lingua inglese significa "anello").
Nel 393 d.C., in piena epoca gladiatoria, Teodosio I abolì le olimpiadi poiché ritenute pagane. Con l'avvento della cristianità, il pugilato come mezzo di intrattenimento cadde in declino per la sua eccessiva brutalità e la sua pratica non risorse in maniera definitiva fino al XVI secolo, anche se tracce di tale pratica in epoca medievale sono sopravvissute.
Il periodo medievale
In questo periodo la pratica pugilistica prende vie diverse a seconda dei luoghi.
Venezia e le Guerre dei Pugni - Si organizzavano delle lotte sui ponti fra due fazioni cittadine avverse: i Castellani e i Nicolotti (ossia artigiani vestiti di rosso, contro pescatori vestiti di nero). Si svolgevano in autunno, da settembre fino a Natale. I primi regolamenti datano 1292; divenute vie più cruente col passare del tempo furono proibite nel 1705, sostituendole con le incruente Forze d'Ercole, da eseguirsi a Carnevale. Queste lotte si svolgevano in vari luoghi: Ponte dei Pugni, Ponte della Guerra, Ponte di Santa Fosca. Queste competizioni prevedevano la supervisione di giudici, e potevano svolgersi in tre modi differenti: Duello di pugilato fra due avversari; Frota, ossia rissa disordinata; Guerra ordinata che consisteva nel conquistare il ponte, buttando a mare la fazione avversa. Per gli occasionali tuffi il canale veniva ripulito, i ponti rinforzati, e gli spettatori potevano assistere dalla barca.
Combattimenti coi pugni in Russia
Le antiche "regole di Londra" Le testimonianze di veri e propri incontri di pugilato scompaiono a tutto vantaggio delle tecniche di combattimento con la spada. Quando divenne meno comune il portare con sé una spada risorse improvvisamente l'interesse per un'arte di combattimento con le sole mani. Durante il XVI secolo in Inghilterra risorse dunque un tipo di combattimento a mani nude che i documenti descrivono come prizefighting (oggi conosciuto anche come pugilismo). Il primo documento in tal senso risale al 1681, dove questa pratica viene descritta nel London Protestant Mercury, mentre abbiamo notizia di un campione di prizefighting di nome James Figg nel 1719Voce "James Figg", in IBHOF, 1999. James B. Roberts; Alexander G. Skutt, , 4ª ed., McBooks Press, Ithaca (New York) 2006.. Oltre che prevedere l'utilizzo dei pugni, gli incontri di pugilato in questa epoca vedeva l'utilizzo anche di pugnali e bastoni. Il 6 gennaio 1681 abbiamo notizia del primo incontro organizzato di pugilato in Gran Bretagna: il duca di Albemarle Christopher Monck (più tardi diventato vicegovernatore della Giamaica) organizzò un incontro tra il suo maggiordomo e il suo macellaio, dove quest'ultimo vinse l'incontro aggiudicandosi la posta in denaro.
Questa forma arcaica di pugilato non aveva delle regole scritte. Non esisteva alcuna divisione per classi di peso, né erano previste delle riprese e neanche la presenza di un arbitro. In generale erano degli incontri estremamente caotici. Un articolo sul pugilato, pubblicato a Nottingham nel 1713 da Sir Thomas Parkyns (un noto lottatore dell'epoca) descrive le tecniche che utilizzava nei suoi combattimenti. L'articolo, che è un estratto di un suo manuale di lotta e scherma intitolato Progymnasmata: The inn-play, or Cornish-hugg wrestler, delinea un combattimento confuso, fatto di testate, pugni, dita negli occhi, mani attorno al collo dell'avversario e colpi durissimi completamente scomparsi nel pugilato di oggi.