Il Gremio degli Ortolani (lu Gremiu di l'Orthurani in Sassarese) è una delle antiche corporazioni di arti e mestieri che operano a Sassari. Fondato nel XVI secolo è parte della Faradda di li Candareri (Discesa dei Candelieri) già nell'atto del 1531.

Raccoglieva al suo interno i produttori agricoli in proprio, ed in particolare quelli dediti alle culture ortofrutticole dei piccoli appezzamenti che circondavano la città.

Storia Origini

Le origini della corporazione degli Ortolani di Sassari si perdono nel Medioevo turritano. Già ai tempi del libero Comune, infatti, le fertili valli della Nurra, completamente cosparse di rigagnoli e pozze d'acqua, erano approdo e luogo di fortuna per numerosissimi lavoratori della terra, che ben presto fecero fiorire il mercato locale grazie alla produzione autoctona. Controprova dell'importanza di tale mercato fu la nascita non solo di corporazioni dedicate al mondo agricolo (se non uniche, quantomeno singolari nel panorama europeo), ma addirittura la loro specializzazione e frammentazione in soggetti distinti, tanta era la competenza professionale dei lavoratori coinvolti nella filiera.

I lavoratori dei campi, specialmente quelli dediti alle colture ortofrutticole, erano soliti riunirsi già nel XV secolo presso la Pieve di San Francesco nel Colle dei Cappuccini. Testimonianza di tale presenza è rappresentata dal venerato simulacro della Madonna di Valverde, conservato all'interno del convento francescano, ricostruito a causa di crolli nel secolo scorso, fedelmente riportato nel Candeliere antico del Gremio.

La Confrarìa de sos Urtulanos

Le prime notizie sul trasferimento del culto di Valverde si hanno grazie a un legato del 1512 di Susanna Cabaniello, devota che dedicava parte del suo patrimonio all'altare della Madonna di Valverde nella Chiesa di Santa Maria di Betlem. Ma è soltanto con un atto del 1556, relativo all'acquisto di un terreno cimiteriale nei pressi del convento francescano, che la Confrarìa de sos Urtulanos viene per la prima volta citata.

La storia degli Ortolani è inscindibilmente legata a quella della Faradda di li Candareri, giacché già nell'atto del 1531 (così come in quello perduto del 1504) essi erano indicati fra le corporazioni presenti con un proprio candeliere.

Nel corso del Seicento la Confrarìa continuò la propria attività nel territorio sassarese, come testimoniato da due documenti dell’epoca. Il primo è lo statuto del Gremio dei Viandanti del 1633, nel quale gli stessi Viandanti richiamano lo statuto degli Ortolani per stabilire i percorsi per le questue in città (le due corporazioni godevano di un forte rapporto di collaborazione, nato dallo stretto legame tra produttori e trasportatori e fiorito nella comunanza di usi e costumi, ancora oggi rispettati tramite un gemellaggio le cui origini si perdono nei fumi della storia). Il secondo, datato 22 ottobre 1693, riguarda un accordo tra il Gremio e i frati per la cappella di Santa Lucia, con l’impegno ad ornarla, data la situazione di abbandono, e di acquisire il pieno diritto di proprietà, privo tuttavia dell' jus seppelliendi, giacché a tale scopo era dedicato uno specifico campo nei pressi della chiesa.

Il Gremio dal XVIII secolo ai giorni nostri

Risale all'8 settembre 1761 il nuovo statuto degli Ortolani che rinnovava la Confrarìa, di cui si lamentava la decadenza. Con tale atto la corporazione assunse il nome di Gremio degli Ortolani e volle restituire lustro alle antiche tradizioni della Confrarìa.

Nello statuto furono istituite le tre cariche principali del Gremio: l'Obriere Maggiore, il Secondo di Bandiera e il Terzo di Candeliere, i quali avevano il governo della corporazione per tutto l'anno, che iniziava nel giorno della Festa Grande della domenica in Albis. Agli Obrieri minori era affidato il compito di raccogliere le risorse necessarie per il sostentamento della cappella, in particolare il grano che veniva annualmente offerto dagli Agricoltori. Durante la vendemmia, uve e mosti offerti in favore di Valverde dovevano essere raccolti e il loro trasporto affidato ai divotos de la Virgen SS.ma de Buen Camino, ossia ai Viandanti, con un carro a cavallo (tumbarella).

Nello statuto era inoltre disciplinato attentamente il commercio dei prodotti ortofrutticoli, nonché la maestranza minore dei murgadori a giornata, nettamente distinta dagli zappadori, maestranza minore del Gremio dei Massai.

Nella prima metà del XIX secolo venne demolita la cappella di Santa Lucia durante i lavori di restauro e realizzazione della cupola di Santa Maria, operati da Cano. Ciò portò il Gremio a trasferirsi presso la Cappella delle Anime Purganti, attuale sede della corporazione.

Dopo un periodo di attività come Società di Mutuo Soccorso, il Gremio è stato protagonista della rinascita della Discesa dei Candelieri ed è divenuto parte dell'Intergremio "Città di Sassari".

Nel 1989 lo storico candeliere seicentesco è stato definitivamente ritirato e sostituito da una copia quasi identica, ricoperta dalla tela originale. Il restauro ha permesso di riportare alla luce sia la damascatura presente sul fusto — che probabilmente consentiva l'applicazione della cera votiva prima della realizzazione della tela — sia l'effige in graffito del simulacro della Madonna di Valverde conservato a San Francesco.

Devozione alla Madonna di Valverde La Patrona è da sempre la Madonna di Valverde, il cui legame con il Gremio si perde nei tempi, e la cui festa è la domenica in Albis. La festa era originariamente l'8 settembre, oggi festa piccola del Gremio.

La festa grande è caratterizzata dal canto dei Primi Vespri il sabato e dalla messa con intregu (successione fra gli Obrieri Maggiori) della mattina. La sera, per le vie della città, si snoda la processione in cui il simulacro della Vergine viene riportato dalla chiesa di Santa Maria alla chiesa di San Francesco, primordiale sede della corporazione, con la partecipazione di tutti i Gremi.

Segni distintivi Bandiera

La Bandiera del Gremio è di colore verde, gallonata d'argento. Il colore verde, unico fra tutto i Gremi sassaresi, è un chiaro riferimento al mestiere svolto dai consociati e al Titolo Mariano di riferimento.

Sia nel fronte, sia nel retro è rappresentata la Madonna di Valverde, presente anche nel puntale d'argento che la sormonta, che viene ornato con una ricca corona floreale, tradizionalmente con la caratteristica forma a "U".

Il Gremio possiede anche una Bandiera piccola, identica nei colori e nelle raffigurazioni, che viene portata issata su di un'asta sormontata da una croce dorata.

Abiti

La divisa del Gremio degli Ortolani, caratterizzata dalla presenza di elementi provenienti dalla tradizione spagnola seicentesca congiunti con alcune modifiche novecentesche, varia a seconda della carica sociale rivestita dai Gremianti:

I Novizi indossano un abito classico all'italiana, con cravatta nera e pantaloni neri, guanti neri e una ricca cappa nera di origine spagnola. L'Obriere di Candeliere indossa una giacca nera, una buttunera (corpetto in raso nero arricchito da bottoni in filigrana d'argento) stretta da un panciotto in argento, il briccu, pantaloni neri, guanti neri e cappa nera. L'Obriere Maggiore indossa una ripiglia (giacca spagnola seicentesca in panno con maniche in damasco nero, arricchite da ricchi pizzi bianchi), una piccola mozzetta in pizzo bianco detta bavaru, guanti neri, bandoliera, spada e spadino. Gli Anziani Eletti indossano come alta uniforme indossano un ripiglia arricchita da un nastro di pizzo e da un grande fiocco verde, pantaloni neri, cappa nera e guanti neri. Nelle occasioni comuni indossano la medesima divisa dell'Obriere di Candeliere.

Cappella

Originariamente ospitato presso la Cappella di Valverde della Chiesa di San Francesco e di seguito in quella di Santa Lucia a Santa Maria di Betlem, è oggi stabilito presso la Cappella delle Anime del Purgatorio nello stesso Convento Francescano (seconda a destra percorrendo la navata).

La Cappella presenta un altare neoclassico di colore azzurro con rifiniture in foglia oro, caratterizzato da una grande tela raffigurante le anime purganti. Le colonne corinzie scanalate reggono un timpano che presenta una finta edicola raffigurante la morte con la falce.

Poco sopra la mensa, su una teca protettiva, si ritrova l'antico simulacro ligneo policromo della Madonna di Valverde, tutt'oggi portato in processione nella domenica in Albis.

Candeliere Il Gremio possiede due Candelieri, il più antico risalente al XVII secolo, il secondo, copia dell'originale, al 1989. Attualmente, a causa dello stato di fragilità del cero antico, solo quello novecentesco viene portato in processione. Il candeliere ora si trova nella chiesa dei cappuccini per chiusura della chiesa di santa Maria di betlem

Candeliere antico

Il candeliere antico degli Ortolani è il cero più antico fra tutti i Candelieri conservati nella Città di Sassari ed è datato per la seconda metà del XVII secolo. A causa dell'età e dello stato di conservazione dal 1988 non viene più utilizzato alla Faradda.

Base La base del candeliere è molto semplice, leggermente allungata in senso verticale.

Impreziosita da una cornice sul lato superiore, presenta su tutti e quattro i prospetti un fregio romboidale di colore verde all'interno di una cornice azzurra.

Fusto Il fusto era anticamente ricoperto da una tela, applicata successivamente al candeliere nuovo. Durante i lavori di restauro è stato scoperto che il fusto, al di sotto della tela, è completamente intagliato, recando incisi diversi fregi floreali arricchiti dai resti delle foglia d'argento che lo ricopriva.

Capitello Il capitello, di forma ottagonale, presenta numerosi fregi fitomorfi rappresentanti pampini pregevolmente scolpiti nel legno mentre nella parte centrale, sempre scolpita, si trova la Madonna di Valverde.

Candeliere nuovo Il candeliere nuovo è stato realizzato nel 1989 su modello del precedente, rappresentandone una copia quasi identica.

Base La base riprende in toto forme e decorazioni del candeliere antico.

Fusto Il fusto del candeliere è interamente ricoperto dalla tela originale. Di colore prevalentemente marrone reca al centro un drappeggio verde acqua legato sul retro. Sul prospetto principale, all'interno di un quadretto posizionato sul drappeggio, si trova l'immagine della Vergine di Valverde.

Capitello Come nel caso del candeliere antico, il capitello mantiene la caratteristica forma ottagonale, con gli angoli impreziositi da pampini pregevolmente scolpiti nel legno. I riquadri presentano, su una base in foglia oro, dei graffiti incisi nel legno ed in particolare, sulla facciata principale, quello rappresentante la Patrona.

Corona Il 14 agosto viene posta in cima al capitello una ricchissima corona di bandiere in broccato ricamate, in ricordo di tutti gli Obrieri succedutesi negli anni, prive, contrariamente a quasi tutti gli altri Gremi, di dipinti. Sulla sommità svetta il vessillo dell'Obriere di candeliere in carica. La corona viene adornata da bandierine di carta, i bora-bora, e spesso da addobbi vegetali, quali oleandro e salice.

Il candeliere nuovo degli Ortolani pesa 251 kg senza stanghe e 291 kg con stanghe completamente addobbato.

Galleria d'immagini

Bibliografia Archivio Storico del Comune di Sassari, Fonti per la storia dei gremi e dei candelieri. Sassari. archiviostorico.comune.sassari.it Brigaglia, Manlio, e Ruju, Sandro (2009), Sassari. Gremi e Candelieri, Edizioni Delfino, Sassari. Lombardi, Bruno, Gremi e Candelieri della città di Sassari. Vol. 1. Sassari. Mattone, Antonello (2000), Corporazioni, gremi e artigianato tra Sardegna, Spagna e Italia nel Medioevo e nell'età moderna (XIV-XIX secolo), AM&D, Sassari Sanna, Carlo Antero (1992), Sassari, storia dei Gremi e Candelieri. Edizioni A.C.S., Sassari. Sanna, Carlo Antero (2003), Sassari, I candelieri e i Gremi nella storia. Edizioni A.C.S., Sassar

Bibliografia