Figura poliedrica di scienziato, fu inoltre senatore del Regno d'Italia, membro dell'Accademia dei Lincei, dell'Accademia delle Scienze di Torino e del Regio Istituto Lombardo, ed è noto particolarmente per i suoi studi su Marte. Il fratello minore, Celestino, fu un valente arabista.
Biografia
Era il primo dei nove figli di Antonino, titolare di una fornace di laterizi, e di Caterina Schiaparelli, entrambi originari di Occhieppo Inferiore, vicino a Biella; era inoltre cugino di Ernesto Schiaparelli, noto egittologo, docente e direttore del museo egizio di Torino, famoso per aver scoperto nel 1906 l'unica tomba mai depredata nella Valle dei Re, quella di Kha e della moglie Merit.Kha fu l'architetto di tre faraoni nel XV secolo avanti Cristo.
Laureatosi in Ingegneria all'Università degli Studi di Torino nel 1854, studiò astronomia all'Osservatorio di Berlino, sotto Johann Franz Encke, e all'Osservatorio imperiale russo di Pulkovo a San Pietroburgo, sotto Otto Wilhelm von Struve. Rientrato in Italia nel 1860, venne nominato "secondo astronomo" all'Osservatorio astronomico di Brera, a Milano, e nel 1862 direttore.
Nel 1867 pubblicò la memoria "Note e riflessioni intorno alla teoria astronomica delle stelle cadenti", nella quale teorizzò il nesso tra meteore e comete. Nel 1877 iniziò i suoi studi su Marte, cui è legata la celebre vicenda dei canali del pianeta rosso e della loro geminazione. Importanti anche i suoi studi di storia dell'astronomia.
Nell'ottobre 1892 fece parte di una commissione di scienziati, composta tra gli altri dal criminologo Cesare Lombroso, il fisiologo Charles Richet, il fisico Giuseppe Gerosa, l'ingegnere Giuseppe Colombo, gli psichiatri Angelo Brofferio, Julian Ochorowicz ecc., che si riunì per 17 sedute nella casa milanese di Giorgio Finzi, per sottoporre a controllo i fenomeni spiritici manifestati dalla medium Eusapia Palladino, dichiarandone infine l'autenticità, escludendo la possibilità di spiegarli sia con trucchi, sia con le leggi fisiche note dell'epoca.
Avrebbe in seguito continuato a interessarsi privatamente di spiritismo e metapsichica, come testimonia una sua corrispondenza col collega francese Camille Flammarion.G. Schiaparelli, Corrispondenza su Marte, a cura dell'Osservatorio astronomico di Brera, Milano, vol. II (1890-1900), Pisa, Domus Galileiana, 1976, p. 266.
Morì nel 1910 e oggi la sua tomba si trova al Cimitero monumentale di Milano, nella cripta del Famedio.
Dal 1913 il Museo Civico "A. Olmo" della città natale Savigliano ospita le donazioni dei suoi ricordi personali e delle sue pubblicazioni, elargite dai familiari dell'astronomo. Lo stesso Museo conserva la documentazione relativa alla costruzione del monumento a Schiaparelli collocato nel centro cittadino, realizzato da Annibale Galateri.
Attività astronomica
Compì quasi undicimila misure di stelle doppie visuali che sono quelle stelle che, all'oculare del telescopio, appaiono molto ravvicinate tra loro nel cielo. Le stelle doppie visuali possono essere due stelle, legate gravitazionalmente, che orbitano attorno al comune baricentro (dette doppie fisiche) oppure due stelle, senza alcun legame gravitazionale, che appaiono molto ravvicinate solo per effetto prospettico (dette doppie ottiche).
Tra i risultati astronomici, vi fu la scoperta dell'asteroide 69 Hesperia, il 29 aprile 1861, e la prima dimostrazione dell'associazione degli sciami meteorici delle Perseidi e delle Leonidi con le comete. Schiaparelli verificò, per esempio, che l'orbita dello sciame meteorico delle Leonidi coincideva con quella della cometa Tempel-Tuttle. Queste osservazioni condussero l'astronomo a formulare l'ipotesi, molto successivamente rivelatasi esatta, che gli sciami meteorici potessero essere residui cometari.
Calcolò inoltre i periodi di rotazione di Mercurio e Venere.
Contributi alla storia dell'astronomia Schiaparelli fu uno dei maggiori studiosi del suo secolo della storia dell'astronomia antica. Pur operando immerso nel clima culturale del positivismo, un movimento che esaltava la scienza e il metodo razionale, le sue scoperte finirono per alimentare i miti della fantascienza e il fascino per i misteri del cosmo.
Guidato anche da un'impostazione platonica e da una solida cultura umanistica, fautore di un dialogo tra scienza e fede, fu tra l'altro il primo a capire che le sfere omocentriche di Eudosso di Cnido e di Callippo di Cizico, a differenza di quelle usate da molti astronomi di epoche successive, non erano concepite come sfere materiali ma eteree, cioè come elementi di un algoritmo di calcolo analogo alla moderna serie di Fourier.
Propose inoltre un'ingegnosa ricostruzione del sistema planetario di Callippo, che è ancora la base degli studi su questo argomento. Resta celebre la sua affermazione: "Non si dà persona veramente colta che non conosca il latino e il greco".
I canali di Marte
Molto popolari presso il grande pubblico furono le osservazioni al telescopio del pianeta Marte compendiate da Schiaparelli in tre pubblicazioni: "Il pianeta Marte" (1893), "La vita sul pianeta Marte" (1895) e "Il pianeta Marte" del 1909. Durante la grande opposizione del 1877, Schiaparelli osservò sulla superficie del pianeta una fitta rete di strutture lineari che chiamò "canali". I canali di Marte divennero ben presto famosi, dando origine a una ridda di ipotesi, polemiche, speculazioni e folklore sulle possibilità che il pianeta rosso potesse ospitare forme di vita senzienti.
L'autore scriveva:
La maggior parte delle speculazioni sull'esistenza di una civiltà aliena su Marte fu favorita da un'errata traduzione in inglese del lavoro di Schiaparelli. La parola «canali» fu, infatti, tradotta con il termine «canals» invece del più corretto «channels». Mentre la prima parola indica una costruzione artificiale, il secondo termine definisce una conformazione del terreno che può essere anche di origine naturale.
L'astronomo statunitense Percival Lowell fu uno dei più ferventi sostenitori della natura artificiale dei canali marziani e condusse una dettagliata serie di osservazioni (compendiata nelle pubblicazioni: "Mars", 1895; "Mars and Its Canals", 1906; "Mars As the Abode of Life", 1908) a sostegno dell'ipotesi che i canali fossero delle imponenti opere di ingegneria idraulica progettate dai marziani per meglio gestire le scarse risorse idriche del pianeta. Anche un ingegnere idraulico italiano fu un sostenitore della origine artificiale dei canali di Marte.
Tra gli scienziati che contestarono l'esistenza dei canali, vi furono l'astronomo italiano Vincenzo Cerulli (tra i primi ad avanzare l'ipotesi che le strutture di Schiaparelli fossero illusioni ottiche come successivamente dimostrato), l'astronomo inglese Edward Walter Maunder (che condusse degli esperimenti visivi al fine di dimostrare la natura illusoria dei canali) e il naturalista inglese Alfred Russel Wallace che, nel libro "Is Mars Habitable?" del 1907, criticò aspramente le tesi di Lowell affermando che la temperatura e la pressione atmosferica del pianeta erano troppo basse perché potesse esistere acqua in forma liquida, e che tutte le analisi spettroscopiche effettuate fino a quel momento avevano escluso la presenza di vapore acqueo nell'atmosfera marziana.
Le prime foto della superficie del pianeta scattate dalla sonda spaziale Mariner 4, nel 1965, e la prima mappatura realizzata da Mariner 9, nel 1971, misero fine alla disputa rivelando una superficie arida e desertica butterata da crateri da impatto, profonde incisioni e formazioni di origine vulcanica.
Riconoscimenti
Nel 1872 ha ricevuto la Medaglia d'oro della Royal Astronomical Society per la scoperta del legame tra comete e sciami meteorici Obituaries: G. V. Schiaparelli, J. G. Galle, J. B. N. Hennessey J. Coles, J. E. Gore in The Observatory, Vol. 33, p. 311-318, agosto 1910.. Nel 1902 ha ricevuto la Medaglia Bruce della Astronomical Society of the Pacific. Nel 1956 gli è stato dedicato l'omonimo Osservatorio Astronomico di Varese, fondato da Salvatore Furia. Nel 2016 gli è stato dedicato lo Schiaparelli EDM Lander, che costituiva parte della missione spaziale ExoMars sviluppata dall'Agenzia Spaziale Europea e da Roscosmos per esplorare il pianeta Marte. Il lander tuttavia si è schiantato sul suolo del pianeta rosso il 19 ottobre 2016, a causa di un'avaria alle strumentazioni.
In suo onore furono battezzati l'asteroide 4062 Schiaparelli, il cratere Schiaparelli sulla Luna, il cratere Schiaparelli su Marte e lo Schiaparelli Dorsum, una catena montuosa sulla superficie di Mercurio.
Onorificenze
Onorificenze italiane
Onorificenze straniere
Pubblicazioni
1873 - Le stelle cadenti, tre letture che riportano le osservazioni sulla pioggia di meteore della sera del 27 novembre 1872.
1893-1909 - La vita sul pianeta Marte, volume unico postumo che riunisce tre pubblicazioni a fascicoli sulla rivista "Natura ed Arte" (fascicoli n. 5 e 6 - Anno II del febbraio 1893; fascicolo n. 11 - Anno IV del maggio 1895; fascicolo n. 1 - Anno XIX del dicembre 1909). 1925 - Scritti sulla storia della astronomia antica (tre tomi), Bologna. Ristampa: Milano, Mimesis, 1997.
Note
Bibliografia Luigi Botta (a cura), Giovanni Virginio Schiaparelli - l'uomo, lo scienziato, con contributi di Margherita Hack, Walter Ferreri, Giovanni Virginio Schiaparelli, Emilio Bianchi, Piero Bianucci, Luigi Botta, Valeria Calabrese, Edizioni Cristoforo Beggiami, Savigliano, 2003. .
Voci correlate Canali di Marte Marte nella fantascienza Schiaparelli EDM Lander
Altri progetti
Collegamenti esterni
Giovanni Virginio Schiaparelli - Biografia sul sito Pianeta-Marte (ES) Luigi Botta, Savigliano y su extraña conexión con Marte [Giovanni Virginio Schiaparelli], in «El Diario», 19 gennaio 2004. Luigi Botta, L'astronomo si confida - Schiaparelli a 100 anni dalla morte, in «Il Saviglianese», 9 settembre 2010 Luigi Botta, Giovanni Virginio Schiaparelli: le «lacrime di San Lorenzo» portano a Marte, in «Astronomia», anno XXXVI, n. 4, luglio-agosto 2011 (I parte) Luigi Botta, Giovanni Virginio Schiaparelli: il più grande astronomo dopo Galileo Galilei, «Astronomia», anno XXXVI, n. 5, settembre-ottobre 2011 (II parte) Luigi Botta, Fornaciai da sempre in Savigliano, in «Il Saviglianese», 4 febbraio 2010
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