Angelica, la Marchesa degli Angeli (titolo orig. Angélique, Marquise des Anges) è un romanzo storico del 1956uscì prima nella Repubblica Ovest, nel 1957 in Francia scritto da Anne e Serge Golon, il primo della serie di romanzi, ambientati nella Francia del XVII secolo, aventi per protagonista Angelica. La storia è ispirata alla vita di Suzanne de Rougé du Plessis-Bellière, conosciuta come la marchesa du Plessis-Bellière.

Si ritiene che il matrimonio di Angélique con Jeoffrey de Peyrac sia ricalcato su quello della figlia di Madame de Sévigné, Françoise-Marguerite de Sévigné, col conte di Grignan.

Nel 1964, uscì il celebre adattamento cinematografico col medesimo titolo, primo di una fortunata serie.

Genesi e storia editoriale Nel 1952, la scrittrice francese Simone Changeux, residente col marito Vsevolod Sergeïvich Goloubinoff a Versailles, iniziò a lavorare su un romanzo storico ambientato nella Francia del XVII secolo con protagonista un'eroina femminile. Il marito aiutò la donna nelle ricerche storiche e fu lui a proporre all'agenzia Opera Mundi il manoscritto della moglie. Il romanzo, intitolato Angélique e composto da oltre 900 pagine, fu pubblicato prima nella Germania Ovest nell'autunno 1956 dalla casa editrice Lothar Blanvalet Verlag, mentre la sua autrice venne accreditata con lo pseudonimo di Anne Golon. In Francia il romanzo venne editato dagli editori Colbert e Trévise, ma diviso in due romanzi separati intitolati Angélique Marquise des Anges (1957) e Angélique, le Chemin de Versailles (1958), accreditato sotto i nomi di Anne e Serge Golon. Inizialmente, l'agenzia pensò che il libro avrebbe riscosso più successo se accreditato come opera di un uomo e non di una scrittrice; ma Vsevolod riuscì a fare in modo che esse venisse pubblicato come opera sua e della moglie sotto pseudonimo. Gli editori britannici del romanzo lo accreditarono come opera di Sergeanne Golon.

Dopo anni di abbandono, Anne Golon aprì delle controversie legali con l'editore francese dell'opera riappropriarsi dei diritti d'autore del ciclo di romanzi Angélique. Una volta vinta, anche se già anziana, l'autrice dedicò gli ultimi anni della sua vita alla continuazione della serie di Angelica. Intrapresa l'idea di revisionare tutti i volumi, a suo dire manipolati, ripristinando tutti i testi originali, ma aggiungendovi revisioni e approfondimenti narrativi di personaggi, aggiungendo nuovi sviluppi ai romanzi precedentemente pubblicati. Nella nuova versione integrale della serie, pubblicata dalle Éditions de l'Archipel, il primo romanzo è stato diviso in quattro parti: Angélique. Marquise des Anges (2009), Angélique. La Fiancée Vendue (2009), Angélique. Fêtes Royales (2009), Angélique. Le Supplicié de Notre-Dame (2009).

Trama Marchesa degli Angeli (1645) Francia, 1645. Angelica, figlia del barone Armando di Sancé de Monteloup trascorre un'infanzia felice nel suo paesino di provincia.

Nell'estate del 1648, mentre Angelica è intenta a pescare con l'amico Nicola Merlot, figlio di contadini che coltivano le terre del barone, un gruppo di briganti fa un'incursione sulle terre dei baroni di Sancé seminando morte e desolazione. Oltre al furto di gran parte del bestiame, la scorreria ha causato anche alcune vittime, tra cui il padre di Nicola e sua sorella Francina, che morirà poco dopo in seguito ad una violenza subita dai briganti.

Alcuni mesi dopo, le condizioni finanziarie del barone, già molto disastrate, peggiorano enormemente tanto che i due figli Giovannino e Raimondo vengono cacciati dal collegio perché non possono più pagare la retta. Fortunatamente per lui, Molines, amministratore dei beni dei marchesi di Plessis-Bellière, lo convince a dare inizio ad un allevamento di asini da esportare anche all'estero.

Nell'inverno del 1648, al castello di Monteloup giunge il marchese di Plessis-Bellière e suo figlio Filippo, rispettivamente zio e cugino di Angelica, in cerca di un riparo per la notte prima di tornare al loro castello situato poco lontano. Il marchese informa il cugino Armando della drammatica situazione in cui sta vivendo la Francia: il piccolo re Luigi XIV, sua madre e il Cardinale Mazzarino sono stati costretti a fuggire da Parigi a causa della Fronda, un movimento politico di opposizione alla politica del cardinale guidato dal principe di Condé. Sebbene dimostri simpatia per il primo, Angelica non riesce invece a sopportare il carattere altezzoso del bel cugino. Colpita dalle sue prime mestruazioni, Angelica perde i sensi e quando si risveglia scopre con goia che i visitatori se ne sono già andati via.

Non molto tempo dopo giunge al castello il pastore Rochefort, ugonotto, il quale ha avuto la missione da parte di Antonio di Ridoué di Sancé, fratello del barone Armando, di recarsi al castello per sapere come vanno le cose. All'udire il nome del figlio Antonio che ha abiurato la fede cattolica ed è fuggito nelle Americhe, il vecchio barone di Ridoué, ha un malore e muore poche ore dopo. Alcuni giorni dopo, Giovannino lascia il castello alla volta de La Rochelle da dove intente imbarcarsi per le Americhe.

La stessa Angelica decide di partire alla volta delle Americhe con uno stuolo di bambini, tutti figli dei contadini che lavorano le terre del barone suo padre. La simpatica spedizione però breve durata e termina la stessa sera in cui era iniziata perché i bambini si perdono nelle foreste e si ritrovano a chiedere ospitalità ai frati dell'abbazia di Nieul. Dopo questo episodio il barone Armando si decide ad accettare un prestito da parte di Molines per poter mandare le figlie Angelica, Ortensia e Maddalena in convento dalle Orsoline ed i figli Raimondo e Gontrano dai padri gesuiti di Poitiers. Molines intanto prega il barone, in quanto nobile, di fare pressioni per ottenere la dispensa totale dai dazi per un quarto della loro produzione di muli.

Approfittando del fatto che la marchesa di Plessis-Bellière ha richiesto la piccola Angelica per sostituire una delle damigelle d'onore, il barone si reca al castello per parlare col cugino affinché lo aiuti ad ottenere la dispensa. Al castello Angelica viene derisa da alcuni paggi ed in preda alla rabbia esce fuori da esso e si arrampica su per il balcone di una stanza. Spiando all'interno di essa scopre che il principe di Condé, insieme allo zio Plessis-Bellière e ad altri nobili, tra cui Fouquet, stanno congiurando per assassinare il re, il fratello del re e Mazarino servendosi di un potente veleno: il |vetriolo romano. Appena il principe lascia la stanza, Angelica vi entra e ruba il cofanetto contenente il veleno e il patto sottoscritto dei congiurati e lo nasconde in una feritoia del castello. Tornata nel salone del castello e sentendo che suo zio davanti al principe parla male di suo padre Angelica fa su tutte le furie e accusa i presenti di congiurare contro il re. Presa in disparte dal principe, Angelica, temendo che lui possa farle del male, dice di aver lanciato false accuse solamente perché arrabbiata con suo zio. Il principe le crede e le promette anche di interessarsi al commercio di asini di suo padre.

Poco tempo dopo Angelica, Ortensia, Maddalena, Raimondo e Gontrano partono per Poitiers. Durante gli anni in cui è chiusa in convento Angelica vedrà morire di peste la sorellina Maddalena, farà la conoscenza con Vincenzo de' Paoli quando un giorno il sacerdote impedisce che la ragazza abbia un rapporto sessuale con un giovane paggio del re e apprenderà dai fratelli Raimondo, nel frattempo divenuto prete, e Dionigi della morte della loro madre.

Passano gli anni e anche la guerra civile termina con la vittoria delle truppe del re, il quale può così rientrare vincitore a Parigi.

Matrimonio a Tolosa (1656-1660) Nel 1656 Angelica viene fatta uscire dal convento perché la giovane è stata promessa sposa al ricco ma brutto Goffredo de Peyrac, conte di Tolosa. Riluttante alla cosa, Angelica si ritroverà costretta ad accettare le nozze quando Molines arriva a ricattarla che se essa non sposerà il conte, facendo così fallire la vendita della miniera del barone di Sancé, egli farà arrestare il padre per debiti.

Il giorno seguente giunge a Monteloup il marchese Bernardo D'Andijos, amico del conte, per sposare Angelica per procura. La sera delle nozze, Angelica, volendo impedire che sia il conte di Peyrac ad iniziarla all'amore, convince il suo amico d'infanzia Nicola a fare l'amore con lei per la prima volta. Prima che qualcosa possa succedere, i due vengono sorpresi nel granaio dall'anziano Guglielmo e da una zia di Angelica e Nicola si da alla fuga lasciando il paese per sempre. L'indomani Angelica parte per Tolosa, dove finalmente ha modo di incontrare e sposare religiosamente il conte di Peyrac. La sera delle nozze, Angelica mette bene in chiaro al marito il fatto che lei non avrà mai rapporti con lui e l'uomo accetta la cosa senza problemi.

Il tempo passa e la vita dei due coniugi trascorre tranquilla: Peyrac si dedica quasi completamente ai suoi esperimenti e alle feste di palazzo, mentre Angelica conduce una vita più riservata vivendo in un padiglione sulla Garonna. Una sera, dopo poco più di anno dal matrimonio, le si presenta la Voce d'oro del regno, l'ultimo dei trovatori della Linguadoca. Angelica si sente fortemente attratta da quell'uomo dotato di una voce e di una dialettica straordinaria e scambia con lui un bacio. Scoperto che dietro la maschera dell'uomo si cela nientemeno che suo marito, Angelica va su tutte le furie convinta che egli si sia solo preso gioco di lei. Successivamente a palazzo giunge il barone Benedetto di Fontenac, l'arcivescovo di Tolosa, il quale vuole indagare se siano vere le voci che il conte di Peyrac sarebbe in grado di produrre l'oro con la stregoneria. Tra il religioso e il conte nasce una discussione sulla scienza, sulla religione e sull'alchimia ed Angelica, standoli ad ascoltare, inizia a provare dei sentimenti verso l'uomo che ha sposato. Spaventato da un'esplosione avvenuta nel laboratorio di Peyrac, l'arcivescovo fugge dal palazzo. Apprendendo che suo marito è in grado, tra le altre cose, di creare del vetriolo, Angelica ricorda tutto della congiura ordita da Fouquet e dal principe di Condé per avvelenare Mazzarino, il re e suo fratello e decide di raccontare tutto al marito, il quale poi sospetta che qualcuno abbia origliato la loro conversazione.

Tempo dopo il cavaliere di Germontaz, nipote dell'arcivescovo, e l'abate Conan Bécher si recano al palazzo del conte di Peyrac e si intrattengono con lui parlando di scienza e chimica ed il conte mostra a loro e ad Angelica il suo laboratorio. Vedendo Goffredo così preso dalla passione per i suoi esperimenti, Angelica comprende finalmente di amarlo.

Una sera Angelica partecipa ad una corte d'amore tenutasi nel suo palazzo. Quando Goffredo inizia ad esibirsi cantando per i suoi ospiti, Angelica si sente a disagio essendo l'unica dama non accompagnata e si allontana recandosi in giardino, dove è raggiunta dal cavaliere di Germontaz il quale tenta di violentarla. A salvarla giunge in tempo Goffredo che sfida a duello il cavaliere e lo uccide. Subito dopo Angelica e Goffredo si recano nel padiglione sulla Garonna dove finalmente fanno l'amore.

L'arcivescovo chiude un occhio su quanto avvenuto al nipote ma costringe Peyrac a rivelare a Bécher, il suo segreto sulla fabbricazione dell'oro. Così circa due mesi dopo essi si recano accompagnati da Angelica, Andijos e Bernoulli presso la miniera del conte a Salsigne, dove il conte mostra al monaco il metodo di estrarre l'oro dal metallo tramite il processo noto come coppellazione. Poco tempo dopo, Clemente Tonnel chiese ai suoi padroni un congedo per tornare a Niort.