Tra i maggiori autori italiani contemporanei, nel corso della sua carriera si è aggiudicato vari riconoscimenti nei più importanti festival internazionali: alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia ha vinto il Leone d'argento - Gran premio della giuria per Sogni d'oro (1981), al Festival di Berlino ha vinto l'Orso d'argento, gran premio della giuria per La messa è finita (1986), mentre al Festival di Cannes ha vinto il Prix de la mise en scène per Caro diario (1994) e la Palma d'oro per La stanza del figlio (2001), attualmente ultimo film italiano ad aver vinto il prestigioso premio. Le sue opere, caratterizzate inizialmente da una visione ironica e sarcastica dei luoghi comuni e delle problematiche del mondo giovanile del tempo, si sono poi indirizzate verso una critica più sostanziale della società italiana e dei suoi costumi.

Biografia Le origini Nasce a Brunico, in provincia di Bolzano, il 19 agosto del 1953 da genitori romani, in quel periodo in vacanza in Alto Adige., filmscoop.it, 11 luglio 2007. Il padre, Luigi Moretti, di origini in parte marchigiane e in parte bellunesi, era uno storico dell'antichità classica e docente universitario d'epigrafia greca,. mentre la madre, Agata Apicella (1921-2010), di famiglia napoletana, era una professoressa di lettere al ginnasio. Ha un fratello maggiore, Franco, docente universitario di letterature comparate, e una sorella più piccola, Silvia, redattrice della Treccani.

Cresce a Roma e, fin da adolescente, comincia a curare le sue due passioni: la pallanuoto, giocando nella S.S. Lazio Nuoto,, SS Lazio nuoto, 21 settembre 2012. e il cinema.

Gli inizi negli anni settanta Dopo aver frequentato il liceo classico, prima al Tasso e poi al Lucrezio Caro di Roma, nel 1973 gira il cortometraggio La sconfitta con una cinepresa Super 8, acquistata vendendo la sua collezione di francobolli;. il film rivisita in chiave comica la crisi di un ex militante sessantottino. A questa prima opera seguirà un secondo cortometraggio, Pâté de bourgeois, nel quale sono trattate alcune storie di amici e di una coppia in crisi (il titolo è un gioco di parole in francese tra pâté de foie gras ed épater les bourgeois, "stupire i borghesi"). In quegli anni è iscritto al Cine Club di Roma sud, insieme con molti altri futuri professionisti del giornalismo, della sceneggiatura o della regia. Nel 1974 gira il mediometraggio Come parli frate?, una rilettura de I promessi sposi, narrata dal punto di vista del personaggio di Don Rodrigo, interpretato dallo stesso Moretti.

Nel dicembre del 1976 esce Io sono un autarchico, suo primo lungometraggio, girato ancora in Super 8, nel quale compare per la prima volta il personaggio di Michele Apicella (il cognome è quello della madre di Moretti) da lui poi interpretato in altri quattro film. Io sono un autarchico ottiene un buon successo di pubblico, rimanendo in programmazione per molto tempo al Filmstudio di Roma. Il film è successivamente ristampato in 16 mm e proiettato in altri Cine Club romani, e a Berlino e Parigi in occasione dei rispettivi festival cinematografici, cominciando a suscitare l'interesse di alcuni critici (tra cui Alberto Moravia, su L'Espresso del 9 gennaio 1977). Nel 1977 riesce a farsi notare dai registi Paolo e Vittorio Taviani che gli offrono una parte nel film Padre padrone: il commilitone del pastore Gavino Ledda, che più di ogni altro lo spinge a studiare.

L'8 marzo 1978 esce a Roma Ecce bombo, il suo primo prodotto professionale. Il film, girato in 16 mm e – fatto raro per l'epoca – in presa diretta, viene presentato in concorso al Festival di Cannes e raggiunge un inaspettato successo di pubblico (costato 180 milioni di lire, incassa 2 miliardi), imponendo l'autore all'attenzione della critica. Il film scatena una controversia con Alberto Sordi, al tempo considerato l'icona del cinema italiano: in una scena divenuta celebre, Moretti attacca duramente l'attore romano per non aver mai preso posizione politica., reteblu.org I due molti anni dopo si ritrovarono alla premiazione per il David di Donatello a dover condividere, con visibile imbarazzo, lo stesso palco. Successivamente – come raccontò Sordi stesso – i due accantonarono i dissapori e si abbracciarono al Festival di Locarno del 1996. Corriere della Sera, 15 agosto 1996

Anni ottanta

Nel 1981 esce Sogni d'oro, il primo film girato in 35 mm, con il quale Moretti partecipa alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia ottenendo il Leone d'argento - Gran premio della giuria, ma che non raccoglie lo stesso successo di pubblico dei due film precedenti.

Nel 1984 esce Bianca, il cui soggetto propone, oltre agli elementi tipici dei film di Moretti, anche un intreccio da film giallo. Nel 1985 è la volta di La messa è finita in cui Moretti, smessi i panni di Michele Apicella, veste quelli del prete don Giulio; il film, che si avvale della presenza di ineccepibili comprimari come Marco Messeri e Ferruccio De Ceresa, si aggiudica l'Orso d'argento al Festival di Berlino del 1986.

Nel 1987 fonda con Angelo Barbagallo la Sacher Film, casa di produzione cinematografica, con l'intento di dare spazio a un cinema impegnato realizzato da autori nuovi.. Il nome si ispira a uno dei suoi dolci preferiti, la Sachertorte, citata prima in Sogni d'oro e poi nel film Bianca, nel quale Michele Apicella durante una cena apostrofa uno dei commensali che afferma di non conoscere la Sachertorte con la frase divenuta famosa: "Continuiamo così, facciamoci del male!" Sempre nello stesso anno, la Sacher Film produce il suo primo film, il riuscito Notte italiana, con la regia di Carlo Mazzacurati e con Marco Messeri protagonista. Nel 1988 è la volta di Domani accadrà di Daniele Luchetti, nel quale Moretti interpreta una piccola parte.

Nel 1989 Moretti gira Palombella rossa, film nel quale i contenuti politici non appaiono più sottintesi, ma costituiscono una parte integrante della storia; nel titolo si fa riferimento alla "palombella", termine usato nel gioco della pallanuoto per indicare un tiro analogo al pallonetto nel gioco del calcio. Nel film inserisce alcuni spezzoni tratti dal suo primo cortometraggio (La sconfitta).

Gli anni novanta e l'impegno politico

Nel 1990 realizza un mediometraggio documentario, La Cosa (il titolo fa riferimento al soprannome che Achille Occhetto diede al soggetto politico, non ancora definito, scaturito dalla trasformazione del Partito Comunista Italiano). Il film, girato in 16 mm e andato in onda sulla Rai e in poche sale scelte,Aa.vv. Nanni Moretti, monografia. Dino Audino Editore, 1996, pag. 9. illustra il dibattito interno tra i militanti comunisti nell'ambito della rifondazione del Partito. Nel 1991 partecipa come co-protagonista al film Il portaborse di Daniele Luchetti, dove interpreta lo spregiudicato ministro Cesare Botero. Il film "ottiene un grande successo anche per i riferimenti alla situazione politica italiana del momento", e Moretti vince il David di Donatello per il miglior attore protagonista.

Nello stesso anno Moretti prende in gestione e fa ristrutturare una vecchia sala cinematografica nel quartiere romano di Trastevere, il "Nuovo Cinema", per creare uno spazio di nuovo tipo nell'ambito delle sale cinematografiche (proiezione di prodotti impegnati, centro dibattiti, libreria a tema, ecc.). Il 1º novembre 1991 il Cinema Nuovo Sacher è inaugurato con la proiezione del film Riff Raff di Ken Loach, esempio di quel cinema impegnato che Moretti ricerca per la sua sala e il suo pubblico.

Nel 1993 realizza Caro diario, film costituito da tre episodi (In vespa, Le isole, Medici) di carattere autobiografico, girato sotto forma di documentario, in cui Moretti interpreta per la prima volta se stesso e non più l'alter ego Michele Apicella o altri personaggi. Il film ottiene il premio per la miglior regia al Festival di Cannes del 1994. In un cameo appare Jennifer Beals.

In questo periodo, comincia l'accentuarsi dell'impegno politico di Moretti, che coordina e produce L'unico paese al mondo, cortometraggio composto da nove episodi caratterizzati da una visione critica e pessimistica del futuro dell'Italia nel caso di affermazione elettorale della coalizione di centrodestra; ne dirige l'ultimo episodio.

Nel 1995 produce e interpreta La seconda volta, opera prima di Mimmo Calopresti, incentrata sulla storia dell'incontro casuale fra la vittima di un attentato terroristico, il professor Alberto Sajevo, e una degli attentatori (interpretata da Valeria Bruni Tedeschi); il soggetto è liberamente tratto dal libro autobiografico Colpo alla nuca di Sergio Lenci.

Nel 1996 gira il cortometraggio Il giorno della prima di Close Up, in cui descrive la sua preoccupazione per un possibile esito negativo della prima visione, al cinema Nuovo Sacher, di un film non propriamente commerciale (il citato Close Up del regista iraniano Abbas Kiarostami). Sempre nel 1996 recita nel film Tre vite e una sola morte del regista cileno Raúl Ruiz.

A maggio del 1997 è tra i giurati del Festival di Cannes.

Sempre nel 1997 fonda, insieme con Roberto Cicutto e Luigi Musini, la società di distribuzione "Tandem", che pochi mesi più tardi, dopo aver distribuito il film Aprile, prenderà il nome di "Sacher Distribuzione"., cineblog.it, 6 giugno 2013.

Nel 1998 esce il film Aprile, strutturato ancora una volta in forma di diario e in cui Moretti continua a interpretare se stesso. Il film è dedicato alla nascita del figlio Pietro, avuto da Silvia Nono (figlia del compositore Luigi Nono e di Nuria, figlia del compositore Arnold Schönberg) il 18 aprile 1996, tre giorni prima che la coalizione di centrosinistra guidata da Romano Prodi vincesse le elezioni politiche. In alcune scene, compare anche la madre Agata Apicella. Il film viene spesso citato per la frase «D'Alema, di' una cosa di sinistra» che Moretti pronuncia mentre guarda un dibattito televisivo nel quale Massimo D'Alema tace di fronte agli interventi dell'avversario politico Silvio Berlusconi.

Dalla Palma d'oro di Cannes a oggi

Nel 2001 è la volta de La stanza del figlio, in cui vengono descritti gli effetti che la morte accidentale di un figlio provoca in una famiglia di ceto medio. Il film riceve nel 2001 la Palma d'oro (in giuria Mimmo Calopresti) al Festival di Cannes e il David di Donatello. Nel 2002 gira il cortometraggio The Last Customer, documentario in cui viene descritta la storia di una famiglia di New York costretta a chiudere la farmacia che gestisce da due generazioni a causa dell'imminente abbattimento del palazzo in cui si trova.

Nel 2003 gira il cortometraggio Il grido d'angoscia dell'uccello predatore (20 tagli d'Aprile), cortometraggio realizzato con spezzoni tratti dal film Aprile.

Nel 2004 produce Te lo leggo negli occhi di Valia Santella, un film drammatico dove compare in un cameo.