Gli angeli è un brano cantato da Vasco Rossi e scritto dallo stesso interprete per le parole e da Tullio Ferro per la musica, tratto dall'album Nessun pericolo... per te, pubblicato il 14 maggio 1996.

Descrizione Per questo singolo sono state pubblicate tre versioni, tutte differenti tra loro: il 12 luglio 1995 fu pubblicata una versione in musicassetta, il 20 gennaio 1996 fu pubblicata una versione CD e nel 2002, in contemporanea all'uscita di Tracks, fu pubblicata una versione chiamata SpecialPACK contenente una versione VHS del singolo ed allegato un DVD con contenuti speciali ed il making of del video del singolo.

Significato del brano

La canzone è dedicata a Maurizio Lolli, grande amico nonché primo manager di Vasco, scomparso il 21 agosto 1994 all'età di 43 anni per un tumore ai polmoni. Il dolore per l'amico malato era stato anche un tema del libro Diario di bordo del capitano (1995).

Testo integrale del brano:

Quello che si prova

Non si può spiegare qui

Hai una sorpresa

Che neanche te lo immagini

Dietro non si torna

Non si può tornare giù

Quando ormai si vola

Non si può cadere più

Vedi tetti e case

E grandi le periferie

E vedi quante cose

Sono solo fesserie

E da qui, e da qui

Qui non arrivano gli angeli

Con le lucciole e le cicale

E da qui, e da qui

Non le vedi più quelle estati lì

Quelle estati lì

Qui è logico

Cambiare mille volte idea

Ed è facile

Sentirsi da buttare via

Qui non hai la scusa

Che ti può tenere su

Qui la notte è buia

E ci sei soltanto tu

Vivi in bilico

E fumi le tue Lucky Strike

E ti rendi conto

Di quanto le maledirai

E da qui, e da qui

Qui non arrivano gli ordini

A insegnarti la strada buona

E da qui, e da qui

Qui non arrivano gli angeli

Il brano, dedicato all'amico Maurizio Lolli, parla del diventare adulti e della consapevolezza di ciò che non si rivivrà più come da ragazzi.

Vasco inizia il brano dicendo: “Hai una sorpresa che neanche te lo immagini”, perché si scoprirà presto che ciò che pensiamo e desideriamo da adolescenti, immaginando che sia tutto più semplice e di non dover rendere conto nessuno, genitori in primis, non corrisponde alla realtà.

Continua la canzone: “Dietro non si torna, non si può tornare giù. Quando ormai si vola, non si può cadere più”. Che sta a significare che quando si diventa adulti, non si può tornare indietro. Si deve vivere la vita con le responsabilità che prima non avevi.

“Vedi tetti e case, e grandi le periferie. E vedi quante cose, sono solo fesserie”. Qui si intende dire che tutto ciò che da ragazzi ci sembrava enorme e, a volte, inaccettabile, in confronto al peso della vita da portare avanti da adulti, erano solo fesserie.

Dopo un piccolo "quadro" in cui Vasco dipinge "quelle estati li", con le lucciole e le cicale, caratteristiche dei nostri pomeriggi estivi da adolescenti, eccoci davanti alla realtà del ragazzo diventato uomo:

“Qui è logico, cambiare mille volte idea. Ed è facile, sentirsi da buttare via. Qui non hai la scusa, che ti può tenere su. Qui la notte è buia, e ci sei soltanto tu”. In questa parte si parla di quanto nella vita da adulti si abbiano comunque dubbi e poche certezze e che ciò possa portare anche a sentirsi inadeguato. Nonostante tutto, qui non basta una scusa a risolvere una situazione, qui serve rimboccarsi le maniche per andare avanti e fare affidamento su se stessi.

Finisce il testo del brano dicendo che qui non arrivano gli ordini a insegnarti la strada buona. Quegli angeli sono (o erano) i nostri genitori che sapevano indirizzarci sulla strada buona e correggere una certa situazione anche con quegli "ordini" che all'epoca ci sembravano un fastidio o addirittura ingiusti.

Il brano si conclude con un assolo notevole di circa 2 minuti e 20 secondi, che sembra richiamare un lamento o un pianto di una persona, nel quale Vasco ci lascia tutto il tempo di riflettere su quei momenti che da piccoli ci facevano soffrire e che invece oggi sarebbero (ancora) un vero sostegno nella nostra vita adulta.

Il vizio del fumo di Lolli viene ricordato nel testo della canzone:

Secondo quanto dichiarato dallo stesso Vasco Rossi in un post commemorativo su Facebook, Gli angeli sarebbe stata scritta quando Lolli era ancora vivo, anche se già in pessime condizioni a causa della malattia: il rocker emiliano avrebbe anche fatto ascoltare all'amico una prima versione del brano, in un momento di grande commozione per entrambi.

Stef Burns, chitarrista di Vasco dal 1995, ha dichiarato in un'intervista a Rock TV che Gli angeli è il suo brano preferito da eseguire nei concerti, per la grande carica emotiva trasmessa.

Video musicale Il videoclip relativo è diretto dal regista Roman Polański con la collaborazione di Stefano Salvati ed è il più costoso mai realizzato nella storia della musica italiana. Il video vede protagonista Vasco Rossi che fluttua nello spazio solitario e intorno a lui gravitano alcuni oggetti simbolici fino all'incontro con un Angelo-donna completamente nudo, ma assai seducente (la modella brasiliana Marianne Cotrin, nota per aver avuto una storia con Prince), che lo ributta sulla Terra con un potente bacio all'idrogeno.

Formazione voce: Vasco Rossi batteria: Vinnie Colaiuta basso: Randy Jackson chitarre: Stef Burns, Michael Landau chitarra solista: Michael Landau tastiere: Tullio Ferro archi arrangiati da Celso Valli cori: Clara Moroni, Silvio Pozzoli, Nando Bonini

Note

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