Cavazzoli o Villa Cavazzoli (I Cavasō in dialetto reggiano; De Cavazzolis in latino) è una frazioneLe frazioni della città di Reggio Emilia, come in altri comuni italiani, sono chiamate anche ville, che sovente costituiscono un prefisso al toponimo ufficiale. Nel corso del '900 quelle maggiormente a ridosso del centro storico sono diventate quartieri della città. Come nel caso della porzione del territorio di Cavazzoli posta a sud della ferrovia Milano-Bologna. del comune di Reggio Emilia di abitanti, oggi piccola propaggine nord-occidentale del centro abitato di Reggio.Dal 1981 Istat ha inglobato l'abitato di Cavazzoli all'interno del più grande centro abitato di Reggio nell'Emilia. In Italia le frazioni geografiche non sono più state utilizzate come unità statistiche dal Censimento del 1991.

La frazione ha dato i natali a Cesare Campioli, primo sindaco di Reggio Emilia dopo la Liberazione, alla medaglia d'argento della Resistenza Paolo Davoli e al tenore Ferruccio Tagliavini.

In loco, secondo la tradizione, riposano le spoglie di san Giulio martire i cui resti sono contenuti in una teca trasparente nell'omonimo oratorio posto nella Valle di San Giulio.

Geografia fisica L'abitato è situato in una zona di media pianura a 3 km dal centro della città, nella zona nord-ovest del territorio comunale, fra la ferrovia Milano-Bologna, il cavo Guazzatoio e il torrente Crostolo. Confina a nord con la frazione di Sesso; a est con Sesso e San Prospero Strinati; a sud con la zona annonaria e a ovest con Pieve Modolena e Roncocesi.

Origini del nome Il toponimo Cavazzoli è probabilmente un idronimoToponimo inerente o avente a che fare con un corso d'acqua risalente al tardo medioevo, derivato dal latino cavus 'cavo' col suffisso -aciu o -atiu con funzione di sostantivo indicante un 'avvallamento', ossia 'alveo di un corso d'acqua'. È probabile che il corso d'acqua in questione possa essere il paleoalveo del torrente Crostolo che scorreva a occidente del percorso attuale.È probabile che il paleoalveo ricalchi il percorso dell'attuale Cavo Guazzatore (o Guazzatoio). Nel territorio comunale di Reggio Emilia, la medesima origine toponomastica caratterizza anche le frazioni di Gavassa e Gavasseto.

Storia I primi insediamenti umani riscontrati nella zona di Cavazzoli risalgono all'età del bronzo recente (XIV-XII secolo a. C.). Lo testimonia la terramara rinvenuta da Gaetano Chierici all'inizio della seconda metà dell'800 nell'alveo del Crostolo in prossimità del ponte della linea ferroviaria nazionale Milano-Bologna i cui reperti sono oggi collocati ai Musei Civici della città di Reggio. Non molto distante da lì, in località la Palazzina, è stato ritrovato un frammento di una lapide romana.

La località è nominata per la prima volta in un documento del 1330 nell'atto è anche indicato un primitivo oratorio dedicato a san Gregorio. L'Estimo del 1458 assegna alla villa 15 fuochi (famiglie), ossia circa 100 abitanti. Il territorio di Cavazzoli era un tempo altresì denominato Borghi di Santo Stefano o Borgo Santo Stefano, attingendo il nome dall'omonima porta della città di Reggio situata sulla Via Emilia per Parma.

A Cavazzoli, sul finire dell'Ottocento, per mezzo della forte diffusione delle idee socialiste, nacque una delle prime cooperative di consumo del Reggiano. L'ideale cooperativo, sia in campo socialista che cattolico, e la fitta rete di mezzadri e piccoli proprietari terrieri coltivatori diretti portò negli anni '20 a creare la latteria sociale e nel 1937 la cantina sociale.

In questa villa, nel 1921, a seguito della scissione della fazione comunista dal Partito Socialista Italiano, nacque la FGCI (Federazione comunista giovanile italiana). Erano originari di Cavazzoli il martire della Resistenza, partigiano e militante comunista Paolo Davoli, e l'amico Cesare Campioli, antifascista e partigiano, il quale dovette emigrare nella banlieue parigina per fuggire alle persecuzioni fasciste che all'indomani della Liberazione sarebbe poi divenuto sindaco di Reggio per 17 anni. Presso la dépendance della Villa Ottavi-Terrachini, allora in territorio di Cavazzoli, nacque anche il celebre tenore reggiano Ferruccio Tagliavini. Erano originari del territorio della villa di Cavazzoli: il pittore paesista Paolo Ferretti (1822-1904); Dante Montanari (1890-1966, ingegnere capo del Comune di Reggio e presidente della Provincia di Reggio Emilia dal 1951 al 1964); Ferruccio Orlandini (1896-1983, scultore). La villa, durante la guerra di Liberazione, fu teatro di un tragico evento. La mattina del 20 novembre 1944 avvenne il cosiddetto eccidio di Cavazzoli: un abitante del luogo rinvenne in un fosso, poco fuori del paese, lungo la strada per Roncocesi, i cadaveri di quattro uomini, evidentemente torturati prima di essere uccisi o morti sotto tortura. Durante la seconda guerra mondiale, fra il dicembre 1943 e il marzo del 1944, Cavazzoli fu sede del campo di concentramento provinciale di Reggio Emilia. Per ospitarlo l'amministrazione fascista sequestrò il casino della famiglia Nobili, situato nell'attuale via Campioli. Da esso transitarono diversi prigionieri, fra cui ebrei reggiani e stranieri, poi deportati a Birkenau e Bergen Belsen.

Con la crescita urbanistica della città di Reggio Villa Cavazzoli mutò i propri confini frazionali a partire dal secondo dopoguerraIl primo a quartiere a essere eretto nell'immediato dopoguerra fu Regina Pacis, che inglobò il già esistente Villaggio IACP Le Delizie di Villa Cavazzoli di via Pietro Mascagni. agli anni '60In quel periodo fu eretta la parrocchia di san Pio X e proseguì la possente urbanizzazione della zona Carrozzone-Betonica, terminata negli anni '90. arrivando così ad avere meno della metà della superficie territoriale d'origine. È bene non dimenticare che sino alla metà del XX secolo il territorio della villa di Cavazzoli aveva una superficie territoriale di 7,4 mqSecondo le stime della popolazione dell'Annuario diocesano del 1936 riportate su Il Pescatore Reggiano di quell'anno, la parrocchia di Cavazzoli, che allora si estendeva su un territorio di oltre 7,4 km², contava circa abitanti. brandendo da nord a sud la periferia occidentale della città fuori Porta Santo Stefano.

In questa vasta porzione prevalentemente agricola costellata di case coloniche avevano sede le tenute di campagna delle grandi famiglie dell'alta borghesia e aristocrazia reggiana Ottavi, Terrachini, Toschi e Nobili e diverse opere pie che, prima ancora, erano conventi e monasteri. Fino agli anni Sessanta del '900 il territorio della villa comprendeva anche una vasta zona urbana, ora pienamente integrata nel tessuto urbano della città, che si estendeva a sud della ferrovia Milano-Bologna. Ad est il confine era Porta Santo Stefano, ad ovest il cavo Guazzatore a sud dal canale d'Enza. Oggi, con il toponimo CavazzoliDel territorio storico della vecchia Villa Cavazzoli, oltre all'attuale abitato di Cavazzoli, fanno parte i quartieri di: Carrozzone-Betonica (compresa la Zona Annonaria), Spirito Santo-Orologio e Regina Pacis. I territori dell'antica villa posti sulla riva destra del Crostolo, fuori Porta Santo Stefano, furono aggregati alla parrocchia cittadina di Santo Stefano negli anni Trenta. si identifica unicamente il territorio della parrocchia di Ognissanti, a volte individuato come Cavazzoli Nord.

All'inizio degli anni '50 con il contributo del volontariato locale fu edificato il fabbricato nuovo della cooperativa di consumo con relativi: salone polivalente con cinema, sede dei partiti di sinistra, e bar ristorante che inaugurò come teatro sociale con un concerto della soprano cavazzolese Elsa Camellini. Nel 1969 l'edificio fu riadattato e trasformato nell'attuale Circolo Arci Rondò, ancora oggi in funzione.

Negli anni '90 Cavazzoli perse la propria identità di piccola comunità locale: il forte calo demografico degli anni '70 e '80, l'abbandono delle campagne e l'aumento della mobilità portarono alla cessazione di tutte le attività commerciali. Nel 1991, a causa del numero esiguo di bambini residenti in loco, serrò i battenti la scuola elementare. Dalla metà degli anni '90 tuttavia riprese l'attività edilizia che portò la popolazione ai livelli attuali, anche se ciò non ha dato seguito alla nascita di attività commerciali. Tuttavia, il sensibile aumento della popolazione, ha indotto la locale parrocchia e l'amministrazione cittadina, allora guidata da Graziano Delrio, a realizzare un nido-scuola per l'infanzia, inaugurata nel 2014 e simbolo della rinascita della frazione.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Attualmente gli edifici religiosi di Cavazzoli sono limitati alla chiesa parrocchiale e all'oratorio di San Giulio. In passato, nel periodo di massima estensione territoriale della villa, erano presenti anche altri fabbricati religiosi e diverse edicole votive, tutti situati negli attuali quartieri di Carrozzone, Regina Pacis e Orologio. Chiesa parrocchiale di Ognissanti

Oratorio di San Giulio martire

Architetture civili La maggior parte degli edifici civili di valore storico o architettonico sono legati all'architettura rurale del territorio. Da segnalare anche un importante esempio di architettura moderna legata ai servizi tecnologici (Rete 2). Casino Nobili, via Cesare Campioli (sec. XVIII). Case Soncini, via Cesare Campioli (sec. XVIII). Antico Caseificio ottagonale, via Guernica (sec. XVIII). ex Opera Pia Parisetti/Podere ECA, via Guernica (sec. XVII-sec. XVIII). Case Gatti, via Giovanni Rinaldi (sec. XVII-XVIII). Case Barchi, via Errico Malatesta (sec. XVIII). Monumento ai caduti per la libertà (Eccidio di Cavazzoli), via Giovanni Rinaldi (1946). Centrale di teleriscaldamento Rete 2 - Turbogas, via Hiroshima (1999).

Siti archeologici

Terramara di Cavazzoli, via Cesare Campioli (età del bronzo).

Aree naturali Il paesaggio agricolo di Cavazzoli fa parte del sistema delle bonifiche storiche e delle acque derivate e delle opere idrauliche, gestite dal Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale. A est è lambito dal parco fluviale del torrente Crostolo percorribile a piedi o in bicicletta attraverso l'omonima passeggiata naturalistica. Giardini Giardino privato del Casino Nobili ('Il Palazzone'), via Cesare Campioli

Parchi Dal 1988 al 2022 in via Hiroshima era presente un noceto Iren, loc. La Palazzina. È stato abbattuto in occasione dei lavori preliminari di costruzione della tangenziale nord.

Parco Tre Noci, via Carlo PergreffiPartigiano di Roncocesi deceduto in seguito a un bombardamento alleato nel 1944 (1974) Passeggiata del Crostolo - Dante Montanari

Società La popolazione di Cavazzoli subì un forte calo fra la metà degli anni 1960 e gli anni 1990, portandosi dai abitanti del 1963 ai 637 del 1972 ai 613 del 1984 per arrivare agli 807 del 1997 e ai del 2019.Dati dell'Ufficio Statistica del Comune di Reggio Emilia.

L'indice di vecchiaia è più basso rispetto alla media comunale (105 contro 137) e il tasso di natalità è simile al dato complessivo del capoluogo (8 contro 8). Il numero di componenti medi per famiglia è superiore al dato generale del comune (2,4 membri contro 2,2).

Gli stranieri sono l'11,6% (rispetto al 16,8% complessivo di tutto il comune) e arrivano per la maggior parte da Nigeria, Ucraina e Moldavia.

Tradizione e folclore

Venerdì santo Sagra di san Giulio martire, ultima domenica di agosto Sagra del Santissimo Nome di Maria, 2ª domenica di settembre Sagra di Ognissanti, 1º novembre

Istituzioni, enti e associazioni

Cooperativa Rondò, via Giovanni Rinaldi Sezione ANPI Cavazzoli-Betonica Consorzio irriguo San Giulio-Cavazzoli Nord, via San Giulio

Cultura