Comandante della Xª Flottiglia MAS, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 aderì alla Repubblica Sociale Italiana (RSI) come sottocapo di Stato Maggiore della Marina Nazionale Repubblicana, combattendo al fianco dei nazisti contro l'esercito anglo-americano. Ai suoi ordini la Xª MAS della RSI si segnalò per la particolare violenza e brutalità in funzione antipartigiana, compiendo atti per la quasi totalità dei quali, nel dopoguerra, evitò di rispondere o ebbe una condanna mite, a causa delle pressioni dell'OSS e di settori dei servizi italiani.
Molti di questi atti, poi riconosciuti come crimini di guerra, furono occultati per decenni e vennero alla luce solo dopo il 1994 con la scoperta degli "armadi della vergogna"..
Fu presidente del Movimento Sociale Italiano dal 1951 al 1953. Nel 1970 si fece promotore di un fallito colpo di Stato, passato alla storia come "golpe Borghese" o "golpe dell'Immacolata", nonché di altre iniziative eversive rientranti nel quadro della "strategia della tensione". In seguito al fallimento del golpe, fuggì nella Spagna franchista dove rimase fino alla morte.
Biografia L'inizio della carriera militare Era il secondo dei quattro figli del principe Livio Borghese e di Valeria Keun.
Attratto dalla vita militare, nel 1922 venne ammesso ai corsi della Regia accademia navaleVenendo imbarcato sulle navi scuola RN Francesco Ferruccio, RN Amerigo Vespucci e RN Pisa., dalla quale uscì nel 1928 con il grado di guardiamarina; dovette comunque attendere quasi un anno per avere il suo primo imbarco, sull'incrociatore Trento. Nel 1929 venne promosso sottotenente di vascello e imbarcato su una delle torpediniere operanti in AdriaticoRN Nicola Fabrizi, RN Enrico Cosenz e RN Generale Enrico Cantore.; l'anno successivo frequentò il corso superiore dell'Accademia Navale, e nel 1932 venne trasferito ai sommergibili.
Dopo aver frequentato il corso di armi subacquee, nel 1933, promosso tenente di vascello, venne imbarcato dapprima sul Colombo, quindi sul Titano. Nonostante avesse nel frattempo conseguito i brevetti di palombaro normale e di grande profondità, fu solo nel 1935 che ricevette il primo incarico di sommergibilista dapprima imbarcato, quale ufficiale in 2ª, a bordo del sommergibile Tricheco (dall'11 novembre 1935, partecipando alla guerra d'Etiopia) e successivamente del Finzi (dal 12 febbraio 1937).
La guerra civile spagnola Dal 15 giugno 1937 assunse, infine, il primo comando: con il nuovo sommergibile Iride prese parte alla guerra civile spagnola.. Il 30 agosto fu attaccato un cacciatorpediniere identificato erroneamente con uno della flotta repubblicana della classe Churruca. In realtà si trattava del cacciatorpediniere britannico Havock. La scia del siluro fu però notata da bordo e il cacciatorpediniere britannico fece in tempo a manovrare per evitare di essere colpito. Subito dopo ebbe inizio la caccia al sommergibile. Il fatto provocò una piccola crisi internazionale con accuse alla Regia Marina di "pirateria".. Ciononostante la Royal Navy, dopo aver informato l'Italia di essere a conoscenza della nazionalità del sommergibile e minacciando reazioni di più vasta portata in caso di reiterato attacco, lasciò cadere la questione..
In seguito lIride fu incorporato ufficialmente dalla flotta nazionalista spagnola e il suo nome venne cambiato da Iride in Gonzalez Lopez e poi L.3.
In seguito all'esperienza della guerra civile spagnola venne decorato l'8 aprile 1939 della medaglia di bronzo al valor militare. Permase al comando dellIride sino al 18 aprile 1939.
Successivamente proseguì la carriera sempre sui sommergibili, al comando dei battelli Galileo Ferraris (dall'11 novembre 1937 all'8 gennaio 1938, temporaneamente), Nereide (dal 19 aprile al 14 giugno 1939), Ametista (dal 14 giugno al 1º novembre 1939, col quale eseguì le prime esperienze di rilascio dei mezzi speciali) e Zaffiro (dal 1º novembre 1939 al 9 maggio 1940).
La seconda guerra mondiale Trasferito successivamente presso la base di Lero, nel Dodecaneso, vi rimase fino all'entrata in guerra dell'Italia, il 10 giugno 1940 dove era comandante del sommergibile Vettor Pisani sin dal 9 maggio e prese parte alla battaglia di Punta Stilo del 9 luglio. Ma il Vettor Pisani si dimostrò estremamente obsoleto e non fu più utilizzato in azioni belliche. Nell'agosto fu inviato a Memel, allora territorio tedesco, a un corso per sommergibilisti atlantici dove si addestrò a bordo di un U-Boot. Lì probabilmente conobbe l'ammiraglio tedesco Karl Dönitz.
Comandante dello Scirè
Promosso capitano di corvetta, nel 1940 fu designato al reparto incursori della 1ª Flottiglia MAS, dove divenne comandante del sommergibile ScirèRicoprì anche per un breve periodo l'incarico di comandante del RS Diaspro, ai lavori per avarie ai propulsori, dall'11 settembre 1940, durante i lavori di adattamento per il trasporto dei mezzi d'assalto alla Spezia.
Gli attacchi a Gibilterra
Il 24 settembre 1940 Borghese cominciò la sua prima operazione contro la piazzaforte di Gibilterra (BG1), trasportando dei siluri a lenta corsa con le relative squadre. Giunto a destinazione il 29 settembre, l'intera operazione fu annullata poiché la squadra britannica aveva nel frattempo lasciato il porto; non rimase quindi altro da fare che rientrare alla Spezia.
Il 21 ottobre, avuta informazione della presenza a Gibilterra della corazzata HMS Barham e di un'altra non identificata, si ritentò nuovamente (BG2) con le medesime squadre di SLC. Durante le manovre di avvicinamento, giunto nello stretto di Gibilterra, lo Scirè fu intercettato da un cacciatorpediniere britannico e fu costretto a immergersi per sfuggire alla caccia.. Giunto in posizione, Borghese fece adagiare il sommergibile sul fondo, ma le forti correnti trascinarono il mezzo lontano, obbligandolo ad emergere e a riattraversare lo stretto. Riposizionatosi, lo Scirè fu nuovamente trascinato dalle correnti. Borghese si diresse quindi nella baia di Algeciras, in acque territoriali spagnole, dove furono sganciati gli SLC. La missione cominciò ad apparire compromessa per il fatto che i sommozzatori del Gruppo Gamma, contrastati dalle forti correnti, non sarebbero riusciti a giungere in posizione. Borghese cominciò a pensare che fosse più opportuno annullarla, ma Gino Birindelli, notando il movimento delle alghe, comprese che le correnti avrebbero trascinato il sommergibile e quindi anche gli SLC in posizione prossima alla baia di Gibilterra.. Informato da Birindelli, Borghese assegnò gli obiettivi: Gino Birindelli avrebbe minato la prima corazzata, Teseo Tesei la seconda e Luigi Durand de la Penne avrebbe ripiegato su una grande unità a sua scelta.; poi avviò la missione scaricando gli assaltatori e, dopo aver informato il comando italiano, si diresse verso La Spezia. La missione fallì gli obiettivi a causa di guasti alle apparecchiature e Birindelli fu preso prigioniero, mentre gli altri incursori riuscirono a guadagnare la costa spagnola e poi a rimpatriare; per la prima volta si era però riusciti a forzare la munita base navale di Gibilterra. Per questa azione il 2 gennaio 1941 Borghese fu decorato con la medaglia d'oro al valor militare.
Dopo gli insuccessi iniziali, il comando dell'intero reparto incursori fu affidato al capitano di fregata Vittorio Moccagatta e il 15 marzo 1941 fu costituita la Xª Flottiglia MAS, dotata di un comando centrale e formata da due reparti d'assalto, uno costituito dai mezzi di superficie e affidato a Giorgio Giobbe e l'altro affidato a Borghese e costituito dai mezzi subacquei.; anche col suo contributo furono pianificati e realizzati tutti i progetti per il forzamento della rada di Gibilterra, di Alessandria d'Egitto e il non realizzato forzamento del porto di New York.
Il 15 aprile 1941 Borghese, alla guida dello Scirè, partì per una nuova missione a Gibilterra (BG3). Questa volta gli operatori furono trasferiti in aereo a Cadice e non più a bordo del sommergibile. Lo Scirè giunse nel porto di Cadice il 25 maggio, dopo aver accumulato molto ritardo a causa delle correnti marine avverse. Nel porto spagnolo si rifornì presso la nave cisterna italiana Fulgor, che era stata internata e fungeva segretamente da nave appoggio. Nel frattempo, però, la flotta britannica aveva abbandonato il porto per una missione e si decise di cambiare obiettivi, andando a colpire le navi in rada. Fu scelta in particolare una nave cisterna, che agli occhi degli incursori apparve essere una petroliera, ma ancora una volta furono traditi dall'equipaggiamento e l'operazione saltò. I britannici non si accorsero di essere stati sotto attacco.
Nella notte tra il 25 e 26 luglio 1941 avvenne l'attacco contro la base britannica di Malta, che si concluse in un disastro. Gli incursori furono tutti intercettati e Vittorio Moccagatta e Giorgio Giobbe, che si trovavano a bordo di un battello di appoggio che fu raggiunto dai caccia britannici, furono colpiti e uccisi. La Xª MAS si trovò improvvisamente senza comandante, incarico che fu momentaneamente affidato a Borghese fino alla nomina di Ernesto Forza.
Il 10 settembre 1941 Borghese, alla guida dello Scirè, partì per la quarta missione a Gibilterra (BG4) seguendo lo stesso schema della precedente. Così il 19 settembre lo Scirè entrò in Cadice e, raccolti gli incursori, li scaricò la sera stessa presso la rada di Gibilterra. Gli obiettivi assegnati da Borghese riguardavano una corazzata classe Nelson per la squadra Amedeo Vesco e Antonio Zozzoli, un mercantile per Decio Catalano e Giuseppe Giannoni e la portaerei Ark Royal per Licio Visintini e Giovanni Magro. Le prime due squadre non riuscirono a forzare il porto e ripiegarono su due navi presenti in rada, raggiungendo poi la costa spagnola a nuoto. Visintini e Magro, invece, riuscirono a penetrare all'interno, ma raggiungere la portaerei si rivelò troppo difficile e ripiegarono su una nave cisterna. Le navi affondate furono le navi cisterna Fiona Shell e Denbydale, mentre fu gravemente danneggiata la motonave armata Durham. I sei operatori furono insigniti per questa operazione della medaglia d'argento al valor militare, mentre il comandante Borghese venne promosso capitano di fregata per meriti di guerra..
L'impresa di Alessandria
Borghese, dopo l'attacco a Gibilterra, cominciò a studiare un nuovo attacco, questa volta contro la base navale di Alessandria d'Egitto. Anche questa volta gli incursori scelti per la missione furono trasferiti con un aereo all'isola di Lero, dove furono poi raccolti da Borghese, arrivato con lo Scirè. Giunsero nella rada di Alessandria la sera tra il 18 e il 19 dicembre 1941 e vi vennero rilasciati gli uomini. Due erano stati imbarcati come riserva. Poi Borghese rientrò a Lero.
L'attacco condusse al grave danneggiamento delle navi da battaglia britanniche Queen Elizabeth e Valiant. Borghese, al termine della missione, fu nominato Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia.
Il progetto d'attacco a New York Dopo il successo dell'impresa di Alessandria, Borghese dovette lasciare il comando del sommergibile Scirè il 28 maggio 1942, per potersi dedicare completamente al reparto subacqueo della Xª MAS.
Nel 1942 viaggiò in Europa per raccogliere informazioni che potessero aiutare a compiere altre azioni belliche. A Parigi incontrò Karl Dönitz, col quale intendeva pianificare delle operazioni. In seguito incontrò anche gli uomini della X MAS ad Algeciras..
Nell'estate ritornò a Parigi, dove ebbe un nuovo colloquio con Dönitz, ma non ottenne risultati; pertanto decise che eventuali azioni sarebbero state portate a termine solo da mezzi italiani. Iniziò a prendere in considerazione l'idea di un attacco contro New York, non tanto per un possibile successo militare, quanto per una vittoria morale..