Il Nuovo Ordine (), le cui premesse ideologiche erano già state esposte nel Mein Kampf di Adolf Hitler, fu una teoria ed una prospettiva geopolitica elaborata dal regime, dalle gerarchie politiche nazionalsocialiste e dagli intellettuali tedeschi tra gli anni 1920 e anni 1940, che prevedeva l'imposizione di un nuovo ordine internazionale che la Germania avrebbe dovuto imporre prima in Europa e, secondo alcuni, anche nel resto del mondo.Augusto Camera e Renato Fabietti, Elementi di storia Vol. III, Zanichelli, pagina 1.501Moeller van der Bruck, Das dritte Reich, Hamburg, 1931; trad. in inglese Germany's third Empire, New York, 1941.Alfred Rosenberg, Der deutsche Ordenstaat, Monaco, 1934.Franz Neumann, Behemoth. Struttura e pratica del nazionalsocialismo, Mondadori, 2000.Enzo Colotti, L'Europa nazista: il progetto di un Nuovo ordine europeo, 1939-1945, Giunti, 2002.
Enunciazione L'espressione nacque prima dell'inizio della guerra, ma venne pubblicamente annunciata nel 1941:
I tedeschi, considerati "popolo di signori" (Herrenvolk), avrebbero avuto il primo posto, ma a ciascuna delle nazioni privilegiate sarebbe stato riservato un "grande spazio" (Großraum)Beppe Foglio, Il concetto di frontiera nel pensiero di Carl Schmitt. Grossraum, impero egemonia, Franco Angeli, Democrazia e diritto. I trimestre, 2006., nel quale esse avrebbero imposto la propria "guida" (Führer)«Geheimreden 1933 bis 1945», Berlino, 1974. Stando al discorso tenuto il 4 ottobre 1943 a Poznań da Heinrich Himmler ai Gruppenführer (comandanti di gruppo) delle Waffen SS, queste ultime sarebbero dovute esser oneste, leali ed amiche nei confronti dei Tedeschi e verso nessun altro. Al contrario, però, la Waffen SS stessa costituì intere divisioni di SS combattenti appartenenti alle più diverse religioni, etnie e nazionalità europee ed extraeuropee, ad esempio quelle formate da arabi, russi, musulmani, statunitensi, inglesi e indiani.. Il Nuovo Ordine, infatti, prevedeva la creazione di uno Stato pangermanista strutturato secondo l'ideologia nazionalsocialista e con ottica espansionista verso l'Europa orientale, come anche l'eliminazione fisica, l'espulsione o la riduzione a semplice manodopera dei cosiddetti "subumani" (Untermenschen)Gumkowkski, Janusz; Leszcynski, Kazimierz (1961). Poland Under Nazi Occupation. Polonia Pub. House. Hitler's War; Hitler's Plans for Eastern EuropeAugusto Camera e Renato Fabietti, Elementi di storia Vol. III, Zanichelli, p. 1502. Il desiderio del Terzo Reich di espandersi a spese dei propri vicini fu una delle cause della seconda guerra mondiale.
Gli storici sono divisi sullo scopo finale di tale politica: mentre alcuni credono che essa avrebbe designato solo il continente europeo, altri ritengono che avrebbe dovuto condurre ad un governo mondiale sotto il controllo tedescoLee, Stephen J. (1987). The European dictatorships, 1918-1945, p. 196. Cambridge University Press..
Il Nuovo Ordine
La Germania come cuore dell'Impero Nel Nuovo Ordine Europeo la Germania doveva rivestire un ruolo di guida che, in questa ideologia geopolitica, era giustificato da motivazioni di diverso genere: geografiche, in quanto la Germania era centrale all'interno del continente e protesa verso l'espansione in tutte le direzioni; demografica, in quanto "potenza proletaria" in forte crescita; e storica, in quanto si riteneva che lo sviluppo della potenza tedesca e dei popoli germanici in generale fosse inarrestabile.Moeller van der Bruck, Das dritte Reich, Hamburg, 1931; trad. in inglese Germany's third Empire, New York, 1941
Centrali sono i concetti di Lebensraum (Spazio vitale), inteso nella geopolitica nazionalsocialista come lo spazio necessario ad ogni popolo per sopravvivere e svilupparsi a seconda del proprio potenziale culturale e demografico, e di Großdeutsches Reich, la Grande Germania intesa come centro di un Impero Europeo in gestazione.Franz Neumann, Behemoth. Struttura e pratica del nazionalsocialismo, Mondadori, 2000. Inserito nel "Research Institute on Peace and Post-War Problems" dellAmerican Jewish Comitee
Tutto ciò avrebbe dovuto realizzarsi con la creazione di un Ordine nazionalsocialista, di cui vengono gettate le basi nei castelli dell'Ordine dove vengono realizzati tirocini di quattro anni da parte delle migliori leve del NSDAP.Alfred Rosenberg, Der deutsche Ordenstaat, Monaco, 1934
Conquista del Lebensraum nell'Europa orientale
L'attuazione dei piani a lungo termine per il Nuovo Ordine venne iniziata il 22 giugno 1941 con l'operazione Barbarossa - l'invasione dell'Unione Sovietica. L'obiettivo della campagna non era solo la mera distruzione del regime sovietico - che i nazisti consideravano illegittimo e criminale - ma anche la riorganizzazione razziale della Russia europea, delineata dall'élite nazista nel Generalplan Ost ("Piano Generale per l'Est"). Inoltre, Hitler sperava di trasformare la Germania in un'autarchia totale a prova di blocco attraverso lo sfruttamento delle ricche risorse che si trovavano in territorio sovietico: l'Ucraina sarebbe stata una fonte di grano, olio vegetale, foraggio, ferro, nichel, manganese, carbone, molibdeno; la Crimea di gomma naturale, agrumi e cotone; il Mar Nero di pesce; il Caucaso di petrolio.
Il filosofo del partito nazista Alfred Rosenberg venne nominato ministro del Reich per i Territori occupati dell'Est, persona nominalmente a capo del progetto, mentre ad Heinrich Himmler, capo delle SS, fu assegnato il compito di ridurre in schiavitù, espellere e sterminare i subumani slavi. L'obiettivo a lungo termine venne spiegato dettagliatamente da Hitler nel Mein Kampf e consisteva nella conquista di vasti territori nell'Europa orientale da riservare per la colonizzazione tedesca, eventualmente spostando i confini del Terzo Reich fino ai monti Urali. L'acquisizione di colonie di insediamento nell'Est Europa avrebbe inoltre risolto la questione del Lebensraum, lo "spazio vitale" di cui aveva bisogno la nazione tedesca che andava conquistato con una spinta della Germania verso est, a discapito dei Paesi slavi. Per Hitler, la politica estera rappresentava il cuore dell'azione dello Stato e perciò aveva completamente subordinato a essa la politica interna: «La politica è il compimento della lotta per l'esistenza di una nazione», scrisse nel Mein Kampf il futuro dittatore, aggiungendo che:Gustavo Corni, Il sogno del "grande spazio". Politiche d'occupazione nell'Europa nazista, Editori Laterza, Bari 2000, pagina 5
La sua visione del mondo era basata sulla lotta esterna fra i popoli per accaparrarsi la terra, vista appunto come «spazio vitale» (Lebensraum), con le leggi della natura che avrebbero premiato il più forte. Nel 1942 dichiarò: «La terra è come un boccale che passa da un commensale all'altro e tende a finire sempre nelle mani del più forte» e «La natura non conosce il vigliacco, il debole [...] conosce soltanto colui che difende saldamente il proprio territorio, che vende cara la propria pelle».In virtù della superiore qualità razziale del popolo germanico, lo spazio vitale di cui esso disponeva era insufficiente. Il popolo germanico doveva mostrarsi degno di quella «superiorità» altrimenti assolutamente astratta. L'espansione dello spazio vitale della Germania doveva andare verso Oriente:Gustavo Corni, Il sogno del "grande spazio". Politiche d'occupazione nell'Europa nazista, Editori Laterza, Bari 2000, pagina 6 «Voi non potete capire cosa sente un tedesco quando pensa alle foreste polacche e alle pianure della Russia».Giorgio Bocca, Storia d'Italia nella guerra fascista 1940-1943, Mondadori, pag. 319 L'idea è antica, scritta nel Mein Kampf: In quegli spazi immensi, dotati di risorse apparentemente infinite, che Hitler – nella sua grossolana visione – considerava quasi disabitati, la Germania nazionalsocialista avrebbe trovato uno sfogo decisivo. La Russia europea sarebbe diventata quello che l'India era stata per il Regno Unito: «Grazie all'Ucraina torneremo a diventare un paese esportatore di grano per tutta l'Europa [...] Agli ucraini forniremo fazzoletti, collane di vetro come gioielli e quant'altro solitamente piace a un popolo coloniale».
Creazione del Grande Reich Tedesco
Uno dei più elaborati progetti nazisti iniziati nei nuovi territori conquistati durante il periodo della guerra fu l'istituzione del pianificato «Grande Reich della Nazione Germanica» (Großgermanisches Reich Deutscher Nation).Rich, Norman (1974). Hitler's War Aims: the Establishment of the New Order, p. 26. W. W. Norton & Company Inc., New York. Questo impero futuro sarebbe stato costituito, oltre alla Grande Germania, anche da tutta l'Europa storicamente germanica (eccetto la Gran Bretagna), i cui abitanti erano ritenuti dai nazisti di "razza ariana". La trasformazione di questi paesi in mere province del Terzo Reich, così come l'Austria era stata ridotta in "Ostmark", sarebbe stata condotta attraverso un rapido processo di Gleichschaltung. Il fine ultimo di questo processo era infatti lo sradicamento di ogni traccia di coscienza nazionale piuttosto che razziale, anche se le loro lingue germaniche native sarebbero dovute restare in vita.Rich (1974), pp. 24-25, 140.Welch, David (1983). Nazi Propaganda: The Power and the Limitations, p. 145. Taylor & Francis. ISBN 0-389-20400-5.
La gerarchia degli Stati in Europa
In Europa il nazionalsocialismo puntava alla disgregazione del vecchio ordine statuale internazionale per instaurare una Neuordnung Europas (Nuovo Ordine Europeo): una gerarchia tra Stati suddivisa su vari livelli.Flavio Floriani, Storia illustrata della seconda guerra mondiale, Giunti
Al vertice del sistema doveva collocarsi la Grande Germania, completa di tutti i territori popolati da genti di etnia germanica (Austria, Alsazia, Lorena, Lussemburgo, Boemia, Moravia, Prussia e Polonia occidentale) ed i suoi 100 milioni di abitanti, in ruolo di guida continentale insieme all'Italia fascista.
Di seguito le nazioni secondarie del Patto Tripartito: Ungheria, Romania, Bulgaria più i firmatari Slovacchia e Croazia e la Finlandia (paese associato al Patto).Marino Viganò, Il Ministero degli affari esteri e le relazioni internazionali della RSI, Edizioni Universitarie Jaca, Milano, 1991
Viene poi stabilita una graduatoria dei popoli occupati a seconda dei compiti ad essi assegnati: la Francia di Vichy, fortemente industrializzata, Paesi Bassi e Belgio, Norvegia e Danimarca sono messi al primo livello. Successivamente la Svizzera e la Svezia, neutrali ma egemonizzati di fatto; all'ultimo gradino, ridotti a semplici "colonie", i Paesi occupati militarmente (Polonia, Ucraina, Ostland, Boemia-Moravia e Grecia), utilizzati come manodopera e lavoratori produttori di materie prime e derrate alimentari.
Quest'immensa "piramide" abbracciava al culmine dell'espansione nazista ben 2,5 milioni di km² e 250 milioni di abitanti.Giorgio Bocca, Storia d'Italia nella guerra fascista 1940-1943, Mondadori; pagina 400 Mai nella storia una potenza europea aveva dominato in modo così esteso sul continente, dominandone la quasi totalità.Gustavo Corni, Il sogno del "grande spazio". Politiche d'occupazione nell'Europa nazista, Editori Laterza, Bari 2000, pagina 16
La gerarchia razziale in Europa
Questi immensi territori occupati erano destinati (secondo piani che rimasero perlopiù abbozzati) a «missioni» differenti all'interno del «Nuovo Ordine Europeo».
Alle gerarchie politiche ed economiche se ne aggiungevano infatti altre, più rigide, a sfondo razziale, che vedevano agli ultimi posti gli slavi e gli ebrei. Per i primi si prospettava, dopo essere stati privati dei loro intellettuali e della loro classe dirigente, il ritorno a una vera e propria condizione di schiavi, rilanciando le forme più retrive del lavoro schiavistico impiegato nelle campagne, nelle miniere, in tutte le fatiche pesanti; per i secondi non era prevista altra soluzione se non quella dell'espulsione dal suolo europeo, o in alternativa lo sterminio. Lo stesso destino spettava agli zingari.