Ha studiato alla Scuola di Ceramiche a Karlovy Vary (si è ritirato nel 1959) e da allora è stato impiegato in molti lavori, per lo più manuali. Nel 1961, dopo aver pubblicato il suo libro-debutto di poesie, si è velocemente affermato come uno dei più amati scrittori della sua generazione. Durante gli anni '70 e '80 (quando non gli era permesso di pubblicare libri) ha preparato molti spettacoli radiofonici su famosi poeti del mondo (in cui spesso - proprio per via del suo amore per le burle - ha scritto lui stesso molte delle poesie), ma i suoi libri non hanno potuto essere pubblicati ufficialmente. Dopo la Rivoluzione di Velluto ha lavorato per un settimanale. Ora lavora come editore nella Edice současné české poezie. È anche un rinomato traduttore dal tedesco, dall'olandese, dall'italiano, dal latino, dal francese e dal russo. Il suo lavoro come editore è maggiormente focalizzato sui poeti cechi dimenticati degli ultimi tre secoli. Un altro poeta ceco, Ewald Murrer, è suo figlio. Ivan Wernisch vive a Praga.

Opere

Dopo la sua prima coppia di libri, piuttosto giocosi, la sua poesia ha cominciato a diventare qualcosa di più onirico ed anche più assurdo. Le sue poesie, piene di grande fantasia basate su neologismi, paesaggi assurdi e parafrasi da altri scrittori, dal 1989 sono diventate sempre più tristi, se non tragiche, ad ogni nuovo libro. È stato influenzato sia dal dadaismo che dall'espressionismo. Gabriele D'Annunzio appare come personaggio in alcuni libri di Ivan Wernisch. I suoi libri, tradotti, sono stati pubblicati in Germania, Italia, Ucraina, Polonia e Stati Uniti. Ha ricevuto il premio Seifert, il Premio Capri e il Premio Franz Kafka.

Libri di poesia

Kam letí nebe (1961) Těšení (1963) Zimohrádek (1965) Dutý břeh (1967) Loutky (1970) Zasuté zahrady (výbor z ineditních sbírek) (1984), Londra Žil, nebyl (výbor z let 1970-84) (1988), Monaco di Baviera Včerejší den (výbor z let 1965-1989) (1989) Frc (překlady, překrady) (1991) Ó kdežpak (1991) Doupě latinářů (1992) Zlatomodrý konec stařičkého léta (1994) Pekařova noční nůše (1994) Jen tak (1996) Proslýchá se (1996) Cesta do Ašchabadu neboli Pumpke a dalajlámové (1997) Z letošního konce světa (eteronimo Václav Rozehnal) (2000) Cesta do Ašchabadu neboli Pumpke a dalajlámové (2000) Lásku já nestojím (2001) Bez kufru se tak pěkně skáče po stromech neboli Nún (2001) Půjdeme do Mů (2002) Blbecká poezie (2002) Růžovejch květů sladká vůně (Virtuos na prdel) (2003) Hlava na stole (2005) Býkárna (+ Michal Šanda e Milan Ohnisko) (2006) Nikam (2010)

Editore (selezione)

Zapadlo slunce za dnem, který nebyl / Zapomenutí, opomíjení a opovrhovaní. Z jiné historie české literatury (léta 1850-1940) (2001) Píseň o nosu / Zapomenutí, opomíjení a opovrhovaní. Z jiné historie novočeské literatury (od počátků až do roku 1948) (2005) Quodlibet aneb jak se komu co líbí (2008) Kdo to čte, je prase (2008)

Per bambini

Střelnice (1987)

Libri di poesia all'estero

Es beginnt der gestrige Tag: Gedichte, 1990, Germania Cmentarz objazdowy, 1991, Polonia. trad. di Leszek Engelking Ausgewühlte Schriften, 1994, Germania Pchli teatrzyk., Polonia 2003, 2007, trad. di Leszek Engelking Corre voce ovvero la morte ci attendeva altrove, 2005, Italia; a cura di Annalisa Cosentino, trad. di Ivana Oviszach e Anna Maria Perissutti, fotografie di Michal Šanda In the Puppet Gardens: Selected Poems, 1963-2005, 2007, Stati Uniti

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