Il Pantheon () in latino classico Pantheum,Plinio, Naturalis Historia 36.38.4: "Agrippae Pantheum decoravit Diogenes Atheniensis". è un edificio della Roma antica situato nel rione Pigna nel centro storico, costruito come tempio dedicato a tutte le divinità passate, presenti e future. Fu fondato nel 27 a.C. da Marco Vipsanio Agrippa, genero di Augusto, che lo dedicò alla dea Cibele e a tutti gli dei. Fu fatto ricostruire dall'imperatore Adriano presumibilmente dal 112 fino al 128 d.C. circa,. dopo che gli incendi dell'80 e del 110 d.C. avevano distrutto la costruzione precedente di età augustea.
È composto da una struttura circolare unita a un pronao in colonne corinzie (otto frontali e due gruppi di quattro in seconda e terza fila) che sorreggono un frontone. La grande cella circolare, detta rotonda, è cinta da spesse pareti in muratura e da otto grandi piloni su cui è ripartito il peso della caratteristica cupola emisferica in calcestruzzo che ospita al suo apice un'apertura circolare detta oculo, il quale permette l'illuminazione dell'ambiente interno. L'altezza dell'edificio calcolata all'oculo è pari al diametro della rotonda, caratteristica che rispecchia i criteri classici di architettura equilibrata e armoniosa. A quasi due millenni dalla sua costruzione, la cupola intradossata del Pantheon è ancora oggi una delle cupole più grandi del mondo,Classifica delle cupole più grandi del mondo Travel365.it e nello specifico la più grande costruita in calcestruzzo non armato, nonché l’edificio più imponente e meglio conservato che sia mai giunto fino a noi.
All'inizio del VII secolo il Pantheon venne donato dall'imperatore d'oriente Foca a papa Bonifacio IV e fu convertito in basilica cristiana chiamata Santa Maria della Rotonda. o Santa Maria ad Martyres, il che gli ha consentito di sopravvivere quasi integro alle spoliazioni patite dagli altri edifici della Roma classica. Gode del rango di basilica minore ed è l'unica basilica di Roma oltre a quelle patriarcali ad avere ancora un capitolo. Gli abitanti di Roma lo chiamavano popolarmente la RotonnaLa forma "Ritonna" è vastamente usata da Giuseppe Gioacchino Belli in numerosi fra i suoi sonetti (La Ritonna). ("la Rotonda"), da cui derivano anche il nome della piazza e della via antistanti.Piazza della Rotonda, nota anche come Piazza del Pantheon, è una piazza situata tra via della Rotonda e via del Pantheon, nei rioni Colonna, Sant'Eustachio e Pigna
Attualmente proprietà demaniale dello Stato italiano, dal dicembre 2014 il Ministero per i beni e le attività culturali lo ha gestito tramite il Polo museale del Lazio, e dal dicembre 2019 attraverso la Direzione Musei statali di Roma. Nel 2019 ha fatto registrare 8 955 569 visitatori, risultando il sito museale statale italiano più visitato.Dal comune di Roma Capitale https://www.comune.roma.it/web/it/i-numeri-di-roma-capitale.page
Etimologia La parola Pantheon è a tutti gli effetti un prestito greco che la lingua italiana ha mantenuto tramite il latino: in greco τό πάνθειον è un aggettivo sostantivato indicante "la totalità degli dei" e, nella maggior parte dei casi, sottintende il sostantivo ἱερόν ("tempio"). Dunque dal greco τό Πάνθειον (ἱερόν) ("Il tempio di tutti gli dei") è derivato il calco latino Pantheon, utilizzato da Plinio il vecchio,Gaio Plinio Secondo, Naturalis historia, xxxiv.13. che ha consegnato la parola alla lingua italiana.
Cassio Dione, un senatore romano di lingua greca, ipotizzava che il nome derivasse dalle numerose statue di dei collocate lungo le pareti dell'edificio o dalla somiglianza della cupola alla volta celeste.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, LIII.27. La sua incertezza lascia supporre che il nome Pantheon (o Pantheum) fosse soltanto un soprannome, non il nome ufficiale dell'edificio.
In effetti, il concetto che potesse esistere un tempio dedicato a tutti gli dei è opinabile. L'unico "pantheon" effettivamente tale registrato dalle fonti prima di quello di Agrippa si trovava ad Antiochia in Siria, sebbene fosse citato solamente da una fonte del VI secolo d.C..
Ziegler provò a raccogliere prove relativamente all'esistenza di panthea, ma la sua lista consiste solamente di semplici dediche quali "a tutti gli dei" o "ai dodici dei", che non sono necessariamente citazioni di veri e propri templi in cui si praticasse il culto di tutti gli dei.
Il Pantheon di Agrippa
Il primo Pantheon fu fatto costruire nel 27-25 a.C. da Marco Vipsanio Agrippa, amico e genero di Augusto, nel quadro della monumentalizzazione del Campo Marzio, affidandone la realizzazione a Lucio Cocceio Aucto.. Esso sorgeva infatti fra i Saepta Iulia e la basilica di Nettuno, fatti erigere a spese dello stesso Agrippa su un'area di sua proprietà, in cui si allineavano da sud a nord le terme di Agrippa, la basilica di Nettuno e il Pantheon stesso.
Sembra probabile che sia il Pantheon sia la basilica di Nettuno fossero sacra privata (edifici privati a uso sacro) di Agrippa e non aedes publicae (templi a uso pubblico). Questa funzione meno solenne potrebbe aiutare a spiegare perché si fosse persa così presto e facilmente la memoria del nome originario e la sua funzione (Ziolkowski ipotizza che in origine esso fosse il tempio di Marte in Campo Marzio).
L'iscrizione originale di dedica dell'edificio, riportata sulla successiva ricostruzione di epoca adrianea, recita: M·AGRIPPA·L·F·COS·TERTIVM·FECIT, ossia: Dai resti rinvenuti a circa 2,50 metri sotto l'edificio alla fine del XIX secolo, si sa che questo primo tempio era di pianta rettangolare (43,76×19,82 metri) con cella disposta trasversalmente, più larga che lunga (come il tempio della Concordia nel Foro Romano e il piccolo tempio di Veiove sul Campidoglio), costruito in blocchi di travertino rivestiti da lastre di marmoGrant, M. (1990). Il bimillenario di Agrippa. Italia: Dipartimento di Archeologia, Filologia Classica e loro Tradizioni..
L'edificio era rivolto verso sud, in senso opposto alla ricostruzione adrianea, preceduto da un pronao sul lato lungo che misurava in larghezza 21,26 metri. Davanti a esso si trovava un'area scoperta circolare, una sorta di piazza che separava il tempio dalla basilica di Nettuno, recintata da un muretto in opera reticolata e con pavimento in lastre di travertino. Sopra queste lastre ne vennero poi posate altre di marmo, forse durante il restauro domizianeo. L'edificio di Agrippa aveva comunque l'asse centrale che coincideva con quello dell'edificio più recente e la larghezza della cella era uguale al diametro interno della rotonda. L'intera profondità dell'edificio augusteo coincide inoltre con la profondità del pronao adrianeoBruno, A. (2022). IL PANTHEON DEL CIELO: CULTURE E RITI PER L'ASCESA STELLARE NEL PANTHEON “PLATONICO” DI ROMA. (n.p.): Amazon Digital Services LLC - Kdp., pp. 524-525, nota 1271..
La sola fonte che descrive quali fossero le decorazioni del Pantheon di Agrippa è Plinio il Vecchio, che lo vide di persona. Nella sua Naturalis Historia riporta, infatti, che i capitelli erano realizzati in bronzo siracusanoPlinio, Naturalis Historia XXXIV, 7.: Syracusana sunt in Pantheo capita columnarum a M. Agrippa posita. e che la decorazione comprendeva delle cariatidi e statue frontonali. Le cariatidi, collocate sulle colonne del tempio, furono scolpite dall'artista neoattico Diogenes di Atene.Plinio, Naturalis Historia XXXVI, 38.: Agrippae Pantheon decoravit Diogenes Atheniensis, et Caryatides in columnis Templi ejus probantur inter pauca operum, sicuti in fastigio posita signa, sed propter altitudinem loci minus celebrata.
Il tempio si affacciava su una piazza, oggi chiamata Piazza della Rotonda; sul lato opposto della basilica si trovava invece la Basilica di Nettuno, della quale sono ancora visibili alcuni resti.
Cassio Dione afferma che il "Pantheon" aveva questo nome forse perché accoglieva le statue di molte divinità o più probabilmente perché la cupola della costruzione richiamava la volta celeste (e quindi le sette divinità planetarie), e che l'intenzione di Agrippa era stata quella di creare un luogo di culto dinastico, dedicato agli dei protettori della gens Iulia (Marte e Venere), e dove fosse collocata una statua di Ottaviano Augusto, da cui l'edificio avrebbe derivato il nome. Essendosi l'imperatore opposto a entrambe le cose, Agrippa fece porre all'interno una statua del Divo Giulio (ossia di Cesare divinizzato) e, all'esterno, nel pronao, una di Ottaviano e una di sé stesso, a celebrazione della loro amicizia e del proprio zelo per il bene pubblico.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, LIII 27.
Distrutto dal fuoco nell'80,Cassio Dione Cocceiano, LXVI 24, 2. venne restaurato sotto Domiziano, ma subì una seconda distruzione nel 110 d.C. sotto Traiano a causa di un fulmine.Paolo Orosio, Historiarum Adversum Paganos Libri VII , VII,12: Pantheum Romae fulmine concrematum.
Il Pantheon adrianeo
Esiste l'opinione che sotto l'imperatore Adriano, ammiratore della cultura greca classica, l'edificio venne interamente ricostruitoS. H. A., Hadr. 19. tra il 112-115 e il 124, mentre un'ipotesi precedente collocava la ricostruzione tra il 118 e il 128. Si può ipotizzare che il tempio sia stato dedicato dall'imperatore durante la sua permanenza nella capitale tra il 125 e il 127.
I bolli laterizi (marchi di fabbrica annuali sui mattoni) appartengono agli anni 115-127. Ma soltanto come leggere correzioni nella parte alta dei muri. Maggior parte (98%) dei bolli laterizi appartengono agli anni 30-15 A.C. e quindi Adriano non ha riedificato ma effettuato soltanto dei piccoli ritocchi.
Ecco le altre versioni riguardo alla riedificazione del Pantheon, sempre errate. Secondo alcuni il progetto, redatto subito dopo la distruzione dell'edificio precedente in epoca traianea, sarebbe attribuibile all'architetto Apollodoro di Damasco..... È anche possibile, stando a considerazioni sulle irregolarità e le peculiarità della costruzione, che l'edificazione sia stata iniziata sotto Traiano, ripresa alla morte di questi da Adriano, interrotta per qualche tempo, poi completata con alcune variazioni al progetto iniziale, in particolare legate alla riduzione dell'altezza delle colonne del pronao da 50 a 40 piedi.
La rotonda è stata eretta su una robusta fondazione formata da un anello in calcestruzzo spesso 7,3 m e profondo 4,5 m.
Cronologicamente, dapprima fu realizzata la cella circolare, quindi l'avancorpo e, infine, il pronao.
Il pronao
Il pronao, ottastilo (16 colonne, 8 colonne di granito grigio provenienti dall'isola d'Elba e 8 colonne di granito rosa provenienti dalla cava di Mons Claudianus in Egitto), misura 34,20×15,62 m e fu innalzato di 1,32 m sul livello della piazza per cui vi si accedeva per mezzo di cinque gradini. L'altezza totale dell'ordine è di 14,15 m e i fusti hanno 1,486 m di diametro alla base.
Sulla facciata il fregio riporta l'iscrizione di Agrippa in lettere di bronzo, mentre una seconda iscrizione, in caratteri più piccoli, relativa a un modesto restauro compiuto nel 202 d.C. da Settimio Severo e Caracalla, fu incisa sull'architrave sotto alla prima..L'iscrizione recita: Imp. Caes. L. Septimius Severus et Imp. Caes. M. Aurelius Antoninus Pantheum vetustate corruptum cum omni cultu restituterunt. Il frontone doveva essere decorato con figure in bronzo, fissate sul fondo con perni di cui si vedono le sedi nel marmo del frontone.
All'interno, quattro file di due colonne (poste in corrispondenza della prima, terza, sesta e ottava colonna della prima fila) dividono lo spazio in tre navate: quella centrale più ampia conduce alla grande porta di accesso della cella, mentre le due laterali terminano su ampie nicchie che dovevano ospitare le statue di Augusto e di Agrippa qui trasferite dall'edificio augusteo.