Affetto da disturbo dissociativo dell'identità, è stato protagonista di un caso mediatico che sconvolse gli Stati Uniti d'America alla fine degli anni settanta. Colpevole di avere rapito, violentato e rapinato tre studentesse universitarie, fu assolto per infermità mentale.

Il caso Milligan è di rilevante importanza nella storia giudiziaria statunitense: infatti per la prima volta un criminale, sebbene riconosciuto colpevole dei reati commessi, è stato assolto perché affetto da una patologia mentale che non lo rendeva responsabile delle azioni compiute.

Biografia L'infanzia e l'adolescenza Billy Milligan nasce il 14 febbraio 1955 a Miami Beach, in Florida (Stati Uniti),Daniel Keyes, Una stanza piena di gente, Editrice Nord, 2009, pagg. 9-134-148. da Dorothy Pauline Sands e Johnny Morrison.

Secondo quanto riportato nella sua biografia, il disturbo dissociativo dell'identità si manifestò in Billy già dall'età di quattro anni, quando emerse la prima personalità. A nove anni, in seguito alle violenze inflitte dal patrigno, la sua mente si disgregò in ventiquattro diverse identità.L'intera voce si basa sul libro non-fiction Una stanza piena di gente, una biografia su Milligan scritta da Daniel Keyes. Nella prefazione del libro l'autore precisa che: «Tutte le informazioni contenute in questo libro mi sono state fornite dal Milligan "integrato", dalle sue altre personalità e dalle sessantadue persone la cui strada, in momenti diversi, ha incrociato la sua. Scene e dialoghi sono ricostruiti attraverso i ricordi di Milligan. Le sedute di terapia sono tratte direttamente dai nastri registrati. Non ho inventato niente. Un serio problema che dovemmo affrontare quando incominciai a scrivere fu lo sviluppo di una cronologia. Poiché spesso, fin dalla prima infanzia, Milligan aveva "perso" interi blocchi di tempo, di rado prestava attenzione a orologi o calendari, e spesso era troppo imbarazzato per ammettere di non sapere che giorno o che mese fosse. Alla fine riuscii a collocare nel tempo gli eventi della sua vita servendomi di conti, ricevute, dichiarazioni di assicurazioni, documentazione scolastica, contratti di lavoro e molti altri documenti procuratimi dalla madre e dalla sorella, come pure da avvocati, medici e datori di lavoro» (tratto dalla prefazione di Una stanza piena di gente, Daniel Keyes).

Di nessuna di esse Billy aveva coscienza; infatti egli avvertiva soltanto vuoti di memoria e sentiva voci, rimanendo inconsapevole delle azioni compiute dalle altre personalità.

Sospeso da scuola perché trovato a vagare in stato di trance per la città, a quindici anni venne ricoverato per la prima volta nel Columbus State Children's Hospital, un ospedale psichiatrico, dove il dottor Harold T. Brown gli diagnosticò una «nevrosi isterica con aspetti passivo-aggressivi»Daniel Keyes, Una stanza piena di gente, Editrice Nord, 2009, pag. 474.. Dopo appena tre mesi, dietro pressante richiesta della madre, Milligan fu dimesso, seppur con l'obbligo di continuare la terapia in sede ambulatoriale. Il continuo stato di confusione in cui egli viveva si alternava a brevi scorci di lucidità e proprio in quei momenti, completamente disorientato, Billy tentò spesso il suicidio. La prima volta fu a sedici anni, quando salì sul tetto della scuola per gettarsi di sotto, ma in quell'occasione Ragen, una delle personalità, prese il controllo della sua coscienza e gli impedì di uccidersi.

Da quel momento Billy fu tenuto per sette anni in un costante stato di incoscienza dalle sue personalità dominanti che gli impedirono nuovi tentativi di suicidio. In realtà la vita sociale di Billy era vissuta via via dalle varie personalità che si manifestavano alternandosi, a seconda delle situazioni da affrontare. Espulso dalla scuola superiore nel 1972, a diciassette anni Milligan riuscì ad arruolarsi nella Marina militare statunitense, dove fu nominato sottoufficiale. Dopo appena un mese, appurata la sua instabile condizione mentale, fu congedato.

Gli arresti L'8 luglio 1972 fu arrestato per sequestro, stupro e aggressione a mano armata a danno di due prostitute. Archiviata l'accusa di sequestro, Billy fu riconosciuto colpevole per gli altri capi di accusa e venne affidato al campo correttivo giovanile di Zanesville, in Ohio, dove rimase per quattro mesi.

Il 21 gennaio 1975, a vent'anni, venne arrestato con l'accusa di aver rubato stupefacenti in una farmacia, il Gray Drug Store. A questa si aggiunse l'accusa di aggressione e rapina a mano armata a danno di diverse vittime nelle piazzole di sosta delle contee di Fairfield e Hocking. Consigliato dall'avvocato George Kellner, il 25 marzo successivo si dichiarò colpevole di «rapina e rapina aggravata»Daniel Keyes, Una stanza piena di gente, Editrice Nord, 2009, pag. 342.: ottenne così una pena scontata per le aggressioni nelle aree di sosta, ma subì una condanna da 2 a 5 anni per la rapina alla farmacia. Il 9 giugno fu trasferito all'istituto correttivo di Lebanon, presso Cincinnati, per poi essere rilasciato sulla parola il 26 aprile 1977, in libertà condizionale.

Il 27 ottobre dello stesso anno Billy venne nuovamente arrestato, questa volta con l'accusa di avere rapito, stuprato e rapinato in piena mattina tre studentesse della Ohio State University. Riconosciuto dalle vittime attraverso le foto segnaletiche e il confronto all'americana e identificato anche dalle impronte lasciate sulla portiera dell'auto di una delle ragazze, fu messo in carcere in attesa del processo.

La difesa Durante la preparazione della difesa emerse un comportamento strano dell'accusato. Ogni volta che veniva interrogato sembrava essere una persona diversa: una volta appariva fragile, insicuro, sull'orlo di una crisi di pianto e la volta successiva si mostrava arrogante, risoluto o apatico. Sottoposto a una prima perizia psichiatrica, condotta dal dottor Willis C. Driscoll (psichiatra clinico), gli venne diagnosticata una «schizofrenia acuta». Interrogato poi dalla dottoressa Dorothy Turner, psichiatra del Southwest Community Mental Health Center in Columbus (Ohio), Billy cominciò a far emergere le varie identità; gli fu allora diagnosticato un «disturbo di personalità multipla», il che permise ai suoi due avvocati difensori, Gary Schweickart e Judy Stevenson, di costruire l'intera difesa sull'infermità mentale.

Il 16 marzo 1978 Milligan fu trasferito all'ospedale psichiatrico Harding Hospital (Worthington, Ohio) per essere giudicato idoneo o meno al processo. Qui trascorse sette mesi, durante i quali il dottor George Harding riuscì a convincere le personalità a "tenere sveglio" Billy per tentare un processo di "fusione". Questo processo prevedeva la conoscenza da parte dell'identità principale, Billy, di tutte le altre personalità: queste venivano invitate a comunicare tra loro mentre Billy era sveglio, in modo da superare l'amnesia e ricordare tutte le attività, gli spostamenti e i pensieri delle varie identità; solo a quel punto si sarebbe potuto procedere con la fusione di tutte le personalitàDaniel Keyes, Una stanza piena di gente, Editrice Nord, 2009, pag. 127..

Il processo La terapia sembrò funzionare e Billy, giudicato pronto per il processo, fu portato davanti alla corte. Intanto il caso Milligan diventò un vero e proprio caso mediatico: giornali e media si interessarono alla sua vicenda, nonostante i tentativi degli avvocati di tenere nascosta la faccenda. La pressione esercitata su Billy fu molto forte, al punto che la sua fragile "fusione" cedette e due delle personalità si dissociarono: Arthur e Ragen, in realtà mai completamente "fuse" con lui.

Il processo senza giuria iniziò il 4 dicembre 1978. Dopo avere ascoltato le testimonianze a verbale e le varie relazioni psichiatriche, Milligan fu giudicato «non colpevole per infermità mentale». Il giudice, pur riconoscendo la colpevolezza dell'imputato per i reati di cui era accusato, concluse che all'epoca dei fatti non era nel pieno possesso delle facoltà mentali e quindi non era responsabile delle proprie azioni. In accordo con la difesa e l'accusa, Billy fu trasferito all'Athens Mental Health Center, in Athens (Ohio), per ricevere le adeguate terapie, stabilite dal dottor David Caul.

La riabilitazione

Nonostante la regressione, tutte le personalità di Billy si dimostrarono collaborative e decise a riabilitarlo per fargli riacquistare credito presso la società. In questo periodo Billy decise di far conoscere la sua storia al mondo e dimostrare quali danni può provocare la violenza sui bambini. Cedette i diritti della sua biografia per un libro e un film, dichiarando di voler utilizzare parte del ricavato per aprire un centro per la prevenzione degli abusi sui minori.

Durante la permanenza all'ospedale psichiatrico emersero altre tredici identità, gli indesiderabili, normalmente tenute sotto silenzio dalle personalità dominanti, ma ora ribelli e decise a uscire allo scoperto. Ne emerse poi un'altra che si rivelò la più importante: il Maestro, la somma e la vera fusione di tutte le personalità distinte, di tutte le loro conoscenze, talenti e ricordi, il vero Billy Milligan. Grazie alla terapia usata dal dottor Caul, i "momenti di confusione" (l'alternanza incontrollata delle personalità) furono sempre meno frequenti, mentre «Billy il Maestro»Daniel Keyes, Una stanza piena di gente, Editrice Nord, 2009, pag. 425. riusciva a rimanere "fuso" per periodi sempre più lunghi. Raggiunto un apparente equilibrio, Billy fu reintrodotto gradualmente nella società, in modo da permettergli di ricostruire le sue relazioni sociali.

La ricaduta e l'internamento Evitata la condanna per i reati commessi a danno delle tre studentesse universitarie, rimaneva da scontare la pena per le aggressioni nelle aree di servizio e la rapina alla farmacia Gray Drug Store del 1975, aggravata ora dalla violazione di una delle clausole stabilite per la libertà vigilata, ovvero quella di non detenere armi: Milligan ne possedeva diverse in casa, come constatato dal rapporto di perquisizione al momento del suo arresto nel 1977. Alla luce dei nuovi eventi, sperando di ottenere la non colpevolezza anche per quei vecchi reati, gli avvocati di Billy si appellarono nuovamente all'infermità mentale e chiesero il ritiro della dichiarazione di colpevolezza rilasciata da Billy durante il processo del 1975, ma la mozione venne rifiutata.

La tensione causata dall'attesa del processo, le nuove accuse di presunto stupro a danno di due pazienti dell'ospedale di Athens e i tentativi continui da parte della stampa di screditarlo gettarono Billy in un profondo stato di depressione che lo fecero dissociare nuovamente. Milligan tentò il suicidio e la fuga dall'ospedale. Convenuto che l'Athens Mental Health Center non era più in grado di garantire il suo trattenimento nella struttura, Billy fu trasferito il 4 ottobre 1979 in un manicomio criminale di massima sicurezza: il Lima State Hospital for the Criminally Insane, in Ohio. Le procedure di trasferimento furono favorite dall'intervento diretto di due esponenti politici: Mike Stinziano per il partito democratico di Columbus e Claire Ball per il partito repubblicano di Athens.

Nell'ospedale psichiatrico di Lima a Milligan fu diagnosticata una «schizofrenia pseudosociopatica con episodi dissociativi»Daniel Keyes, Una stanza piena di gente, Editrice Nord, 2009, pag. 495 e 509., respingendo con forza la precedente diagnosi di "personalità multipla". La nuova terapia che gli fu imposta esacerbò la malattia, portandolo alla definitiva disgregazione delle identità. Il Maestro scomparve e Billy fu tenuto addormentato dalle altre personalità per impedirgli il suicidio. Inoltre all'interno dell'ospedale Milligan fu provocato, vessato e picchiato brutalmente.

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