È stato deputato alla Camera dal 9 maggio 1996 al 14 marzo 2013 per Forza Italia, dove ha ricoperto diversi incarichi di partito, e Il Popolo della Libertà e quattro volte ministro nei governi Berlusconi (interno, attuazione del programma di governo, attività produttive e sviluppo economico).
Biografia Antonio Claudio Scajolal'Unità, 14-12-1983, pag. 6 nasce ad Imperia il 15 gennaio 1948 da Maria Vittoria Truini e Ferdinando Scajola, dirigente antifascista ed impiegato dell'INPS, che fonda ad Imperia la sezione della Democrazia Cristiana (DC), diventandone il segretario provinciale e ricoprendo poi l'incarico di sindaco della città (1951-1954). Anche il fratello Alessandro ricopre la carica di primo cittadino d'Imperia (1974-1975; 1977-1979), oltreché quella di deputato alla Camera per la DC (1979-1987). Il figlio di quest’ultimo, Marco, dal 2015 è assessore regionale in Liguria per Forza Italia e Cambiamo!.
Seguendo l'esempio del padre, morto prematuramente, e del suo padrino di cresima Paolo Emilio Taviani, Scajola milita nella Federazione universitaria cattolica italiana (FUCI) e nel movimento giovanile della Democrazia Cristiana, entrando presto nella Direzione Nazionale. Frequenta poi, laureandosi, il corso di laurea in giurisprudenza all'Università di Genova.
All'età di 23 anni, dà inizio alla sua carriera come amministratore pubblico, diventando dirigente Inadel. Nel 1975, a soli 27 anni, viene nominato presidente dell'ospedale regionale di CostaraineraFranco Bianchi, “Imperia 80”, Editore Amadeo, e successivamente assume la presidenza dell'USL di Imperia.
Durante quegli anni Scajola si sposa con Maria Teresa Verda, da cui nascono i figli Pier Carlo e Lucia.
Consigliere comunale e Sindaco di Imperia Alle elezioni amministrative del 1980 si candida al consiglio comunale di Imperia, nelle liste della DC, risultando eletto consigliere comunale e diventando il 29 ottobre 1983 sindaco di Imperia, a soli 34 anni il più giovane d'Italia in una città capoluogo di provinciaVolume "Claudio Scajola. L'uomo, le idee e i risultati" pag. 11; record superato soltanto nel 2023 dal sindaco di Vicenza Giacomo Possamai (Partito Democratico), eletto a 33 anni. Assume l'incarico in sostituzione del dimissionario Renato Pilade, candidato travolto da uno scandalo familiare.
Diventa quindi il terzo membro della famiglia Scajola a ricoprire il ruolo di sindaco di Imperia in meno di tre decenni; tuttavia, è costretto a dimettersi a causa di accuse di concussione legate all'appalto per la gestione del Casinò di Sanremo: nel 1983 viene arrestato su disposizione del procuratore di Milano, Piercamillo Davigo, con l'accusa di tentata concussione aggravata, in relazione ad un incontro segreto a Martigny (Svizzera) con l'allora sindaco di Sanremo, Osvaldo Vento, ed il contendente al Casinò, il conte Giorgio Borletti.
Nel 1988 viene prosciolto da tutte le accuse, ritenuto estraneo ai fatti. La tesi difensiva, secondo cui l'incontro era avvenuto per richiedere un maggiore equilibrio politico nella gestione della casa da gioco, viene accolta dal giudice, che conclude che "Il fatto non sussiste".Il secolo xix - Riviera dei Fiori - "È la fine di un incubo" - 2 febbraio 1989 pag. 13
Scajola trascorre 71 giorni al carcere di San Vittore, prima di ottenere la libertà provvisoria, che rimane in vigore fino alla sentenza definitiva.
Nel 1990 Scajola ricopre nuovamente la carica di Sindaco di Imperia, incarico che mantiene fino al 1995“La Provincia di Imperia dal 1860 ad oggi”, Coop. Tipografica Savona, in una giunta di pentapartito.
Durante il suo secondo mandato vengono realizzati importanti progetti, tra cui la costruzione della piscina polifunzionale e il recupero di spazi dal mare per la realizzazione del Porto turistico. Si distingue anche per lo sviluppo della manifestazione delle "Vele d'Epoca", che attira imbarcazioni a vela da tutto il mondo, portando al gemellaggio con Newport, la "capitale" della vela negli Stati Uniti e storica sede delle regate dell'America's Cup.
La sua amministrazione affronta una grave crisi idrica, risolta inizialmente con l'installazione di 34 contenitori nelle zone strategiche e 10 punti di prelievo dall'acquedotto del Roia. Successivamente, viene realizzato un nuovo acquedotto che, scavalcando il Colle San Bartolomeo, convoglia l'acqua del torrente Arroscia direttamente nel torrente Impero, conosciuto come il "by pass" dell'ArrosciaVolume Oltre l'Orizzonte, pag. 70.
Alle amministrative del 1995 si candida a sindaco di Imperia, sostenuto dalla lista civica centrista Amministrare Imperia, ottenendo il 27,74% dei voti al primo turno e accedendo al ballottaggio con il candidato della sinistra Davide Berio (33,62%), dove viene sconfitto.
Elezione a deputato di Forza Italia Nel 1995 Scajola aderisce a Forza Italia di Silvio Berlusconi, ottenendo inizialmente l'incarico di coordinatore provinciale, con cui alle elezioni politiche del 1996 viene eletto deputato nel collegio uninominale Liguria 2 di Imperia della coalizione Polo per le Libertà con 35.443 voti (44,7%), facendo parte del consiglio direttivo del gruppo parlamentare di Forza Italia a Montecitorio.
Scajola attribuisce l'adesione al partito di Berlusconi al suggerimento del padrino TavianiArticolo de “Il Potere” – Il ricordo pagg. 24-25:
Il rapporto tra Scajola e Taviani nasce dall'amicizia con Ferdinando, padre di Claudio, attivo prima della guerra nell'Azione Cattolica e nel Partito Popolare. Politico ligure di riferimento, figura centrale della Democrazia Cristiana, storico e più volte Ministro, il senatore a vita Taviani fu, nel 1955, padrino di cresima"Taviani ricoverato in gravi condizioni" - Quotidiano.net - 17 luglio 2001"È morto il senatore Taviani 50 anni di crocevia della politica" - La repubblica.it - 18 giugno 2001"Scajola raccoglie l'eredità di Taviani - La Repubblica.it - 24 maggio 2002"Addio a Taviani, il partigiano tra i segreti del potere" - Corriere della Sera.it - 19 giugno 2001"Oltre l'orizzonte" - pag. 25 e nel 1978 testimone di nozze “Una piazza per Paolo Emilio Taviani” - Genova press del 13 ottobre 2005"Oltre l'orizzonte" pag. 38 di Scajola.
L'ultimo incontro tra di loro risale a una settimana prima della morte di Taviani"Largo Taviani, una festa di famiglia" - Repubblica Genova - 9 ottobre 2005 - Pag. VIII, pochi giorni prima della nomina di Scajola a ministro dell'Interno (incarico che ricopre anche Taviani negli anni 1962-68 e 1973-74).
Coordinatore di Forza Italia L'8 maggio 1996 Berlusconi nomina Scajola coordinatore organizzativo di Forza Italia e gli affida il compito di elaborare lo statuto del partito, approvato nel gennaio 1997Emanuela Poli, “Forza Italia–Strutture, leadership e radicamento territoriale”, Il Mulino, Studi e Ricerche, insieme ai relativi regolamenti. In questi due anni, Scajola si dedica a trasformare il movimento berlusconiano, rendendolo più simile a un'organizzazione politica nazionale, con una struttura più definita e radicata sul territorio.
Tra il 1997 e il 1998 hanno luogo i congressi provinciali, mentre il primo congresso nazionale di Forza Italia si svolge a Milano, tra il 16 e 18 aprile 1998, presso la sala congressi del Forum di Assago, con la partecipazione di 3.000 delegati.
Immediatamente dopo il congresso, Scajola viene promosso da Berlusconi a coordinatore nazionale di Forza Italia, incarico che mantiene fino al 2001. Scajola s'impegnò attivamente, anche attraverso una visita al cancelliere tedesco Helmut Kohl, per garantire l'ingresso di Forza Italia nel Partito Popolare Europeo (PPE). Grazie al sostegno di Kohl e del leader spagnolo Josè Maria Aznar, Forza Italia ottiene l'ammissione nel PPE con i suoi 22 europarlamentari, diventando così il gruppo italiano più numeroso all'interno del PPE.Volume "Oltre l'Orizzonte", pag. 106
Ministro dell'Interno
Alle elezioni politiche del 2001 Scajola viene rieletto deputato nel collegio uninominale di Imperia (Collegio Liguria 2), ottenendo 43.910 voti (56,9%), e nella quota proporzionale in Liguria, Marche e Puglia come capolista.
Il 10 giugno 2001, Scajola entra a far parte del Governo Berlusconi II come ministro dell'Interno, assumendo il 21 settembre la delega alla Protezione Civile.
Il primo provvedimento che emana riguarda la ridefinizione della figura del Prefetto, facendone un funzionario che deve dimostrare risultati misurabili. Scajola introduce un'innovativa struttura del Ministero, suddividendolo in dipartimenti.
A seguito delle polemiche sulle sue dichiarazioni su Marco Biagi, Scajola si dimette dall'incarico di Ministro dell'Interno. In seguito, assume le cariche di Ministro per l'attuazione del programma di Governo (2003-2005) e, dal 23 aprile 2005, di Ministro delle attività produttive fino al 2006.
Contrariamente ad altre ipotesi iniziali riguardanti l'incidente aereo al Grattacielo Pirelli nell'aprile 2002, Scajola, insieme agli inquirenti, esclude la pista terroristica, precedentemente ipotizzata da altri politici poco dopo gli Attentati dell'11 settembre 2001.
I fatti del G8 di Genova Sotto la sua gestione, dopo meno di un mese dal suo insediamento al Viminale, avvengono i gravi fatti del G8 di Genova del luglio 2001, a seguito dei quali l'Italia viene messa sotto accusa per le violenze delle forze dell'ordine da Amnesty International, e su cui si è in seguito espressa anche la Corte europea dei diritti dell'uomo.
Il 1º agosto successivo, il Senato respinge con 106 "sì" e 180 "no" una mozione di sfiducia nei confronti di Scajola presentata dalle opposizioni per i fatti del G8.
Nel febbraio 2002, le dichiarazioni di Scajola in relazione all'organizzazione del G8 sembrarono indicare il fatto che il ministro avesse richiesto alle forze dell'ordine di aprire il fuoco in caso di ingresso dei manifestanti nella zona rossa ("...Fui costretto a dare ordine di sparare se avessero sfondato la zona rossa"). Tali dichiarazioni suscitarono sconcerto e vivaci polemiche. Vittorio Agnoletto, portavoce del movimento no-global, chiese le dimissioni del ministro, sostenendo che le sue affermazioni costituivano prova dell'esistenza di "un piano di repressione organizzato da governo, carabinieri e servizi segreti.".G8. Agnoletto: cade ipotesi della legittima difesa del carabiniere. Scajola si dimetta , RaiNews24, 15 febbraio 2002
In seguito Scajola precisò, definendo "non del tutto propria sotto il profilo giuridico e approssimativa se estrapolata dal contesto" la dichiarazione da lui stesso rilasciata e affermando di non aver mai ordinato di sparare ai manifestanti.
Caso Biagi e dimissioni