È stato uno degli ammiragli più noti della Regia Marina. Entrato in marina nel 1907, combatté nella guerra italo-turca imbarcato su corazzate e poi nella prima guerra mondiale a bordo di naviglio leggero. Negli anni fra le due guerre la sua carriera progredì, alternando comandi di siluranti ed incrociatori e destinazioni all'estero, in Egeo ed in Estremo Oriente. Ammiraglio dal 1939, durante la seconda guerra mondiale, dopo alcuni incarichi secondari, ebbe il comando della 7ª Divisione Navale, con la quale fu protagonista della battaglia di Pantelleria. Dopo l'armistizio fu comandante della flotta italiana giunta a Malta e poi Ammiraglio Ispettore delle Forze navali.

Biografia Famiglia Alberto da Zara nacque a Padova l'8 aprile 1889, primogenito di quattro figli di Paolo, detto Giuseppe (n. 1856), ex ufficiale di cavalleria, e della foggiana Rosa Nannarone (n. 1856), unitisi in matrimonio il 27 giugno 1888Cfr. in La famiglia Da Zara.. Il fratello Guido (n. 16 novembre 1890)Cfr. in Bollettino ufficiale delle nomine, promozioni e destinazioni degli ufficiali in servizio permanente, a p. 942. seguì la carriera militare paterna e morì da colonnello, per mano di forze partigiane, il 16 febbraio 1943 in Dalmazia, nei pressi di Gaćelezi mentre, da comandante del reggimento Cavalleggeri di Alessandria, tornava a Vodice da un’ispezione al presidio distaccato di Čista MalaCfr. in AA. VV., Cavalleria a Voghera. I reggimenti di cavalleria a Voghera dal 1859 al 1943 , a p.16.M. Mattioli, op. cit. pag. 24.Cfr. la Rivista di Cavalleria, 1943.Cfr. in Oddone Talpo, Dalmazia. Una cronaca per la storia (1943-1944 – parte 1), Roma, Stato Maggiore dell'Esercito – Ufficio Storico, 1995, pp. 295-297.Cfr. regioesercito.it .. Alberto da Zara non si sposò mai; in compenso la sua condotta di vita brillante e la sua frequentazione di ambienti mondani in Italia, ma soprattutto durante le destinazioni all'estero, gli procurarono fama di latin lover. Fra le sue conquiste, durante il primo periodo passato in Cina, sembra ci sia stata l'allora signora Wallis Simpson,A. Da Zara, op. cit. pag. 183. futura moglie del re inglese Edoardo VIII.

Inizi della carriera Da Zara entrò in Accademia Navale nel novembre del 1907 e ne uscì guardiamarina nel 1911. Il primo imbarco fu sulla corazzata Roma; successivamente fu imbarcato sulle gemelle Vittorio Emanuele, con la quale partecipò alla guerra italo-turca, e Regina Elena. In quel periodo da Zara si distinse anche per le attività sportive, particolarmente nel canottaggio, portando spesso alla vittoria gli armi delle navi sulle quali era imbarcato. Sottotenente di vascello dal 1913, nell'imminenza dell'entrata dell'Italia nella prima guerra mondiale si imbarcò sul cacciatorpediniere Irrequieto.

Prima guerra mondiale Agli inizi della prima guerra mondiale fu prescelto per comandare un reparto che aveva il compito di occupare l'isolotto austro-ungarico di Pelagosa, nel Mar Adriatico.N. Morabito, op. cit. pag. 45. Obiettivo dell'azione era quello di impiantare sull'isola una stazione di avvistamento per controllare il traffico nemico. Lo sbarco avvenne l'11 luglio 1915. Passata l'iniziale sorpresa, la Marina Austriaca iniziò una serie di azioni navali con l'intento di sloggiare il piccolo reparto e riconquistare l'isola. Pelagosa venne bombardata a più riprese sia dal mare, sia dall'aria. Su Pelagosa ruotarono tutte le operazioni navali adriatiche di quel periodo. Italiani e francesi mantenevano un sommergibile sempre in agguato nei pressi dell'isola.N. Morabito, op. cit. pag. 58. Il 5 agosto accadde l'episodio del sommergibile Nereide che, inviato in agguato nei pressi dell'isola, fu silurato ed affondato dal sommergibile austriaco U 5. Alla memoria del comandante del Nereide, capitano di corvetta Carlo del Greco, venne decretata la Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Da Zara e il suo reparto resistettero con determinazione a tutti gli attacchi. Particolarmente violento fu l'attacco navale del 28 luglio, quando sbarcò un reparto di marinai austriaci, finiti sotto il fuoco degli italiani e costretti a ritirarsi. Ai primi di agosto vennero inviati rinforzi, fra cui anche il tenente di vascello Ricciardelli, che assunse il comando, essendo superiore di da Zara. La situazione del presidio era però insostenibile. Problemi di approviggionamento, ulteriori bombardamenti austriaci il 17 agosto e difficoltà di comunicazione indussero lo Stato Maggiore a reimbarcare il piccolo reparto il 18 agosto, dopo poco più di un mese di occupazione. L'isolotto non fu però rioccupato dagli austriaci e rimase terra di nessunoDa Frè, G. (2016). Newton Compton Editori. fino al 3 novembre 1918, quando gli italiani se ne impadroniranno nuovamente. Per i fatti di Pelagosa, da Zara ebbe la promozione a tenente di vascello; rimase anche lievemente ferito all'orecchio destro e quindi fu convalescente sino a dicembre, quando si imbarcò sul cacciatorpediniere Nievo.

Con il Nievo, basato a Brindisi, partecipò alle operazioni di contrasto navale che si svolsero nel basso Adriatico. Dai primi di dicembre del 1915 fino al maggio 1917 l'unità fu impiegata in tutti i principali combattimenti che si svolsero in questo settore. Il 29 dicembre 1915 contrastò le forze austriache che avevano bombardato Durazzo. Un anno dopo vi fu un analogo combattimento contro il gruppo austriaco che aveva attaccato lo sbarramento del canale d'Otranto. Ma la maggior parte delle missioni di questo periodo furono estenuanti scorte al traffico da e per l'Albania, soprattutto quando scattò l'operazione per salvare i resti dell'esercito serbo.

Dopo un viaggio negli Stati Uniti, nel luglio 1917 si imbarcò sull'esploratore Sparviero. Anche con lo Sparviero venne inizialmente utilizzato nel basso Adriatico. Da agosto, invece, la dislocazione fu a Venezia, a sostegno delle operazioni navali in quel settore. La guerra nell'alto Adriatico era condotta più che altro dai MAS e l'unica azione significativa fu uno scontro a fine settembre 1917. Dall'aprile 1918 la squadriglia formata da Aquila e Sparviero tornò a Brindisi. Con i combattimenti del 5 e del 24 ottobre nei pressi di Durazzo si concluse l'esperienza di da Zara nella prima guerra mondiale, conflitto durante il quale si era distinto, guadagnandosi anche alcune decorazioni.

Periodo fra le due guerre Nel primo dopoguerra arrivò per da Zara il primo comando: la cannoniera Cirenaica. Questo imbarco inaugurò un lungo periodo di destinazioni all'estero. Con la Cirenaica fu distaccato per quasi due anni nel Dodecaneso. Più lungo ed importante l'incarico successivo: comandante della cannoniera Carlotto, in Cina, dal 1922 al 1925. Il periodo cinese per un ufficiale dal carattere indipendente ed avventuroso come da Zara fu estremamente felice. Le navigazioni sullo Jang-Tze e il comando della guardia della legazione italiana a Pechino furono accompagnate dalla partecipazione alla vita mondana e cosmopolita della Shanghai degli anni Venti. Nel frattempo, nel 1923, era diventato capitano di corvetta.

Dal 1925, tornato in patria, la sua carriera proseguì con regolarità: comandante in seconda dell'incrociatore Quarto e comandante dei cacciatorpediniere Prestinari e Crispi. Capitano del di fregata dal 1927, fu comandante in seconda della corazzata Duilio, comandante della nave scuola Cristoforo Colombo dal 15 giugno 1932 e nella crociera addestrativa del 1933, nella quale vennero percorse a vela 10.000 miglia nautiche, comandante del cacciatorpediniere e della squadriglia Zeffiro. Tutti questi comandi furono inframmezzati dalla destinazione a Venezia, nel 1928, come sottocapo di stato maggiore del Comando Militare marittimo dell'Alto Adriatico e dalla frequentazione, a Livorno, nel 1930, dell'Istituto di Guerra Marittima.

Con la nomina a capitano di vascello, nel novembre 1933, venne destinato ad essere il primo comandante dell'incrociatore Emanuele Filiberto Duca d'Aosta, allora in allestimento presso i cantieri OTO di Livorno. Con questo comando si inizierà un periodo di quasi dieci anni durante il quale da Zara legherà il suo nome, in pace ed in guerra, a quello degli incrociatori leggeri da settemila tonnellate della Regia Marina. Dopo i “di Giussano” e i “Cadorna” si trattava dei primi veri incrociatori leggeri della marina, che trovarono in da Zara un valido utilizzatore, sia come comandante, sia, successivamente, come ammiraglio.E. De Marino, op. cit. pag. 23.

LAosta venne consegnato alla Marina l'11 luglio 1935. L'attività dell'unità fu subito molto intensa, dal momento che fu nave ammiraglia della 7ª Divisione e anche ammiraglia della 2ª Squadra navale. Sull'unità si alternarono diversi ammiragli, Campioni, Salza, Denti, Bernotti. Con quest'ultimo fu ammiraglia di squadra nel periodo in cui più acuta fu la crisi politica con la Gran Bretagna a seguito della guerra d'Etiopia e frequenti erano le mobilitazioni.R. Nassigh, op. cit. pag. 80. Successivamente partecipò anche ad alcune missioni durante la guerra di Spagna. Fra queste il bombardamento di Valencia la notte del 15 febbraio 1937.F. Bargoni, op. cit. pp. 85-86. Da Zara, nelle sue memorie, non accenna minimamente a questa operazione che venne compiuta dall'intera 7ª Divisione al comando dell'ammiraglio Bernotti. Il bombardamento vero e proprio venne effettuato dallAosta, mentre il Montecuccoli rimaneva di protezione al largo.

Dall'aprile 1937 passò al comando dell'incrociatore leggero Raimondo Montecuccoli. Dal settembre successivo, con la crisi e la guerra fra la Cina e il Giappone, l'incrociatore fu destinato a compiti di nave stazionaria per rappresentare e difendere gli interessi dell'Italia in Estremo Oriente. Fu questo il secondo periodo cinese della vita marinara di da Zara, che non nascondeva le sue simpatie per la Cina nonostante che lo stesso Mussolini, prima della partenza, gli avesse dato istruzioni di “nippofilia ad oltranza”. Rientrò in Italia nel novembre 1938 e sbarcò dal Montecuccoli alla fine di dicembre. Era ormai imminente la promozione al grado superiore.

Il 2 gennaio 1939 arrivò la nomina a contrammiraglio. Sembrava destinato ad un incarico a Roma, ma la sua idiosincrasia per gli ambienti ministeriali indusse i vertici della Regia Marina ad affidargli un altro compito. Dall'aprile, in concomitanza con l'invasione da parte dell'Italia, ebbe la guida del Comando militare marittimo in Albania. Era la prima destinazione a terra dopo circa dieci anni passati a bordo. L'occupazione dell'Albania fu una delle tante aggressioni dell'Italia fascista e in quel frangente da Zara venne e trovarsi circondato da tutti quei personaggi del regime tipici di queste avventure. Trascorse in Albania poco più di un anno, venendo rimpatriato nel maggio 1940.

Seconda guerra mondiale Periodo iniziale All'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale, il 10 giugno 1940, aveva il comando del gruppo del “Di Giussano”, che faceva parte della 4ª Divisione dell'ammiraglio Alberto Marenco di Moriondo. La divisione, inizialmente, venne impiegata nelle operazioni inquadrata nella 1ª Squadra Navale. La partecipazione della 4ª Divisione alla battaglia di Punta Stilo non fu però particolarmente brillante: per noie all'apparato motore, il Cadorna e il Diaz dovettero rientrare anzitempo e la divisione rimasta coi soli Da Barbiano e di Giussano scambiò qualche cannonata con gli incrociatori inglesi prima dello scontro fra corazzate. Lo stesso da Zara ricorda la “battaglia”, termine per lui esagerato, con parole deludenti.