Biografia Carriera in magistratura Si forma professionalmente a Palermo, sua città natale, come uditore giudiziario nel 1987.
Sostituto alla procura di Marsala Nel 1989 è sostituto procuratore, assegnato alla procura di Marsala allora guidata da Paolo Borsellino. Quest'ultimo l'aveva poi espressamente voluto al proprio fianco anche alla procura di Palermo, quando divenne procuratore aggiunto nel marzo 1992, come sostituto procuratore, Di Alessandra Dino - Le violenza tollerata: mafia, poteri, disobbedienza.
Nella Procura antimafia di Palermo Con Gian Carlo Caselli nel 1993 diviene pubblico ministero della Procura antimafia, si occupa di noti casi legati alla malavita organizzata, come il caso ContradaSevera requisitoria del pm Ingroia: l'ex numero tre del Sisde "a totale disposizione di Cosa Nostra", Corriere della Sera, Archivio, e conduce processi di una certa rilevanza sui rapporti tra la mafia e il mondo della politica e dell'economia. A quel periodo risale anche il processo per mafia al leader democristiano e più volte Presidente del Consiglio dei ministri Giulio Andreotti, iniziatosi nel 1993 e conclusosi nel 2004. Il processo ebbe enorme risonanza mediatica e accerterà che Andreotti ebbe rapporti di reciproca convenienza con la mafia fino al 1980. Tale reato risultò estinto per prescrizione mentre per i fatti successivi al 1980 fu assolto.
È uno dei tre magistrati, insieme con Giancarlo Caselli e Vittorio Aliquò, protagonisti del discusso interrogatorio che l'11 agosto 1998 si concluse con il suicidio del giudice Luigi Lombardini. Una delle indagini che fanno capo a lui riguarda l'ex senatore del PdL Marcello Dell'Utri, che avrebbe fatto da ponte tra mafia del Sud e mondo imprenditoriale del Nord, attraverso mafiosi come Salvatore Riina e i fratelli Graviano"2. intrattenendo, inoltre, rapporti continuativi con l'associazione per delinquere tramite numerosi esponenti di rilievo di detto sodalizio criminale, tra i quali, Pullarà Ignazio, Pullarà Giovanbattista, Di Napoli Giuseppe, Di Napoli Pietro, Ganci Raffaele, Riina Salvatore, Graviano Giuseppe;" , Sentenza nei confronti di Dell'Utri Marcello, Palermo, 11 dicembre 2004, pag. 4. Ingroia ottiene una prima condanna per Dell'Utri nel 2004 di nove anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, confermata in appello il 29 giugno 2010 con una riduzione di due anni; il senatore è però assolto per le condotte successive al 1992, poiché i giudici hanno giudicato non provato il "patto di scambio" politico-mafioso con Cosa nostra.
Durante l'indagine preliminare fu indagato anche Silvio Berlusconi, ma poi la sua posizione fu archiviata. Nel 2006, innanzi alla 3ª sezione penale del Tribunale di Palermo rappresenta la pubblica accusa nel processo che, tra gli altri, vede imputato il Capitano Ultimo Sergio De Caprio; il 3 febbraio 2006 il Tribunale assolve il capitano perché "il fatto non costituisce reato"La sentenza.. Nel 2009 è stato nominato procuratore aggiunto della procura distrettuale antimafia di Palermo...nuovo procuratore aggiunto a Palermo, Corriere della Sera, Archivio, 9 gennaio 2009. Il 17 aprile 2011 l'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) lo ha insignito del Premio Renato Benedetto FabriziPremio Anpi ‘Fabrizi’, standing ovation per il giudice Ingroia., Cronache Anconetane, 19 aprile 2011..
Il 24 luglio 2012, in merito all'indagine sulla trattativa Stato-mafia, ha chiesto il rinvio a giudizio di tredici indagati, tutti rinviati a giudizio davanti alla Corte d'Assise di Palermo, con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e violenza o minaccia a corpo politico dello Stato (art. 338 del codice penale): i politici Calogero Mannino e Marcello Dell'Utri, gli ufficiali Antonio Subranni, Mario Mori e Giuseppe De Donno, i boss Giovanni Brusca, Totò Riina, Leoluca Bagarella, Antonino Cinà, Bernardo Provenzano, il collaboratore Massimo Ciancimino (quest'ultimo anche per calunnia; l'accusa per l'ex ministro Nicola Mancino è invece di falsa testimonianza). La tesi della trattativa verrà poi smentita dalla Cassazione Sent. 10 novembre 2023 (ud. 27 aprile 2023), n. 45506.
L'incarico in Guatemala Il 26 luglio 2012 il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) ha dato il via libera al collocamento fuori ruolo del procuratore aggiunto di Palermo Ingroia, che smetterà le vesti di pm per un anno per andare a dirigere in Guatemala un'unità di investigazione per la lotta al narcotraffico, su incarico dell'ONU. Dopo solo due mesi però, Ingroia decide di lasciare l'incarico in Guatemala per dedicarsi alla politica. A tal proposito, Carmen Ibarra, presidente del Movimiento Pro Justicia ha parlato di "gesto irresponsabile" e "comportamento ridicolo". Secondo Ibarra infatti Ingroia ha utilizzato il ruolo nell'unità di investigazione come tappabuchi, facendo sprecare all'ONU tempo e risorse.
Il 29 ottobre ha tenuto la sua ultima udienza in occasione del processo sulla trattativa Stato-Mafia e il 5 novembre è partito per il GuatemalaTrattativa Stato-mafia, rinviata l'udienza al 15 novembre stato-mafia.it, 29 ottobre 2012. Il 1º dicembre ha partecipato alla prima assemblea nazionale di "cambiare #si può". Il 5 dicembre, in merito al conflitto tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e la Procura di Palermo riguardo alle intercettazioni tra lo stesso Napolitano e l'imputato Nicola Mancino, risoltosi con la sentenza della Corte costituzionale che accoglie il ricorso di Napolitano e che prevede la distruzione delle intercettazioni, Ingroia ha così commentato: "Noi cornuti e mazziati. È una sentenza politica. Le ragioni della politica hanno prevalso su quelle del diritto. La scelta del presidente della Repubblica di sollevare il conflitto di attribuzioni è stata dannosa per l'immagine delle istituzioni italiane".
Il giorno seguente, in collegamento dal Guatemala con il programma Servizio Pubblico e con il processo sulla trattativa Stato-Mafia in corso, ha dichiarato: "Borsellino è stato ucciso perché considerato un ostacolo alla trattativa, ma come faceva Cosa nostra a saperlo? Deve averlo saputo dallo Stato. Se la strage di via d'Amelio non è stata pensata, attuata, da uomini dello Stato, di certo lo Stato ne è stato complice. Questo posso dire di saperlo". Inoltre all'imputato Calogero Mannino, presente in studio, ha detto: "Lei ha tradito Cosa Nostra ma fu risparmiato e al suo posto fu ucciso Paolo Borsellino per trattativa". A questo Mannino ha risposto: "Lei è un mascalzone"Ingroia: "Lo Stato complice nella morte di Borsellino" livesicilia.it, 7 dicembre 2012. Per i rischi derivanti dal suo lavoro contro la mafia, è seguito costantemente da 8 uomini di scorta della Polizia, come è emerso da un'inchiesta de Il TempoMancano i soldi, ma le scorte no. Ecco tutti i potenti da proteggere", da "Il Tempo" del 20/09/2013.
L'abbandono della magistratura Dopo le elezioni politiche del 2013, dall'11 aprile al 19 giugno è stato sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Aosta, fino alla sua decadenza dalla magistratura per non essersi presentato nella sede, nel giugno 2013.
Impegno in politica Adesione a Rivoluzione Civile Il 29 dicembre 2012 annuncia di volersi candidare alle elezioni politiche del 2013 sotto le insegne di Rivoluzione Civile, lista formata da Partito della Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Federazione dei Verdi, Italia dei Valori, Movimento Arancione di Luigi de Magistris e da vari movimenti come Cambiare si può, Agende Rosse di Borsellino e il Popolo Viola. Ingroia sarà inoltre designato come capo della forza politica.
La costituzione della lista viene vista con favore da Salvatore Borsellino (nonostante alcune critiche in merito ai criteri di formazione delle liste) e da vari esponenti della società civile come Dario Fo, Vauro, Fiorella Mannoia e Pippo Giordano. Proprio la canzone della Mannoia "Io non ho paura" diviene in pratica la colonna sonora della campagna elettorale.
Nella lista di Ingroia presenziano anche la cofondatrice di Libera Gabriella Stramaccioni, Franco La Torre figlio di Pio, il giornalista Sandro Ruotolo (candidato presidente del Lazio), Antonio De Lellis (candidato presidente del Molise), l'ex grillino Giovanni Favia, l'ex-sindaco di Ferrara Roberto Soffritti, il pacifista Flavio Lotti, il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero e Ilaria Cucchi, sorella di Stefano.
Il 7 gennaio 2013, dopo due mesi trascorsi in Guatemala, Ingroia torna in Italia per dare inizio alla campagna elettorale.
Il 20 febbraio, in seguito all'invio, da parte di Silvio Berlusconi, di una lettera indirizzata agli elettori contenente la dicitura «rimborso IMU 2012», Ingroia, insieme al candidato Gianfranco Mascia, denuncia l'avversario alla Procura di Roma perché avrebbe violato gli articoli 96 (offrire denaro in cambio di voto) e 97 (diminuire la libertà degli elettori con raggiri o artifizi) della legge elettorale (D.P.R. n. 361/1957).
I risultati delle elezioni del 24 e 25 febbraio non consentono alla coalizione di Rivoluzione Civile di essere presente in Parlamento né alla Camera, dove ottiene il 2,25% (la soglia è del 4% su base nazionale), né al Senato, dove ottiene appena l'1,79% delle preferenze (la soglia è dell'8% su base regionale). Risultati Elezioni LaStampa.it
Alle primarie della coalizione di centro-sinistra per le elezioni amministrative di Roma, Rivoluzione Civile ha appoggiato il candidato Ignazio Marino, uscito poi vincitore dalle stesse.
Nascita di Azione Civile Il 2 maggio Antonio Ingroia, in una conferenza stampa, lancia il suo nuovo movimento Azione Civile. Si chiude così l'esperienza di Rivoluzione Civile nata appositamente per le politiche di febbraio. Il movimento fa suo il programma elettorale di Rivoluzione Civile e si pone quale portatore primario delle istanze della società civile. Queste sono le parole di Ingroia alla stampa con cui ha lanciato il nuovo movimento: "Azione Civile è un movimento civico puro, fuori dai partiti, che oggi avvia una campagna di adesione aperta ai cittadini che credono in questo progetto per radicarsi sul territorio". La prima assemblea nazionale di Azione Civile si terrà il 22 giugno a Roma.
Mancato incarico alla Regione Siciliana, trasferimento ad Aosta e ricorso respinto dal TAR L'8 aprile seguente il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta lo nomina presidente di Riscossione Sicilia, società che si occupa delle imposte in Sicilia. In attesa della decisione del CSM in riguardo, Ingroia ha accettato l'incarico dichiarando di essere più utile alla guida di un ente pubblico che un giudice in sovrannumero ad Aosta, dove sarebbe dovuto andare. Il 10 aprile però il CSM esprime parere negativo all'incarico e Ingroia, con 19 voti a favore e 7 astenuti, viene così trasferito ad Aosta come sostituto procuratore perché questa è l'unica circoscrizione dove non si è candidato alle elezioni.
Contro la decisione del CSM, Ingroia annuncia subito ricorso al TAR che intanto gli nega anche la sospensiva, imponendogli di riprendere servizio ad Aosta. Quest'ultimo si presenta quindi in Procura il 15 maggio dichiarando di averlo fatto solamente perché, essendo l'ultimo giorno utile, avrebbe altrimenti perso l'incarico. Appena insediatosi, si è subito preso un mese di ferie. A Striscia la notizia ha dichiarato: "Ritengo che il CSM abbia fatto un provvedimento ingiusto e illegittimo e per questo mi sono opposto, ma non perché non riconosca l'importanza del collegio di Aosta. Io so che erano dovute altre destinazioni, a cominciare dalla Procura Nazionale Antimafia, e credo che lì avrei potuto dare un maggior contributo".Ingroia prende servizio ad Aosta. Ma si mette subito in ferie Iltempo.it 16 maggio 2013 Il 23 maggio il TAR del Lazio si pronuncia respingendo il suo ricorso.
Decadenza dalla magistratura e impegno diretto in politica