Primi anni Figlio unico, di famiglia benestante, suo padre William Campbell era un commerciante di diamanti che lavorava ad Hatton Garden, a Holborn. Campbell frequentò una scuola primaria vicino a Guildford. Già in quegli anni dimostrò, nonostante la contrarietà del padre, un interesse per la velocità e per tutto ciò che aveva delle ruote. Assieme all'amico Sammy Davis, anch'egli futuro pilota automobilistico, prese in prestito un biciclo, col quale si lanciò giù da una collina, tenendo le mani nelle tasche. Tale bravata fece finire il giovane Malcolm davanti ad un magistrato. In seguito si trasferirà a Uppingham per frequentare le scuole superiori. Frequentò la Uppingham School, una scuola privata, e tornerà a casa una volta compiuti i diciotto anni. Lavorò gratuitamente come apprendista alla Lloyd's di Londra ed in seguito sì trasferì in Germania, per imparare il commercio di diamanti. Fu lì che nacque la sua passione per le motociclette, e dove corse le prime gare in moto. Continuando l'attività del padre, accumulò presto una certa fortuna, che iniziò a spendere per seguire la sua passione per la velocità. Durante la prima guerra mondiale servirà prima nel Queen's Own Royal West Kent Regiment e in seguito nella RAF.
Carriera sportiva Inizi
Nel 1902, Malcolm Campbell acquistò usata la sua prima motocicletta, pagandola 15 sterline. Nel 1906 vinse la corsa Londra-Edimburgo. Conquistò la vittoria anche nel 1907 e nel 1908. Nel 1909, effettuò alcuni esperimenti con aeroplani, costruendone due. Con uno di questi riuscì ad effettuare un breve volo, ma lo distrusse all'atterraggio. Campbell si rese conto che, nonostante fosse benestante, l'aviazione era un hobby troppo costoso, e diresse la sua attenzione alle corse automobilistiche. La sua prima gara la corse già nel 1908 a Brooklands. A bordo di una Renault 30HP, uno dei due esemplari che avevano preso parte alla Parigi-Madrid del 1903, non ottenne un buon risultato. In seguito acquistò una Darracq da soprannominata The Flapper. Motorizzata con un motore da , si trattava di una delle tre vetture costruite dalla casa francese per competere nel Tourist Trophy del 1908. L'esemplare acquistato da Campbell era giunto in terza posizione.. La vettura risultò più competitiva della Renault, e a bordo di essa nel 1910 Campbell vinse la sua prima corsa. In seguito acquisto una Peugeot, e una Darracq del 1906 più potente della precedente. Al riguardo Campbell ebbe modo di dire che, se la Peugeot gli aveva portato fortuna, la Darracq "lo aveva portato in ogni tipo di guai". Nel 1910 acquistò un'altra Darracq. La vettura, che aveva vinto la Coppa Vanderbilt del 1906, era dotata di un motore da che erogava . Inizialmente soprannominata The Flapper III, in seguito fu ridipinta di blu e divenne la prima Blue Bird. Durante gli anni dieci e venti, Campbell corse anche nei Gran Premi, specialmente sul circuito di Brooklands, di cui nel frattempo era diventato uno degli azionisti. Nel 1912, proprio a Brooklands, ebbe il suo primo incidente: durante la corsa, la sua vettura perse simultaneamente una ruota anteriore e una posteriore, ma riuscì a mantenere il controllo, riportando indenne la vettura sul ciglio della pista. Nel 1913 otterrà la vittoria alla 100 miglia di Brooklands, davanti all'italiano Giulio Foresti.
Il nome Blue Bird Nel 1912, Malcolm Campbell assistette all'opera teatrale L'uccellino azzurro, che nel Regno Unito venne rappresentata col titolo The Blue Bird. La storia narrata era quella di un fratello e di una sorella che cercavano L'uccello azzurro della felicità (in inglese The Blue Bird of Happiness). Campbell rimase molto colpito dalla rappresentazione, tanto da dipingere la propria Darracq di blu, soprannominandola Blue Bird. Con questa vettura conquisterà la vittoria a Brooklands. Da quel giorno, considerando il blu come il suo colore portafortuna, il pilota britannico dipingerà di tale colore tutte le sue auto e imbarcazioni, soprannominandole Blue Bird; tra l'altro questa usanza verrà ripresa anche da suo figlio Donald. Infine, anche la figlia di quest'ultimo e nipote di Malcolm, Gina Campbell, usò anch'essa il colore blu e il nome Blue Bird per il suo catamarano da record.
Gli anni venti e trenta
Nell'agosto 1926 parteciperà al primo Gran Premio di Gran Bretagna, corso a Brooklands Nel 1927 otterrà il secondo posto alla 150 miglia di Brooklands su Bugatti. Negli anni a venire, alla guida di varie Bugatti, di una Talbot Darracq 700 e di una Delage (appartenuta a Robert Benoist), il pilota britannico conquistò numerose vittorie in varie classi. Il 21 luglio del 1928 vinse la 200 miglia di Brooklands, a una media di (). Alla guida di una Bugatti T39A, vinse per due volte, nel 1927 e nel 1928, il Gran Premio di Boulogne. Nel 1930, assieme a Howe, su Bugatti T43 giunse ventitreesimo alla 2x12 h di Brooklands. Nello stesso anno ottenne il quinto posto all'Irish GP, corso a Phoenix Park, su Mercedes-Benz SSK e il decimo posto al Tourist Trophy, su Mercedes-Benz SS. Nel 1931 otterrà il nono posto all'Irish GP su Riley Brooklands 9. Durante questi anni, si confronterà spesso sul circuito inglese con J. G. Parry-Thomas e Henry Segrave, che in seguito saranno suoi avversari anche nella conquista del record di velocità. In seguito, Campbell disegnerà un proprio circuito automobilistico, che venne costruito vicino a quello di Brooklands. Aperto il 1º maggio del 1937, resterà in attività fino allo scoppio della seconda guerra mondiale.
I record di velocità su terra La Sunbeam 350 HP Primi tentativi
Nel 1922, Malcolm Campbell provò ad acquistare la Sunbeam 350 HP, con cui Kenelm Lee Guinness aveva segnato il record di velocità nello stesso anno. Ma Louis Coatalen, il progettista della vettura, si rifiutò di venderla. Campbell non si diede per vinto, e riuscì a farsi dare in prestito la vettura per il meeting annuale organizzato dall'Automobile Club dello Yorkshire, che si sarebbe tenuto in giugno a Saltburn-by-the-Sea. In quell'occasione raggiunse le , sopra il record di Kenelm Lee Guinness. Purtroppo, i giudici non omologarono il record. Alla fine Campbell riuscì a convincere Coatalen a vendergli la Sunbeam 350 HP e, nel 1923, riprovò a conquistare il record. L'occasione fu il meeting annuale dell'Automobile Club di Danimarca, che si teneva sull'isola di Fanø. Il pilota britannico fece riverniciare la vettura in blu, e la rinominò Blue Bird. Anche in questo caso segnò nuovamente un record, raggiungendo le (), ma anche in questa occasione non ci fu l'omologazione. Il fallimento di Fanø e i primi record
Il pilota britannico tornò a Fanø nel 1924, per provare nuovamente a conquistare il record di velocità. Le condizioni non erano ottimali, e Campbell ebbe modo di criticare sia le scarse condizioni della sabbia, sia lo scarso controllo delle autorità sulla folla di spettatori che si era radunata. Durante la prima corsa, in piena velocità la vettura perse una delle ruote posteriori, che sfiorò di poco alcune persone; egli andò allora dalla direzione gara, protestando e declinando ogni responsabilità da quello che sarebbe potuto succedere. Durante la seconda corsa, a oltre , la Sunbeam perse una ruota anteriore, che andò a colpire la folla uccidendo un ragazzino. Nonostante la tragedia, Campbell non desistette e spese molto denaro per migliorare la Sunbeam 350 HP. La nuova configurazione aerodinamica, con l'allungamento notevole della parte posteriore della vettura, fu commissionato alla Boulton & Paul. Il luogo scelto per il nuovo tentativo fu la spiaggia di Pendine Sands. Il 25 settembre, Malcolm Campbell segnò la media di (), conquistando ufficialmente il suo primo record di velocità. Subito dopo il record mise l'auto in vendita per sterline; avendo appurato che il suo rivale nelle corse, Parry-Thomas, stava anch'egli cercando di battere il record con la sua Babs, il pilota britannico decise però di tenere la vettura e provare a migliorare il suo stesso record. Nel luglio del 1925 tornò sulla stessa spiaggia, e con una media di , segnò un nuovo record. Quest'ultimo primato rimase imbattuto per 10 mesi, fino al 21 marzo del 1926, quando Henry Segrave lo batté a bordo della Sunbeam Ladybird.
I Blue Bird II e III
Dopo il record di Segrave, Campbell, iniziò la costruzione del Napier-Campbell Blue Bird, soprannominato Blue Bird II, che divenne così la prima vettura progettata appositamente per battere il record di velocità. Il 27 aprile 1926, Parry-Thomas batté il record di Segrave, portando la sua Babs a () e ritoccando il record già il giorno successivo, sempre a Pendine Sands, segnando la media di (). In quel momento, la nuova vettura di Campbell era ancora incompleta. Il Blue Bird II, come venne presto ribattezzato, montava un motore aeronautico Napier Lion in grado di sviluppare 502 CV. Nel gennaio del 1927, il pilota britannico eseguì un primo test a Pendine Sands, ma il Bluebird II evidenziò diversi problemi. Il 4 febbraio dello stesso anno, sempre a Pendine Sands, fece un nuovo tentativo, e segnò il nuovo record a (). Parry-Thomas, vistosi superato, decise di provare a riprendersi il primato, ma rimase ucciso nel tentativo. Sconvolto per la perdita di un amico, prima che di un rivale, Campbell decise di non correre più a Pendine Sands, luogo della morte dell'avversario. Il 29 marzo, a Daytona Beach, Segrave segnò il nuovo record, portando la sua Sunbeam 1000 HP a (). Campbell aveva perduto il record assoluto, ma continuava a detenere quello britannico, in quanto Segrave aveva ottenuto il suo negli Stati Uniti. Nello stesso anno ci fu il tentativo da parte del pilota italiano Giulio Foresti, con cui Campbell si era già battuto a Brooklands anni prima, di conquistare tale record. La vettura era la Djelmo, costruita inizialmente per battere il record assoluto, di potenza simile al Blue Bird II (.) ma di peso molto inferiore ( contro i dell'auto di Campbell). Il tentativo non andò a buon fine e, se Foresti riportò solo lievi ferite, la vettura che si cappottò ad oltre rimase completamente distrutta. Campbell era comunque intenzionato a riprendersi il record assoluto, e decise così di modificare radicalmente la sua vettura; riuscì a persuadere il Ministro dell'Aeronautica, che gli permise di usare il motore del Supermarine S.5, idrocorsa vincitore della coppa Coppa Schneider. Questo propulsore, un W12 da , erogava 875 CV. Per migliorare il raffreddamento, la vettura fu dotata di due grossi radiatori ai lati della coda. Furono eseguiti diversi test nella nuova galleria del vento della Vickers, per studiare una configurazione aerodinamica in grado di migliorare la velocità delle vettura, che prese il soprannome di Blue Bird III. Nel febbraio del 1928, al 26º meeting annuale a Daytona Beach, erano presenti tre vetture da record, il Blue Bird III di Malcolm Campbell, il White Triplex Special di Ray Keech e lo Stutz Black Hawk Special di Frank Lockhart. Il 19 febbraio, Campbell fece segnare il nuovo record, registrando una media di (). Il record resistette fino al 22 aprile, quando, sempre a Daytona Beach, Ray Keech lo batté, con una media di (). Il 25 aprile, fu la volta di Frank Lockhart. Nella prima corsa, portò il suo Stutz Black Hawk Special a (), di poco sotto il record di Keech. Durante la seconda corsa, mentre viaggiava a velocità elevata, uno pneumatico esplose. La vettura si ribaltò più volte, uccidendo il pilota.
Il Campbell-Napier-Arrol Aster Blue Bird
Rispetto al precedente Blue Bird III, di cui manteneva il motore, questa vettura usufruiva di un'aerodinamica completamente rinnovata. La nuova carrozzeria venne progettata e realizzata dalla Arrol-Aster di Dumfries. Da qui il nome di Campbell-Napier-Arrol Aster Blue Bird.