Il pavone reale o pavone blu, anche noto come pavone indiano (Pavo cristatus ), è un uccello appartenente alla famiglia dei Fasianidi.

Originario delle foreste dell'India, era già noto all'antica Grecia. I Romani lo allevavano sia per la sua bellezza sia per la prelibatezza di carni e uova.

Descrizione

La livrea di questi uccelli è uno dei casi più rappresentativi di dimorfismo sessuale: la testa e il collo del maschio sono ricoperte di piume blu elettrico dai riflessi metallici. La zona intorno all'occhio è nuda, con pelle bianca interrotta da una striscia nera. Sulla nuca compaiono alcune penne nude a formare un elegante ciuffo. Il petto e il dorso sono coperti da grandi piume blu-verdi metallizzate; le ali sono bianche marezzate di nero mentre i fianchi sono giallo-arancione. La caratteristica più evidente del pavone maschio consiste tuttavia nelle copritrici del groppone, abnormemente sviluppate in lunghezza (fino a 200 cm). In ognuna di queste penne, spesso a torto ritenute penne della coda (timoniere), lo sviluppo delle barbe non è costante per tutta la lunghezza; al contrario, all'estremità si allargano a formare una "paletta" con la tipica, vistosa macchia a forma di occhio. Tali penne, molto leggere a dispetto delle dimensioni, non sono affatto erettili: il loro sollevamento nella parata nuziale, durante la quale il maschio effettua una mostra ostentativa ("ruota") è dovuto in realtà all'erezione delle timoniere, che costituiscono la vera coda, molto simile alla breve coda quadrata delle femmine. Questa coda, solitamente nascosta sotto le penne ornamentali, diventa facilmente visibile durante il dispiegamento, osservando il pavone da dietro.

La femmina ha la testa bianca e bruna decorata dal ciuffo di penne sulla nuca. Il collo e il petto sono verde metallico e bruno. I fianchi e il ventre sono biancastri, macchiati di bruno. Anche le ali sono brune e marezzate di nero, così come la coda.

Biologia In natura, il pavone ha un comportamento simile al gallo cedrone, con accoppiamenti poligami in cui ogni maschio ha un harem di 4-5 femmine. Le femmine, in primavera, depongono dalle 4 alle 9 uova; la cova ha una durata media di 4 settimane e i pulcini nascono già abili e in grado di seguire la madre in cerca di cibo. La capacità di volare di quest'uccello è limitata per lo più a brevi decolli come metodo di fuga ma, nonostante questo, è in grado di raggiungere facilmente il tetto di una casa di tre piani. Per il resto del tempo il pavone è un uccello camminatore, pari al fagiano. L'allevamento del pavone è facile da condurre, poiché se tenuto in cattività rivela un comportamento simile al pollo, tuttavia si rende necessario fornirlo di una voliera molto grande (sono infatti uccelli di grande taglia e ingombro) e chiusa da rete robusta anche superiormente, data la facilità con cui riesce a superare gli ostacoli anche più alti. L'allevamento di questi uccelli è inoltre facilitato dalla loro dieta, ricca di granaglie e sostanzialmente identica alla dieta dei polli.

Il pavone in cattività vive mediamente fino a 23 anni, ma la sua sopravvivenza in habitat selvatico è stimata intorno ai 15 anni.

Tassonomia

Specie simili Nell'area dell'arcipelago malese e in Indocina si riscontra l'endemico Pavo muticus, noto anche come pavone verde.

Ibridi Il pavone può dar luogo a ibridi con la gallina faraona (Numida meleagris × Pavo cristatus).

Razze Nel corso degli anni sono state selezionate numerose razze d'allevamento: Pavone dalle ali nere (Pavo cristatus var. nigripennis): mutazione del pavone comune selezionata in Inghilterra intorno alla metà dell'Ottocento. Il maschio ha collo e petto di un colore blu più intenso; le ali sono nere con sfumature blu. Le femmine hanno un piumaggio biancastro con spruzzi verdi sul collo e sulla parte superiore del corpo. Pavone bianco: mantello completamente bianco, in cui la coda del maschio assomiglia a uno splendido pizzo. Punto debole di questa varietà è l'eccessiva consanguineità, che la rende sensibile alle malattie e al clima instabile. Pavone pezzato (o Pavone arlecchino): questa razza è stata ottenuta incrociando il pavone dalle ali nere con il pavone bianco. La livrea è simile a quella del pavone comune ma intervallata da chiazze bianche di varie dimensioni su tutto il corpo

Simbologia Età antica min|Giunone sul suo carro, trainato da pavoni (Giovanni Battista Tiepolo) Nella mitologia greca e in quella romana, il pavone era simbolo della dea Era/Giunone, a causa del mito di Argo: il piumaggio della coda del pavone maschio deriverebbe dal gigante Argo Panoptes, un essere dotato di cento occhi. Alla sua morte per mano di Ermes, Era avrebbe posto i suoi occhi sulla coda del suo animale sacro per omaggiarne il sacrificio. Scrive Ovidio nelle Metamorfosi:

Medioevo

Nella tradizione cristiana, a seconda dei contesti, ha vari significati. In generale, comunque, si può dire che il pavone ha senz'altro un notevole valore simbolico e che fu uno dei segni più ricorrenti e fortunati dell'arte romanica. Cielo stellato Secondo la tradizione più antica, che arrivò in Europa dall'India, il pavone, con gli occhi e il colore della sua splendida coda, evoca il cielo stellato e quindi il luogo che accoglie il defunto nella sua apoteosiFabrizio Bisconti, Lorenza De Maria Bisconti, Temi paleocristiani nei rilievi altomedievali altoadriatici: dagli animali simbolici all'immaginario zoomorfo, in Antichità altoadriatiche, 1988, Editreg, Trieste (pp. 447-449).. Immortalità Il cielo stellato evocato dal piumaggio del pavone è collegato all'idea di immortalità e alla stessa figura di Cristo; questo significato era rafforzato dal fatto che si credeva che le carni dell'animale, dopo la morte, non si deteriorassero. Anche Agostino di Ippona riferisce che alla carne di pavone "fu concesso di non putrefarsi"Agostino di Ippona, De civitate Dei, 21, 4 = PL 41, 712.. Per questo motivo le sue raffigurazioni sono state ritrovate numerose nelle catacombe di Roma. Quando poi si trovano due pavoni affrontati con al centro un cantharosCantharos = coppa per bere diffusa in ambito greco ed etrusco. o una croce, essi simboleggiano anche più chiaramente le anime dei defunti, che non abbandonano mai la fonte sacra della vita. Sui sigilli mistici del Medioevo, dove si vedono due pavoni che piluccano i frutti dell'Albero della vita, il pavone assume lo stesso significato. I due pavoni affrontati sono presenti anche nella cultura irano-sasanide, egiziana, persiana e indiana; l'origine è forse proprio indianaMarco Miosi, Storia di un uccello immortale: il pavone e la "pavolatria", XXIIª parte. Resurrezione In base alla credenza secondo la quale il pavone perde ogni anno in autunno le penne che rinascono in primavera, l'animale può essere anche simbolo della rinascita spirituale e quindi della resurrezione. Inoltre i suoi mille occhi sono stati considerati emblema dell'onniscienza di DioDizionari dell'arte, La natura e i suoi simboli, ed. Electa, 2011, p. 309.. Anche sant'Antonio di Padova parla del pavone in questo senso. Alcuni santi hanno nella loro iconografia un pavone: san Liborio, San Guntero. Umiltà Quando è raffigurato con la coda abbassata e chiusa, il pavone, oltre a significati anzidetti, rappresenta anche l'umiltà, ricordando chi, non dando importanza all'esteriorità, vuole dedicare la propria vita a ciò che veramente ha un valore eternoUgo di San Vittore De bestiis et aliis rebus (I, 55)(1096-1141); Maria Grazia Blasio, Anna Morisi, Francesca Niutta, Atti del convegno di studi: Roma, 2-3-4 dicembre 2004, edito da Roma nel Rinascimento, 2006 (p. 314); Luigi Bevilacqua, Oltre il simbolo: il pavone e la fontana.. Con un percorso logico affine, il pavone arriva a rappresentare la negazione della superbiaManlio Brusatin, Stile sobrio: Breve storia di un’utile virtù, Marsilio Editori, ISBN 9788831741033. e della vanità. Spesso due pavoni con coda abbassata sono raffigurati in modo speculare e con una fontana o un vaso al centro, come nelle catacombe paleocristiane e nei tessuti ecclesiastici. Anche in araldica, il pavone con coda abbassata e chiusa è simbolo di umiltàLuigi Bevilacqua, Oltre il simbolo: il pavone e la fontana.. In particolare, i due pavoni affrontati e con la coda abbassata dell'emblema dell'Università Politecnica delle Marche sono il simbolo dell'umiltà necessaria all'uomo di Scienza; l'immagine è stata ripresa da una formella del 1189 presente nel Duomo di Ancona. Vanità Quando il pavone è raffigurato con la coda aperta, secondo il Physiologus, prototipo dei bestiari medievali, ha lo stesso significato che gli attribuisce il linguaggio comune oggi, ossia la vanità, la superbia, l'ipocrisia, la vanagloria; in questo antico testo si dice infatti che il pavone gironzola, prova piacere a guardarsi, si esibisce e si guarda attorno con superbia. quando però osserva le proprie zampe, non può che lanciare un grido di rabbia, perché esse non corrispondono affatto al suo aspettoPseudo Epifania, Physiologus, XII.. Segue e sostanzia l'opinione espressa nel Physiolus anche Cecco d'Ascoli, che scrive: Gode di sua bellezza nella rota, / guardandosi a li piè prende tristezza / e allegreza da lui sta remota. / Voce maligna, capo di serpente, / le penne pare angelica bellezza, / li passi del ladrone e frodolenteAcerba, III volume.. Nell'alchimia Nell'alchimia, il pavone è simbolo di totalità perché nella sua coda sono riuniti tutti i colori. La cauda pavonis raffigura il gioco di colori che può sorgere subito dopo la nigredo nel corso del magnum opus alchemicoMaria Daniela Basile, Il simbolismo del pavone: vanità, superbia e non solo.. Nelle cerimonie cavalleresche Seguendo l'etica cavalleresca i voti più solenni erano prestati sul pavone. Nella religione Melek Ṭāʾūs, noto anche come "L'angelo pavone" () è la figura centrale per la religione degli Yazidi. Gli Yazidi affermano che il loro dio è "il demone primo" delle altre religioni e hanno il divieto di pronunciarne la parola per la convinzione che nominare Dio sia blasfemo. Secondo il linguista curdo Jamal Nebez, la parola "Ṭāʾūs" potrebbe derivare dal greco ed essere collegata a "Zeus" e "Theos", vale a dire "dio". Melek Ta'us diventerebbe "Angelo di Dio", e la cosa sembrerebbe confermata dal fatto che gli stessi Yazidi vedono Melek Ṭāʾūs o Ṭāʾūs-e Melek (کوردیپێدیا - هاوڕێ باخەوان pag. 21) come un'ipostasi divina.

Appare probabile il diretto collegamento etimologico del nome Ta'us con la parola greca ταως , che vuol dire pavone; tale proposta etimologica documenterebbe la formazione di questo culto in epoca pre-islamica ed in un contesto di sincretismo culturale tra comunità semitiche e comunità grecofone di origine ellenistica. Diverse confessioni cristiane, islamiche nonché altre religioni identificano Melek Ṭāʾūs con Lucifero o Shaytan (Satana).

Note

Voci correlate Pavone (araldica)

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Phasianidae Categoria:Taxa classificati da Linneo Categoria:Fauna asiatica Categoria:Fauna europea Categoria:Culto di Era Categoria:Taxa descritti nel 1758