En Gedi o Ein Gedi (pron. En Ghedi; ), nota come luogo biblico nella forma Engaddi, è un'oasi posta sulla sponda occidentale del mar Morto, attualmente nel territorio di Israele.
Storia Per via del suolo estremamente fertile, l'intera zona è stata abitata sin dal calcolitico e se ne trova traccia anche nella Bibbia. Tra il VII secolo a.C. e il IV secolo d.C. furono creati, dagli abitanti, dei moderni sistemi volti ad irrigare i campi sfruttando a pieno la capacità acquifere dell'oasi. Durante il regno di Alessandro Ianneo fu un importante centro amministrativo. Successivamente, la località fu conquistata da Erode il Grande. Svolse un importante ruolo nel corso della seconda guerra giudaica: nell'oasi, infatti, trovarono rifugio gli insorti, di cui essa divenne centro strategico.
Nel 1953 è stato creato un importante kibbutz.Luca Giannini et al., Israele e Territori Palestinesi, Milano, Touring Editore, 2008, pag. 217
Il parco nazionale Dal 1972 è divenuto parco nazionale, al fine di tutelare il ricco ecosistema del luogo. Sono stati predisposti dei sentieri per esplorare l'intera zona. Degna di nota è la cascata di Davide: la sorgente maggiormente importante del parco che cade da una cascata alta diverse decine di metri.
Le scoperte archeologiche
Nell'oasi sono presenti numerose grotte naturali. In tali siti sono stati ritrovati dei frammenti di passi dell'Antico testamento. Sono state scoperte, inoltre, delle anfore del VII secolo a.C. e i resti di una sinagoga del V-VI secolo a.C.: sinagoga a tre navate con parte di mosaici che riportano figure animali e floreali.
Note
Bibliografia Luca Giannini et al., Israele e Territori Palestinesi, Milano, Touring Editore, 2008. ISBN 978-88-365-4436-3.
Voci correlate Deserto del Negev Manoscritti del Mar Morto Nahal Hever
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