Cornigliano (Cornigen in ligure) o Cornigliano Ligure (denominazione ufficiale di quando era comune autonomo) è un quartiere di Genova, Municipio VI - Medio Ponente. Situato lungo la costa nel Ponente cittadino, tra le ex-delegazioni di Sampierdarena e Sestri Ponente, con quest'ultima compone il Municipio VI Medio Ponente.

L'area di Cornigliano comprende le unità urbanistiche di "Cornigliano" e "Campi", che insieme avevano al 31 dicembre 2022 una popolazione di abitanti. Dell'unità urbanistica di Cornigliano fanno parte anche le località di Coronata ed Erzelli.

Geografia Cornigliano sorge nella periferia ovest di Genova, sulla fascia costiera, a sette chilometri dal centro. È bagnata a sud dal Mar Ligure e, a est, dal torrente Polcevera, che la separa da Sampierdarena. I suoi confini occidentali con Sestri Ponente si possono rilevare nell'aeroporto Cristoforo Colombo e nella collina degli Erzelli. Infine, a nord il quartiere comprende le alture di Coronata e Monte Guano, per terminare nei pressi della località Testa di Cavallo e lungo il versante che discende verso il colle di Borzoli. A protezione delle mareggiate, lungo tutto il litorale corniglianese, vi è una diga foranea posta a circa duecento metri dalla linea di costa.

Geograficamente, fanno parte del territorio corniglianese anche le località di Coronata, sulla collina che domina il quartiere a est, di Campi, sulla sponda del Polcevera, e il polo tecnologico di Erzelli, sulla parte occidentale del quartiere.

Il territorio è scosceso, fatta eccezione per la zona pianeggiante adiacente alla costa, ampliata verso mare tramite i riempimenti effettuati tra gli anni trenta e l'immediato dopoguerra. Cornigliano per la restante parte è quindi formata da colline e vallette. Quattro crinali principali digradano verso il mare pressoché perpendicolarmente alla costa da un'altitudine massima di circa 180 metri, raggiunta nei pressi di villa Aplanati-Morsello, punto più alto della delegazione. Da ponente a levante si individuano: gli Erzelli, la grande spianata ricavata tra la fine degli anni cinquanta e i primi anni sessanta con lo sbancamento della collina di Monte Croce per il riempimento a mare dell'area su cui sorge l'aeroporto di Genova-Sestri Ponente, per molti anni utilizzata come deposito di container, oggi destinata allo sviluppo delle aziende del distretto dell'alta tecnologia e prossima sede della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Genova e dell'ospedale di vallata. la collina di Colombara, oggetto di forte espansione residenziale (via dei Sessanta) nel secondo dopoguerra. la collina di Passo Speich, rimasta invece a carattere prevalentemente naturale e rurale. la collina di Coronata, anch'essa fortemente urbanizzata, su cui si sviluppa l'omonimo borgo.

Fatta esclusione per il torrente Polcevera, la situazione idrografica del quartiere è caratterizzata dalla presenza di diversi rivi minori, di scarsa rilevanza per lunghezza, portata e ampiezza del bacino idrografico. Essi scorrono nelle vallette che si sviluppano fra i crinali sopra descritti. Da ponente a levante si individuano: il Rio Secco, che ha origine a nord del casello autostradale di Genova Aeroporto. Scorre per circa 300 metri in superficie per proseguire tombinato al di sotto delle infrastrutture che collegano l'autostrada A10 alla viabilità ordinaria. Dopo un percorso di circa , il rio confluisce nel collettore principale dell'area ILVA aeroportuale. il Rio San Pietro o Rio Carlone, affluente di destra del Rio Roncallo, che ha origine all'estremità settentrionale del parco urbano di Valletta Rio San Pietro. Scorre all'interno del parco, fra le colline di Colombara e Passo Speich, per circa 600 metri, prima di immettersi nel percorso tombinato che caratterizza la sua parte terminale, lungo Via Villa Carbone e Via Cervetto. Dopo un percorso totale di circa 850 metri, il rio confluisce nel Rio Roncallo, all'altezza dell'incrocio con Via Agosti. il Rio Roncallo, che ha origine a Coronata, a valle dell'incrocio fra Via Monte Guano e Via San Giacomo Apostolo, ad una quota prossima ai 135 metri s.l.m. Scorre nel suo letto naturale lungo la valletta tra la collina di Passo Speich e quella di Coronata per circa 450 metri. Prosegue quindi tombinato, con brevissimi tratti all'aperto nel tratto immediatamente a monte di Via Agosti e lungo il percorso della via stessa. Dopo aver raccolto le acque del Rio San Pietro, il suo percorso continua nel sottosuolo di Piazza Rizzolio, di Via Cornigliano e di alcune proprietà private, per poi seguire il percorso di Via Brighenti e Piazza Metastasio, attraversare la ferrovia e confluire nel collettore dell'area industriale ex-Italsider, parallelo alla linea ferroviaria, che sfocia in mare al di sotto dell'area aeroportuale. Il Rio Roncallo è esondato apportando significativi danni durante l'alluvione di Genova del 2010 ed in due occasioni nel 2014, causando l'allagamento di Via Agosti e Via Cervetto e contribuendo in maniera significativa all'allagamento di Via Cornigliano e della parte a mare del quartiere.

Storia

Dalle origini alla villeggiatura del XVIII secolo Secondo lo storico cinquecentesco Giustiniani - che nel XVI secolo redasse gli annali della città - il nome della località potrebbe derivare dalla Gens Cornelia, la famiglia romana dei Cornelii, che avrebbe posseduto terreni nella zona pianeggiante tra il torrente Polcevera e Sestri, nel luogo chiamato ager cornelianum che significa campo dei Cornelii.

Ma secondo altri storici l'origine del toponimo è ancora più antica ed è da attribuire ad un'antica tribù ligure, quella dei Veturii che nell'età del ferro dominava il territorio compreso tra il torrente Polcevera ed Arenzano. Il nome deriverebbe da Corito di Giano, derivando dall'antico ligure Cor (Corito) - ni (di) - gien (Giano).

Altre e più recenti fonti riferiscono della Cornigliano intorno all'anno 1000: il paese era sparso lungo il declivio collinare, vigilato da una fortificazione posta in alto che aveva soprattutto il compito di difendere l'accesso al ponte sul Polcevera ed era composto da tre terzieri controllati dai nobili Carmandino.

Antecedente a quel periodo è tuttavia la costruzione originaria della badia di Sant'Andrea, edificata su uno scoglio (non più esistente) che prese il suo nome, posto ai piedi della collina degli Erzelli. Per ampliare la costruzione, nel XII secolo la badia fu ricostruita in una zona collinare, così come è visibile adesso.

Nella località, che anticamente e fino a non molti decenni fa era una splendida località rivierasca e che Francesco Petrarca cantò come splendido luogo di villeggiatura fuori le mura di Genova, sempre secondo Giustiniani, vennero costruite nei secoli successivi almeno trenta ville nobiliari, sorte come residenze estive delle principali famiglie genovesi.

Tra i primi insediamenti nobiliari di villeggiatura (sono noti dati precisi per il principio del Quattrocento) si trovano quelli dei Doria a Campi; degli Spinola, Gentile, Pallavicino e De Mari a Cornigliano. Poco si sa delle architetture dell'epoca, di cui sopravvivono solo pochi elementi riconoscibili, certamente raffinate, ma probabilmente molto diverse dai volumi monumentali costruiti a partire dall'inizio del Cinquecento e tuttora esistenti.

Cornigliano località fu una delle località di villeggiatura più ambite dall'aristocrazia genovese, e ospitò personaggi illustri; celebre esempio è il marchese Ambrogio Spinola che qui possedeva un palazzo di famiglia già appartenuto a suo nonno Ambrogio.

La costruzione e l'aggiornamento dei palazzi di villeggiatura dell'aristocrazia continuò fino alla caduta della Repubblica di Genova, avvenuta alla fine del XVIII secolo: nel 1752 incominciava la costruzione della grandiosa villa Durazzo, trionfo del rococò, in seguito eletta a residenza estiva del principe di Savoia, e pochi decenni più tardi venivano rifatti in stile neoclassico due dei palazzi Serra.

Tra Sette e Ottocento Cornigliano era una tappa di passaggio del cosiddetto Grand Tour ed era ammirata da molti visitatori, anche celebri. La via principale era un ininterrotto susseguirsi di ville in cui soggiornarono poi personaggi come la regina Maria d'Austria, Foscolo, Manzoni, Mazzini.

XIX secolo: un borgo di agricoltori, pescatori e villeggianti

Nel XIX secolo il paese prese la denominazione di Cornigliano Ligure e con il catasto napoleonico del 1808 l'utilizzo del terreno corniglianese fu documentato accuratamente. Sempre dai dati napoleonici, la popolazione residente risulta essere di abitanti nel 1806 e nel 1812. Ciò che però risalta da questi e da altri dati ancor più antichi, è la povertà: a fronte di quasi 500 famiglie, le abitazioni sono poco più di 200 (e molte sono grandi ville nobiliari unifamiliari), a conferma che le coltivazioni e le poche fabbrichette esistenti di abbigliamento femminile, biacca, sapone, calce e pelli non erano molto redditizie.

Nella seconda metà del secolo il paese si trasforma principalmente in un piccolo borgo di pescatori con notevoli ambizioni turistiche balneari, rilanciate quando, alla fine del secolo, il facoltoso imprenditore e politico Edilio Raggio fece costruire sullo scoglio di Sant'Andrea, a fare da sfondo alla spiaggia piena di stabilimenti balneari, l'omonimo castello in stile liberty, sul modello del triestino Miramare.

All'epoca l'allora Comune di Cornigliano era composto da quattro piccoli agglomerati (il Borgo, ai piedi del ponte sul Polcevera, formatosi attorno alla piazza crocevia delle strade per la Marina, Sampierdarena, la Val Polcevera, ed il ponente; la Marina, posta a ridosso della spiaggia; Campi, lungo la strada che risaliva il Polcevera; la Colombara, formata dalle abitazioni arroccate sulla scogliera e sulla retrostante collina poste a ponente). Tutt'attorno, in particolare lungo l'originario tracciato della via Aurelia, l'allora strada principale (attuali vie Tonale e Cervetto), vi erano ville e campi coltivati.

Nel 1861 si rilevano abitanti, nel 1881 invece .

1890-1960: lo sviluppo demografico e industriale

Lo scenario muta completamente a partire dall'ultimo decennio del secolo, in cui il fenomeno di urbanizzazione che si andava sviluppando a Genova coinvolge anche Cornigliano, un sito potenzialmente molto produttivo perché vicino al porto e agli stabilimenti industriali di Sampierdarena, che proprio in quegli anni si estesero anche alla riva destra del torrente Polcevera. L'armatura di questa trasformazione è costituita dalla nascita dell'Ansaldo, prima grande industria del posto. Già nel 1911 si contavano ben 67 opifici in tutto il territorio comunale, che davano lavoro a oltre operai.