È tradizionalmente considerato un beato della Chiesa cattolica. Fu autore di diverse opere didascaliche di stampo platonico, di carattere dottrinale e letterario, tra cui lAnticlaudianus e il De planctu naturae.

Biografia Nonostante sia ricordato tra i più grandi teologi del secolo XIIÉ. Gilson, La filosofia nel Medioevo: dalle origini patristiche alla fine del XIV secolo, Firenze, La Nuova Italia, 1973, p.372, della sua vita si sa poco. Chiamato anche Alan de l'Isle, è spesso definito Doctor universalis per la vastità delle sue conoscenze. Si formò alla scuola di Chartres, dove forse entrò dopo una prima formazione nelle scholae dictaminis delle rive della LoiraC. Vasoli, Alano di Lilla, in Enciclopedia Dantesca, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1970. È considerato uno dei più importanti pensatori, insieme a Guglielmo di Conches, Bernardo di Chartres, Teodorico di Chartres e Gilberto PorretanoP. Chiesa, La letteratura latina del medioevo. Un profilo storico, Carocci, Milano 2020, p. 177, e C. Barbera, Alano di Lilla: poeta, filosofo, apologeta del secolo XII, Napoli, Guida, 2011, p.7.. Scritti di Giovanni di Salisbury, che fu forse suo compagno di studi a Chartres, lo indicano come allievo di Teodorico e Gilberto, oltre che di Pietro AbelardoEvans, G.R. (1983). Alan of Lille: The Frontiers of Theology in the Later Twelfth Century. Cambridge: University Press. Insegnò a Parigi almeno fino al 1165Cesare Vasoli, Alano di Lilla, in Enciclopedia dantesca dove, secondo la testimonianza di Enrico di Gand, fu Rettore dell’Università di ParigiC. Barbera, Alano di Lilla: poeta, filosofo, apologeta del secolo XII, Napoli, Guida, 2011, p. 10 e J. J. Sheridan, The Plaint of Nature (traduzione), Pontifical Institute of Mediaeval Studies, Toronto 1980, p.2 e dove probabilmente avviò la stesura dei primi libriMarenbon, John (2002). A Companion to the Philosophy of Education. Blackwell, e a Montpellier, fatto per cui viene talvolta chiamato Alano di Montepessulano. Qui, partecipò alle missioni contro Valdesi e Catari. Partecipò inoltre al Concilio Lateranense del 1179, dove, secondo una leggenda, intervenne alla propaganda dell’Ordine contro gli ereticiC. Barbera, ibidem, p. 8-9. In vecchiaia entrò nell’Ordine cistercense e si ritirò nell'abbazia di Cîteaux.

Dottrina Come teologo, Alano fu tra gli oppositori della scolastica della seconda metà del XII secolo, con una filosofia caratterizzata da razionalismo e misticismo, rivolti rispettivamente al mondo terreno e ultraterreno, come esemplificato dall’opera cosmologica De planctu naturae.

Per Alano l’immaginazione non può avere alcun ruolo nella costruzione della conoscenza (e dunque verso Dio). Si tratta di una posizione agli antipodi della maggior parte dei suoi contemporanei (tra cui il maestro Teodorico di Chartres) e che Alano condivide con un altro maestro, Gilberto PorretanoS. Bassi, Medioevo e Rinascimento, in G. Cambiano, L. Fonnesu, M. Mori Storia della filosofia occidentale, Medioevo e Rinascimento, Il Mulino, Bologna, 2014, p. 88.

Alano esprime dunque quello che si può chiamare “naturalismo cristiano” del secolo XII che lo accomuna a Bernardo Silvestre e alla tradizione della scuola di ChartresÉ. Gilson, La filosofia nel Medioevo: dalle origini patristiche alla fine del XIV secolo, Firenze, La Nuova Italia, 1973, p. 380.. Inoltre, Alano è molto aperto alle suggestioni dei testi ermetici e pseudoermetici, alle nuove conoscenze scientifiche divulgate dalle prime traduzioni dei testi arabi e della teologia greco-bizantina affidata alla fortuna dei luminari di Cappadocia.

Fede e ragione Sebbene Alano separi ontologicamente fede e ragione, la teologia è da lui organizzata secondo il modello della scienza matematica (Regulae de sacra theologia).

Il mondo di Alano è un mondo razionalmente organizzato anche secondo i modelli della filosofia. Nella Hierarchia, opera in cui si descrive la gerarchia universale, si distinguono tre dimensioni (considerando che i rapporti da superiore a inferiore nell’ordine dell’essere si traducono per Alano in termini di rapporti da uno a molteplice, da “medesimo” ad “altro”Gilson, ibidem, p. 377):

Sovraceleste (Dio), l’unità suprema; Celeste (angeli), nel quale si incontra la prima alterità, perché l’angelo è il primo creato da Dio ed il primo ad essere fatto mutevole. Questa alterità è la prima pluralità; Subceleste (gerarchie ecclesiastiche), che è il mondo dei corpi in cui siamo e il regno della pluralità propriamente detta.

Ecco che la scienza della natura è in Alano una serie di rapporti e rispondenze fra le cose, derivanti dalla filosofia neoplatonica, dalla tradizione ermetica e dall'alchimia; l'uomo, microcosmo naturale, ha in sé varie parti che corrispondono a tutte le parti del mondo: è composto di quattro umori, aria, acqua, fuoco e terra, come gli elementi naturali; il movimento della sua ragione, analogamente a quanto sostiene Platone nel Timeo, corrisponde al movimento del cielo delle stesse fisse e il movimento della sua sensibilità al moto planetario. Come in Platone, Alano individua tre facoltà: la prudenza, posta nella testa, corrisponde a Dio, il coraggio, nel cuore, corrisponde agli angeli e la sensualità, nelle reni, all'uomo stesso.

Anticipando una posizione moderna, Alano sostiene che la ragione, guidata dalla prudenza, possa scoprire la maggior parte delle verità sull'ordine fisico senza aiuto; ma per comprendere la verità religiosa e conoscere Dio, i saggi devono credere nella fede.

Quanto all'universo, Alano sostiene, secondo una teoria condivisa da altri neoplatonici, che esso sia infinito e che non abbia pertanto nessun centro determinato: in un certo senso, il centro sarebbe dovunque, in base all'osservatore. Si notano le somiglianze con le dottrine di Nicola da Cusa e perfino di Albert EinsteinCf. I. Toth, La filosofia e il suo luogo nello spazio della spiritualità occidentale, Bollati Boringhieri, Torino 2007, pp. 38-39..

Confutazione delle eresie e delle altre religioni Alano è inoltre autore di numerose opere per la predicazione (tra cui la fortunata Ars Predicandi), ed è impegnato nella lotta contro le eresie e le altre religioni monoteiste. La sua principale opera in tal senso, il De fide catholica contra haereticos, testimonia il momento in cui, dopo secoli di ininterrotte conquiste, il cristianesimo sta per trovarsi di nuovo sulla difensiva e deve perciò assicurarsi della solidità delle proprie posizioni. Dall’urgenza di affrontare il nemico con maggior possibilità di successo, in questa e altre opere Alano si spinge fino ad intraprendere una revisione degli stessi metodi teologiciÉ. Gilson, La filosofia nel Medioevo: dalle origini patristiche alla fine del XIV secolo, Firenze, La Nuova Italia, 1973, p. 375.

Opere Alano fu autore di diverse opere didascaliche in versi, o in prosa intercalata a versi, improntate a posizioni filosofiche di ascendenza platonica. Si distinguono, tradizionalmente, le opere di carattere teologico e le opere di carattere letterario.

La loro importanza sta anche nel fatto che Alano praticò un nuovo genere di allegorismo che ebbe notevole influenza sugli scrittori successivi, primo fra tutti Dante AlighieriP. Chiesa, La letteratura latina del medioevo. Un profilo storico, Carocci, Milano 2020, p.213.

Opere di attribuzione certa Anticlaudianus (1183-1184), poema in versi in cui si descrive il viaggio dell’uomo verso Dio. È l’opera più importante di Alano; Ars Predicandi (o Summa de arte praedicatoria), raccolta di 48 sermoni su vari temi. Sorta di manuale sulla predicazione, mostra come Alano considerasse l'educazione teologica come propedeutica ad essa, impegnandosi nel fornire ai sacerdoti gli strumenti necessari allo svolgimento della professione. Si tratta dell’opera più diffusa di AlanoC. Barbera, Alano di Lilla: poeta, filosofo, apologeta del secolo XII, p. 16; De arte praedicatoria, in Patrologia Latina 210, pp. 111–113. Théologie et pastorale de la pénitence chez Alain de Lille, ed. a cura di J. Longère, in “Citeaux” 30, 1979, pp. 177–188. Alain of Lille. The art of preaching, trad. e comm. a cura di G.R. Evans, in "Monastic Studies", 1981. Alain de Lille. Textes inédits avec une introduction sur sa vie et ses oeuvres, M. D’Alverny, J. Vrin, Parigi 1965, pp. 109–119. Oeuvres oratoires des maitres parisiens ou XII siècle vol. 2, J. Longère, Parigi 1975, pp. 141–151. La tecnica della predicazione in due sermoni di Alano di Lilla, A. Bartola, in "Studi Medievali" 27, 1986, pp. 609–623. Cantica canticorum (o In cantica canticorum ad laudem deiparae virginis mariae elucidatio), interpretazione del Cantico dei cantici in cui Alano vede nella donna la figura di Maria, scritta su richiesta del Priore di ClunySheridan, The Plaint of Nature (traduzione), p. 15; F. Stegmüller, Repertorium biblicum medii aevi, Madrid 1940-1980, nº 948. In cantica canticorum, in Patrologia Latina 210, pp. 51–110. Alain de Lille. Textes inédits avec une introduction sur sa vie et ses oeuvres, M. D’Alverny, J. Vrin, Parigi 1965, pp. 73–75. The “Song of songs” in the Middle Ages, A.W. Astell, New York-Londra, 1995, pp. 61–71. La verginità di Maria SS. nella Mariologia di Alano di Lilla, Garzia A., Nardò 1954. Cantica Canticorum (o Glosatura super Cantica) Alain de Lille. Textes inédits avec une introduction sur sa vie et ses oeuvres, ed. a cura di M. D’Alverny, J. Vrin, Parigi 1965, pp. 77–78. Carmen de amore Veneris (o Carmen probans virgines o Vix nodosum) The Poem ‘Vix Nodosum’ by Alan of Lille, ed. a cura di N.M. Haring, in “Medioevo” 3, 1977, pp. 165–185. Alain de Lille. Textes inédits avec une introduction sur sa vie et ses oeuvres, M. D’Alverny, J. Vrin, Parigi 1965, pp. 42–44. Carmen de miseria mundi (o De natura hominis fluxa o Omnis mundi creatura) Carmen de miseria mundi, in Patrologia Latina 210, pp. 579–580. Ein Jahrtausend Lateinischen Hymnendichtung vol.2, ed. a cura di G.M. Dreves, C. Blume, Leipzig 1909, I.288. Alain de Lille. Textes inédits avec une introduction sur sa vie et ses oeuvres, M. D’Alverny, J. Vrin, Parigi 1965, pp. 39–41. De fide catholica contra haereticos (1186-1188), trattato apologetico in quattro libri (da non confondere con De Arte seu articulis catholicae fidei di Nicola d’AmiensÉtienne Gilson, La filosofia nel Medioevo: dalle origini patristiche alla fine del XIV secolo, Firenze, La Nuova Italia, 1973, p. 381.); De planctu naturae (1160-70), prosimetro sul modello del De consolatione philosophiae in cui, come nellAnticlaudianus, spicca la figura di Natura; De sex alis cherubim, in cui Alano spiega l’episodio della visione contenuto in Isaia 6:1-10, nel quale Isaia ha una visione di Dio in trono circondato dai Serafini (plurale di Serafino), ognuno dei quali con sei ali; De sex alis cherubim, in Patrologia Latina 210, pp. 265–280. Epistola magistri Alani quod non est celebrandum bis in die. Alain de Lille. Textes inédits, ed. a cura di M. D’Alverny, p. 290. Expositio Prosae de angelis, in cui le gerarchie angeliche sono spunto per la riflessione sulle gerarchie e sulla conoscenza di Dio, argomenti favoriti da AlanoSheridan, The Plaint of Nature (traduzione), p. 20; Alain de Lille. Textes inédits, ed. a cura di M. D’Alverny, pp. 185–217. ‘Ordo angelicus’ e ‘theophania’ in Alano di Lilla, A. Bartola, in “Studi Medievali” 30, 1989, pp. 209–270. Supera Agalmata. Angels and the Celestial Hierarchy in Sequences and Tropes, G. Iversen, in Liturgy and the Arts in the Middle Ages, E.L. Lillie, N.H. Petersen, Kobenhavn, 1996, pp. 95–133. Expositio super Symbolum apostolorum A Commentary on the Apostles’ Creed, ed. a cura di N.M. Haring, in “Analecta Cistercensia” 30, 1974, pp. 7–45. Expositio super Symbolum Nicenum (Credo in unum Deum). Alain de Lille. Textes inédits, ed. a cura di M. d’Alverny, pp. 83–85. A Commentary on the Creed of the Mass by Alan of Lille, N.M. Haring, in “Analecta Cistercensia” 30, 1974, pp. 281–303.