Le saetas sono canti religiosi spagnoli di venerazione. La saeta è generalmente improvvisata e senza accompagnamento, eseguita nelle processioni della Settimana Santa e ha origine nel folclore andaluso. Si tratta di una melodia di esecuzione libera, piena di lirismo, di influenza araba. Attinge allo stile del cante jondo proprio della tradizione musicale del flamenco.
Il testo è composto di vari versi ottonari e ha sempre un significato religioso che allude ai fatti e personaggi della Passione. Si canta in onore delle immagini dei pasos (macchine a spalla) che sfilano per le strade durante la Settimana Santa.
Musica e interpretazione La Saeta è un canto religioso spagnolo risalente molti secoli addietro. La Saeta antigua [vecchia Saeta] probabilmente sorse dalla recitazione di salmi sotto l'influenza della musica liturgica.Ángel Álvarez Caballero a pagg. 126-127. "Le Saetas variano fortemente in forma e stile, classificabili dalle semplici melodie sillabiche alle molto più complesse e ornamentali.""Saetas vary greatly in form and style, ranging from simple syllabic melodies to highly ornamented ones." - Willi Apel, Harvard Dictionary of Music (Cambridge: The Belknap Press 1944, 1969) at 748. Fin dal XIX secolo, comunque, le Saetas più in uso hanno incorporato distinti elementi associati alla musica del Flamenco, particolarmente le siguiriyas.Ángel Álvarez Caballero a pagg. 125-129. La Saeta è meglio conosciuta per il suo risvolto doloroso e luttuoso durante la Settimana Santa,La settimana nel calendario della Chiesa dell'Entrata in Gerusalemme, l'Ultima cena, la Crocifissione, e la Resurrezione."Saetas vary greatly in form and style, ranging from simple syllabic melodies to highly ornamented ones." - Willi Apel, Harvard Dictionary of Music (Cambridge: The Belknap Press 1944, 1969) at 748. quando dalla tradizione cattolica il canto è eseguito durante le processioni da religiosi confraternite che vanno per le strade di città e villaggi nel sud della Spagna.Ángel Álvarez Caballero at 127.Domingo Manfredi Cano at 183-184. Possedendo una intensità emozionale nei lamenti, e pregnanza drammatica, la Saeta è cantata dal saetero, spesso da un balcone, e può essere indirizzata alla statua di Gesù sottostante, nella sua agonia lungo la via Via Dolorosa, o a quella della sofferente madre Maria.José Carlos de Luna at 51-52. Queste e altre statue sono montate su piattaforme e portate lungo le strade sulle spalle dai penitenti che passano tra la folla.Timothy Mitchell a pagg. 137-154, 170-180. L'immediata commovente risposta della Saeta, spesso di intensa contrizione, può essere la ragione del suo nome, poiché la parola saeta in spagnolo significa "freccia o freccetta" (o anche "germoglio di vite" o "lancetta di orologio" o "ago magnetico").Andrés Batista at 16, 72.
Le Saetas sono cantate devozionalmente all'aperto nei giorni di Quaresima, o anche durante il periodo di Natale.Willi Apel, Harvard Dictionary of Music (Cambridge: The Belknap Press 1944, 1969) at 748. Una speciale forma di Saeta (la saeta carcelera) è cantata durante le visite nelle prigioni da parte di alcune confraternite.Timothy Mitchell at 76-79. Molte delle città dell'Andalusia hanno un loro peculiare stile di Saeta.Julian Pemartin at 138.
È frequente cantare a cappella. Derivate dal flamenco, le musiche sono le melismas, terciosTercio equivale a verso, ovvero, ognuno dei versi di cui si compone la copla del cante flamenco. - Tercio de entrada (verso iniziale), Tercio de remate (verso finale)., e altri ornamenti. Essendo una dei cantes a palo seco, il cantore può anche essere accompagnato da tamburi battenti, o da corni. Ogni accompagnamento è in genere in 2/4 o 6/8.La saeta nelle siguiriyas può oscillare tra i 3/4 e i 6/8. Andrés Batista a pagg. 16, 18, 72, 74. Comunemente il saetero canta in chiave minore finendo sulla dominante; la velocità [meter] dei differenti versi sarà spesso variata secondo l'interpretazione. Vengono considerate le origini Arabe ed ebraiche.Ángel Álvarez Caballero at 126, quoting Durán Muñoz, Andalucía y su cante (1968).Félix Grande at I: 161-162, riferito a Kol Nidrei.
I palos del flamenco adottati dalla Saeta includono specialmente le siguiriyas e le martinetes, altri includono la saeta por soleares, por polos, por cañas, e por fandangos.Ángel Álvarez Caballero a pag. 129; Citando Hipólito Rossy: "El martinetes ormai non suena a martinetes, ma a saeta." Il cantore Manuel Torre (1878-1933) era rinomato per le sue Saeta.Ángel Álvarez Caballero at 199-200.
Di un diverso retaggio, la Saeta è diventata un frutto artistico emozionante di molte culture. I Gitani "si sentono identificati con gli episodi della Passione e considerano Gesù come un fratello caduto in disgrazia che soffre persecuzione e morte."se sienten identificados con los episodios de la Pasión y consideran a Jesús como un hermano en desgracia que sufre persecusión y muerte. - Ángel Álvarez Caballero at 129." Niente ovviamente può sostituire, per la dedizione e il contegno, il testimone della Saeta.
Si dice che gli Andalusi devono parlare a Dio durante la Settimana Santa, cantando la Saeta durante la processione della cofradía essendo una modalità di scelta.Domingo Manfredi Cano a pag. 183.
Audio e Video Maestros de la Saeta. Semana Santa en Sevilla (CD by Planet Records 1993). Evidentemente dal 1930 al 1960s, includendo la famosa Niña de los Peines e Manuel Vallejo. YouTube presenta video di recenti interpretazioni di Saeta, alcune durante la processione della Settimana Santa.
Saeta e altri forme musicali Joaquín Turina, "Jueves Santo a medianoche (Desfile de una cofradía por una callejuela)" in his Sevilla. Suite pintoresca, Opus 2, no. 2 (Sevilla 1908) [Classical]. Miles Davis, "Saeta" in his album Sketches of Spain (Columbia Records: recorded 1959-1960, released 1960), at band 4 (5:06), written by Gil Evans [Jazz].
Note
Bibliografia Ángel Álvarez Caballero, El cante flamenco (Madrid: Alianza Editorial 1994, 1998). Andrés Batista, Maestros y Estilos. Manual Flamenco (Madrid 1985). José Carlos de Luna, De cante grande y cante chico (Madrid: Editorial Escelicer 3d ed. 1942). Anselmo González Climent, Flamencologia (Madrid: Editorial Escelicer 1964). Félix Grande, Memoria del Flamenco (Madrid: Espasa-Calpe 1979), 2 volumes. Domingo Manfredi Cano, Geografia del cante jondo (Madrid: Editorial Bullón 1963). Timothy Mitchell, Passional Culture. Emotion, Religion, and Society in Southern Spain (Philadelphia: University of Pennsylvania 1990). Julian Pemartin, El cante flamenco. Guia alfabetica (Madrid: Afrodisio Aguado 1966).
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