Il Fiano è un vitigno a bacca bianca italiano.

Il nome Fiano identifica il vitigno, ossia la denominazione di una varietà botanica e non una denominazione geografica protetta: di conseguenza, la varietà può essere coltivata e commercializzata con tale nome in qualsiasi parte del mondo.WineNews, «Ma se i vitigni autoctoni italiani diventassero un giorno le varietà internazionali più diffuse?», 2024, https://winenews.it/it/ma-se-i-vitigni-autoctoni-italiani-diventassero-un-giorno-le-varieta-internazionali-piu-diffuse_535047/Gambero Rosso, «Cambiamenti climatici e viticoltura: le nuove sfide del vino italiano», https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/cambiamenti-climatici-viticoltura/

In quanto vitigno autoctono con forte identità locale, è talvolta richiamato nel dibattito sulla sovrapposizione tra nome varietale e nome del vino dello specifico territorio.Gambero Rosso, «Vitigni autoctoni e vini contemporanei: tradizione, tecnica e territorio», https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/vitigni-autoctoni-vini-contemporanei/WineNews, «La vocazione del territorio è una parola della quale forse il vino ha perso il vero significato», 2024, https://winenews.it/it/la-vocazione-del-territorio-e-una-parola-della-quale-forse-il-vino-ha-perso-il-vero-significato_552119/

Il tema è stato affrontato in Italia anche in occasione di misure di ridenominazione dei vitigni, adottate per chiarire in modo inequivocabile la separazione tra la varietà botanica e la denominazione territoriale protetta.Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, «D.M. 17 luglio 2009 – Ridenominazione del vitigno Prosecco in Glera», https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2009/07/28/09A08700/sg

Storia Si ritiene che il nome abbia origine da una popolazione proveniente dalle Alpi Apuane, sopraffatta dai Romani e scesa nel II secolo a.C. in Campania. Questi avrebbero portato con sé il vitigno Apuano, mutato in Apiano, poi in Afiano e infine in Fiano. Fin dall'Ottocento è documentato non solo in Irpinia, ma anche in provincia di Caserta, in Basilicata e in Puglia. Si narra che il Fiano sia stato introdotto in Puglia verso la fine del XIII secolo da Carlo II d'Angiò, il quale fece importare 16.000 piante da Cava de' Tirreni verso Manfredonia. È probabile, tuttavia, che fosse presente già da epoche precedenti.

Caratteristiche

Il Fiano presenta un grappolo di dimensioni piccole o medie e forma piramidale alata. Gli acini sono molto serrati, di medie dimensioni e forma ellittica, con una buccia spessa, dorata e poco pruinosa. Il fiore è globoso e mezzano, mentre le foglie, di grandezza media, possono essere tri o pentalobate, con lobi appena accennati. È un vitigno vigoroso e fertile, ma caratterizzato da basse rese. Per la coltivazione sono consigliati terreni vulcanici, argillosi, o anche pesanti e ad altitudini comprese tra i 400 e i 700 m s.l.m. Trova, infatti, in Irpinia un'ottima area, grazie a inverni rigidi ed estati fresche, con escursioni termiche nette e decise. La maturazione avviene tra settembre e ottobre e il vino ottenuto è caratterizzato da profumi complessi e raffinati, con un'acidità dei mosti che favorisce la produzione di vini longevi e strutturati.

Note

Voci correlate Fiano di Avellino

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Vitigni a bacca bianca Categoria:Vitigni italiani