Lalaccia, nota anche come salacca, (Sardinella aurita ) è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Clupeidae, comune nel mar Mediterraneo.
Distribuzione e habitat L'areale di S. aurita comprende ambedue le sponde dell'oceano Atlantico nelle fasce tropicali e subtropicali. Lungo la costa americana è diffusa da capo Cod all'Argentina comprendendo anche il mar dei Caraibi e il golfo del Messico. Sulle coste orientali dell'Atlantico è distribuita dallo Stretto di Gibilterra al Sudafrica compresi il mar Mediterraneo e il mar Nero. Si incontra anche sulle isole oceaniche come la Canarie. Nel Mediterraneo questa specie termofila è storicamente molto più presente nella parte meridionale del bacino anche se, in seguito al fenomeno della meridionalizzazione del mar Mediterraneo, a partire dagli inizi del XXI secolo è divenuta comune in tutto il bacino, comprese le coste settentrionali.
Si tratta di una specie pelagica costiera diffusa dalle acque prossime alla riva al limite della piattaforma continentale fino a 350 metri di profondità. Di solito vive in acque prossime alla superficie ma si sposta più in profondità nei mesi più caldi. Tende ad effettuare una migrazione quotidiana spostandosi in superficie di notte.
Descrizione A prima vista appare molto simile alla comune sardina. Il corpo è allungato e abbastanza compresso lateralmente. L'occhio è grande e parzialmente coperto da una palpebra adiposa, la bocca piuttosto ampia, priva di denti visibili e con la mascella inferiore leggermente sporgente. La sagoma è più tozza rispetto alla sardina. Manca la striatura sull'opercolo tipica della sardina. È presente una carena di scaglie rigide (scudetti) che percorre tutto il ventre, queste scaglie sono scarsamente rilevate. La pinna dorsale è unica ed è formata da 17-20 raggi molli, la pinna anale conta 13-19 raggi, dei quali i due più posteriori sono più lunghi degli altri. Le pinne pettorali sono piuttosto lunghe, di forma falcata. Le pinne ventrali sono inserite sotto alla metà della pinna dorsale e sono composte da 7 raggi. La pinna caudale è ampia, biloba, con lobi appuntiti, alla base porta due scaglie allungate. Le scaglie cadono abbastanza facilmente al contatto, sono tuttavia meno caduche che nella sardina.
La colorazione è blu verdastra sul dorso con ventre e fianchi argentati, sul fianco è presente una fascia longitudinale dorata molto visibile nell'animale vivo ma che scompare lentamente dopo la morte. Sul bordo superiore dell'opercolo branchiale è presente una macchietta nera. Il muso e l'apice delle pettorali sono scuri.
La taglia è più grande che nella sardina e può raggiungere eccezionalmente i 41 cm per 420 grammi di peso, la taglia media si aggira sui 25 cm.
Biologia La longevità massima raggiunge i 7 anni.
Comportamento Si tratta di una specie gregaria che forma banchi, anche molto grandi.
Riproduzione Si riproduce tutto l'anno nei mari tropicali, nel Mediterraneo tra giugno e settembre. Le uova hanno un diametro fra 1,18 e 1,44 mm e sono pelagiche. La maturità sessuale viene raggiunta a due anni e a una lunghezza di 14-16 cm.
Alimentazione Si ciba di organismi planctonici sia dello zooplancton che del fitoplancton. Tra le prede più comuni si hanno diatomee, dinoflagellati, crostacei (copepodi, anfipodi, ostracodi, cladoceri, misidacei e larve di decapodi), uova e larve di pesci, larve di molluschi e sifonofori. Si tratta di un animale molto vorace che attacca qualunque cosa si muova nel suo raggio di azione.
Predatori È parte importante della catena alimentare oceanica e mediterranea e costituisce una preda di numerosi predatori. Tra gli altri viene catturata da pesci spada, wahoo, lampughe, ricciole, naselli, palombi, Chirocentrus dorab, sterne stolide e sterne fosche.
Pesca Viene catturata con gli stessi attrezzi utilizzati per sardine ed acciughe, prevalentemente reti da circuizione. Al contrario di queste due specie, abbocca facilmente alle esche sia naturali che artificiali, soprattutto a quelle impiegate per pescare sgombri e sugarelli. Si pesca anche a traina. Le carni sono buone ma considerate inferiori a quelle della sardina perché più oleose.
Conservazione S. aurita è diffusa su un vastissimo areale nel quale è generalmente abbondante. Lo sforzo di pesca è notevole in alcune parti dell'areale ma non si notano segni di sovrapesca se non in Africa occidentale dove gli stock sono in decremento. Si tratta di una specie a rapida crescita e a vita breve, le cui popolazioni hanno grandi capacità di recupero. La IUCN classifica la specie come "a rischio minimo".
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Clupeidae Categoria:Taxa classificati da Achille Valenciennes Categoria:Taxa descritti nel 1847