Il Carnevale di Massafra - Magia dello Jonio è una manifestazione carnascialesca, tra le più importanti della Regione Puglia, che si svolge con cadenza annuale nella città di Massafra, in provincia di Taranto.
Considerato uno dei più festosi, a differenza di altri carnevali la maggior parte del percorso della sfilata dei carri non è transennata e cittadini e forestieri possono partecipare direttamente all'animazione e al divertimento.
Il governo italiano lo ha riconosciuto come uno dei Carnevali storici d'Italia.
Storia Le origini
Il Carnevale di Massafra inizia per tradizione plurisecolare il 17 gennaio, giorno in cui ricorre la festa di Sant'Antonio abate, da cui deriva il detto popolare: In questa giornata, i contadini, i massari e le donne di casa conducevano il proprio bestiame all'annuale cerimonia della benedizione degli animali domestici e da lavoro, che veniva impartita nello spiazzo antistante l'antica chiesa rupestre di Sant'Antonio abate, di proprietà del Capitolo, che prima della costruzione dell'Ospedale Pagliari, si trovava in aperta campagna, fuori le porte dell'abitato.
Un giorno di festa rispettato da tutti, allietato da manifestazioni popolari come l'accensione del falò nelle strade, il "tiro al caciocavallo" sullo spalto orientale della Gravina di San Marco e il gioco della Cuccagna: nella serata stessa poi, in casa del vincitore della cuccagna, si banchettava e "si menava la scianghe", come allora si intendeva dire per quei balli troppo focosi.
Dal 17 gennaio in poi, le feste si ripetevano a ritmo serrato tutte le domeniche e i giovedì di carnevale, ognuno dei quali assumeva un proprio nome ed un particolare significato. Si avevano così: il giovedì dei monaci, il giovedì dei preti, il giovedì dei cornuti (o degli sposati) e per ultimo il giovedì dei pazzi (o dei giovani). Seguiva il giovedì della cattiva (cioè della vedova), che coincideva con il primo giovedì di Quaresima.
Fino alla seconda metà del XX secolo, era consuetudine tra monaci e preti festeggiare il "proprio" giovedì, scambiandosi un cordiale invito a pranzo, mentre in quello dei cornuti si festeggiava con un lauto pranzo nell'ambito familiare, con salsizze arrestute (salsicce alla griglia) e vino in quantità.
Nel giovedì dei pazzi, la festa esplodeva in tutta la sua magnificenza nelle piazze e nei vicoli. I giovani rientravano con qualche ora di anticipo dal lavoro e si mascheravano imitando coppie di sposi, gobbi, "sciancati" e, uscendo di casa, facevano il rituale giro per le famiglie. Il porta-maschere ed altri amici in borghese facevano corona cantando:
Particolare era la battaglia a suon di cannellini e fagioli lanciati dai "Signori" sulle carrozze, a cui rispondevano i "borghesi" a piedi con arance e mazzi d'insalata e tutto quello che gli erbivendoli avevano sulle panche.
Ancora più caratteristica era la processione dei "felpaioli" che, incappucciati e salmodiando scurrilità, portavano in spalla Sant'Accione, rappresentato da Giovanni Franchino detto Piciunno, che riceveva omaggi gastronomici dai beccai del tempo.
Sant'Accione sfilava di domenica lasciando il posto il martedì alla sfilata dei carrettieri, capeggiati da Vincenzo il Tarantino, che portavano in processione un carnevale in fin di vita, raccogliendo doni e cibarie da negozi, cantine e caffè. Il trionfante corteo, armato di siringhe e clisteri, era aperto da un caratteristico gruppo con vasi da notte pieni di brasciole (involtini di carne) e polpette de cavadde (polpette di carne di cavallo) che venivano mangiati con le mani, offrendoli anche ai numerosi forestieri che affollavano le vie del paese, e cantava in coro:
che tradotto significa:
Il Carnevaletto
Come attestano alcuni documenti settecenteschi della Confraternita massafrese del Sacramento, si usava celebrare il Carnevaletto, che consisteva in un rito riparatorio di tre giorni per chiedere perdono a Gesù per le offese arrecategli durante il carnevale.
Si annoverano, inoltre, le processioni notturne a scopo di penitenza, indette intorno agli anni venti per tutti i giovedì di Quaresima dal passionista a riposo P. Vincenzo Martucci e dal giovane Luigi Russo, nonché quelle dei venerdì di marzo, che si svolgevano nella gravina della Madonna della Scala, con la visita alle tre cappelle dei Crucifissi.
Il primo giovedì di Quaresima era riservato, come già detto, ai vedovi e alla vedova, quando la carne era ormai a stecchetto e le macellerie erano chiuse. Si racconta di come una vedova andasse in beccheria per comprare la carne, trovando che tutto era esaurito: un'allusione alle ristrettezze che devono coronare il resto della vita di una povera donna ridotta allo stato vedovile.
La nascita dell'odierno Carnevale
Nel 1951, alla vigilia della Quaresima, alcuni giovani massafresi organizzarono uno scherzo: affissero dei manifesti che annunciavano una corrida per l'ultima domenica di carnevale nell'allora piazza principale della città e il giorno dell'evento, con i cittadini preoccupati perché ignari della beffa, si presentò un bizzarro corteo, con un toro di cartapesta sorretto da due ragazzi, quadrillas, un matador, un veterinario in camice bianco e picadores a cavallo di manici di scopa.
L'anno successivo, il 24 e 26 febbraio si tenne un primo concorso a premi di gruppi mascherati: risultarono vincitori i quaranta elementi della filodrammatica "Goldoni" con L'Imperatore di Capri.
Infine, nel 1953 il Comune di Massafra organizzò la prima edizione del Carnevale massafrese, con la tradizionale sfilata dei carri.
Eventi recenti
Tra gli anni Novanta e gli inizi del nuovo secolo, il Carnevale di Massafra ha visto accentuarsi sempre più la vis polemica tra carristi e Amministrazione comunale a causa dell'assenza di strutture idonee alla costruzione e al ricovero dei carri allegorici. Numerose sono state le manifeste espressioni di malcontento: nello specifico, lo sciopero della cartapesta proclamato dall'ass. Chiacchiere e Frutte nel 2004, il movimento Tivotose per far sottoscrivere agli allora candidati Sindaco la promessa della posa della prima pietra della Cittadella nei primi 100 giorni di governo nel 2006 e infine l'imponente sciopero organizzato dall'associazione dei carristi nel 2010.
In occasione del cinquantesimo anniversario della manifestazione, l'edizione del 2003 fu associata alla Lotteria Italia.
Alcuni carristi negli ultimi anni si sono "trasferiti" al Carnevale di Viareggio, raggiungendo buoni risultati. La manifestazione massafrese, oltremodo, sta suscitando sempre maggior attenzione e interesse anche a livello nazionale, con il riconoscimento del Carnevale di Massafra tra i Carnevali storici d'Italia ammessi a finanziamento dal Mibact nel 2016.
La preparazione dei carri
Il processo di allestimento dei carri è abbastanza complesso e dura all'incirca 4-5 mesi.
La prima fase è quella della creazione di una forma in argilla: bisogna dare alla forma tutti i minimi dettagli, senza trascurare nulla in modo da farla divenire caratteristica.
Quando la forma d'argilla è completa, essa viene ricoperta di olio e su di essa viene colato il gesso, sul quale, dopo che si sarà raffreddato e che verrà cosparso di olio, verrà fatta aderire la cartapesta.
La carta utilizzata per la cartapesta è quella dei quotidiani, imbevuta di una colla prodotta con acqua e farina: la carta viene divisa in strisce sottili e viene fatta aderire al calco. Appena sarà asciugata, la cartapesta viene staccata dal calco e assemblata con l'aiuto di cartoncini e colla a caldo.
Dopo questo passaggio, il "pupo" è rivestito di cartacemento, dopodiché è pronto per essere dipinto ed infine lucidato.
Le strutture: il progetto della Cittadella del Carnevale Ad oggi, il Carnevale di Massafra non dispone di strutture idoneamente progettate e utilizzabili per la realizzazione delle opere carnascialesche, ma sono stati diversi gli interventi e le polemiche divampate per la risoluzione della problematica. La richiesta insistente della costruzione della "Cittadella del Carnevale" ha ispirato diversi carri allegorici negli anni, come Dal romanzo di Alessandro Manzoni, ecco a voi i promessi capannoni nel 1994 e L'illusione continuerà nel 1995 dei fratelli Bruno e Mimmo Fumarola, Dateci spazio di Festa e D'Aniello nel 1994, La storia infinita dell'Art Project 3D nel 1996.
Nel 2004 i cartapestai appartenenti all'Associazione Chiacchiere e Frutte indissero uno sciopero realizzando solo un gruppo mascherato, in cartone e legno, lamentando il ritardo del pagamento dei premi ai carristi vincitori e la mancanza di strutture idonee per la realizzazione dei carri allegorici.
L'anno successivo, l'allora Sindaco Giuseppe Cofano consegnò ai cartapestai in comodato d'uso i locali dell'ex Macello Comunale, ormai dismesso da anni. Tali strutture, utilizzate sino al 2016, sono sempre state carenti nel rispetto delle norme di sicurezza e di igiene, risultando inoltre di dimensioni insufficienti per ospitare le strutture dei carri, per la maggior parte dunque realizzate all'aperto, con tutti i rischi dell'esposizione alle intemperie.
Nel 2006, in occasione delle elezioni comunali, i cartapestai lanciarono la proposta "Ti voto se", con cui si chiedeva ai candidati sindaco aderenti di promettere, in caso di vittoria, la posa della prima pietra della Cittadella del Carnevale di Massafra entro i primi 100 giorni di amministrazione. La promessa non fu però mantenuta.
Nel 2008 fu costituita una società consortile tra Amministrazione e cartapestai a cui fu affidata la gestione delle edizioni del Carnevale, con l'obiettivo anche di preparare le basi per la costruzione della futura Cittadella.
Nell'autunno del 2009 i carristi, in vista dell'edizione imminente del Carnevale, paventarono l'ipotesi di uno sciopero generale della cartapesta, qualora non fossero stati ascoltati sulla manutenzione e sul rinnovo del comodato d'uso delle strutture dell'ex Macello Comunale, sul progetto della futura Cittadella e sull'aumento dei premi in palio. L'amministrazione comunale, dopo una prima sembianza di pacificazione e l'intervento della Provincia, non raggiunse un accordo e coinvolse altre realtà cittadine, in primis le Scuole, nella realizzazione della sfilata carnascialesca: i cartapestai non realizzarono dunque alcun carro, eccetto un carrista, la cui opera però subì ingenti danni a causa di un incendio ad opera di ignoti due giorni prima della sfilata.
A fine 2010, a pochi mesi dalle elezioni amministrative, il Comune di Massafra partecipò al Bando della Regione Puglia "Il mondo che vorrei" per il recupero ambientale di cave dismesse di proprietà pubblica, individuando una cava di tufo inutilizzata, nel nascente quartiere "Belvedere" e accanto ad un parco pubblico cittadino, da adibire a spazio per la costruzione dei capannoni della Cittadella del Carnevale. La finalità del Bando, tuttavia, era ben diversa e il progetto fu escluso dalla graduatoria finale sia dalla Regione poco prima delle votazioni, nell'aprile 2011, sia dal TAR di Lecce, nel merito del ricorso del Comune contro il provvedimento, nel dicembre successivo.
Nel settembre 2011 si paventò l'ipotesi di un nuovo sciopero della cartapesta per l'edizione del 2012, dinanzi al ritardo del saldo dei premi assegnati nel concorso appena passato. A pochi mesi dalla sfilata fu però raggiunto un accordo con l'Amministrazione comunale e il Carnevale, seppur con soli 5 carri allegorici di dimensioni "ridotte", si svolse regolarmente, prevedendo anche la possibilità di un'aggiuntiva edizione estiva, che però non ebbe luogo: secondo gli accordi, il Sindaco provvide al saldo richiesto dei premi in denaro, la società consortile fu liquidata a giugno 2012 per far spazio ad un nuovo ente indipendente dalla politica a cui affidare l'organizzazione della manifestazione, tuttora ancora non costituito, e fu promesso l'impegno nel reperire Fondi europei per la realizzazione della Cittadella.