La digitale rossa (Digitalis purpurea L., 1753) è una pianta erbacea e perenne dai grandi fiori purpurei, appartenente alla famiglia delle Plantaginacee.
Etimologia Il primo studioso ad introdurre il nome del genere (Digitalis) fu il botanico e fisico germanico Leonhart Fuchs (17 gennaio 1501 – 10 maggio 1566); il termine significa "ditale" e indubbiamente il fiore ricorda questo utile oggetto. In seguito fu il botanico francese Joseph Pitton de Tournefort a elevare questo termine a valore di genere e infine fu Carl von Linné a completarlo con una dozzina di specie.. Il termine specifico purpurea è parola latina che indica il colore della porpora.
Il nome scientifico della specie è stato definito da Linneo (1707 – 1778), conosciuto anche come Carl von Linné, nella pubblicazione Species Plantarum - 1: 621 del 1753.
Descrizione
Si tratta di una pianta mediamente alta (da 3 dm fino a 1,5 metri) la cui forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia è una pianta perennante (o con ciclo biologico bienne; il fusto fiorito si sviluppa il secondo anno) con gemme situate alla base del terreno e con fusti a infiorescenza terminale..... Radici La radice è ramosa con la parte centrale ingrossata. Fusto Il fusto è eretto, a sezione cilindrica e colorato di bianco; la superficie è puberula per peli ghiandolari. È inoltre semplice (non ramificato). Foglie Tutte le foglie sono ricoperte da nervature reticolate e crenate sui bordi. Sono bianco-tomentose sulla pagina inferiore; mentre quella superiore è colorata di verde scuro. Le foglie si dividono in: foglie basali: le foglie basali, raccolte in rosette, sono semplici con una forma da ovale o oblunga-ellittica a lineare-spatolata, acute all'apice e picciolo strettamente alato; dimensione delle foglie basali: larghezza 2 – 3 cm; lunghezza 12 - 15 cm; foglie cauline: le foglie cauline sono lanceolate, progressivamente ridotte e sessili; lungo il fusto la disposizione è spiralata. Infiorescenza L'infiorescenza è formata da un racemo allungato, terminale e bratteale (alla base di ogni pedicello è presente una brattea). Generalmente i fiori hanno una disposizione unilaterale causata dalla torsione dei pedicelli. I singoli fiori sono inoltre penduli, questo per proteggere il polline e il nettare dalla pioggia. Lunghezza del racemo: 2 - 5 dm. Lunghezza dei pedicelli : 10 – 15 mm). Fiore I fiori sono ermafroditi, leggermente attinomorfi quasi zigomorfi, tetraciclici (composti da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo), pentameri (calice e corolla divisi in cinque parti).
Formula fiorale. Per la famiglia di queste piante viene indicata la seguente formula fiorale: X o * K (4-5), [C (4) o (2+3), A 2+2 o 2], G (2), capsula.
Calice: il calice (gamosepalo) è diviso profondamente in cinque lobi ovati e acuti; le divisioni arrivano fin quasi alla base del calice stesso. Dimensione dei lobi: larghezza 7 mm; lunghezza 11 mm. Corolla: la corolla è simpetala a forma sub-campanulata con fauci oblique e colore rosso porporino chiazzata di bianco (esistono varietà in cui il fiore è rosa, giallo o bianco); nella zona dell'ovario è lievemente contratta e prende una forma più tubolare (è la parte che contiene il nettare). La corolla termina in cinque lobi non molto incisi; quello superiore è ricurvo, dentellato e più corto; mentre quello inferiore è più lungo (5 mm) degli altri (per questo può essere considerata debolmente bilabiata). La corolla nella parte interna sono presenti delle setole pelose. Dimensioni del tubo: diametro 1 - 1,5 cm; lunghezza 3 cm. Androceo: gli stami sono cinque e sono inclusi nella campana corollina. Gineceo: Lo stilo è unico con stimma bilobo su un ovario supero formato da due carpelli (ovario sincarpellare). Sotto l'ovario è posto l'anello nettarifero. Fioritura: da maggio a luglio (settembre).
Frutti Il frutto è del tipo a capsula prolungata in un becco acuto e dall'aspetto peloso-glandoloso. All'interno sono disposte due logge a deiscenza "septicida" (ossia è un frutto che si apre per fenditure longitudinali): vengono così dispersi al vento un gran numero di piccolissimi semi (0.1-0.2 mm). La forma dei semi è angolosa. Nella fruttificazione inoltre il calice è persistente.
Biologia L'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama). Le antere maturano prima degli stimmi (potenzialmente è possibile quindi una autoimpollinazione), ma indubbiamente è anche chiaro che tutta la struttura del fiore è predisposta per favorire l'impollinazione entomofila soprattutto da parte dei calabroni.
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).
Distribuzione e habitat
Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Ovest - Mediterraneo (Euri - Mediterraneo). Distribuzione: in Italia si trova principalmente in Sardegna; altrove è coltivata nei giardini. Nelle Alpi la presenza è sporadica. Fuori dall'Italia, sempre nelle Alpi, questa specie si trova in Francia (dipartimenti di Isère e Alta Savoia) e in Austria (Länder del Vorarlberg, Salisburgo, Carinzia, Stiria, Austria Superiore e Austria Inferiore). Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nella Foresta Nera, Vosgi, Massiccio Centrale e Pirenei. Nel resto dell'Europa e dell'areale del Mediterraneo la specie di questa voce è distribuita dal Marocco alla Scandinavia (esclusa l'Europa mediterranea orientale e centrale orientale). Habitat: l'habitat tipico sono le radure boschive, i pascoli montani, i tagli rasi forestali, le strade forestali e le aree incendiate. Il substrato preferito è siliceo con pH acido, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido. Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 500 fino a ; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e montano.
Fitosociologia Areale alpino Dal punto di vista fitosociologico alpino Digitalis purpurea appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione: delle comunità delle macro- e megaforbie terrestri Classe: Epilobietea angustifolii Ordine: Atropetalia bella-donae Alleanza: Epilobion angustifolii
Areale italiano Per l'areale completo italiano Digitalis purpurea appartiene alla seguente comunità vegetale: Macrotipologia: vegetazione erbacea sinantropica, ruderale e megaforbieti Classe: Epilobietea angustifolii Tüxen & Preising ex Von Rochow, 1951 Ordine: Atropetalia belladonnae Vlieger, 1937 Alleanza: Epilobion angustifolii Tuxen ex Eggler, 1952
Descrizione: l'alleanza Epilobion angustifolii è relativa alle comunità di megaforbie (vegetazione erbacea perenne con macrofite di grossa taglia) su suoli acidi e ricchi di sostanze organiche (ben nitrificati). Questa cenosi si sviluppa lungo i margini stradali, ma anche ai margini o nelle radure delle foreste decidue o di conifere. La distribuzione dell'alleanza è eurosiberiana.
Specie presenti nell'associazione: Epilobium angustifolium, Salvia glutinosa e Senecio sylvaticus.
La Digitalis purpurea è presente anche nella suballeanza Roso serafinii-Juniperenion nanae Brullo, Giusso Del Galdo & Guarino, 2001.
Tassonomia La famiglia di appartenenza (Plantaginaceae) è relativamente numerosa con un centinaio di generi, mentre il genere della Digitalis comprende una ventina di specie di cui mezza dozzina sono presenti nella flora spontanea italiana.
La classificazione tassonomica della Digitalis purpurea è in via di definizione in quanto fino a poco tempo fa il suo genere apparteneva alla famiglia delle Scophulariaceae (secondo la classificazione ormai classica di Cronquist), mentre ora con i nuovi sistemi di classificazione filogenetica (classificazione APG) è stata assegnata alla famiglia delle Plantaginacee; anche i livelli superiori sono cambiati (vedi il box tassonomico iniziale).
Questa pianta appartiene alla tribù delle Digitalideae (Dumort.) Dumort. (1829)
Il numero cromosomico di D. purpurea è: 2n = 48 e 56.
Sottospecie e varietà Per questa specie sono riconosciute le seguenti sottospecie: Digitalis purpurea subsp. bocquetii Valdés, 1986 - Distribuzione: Spagna Digitalis purpurea subsp. gyspergerae (Rouy) Rouy, 1909 - Distribuzione: Corsica Digitalis purpurea subsp. heywoodii P. Silva & M. Silva, 1959 - Distribuzione: Penisola Iberica Digitalis purpurea subsp. mariana (Boiss.) Rivas Goday, 1946 - Distribuzione: Penisola Iberica Digitalis purpurea var. amandiana (Samp.) Cout., 1935 Digitalis purpurea var. mauretanica Humbert & Maire ex Emb. & Maire, 1927 Digitalis purpurea var. toletana Font Quer, 1925
Sinonimi Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:
Digitalis alba Schrank Digitalis campbelliana W.Baxter Digitalis carnea Meigen & Weing. Digitalis fucata Ehrh. Digitalis gloxinioides Carrière Digitalis gyspergerae Rouy Digitalis intermedia Lapeyr. Digitalis libertiana Dumort. Digitalis longiflora Lej. Digitalis media Elmig. Digitalis miniana Samp. Digitalis nevadensis Kunze Digitalis purpurascens Roth Digitalis purpurascens Lej. Digitalis purpurea f. alba (Schrank) K.Werner Digitalis purpurea var. albiflora Lej. Digitalis purpurea f. alpina K.Werner Digitalis purpurea f. carnea (Meigen & Weing.) K.Werner Digitalis purpurea var. gyspergerae (Rouy) Fiori Digitalis purpurea var. humilis Rouy Digitalis purpurea f. humilis (Rouy) K.Werner Digitalis purpurea var. miniana (Samp.) Cout. Digitalis purpurea var. nevadensis Amo Digitalis purpurea var. parviflora Lej. Digitalis purpurea f. parviflora (Lej.) K.Werner Digitalis purpurea var. tomentosa (Hoffmanns. & Link) Webb Digitalis purpurea var. valida Merino Digitalis purpureolutea G.Mey. Digitalis speciosa Salisb. Digitalis thapsi Bertero ex Nyman Digitalis thapsi var. intermedia Lindl. Digitalis tomentosa Hoffmanns. & Link
Sinonimi della varietà amandiana
Digitalis amandiana Samp. Digitalis purpurea subsp. amandiana (Samp.) Hinz
Sinonimi della varietà mauretanica
Digitalis mauretanica (Humbert & Maire ex Emb. & Maire) Ivanina Digitalis purpurea subsp. mauretanica (Humbert & Maire ex Emb. & Maire) Romo Digitalis purpurea var. mauretanica Humbert & Maire
Sinonimi della varietà toletana
Digitalis purpurea subsp. toletana (Font Quer) Hinz
Usi medici
L'uso di estratti della Digitalis purpurea per il trattamento dello scompenso cardiaco fu descritto per la prima volta da William Withering.
Le foglie di questa pianta contengono infatti alcuni glicosidi farmacologicamente attivi (digitossina e digossina) che hanno potenti effetti sul cuore: aumentano la forza di contrazione del muscolo cardiaco (effetto inotropo positivo) ed hanno proprietà antiaritmiche. Sono principalmente indicati nella terapia dell'insufficienza cardiaca; tuttavia le stesse sostanze, se assunte in dosi eccessive, possono causare seri problemi, quali aritmie e blocchi cardiaci, talora letali. È inserita nell'elenco delle piante officinali spontanee soggette alle disposizioni della legge 6 gennaio 1931 n. 99.
La digitale è un classico esempio di farmaco derivato da una pianta usata un tempo come rimedio dalla medicina popolare: in erboristica si è ormai abbandonato il suo uso a causa del suo basso indice terapeutico e della difficoltà nel determinare la dose attiva. Inizialmente, una volta accertata l'utilità della digitale nel regolarizzare il polso, la pianta venne impiegata per curare un gran numero di patologie, compresa l'epilessia e altri disturbi convulsivi. Ora per queste indicazioni l'uso della digitale è considerato inadeguato.