Oltre a farsi interprete delle correnti di pensiero a lui contemporanee, come gli illuministi o Kant, si interessa della filosofia antica, della morale cristiana e del valore biografico e mitologico di Gesù.

Nella sua prima grande opera sistematica, la Fenomenologia dello spirito, il pensiero di Hegel spazia in molti campi di applicazione teorica, in particolare l'ontologia, l'epistemologia, la metafisica, la logica, la filosofia del diritto, della politica, della storia, della religione e dell’arte. Nelle opere della maturità, poi, Hegel elabora un ampio e articolato "sistema" in cui trovano un posto e un senso tutte le scienze, le arti, le istituzioni, e ogni altra espressione della ragione di tutti gli uomini di tutti i tempi.

Nell'ambito dell'idealismo tedesco i suoi contributi, che portano a un superamento dei predecessori Fichte e Schelling, rendono Hegel una figura di primo piano in un'eminente cultura della Germania e del continente, divenendo così il massimo filosofo d'Europa.

Conduce una florida carriera accademica, fino a Berlino (dove si insedia sulla cattedra dell'ex docente Fichte) e diviene rettore. Gli ultimi anni della sua vita sarebbero passati all’insegna di una svolta conservatrice da parte del filosofo, la quale andrebbe a contraddire il giovane Hegel, di tendenze liberali e addirittura entusiastiche per la Rivoluzione francese.. Di fatto, Hegel si sarebbe pubblicamente posto contro le grandi riforme di matrice liberaldemocratica o anche socialdemocratica in Europa.

Biografia Formazione giovanile a Stoccarda

Georg Wilhelm Friedrich Hegel nasce il 27 agosto del 1770 a Stoccarda, primogenito di Georg Ludwig Hegel, funzionario di alto rango nonché cancelliere al Ducato del Württemberg.. La famiglia Hegel, in seguito, si sarebbe allargata: sarebbero di fatto nati Ludwig e Christiane. Ambedue, tuttavia, sarebbero andati incontro a un destino tragico: il primo sarebbe morto durante la campagna di Russia in veste di ufficiale dell'esercito napoleonico, mentre la seconda sarebbe impazzita a causa di stenti, e conseguentemente internata in un manicomio. Il giovane Hegel venne educato privatamente da un tutore di famiglia ma anche frequentando il ginnasio di Stoccarda. Si rivelò sin da subito un prodigio: a cinque anni imparò la prima flessione della lingua latina., a otto anni iniziò a leggere esaustivamente le opere teatrali di Shakespeare regalategli dal suo tutore, a dieci anni apprese rudimenti di geometria e astronomia e cominciò a covare il suo interesse per l'età classica, come anche per la botanica e per la fisica. A undici anni, inoltre, apprese propriamente le nozioni di logica proposte dall'illuminista Christian Wolff, e in particolare il sillogismo.

Sebbene l'interesse di Hegel si rivolgesse all'illuminismo tedesco e alle nascenti teorie filosofiche che comunque concordavano con il rigore ideologico preteso dal padre, era palese il suo favoritismo per lo studio del greco in tutte le sue forme: traduce infatti Longino, Epitteto e Sofocle (del quale produce una versione dellAntigone), e comincia a scrivere vari saggi sulla letteratura, sull'estetica, sulla fisiognomica, sulla matematica, sulla fisica (e in particolare sulla teoria dei colori), sulla psicologia, sulla pedagogia, sulla teologia e sulla filosofia. Inoltre impara il francese, e passa il tempo a ricopiare le note di Rousseau.. Karl Rosenkranz, primo biografo di Hegel, avrebbe infatti rintracciato nel pensiero giovanile di Hegel un allineamento maggiore con gli illuministi che con Kant..

I suoi studi ginnasiali si conclusero nel 1788 con un discorso finale del giovane Hegel di matrice sociologica e politica circa l'istruzione, l'arte e le loro pessime procedure ministeriali nel contesto atavico dell'Impero ottomano..

Da Tubinga a Francoforte

Secondo il volere paterno, Hegel era avviato per il destino di teologo. D'altronde, ne era una rimostranza il suo talento dissertativo circa i problemi esegetici dell'antichità, ad avviso del padre. Dunque, all'età di diciotto anni, immediatamente dopo la sua maturità, Hegel venne ammesso allo Stift, un seminario collegiale protestante, posto come anticamera dell'Università di Tubinga. Lì, condivide la camerata con il poeta Hölderlin, suo coetaneo, e Friedrich Schelling. Il giovane Hegel tuttavia si sarebbe ben presto rivelato insofferente alla disciplina del seminario e alle sue regole. Insieme con i suoi compagni avrebbe ricevuto da parte dei professori soventi rimproveri, i quali gli addebitavano l'assenza alle lezioni, la trascuratezza dell'uniforme collegiale e la pigrizia. Apparentemente infatti Hegel avrebbe passato la maggior parte delle giornate a dormire in camerata con i suoi compagni, presentandosi raramente a lezione. Si presume che Hegel andò all'Università di Tubinga poiché era statale: Hegel di fatto non voleva intromettersi negli affari religiosi. I tre studenti divennero presto amici, condividendo ferventi idee liberali che andavano a scontrarsi contro il clima soventemente conservatore del seminario e dell'università. Hegel continua intanto a leggere gli autori illuministi, aumentando le sue tendenze ideologiche: legge in particolare Rousseau e Lessing. Nel 1789, alla notizia della presa della Bastiglia e dello scoppio della rivoluzione in Francia, i tre compagni si cimentarono con fervore negli avvenimenti, celebrandoli e, di conseguenza, subendo una dura punizione impartita dal corpo docente. Un'altra punizione gli venne impartita per aver piantato nel cortile del seminario l'albero simbolo dei rivoluzionari francesi. Anche dopo le pieghe radicali dei fatti francesi, Hegel non avrebbe perso l'entusiasmo per la rivoluzione, identificandosi nella parte moderata e coscienziosa del Parlamento rivoluzionario, capeggiata dai Girondini. Di fatto, in coerenza ai princìpi del 1789, ogni 14 luglio Hegel avrebbe prestato onore all'importante anniversario storico con una bottiglia di buon vino... Intanto, Hegel comincia ad avvertire i primi dissensi con i suoi amici: riferisce infatti che, mentre dibattono su Kant, Hegel si sente escluso., e che egli stesso matura nei loro confronti una visione che li dipinge come arroganti, ambendo dunque a diventare un filosofo "del popolo", sostenendo che i "precetti" kantiani non potessero combaciare la volontà del popolo tedesco. Maturò in tal senso una specie particolare di nazionalismo.. Nel 1790, si laurea in filosofia con un giudizio lodevole. La sua tesi verteva sulla morale kantiana e sul concetto di dovere in tale ottica.. Accede dunque all'Università di Tubinga. In preda all'euforia, si iscrive al corso di teologia, seguendo la storia esegetica delle lettere apostoliche, dei Salmi ma, al tempo stesso, studia Cicerone, storia della filosofia, metafisica, teologia naturale e anatomia.. Tuttavia, è sempre l'Hegel indispettito dalla docenza clericale di Tubinga.

Non ama l'ambiente clericale e oligarchico di Berna; nel gennaio 1797 si trasferisce a Francoforte, dove Hölderlin gli ha procurato un nuovo posto di precettore presso una famiglia da lui conosciuta e stimata. La malinconia degli scritti giovanili continua a manifestarsi nel carteggio con la giovane cattolica Nanette Endel.

Nel 1798 scrive il saggio Sulle più recenti vicende interne del Württemberg specialmente sul deplorevole stato della magistratura, pubblicato nel 1913, in cui lamenta la crisi interna della sua patria e propone l'elezione diretta dei magistrati da parte dei cittadini. Tra la fine del 1796 e l'inizio del 1797 dà stesura definitiva a un testo, probabilmente scritto da Hölderlin, che sarà pubblicato nel 1917 da Franz Rosenzweig col titolo Il più antico programma di sistema dell’idealismo tedesco.L'autografo è di Hegel, ma la critica più recente propende per l'ipotesi che il manoscritto sia la copia di un testo di Hölderlin (Eckart Forster, " 'To Lend Wings to Physics Once Again’: Holderlin and the ’Oldest System-Programme of German Idealism’ ", European Journal of Philosophy, 3.2, 19, 1995, pp. 174-195). Il 14 gennaio 1799 muore il padre.

Porta a compimento Lo spirito del Cristianesimo e il suo destino (pubblicato da Nohl nel 1907)Herman Nohl (a cura di), Theologischen Jugendschriften nach den Handschriften der Königlichen Bibliothek in Berlin, Tübingen, J.C.B. Mohr, 1907. gradualmente allontanandosi dalla concezione kantiana di una religione nei limiti della sola ragione; nel settembre del 1800 scrive il Frammento di Sistema, in cui, oltre a un abbozzo di dialettica, mostra un'oscillazione, nella sua filosofia, fra una conclusione di tipo prettamente filosofico e uno religioso.

Da Jena a Heidelberg

Nel gennaio del 1801 si trasferisce a Jena, in quegli anni capitale della cultura tedesca, ospite di Schelling che insegna nella locale università. Pubblica in luglio la Differenza tra il sistema filosofico di Fichte e quello di Schelling per aprirsi la strada all'insegnamento che ottiene con la dissertazione De Orbitis Planetarum, G.W.F. Hegel, G.W.F. Hegel, ; tr. it. , Bari, Laterza 1984, ISBN 978-88-42-02488-0.L'affermazione che Hegel avrebbe teorizzato che non può esserci un altro pianeta fra Marte e Giove, mentre ne era stato appena scoperto uno da Giuseppe Piazzi il 1º gennaio 1801, pianeta poi rivelatosi l'asteroide Cerere, è priva di fondamento: Da questa presunta affermazione deriva il famoso motto Tanto peggio per i fatti. Hegel non aveva intenzioni teoriche serie per l'appendice planetaria, ma cercava piuttosto di prendere in giro l'astrofisica a priori del suo tempo utilizzando, tra l'altro, la definizione di scherzo di Christian Wolff. Conosce a Weimar Schiller e Goethe che in una lettera a Schiller del 27 novembre 1803 sottolinea la goffaggine di Hegel nella conversazione, un difetto che appare anche nell'esposizione delle sue lezioni universitarie.Si veda la testimonianza di Heinrich Gustav Hotho che fu suo allievo: , pp. 19-20.

Dal 1802 al 1803 con Schelling pubblica il Giornale critico della filosofia e scrive La costituzione della Germania e il Sistema dell'eticità, pubblicati postumi nel 1893. Inizia nel 1806 una relazione con la sua affittacamere Christiane Charlotte Fischer Burckhardt, dalla quale, il 5 febbraio 1807, ha il figlio Ludwig. Il 13 ottobre l'esercito francese entra a Jena; Hegel vede da lontano Napoleone e scrive all'amico e collega Friedrich Immanuel Niethammer: "[...] l'imperatore - quest'anima del mondo - l'ho visto uscire a cavallo dalla città, in ricognizione; è davvero una sensazione singolare vedere un tale individuo che qui, concentrato in un punto, seduto su un cavallo, spazia sul mondo e lo domina...".Hegel, Epistolario, vol. 1, p. 233. su books.google.it. Il suo alloggio viene requisito e va a Bamberga per due mesi; tornato a Jena, pubblica nel marzo 1807 la Fenomenologia dello spirito con la quale, per le critiche che vi sono contenute, si consuma la rottura con Schelling. Il 1º marzo Hegel si trasferisce a Bamberga a dirigere il modesto quotidiano Bamberger Zeitung (Gazzetta di Bamberga).

Il 6 dicembre 1808 viene nominato rettore e professore di filosofia allEgidien Gymnasium (Liceo Egidien) di Norimberga: le sue lezioni saranno pubblicate postume nel 1840 con il titolo di Propedeutica filosofica. Nel settembre 1811 sposa la ventenne aristocratica Marie von Tucher, da cui avrà due figli, Karl (1813-1901) e Immanuel (1814-1891). Nell'occasione, scrive all'amico Niethammer: "Ho raggiunto il mio ideale terreno, perché con un impiego e una donna si ha tutto in questo mondo".Lettera a Friedrich Immanuel Niethammer del 10 ottobre 1811.In Guido De Ruggiero, Storia della filosofia, Volume 8, Laterza, 1966 p.30

Nell'ottobre del 1809 le truppe napoleoniche entrano a Jena. La città è ridotta a un lazzaretto e Hegel è costretto ad abbandonare la propria casa e a trasferirsi dalla famiglia Frommann.