Biografia Giuseppe Basini nacque il 10 febbraio 1947 a Reggio Emilia, ma visse sempre a Roma dove anche morì l'8 maggio 2025 all'età di 78 anni.

Attività accademica Dopo la laurea in fisica nucleare, conseguita all'università di Roma, ricoprì incarichi di ricerca in vari paesi (Stati Uniti, Francia, Germania, Svizzera) per molte istituzioni scientifiche (NASA, CEA, CERN) percorrendo i gradi della carriera accademica fino al rango di dirigente di ricerca dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN).

Nel marzo 2010 venne invitato per la sua teoria Open Quantum Relativity ad assumere la posizione di guest professor presso il CERN di Ginevra. Ricoprì inoltre, in qualità di esperto indicato dal Ministero degli Esteri, l'incarico di membro della Commissione Sostituzione Materiali della Comunità economica europea, per lo studio della possibilità economica di sostituzione dei materiali rari o in via d'esaurimento. Nel corso della sua carriera, fu autore di 290 pubblicazioni scientifiche, essenzialmente su riviste specializzate.

Concentrò la sua attività dapprima nel campo della fisica subnucleare sperimentale con esperimenti al CERN e a DESY (Amburgo), partecipando agli esperimenti MASS, MASS-SAT, WiZard condotti tramite palloni aerostatici e apparati stratosferici, precursori di successivi esperimenti sulla stazione spaziale e su satelliti, tra cui PAMELA. In seguito, in collaborazione con Salvatore Capozziello, indirizzò la sua attività scientifica nel settore della fisica teorica, segnatamente nel filone dei tentativi di unificazione fra teoria della relatività e meccanica quantistica. La proposta teorica da loro avanzata, nata da una soluzione da loro individuata del paradosso Einstein-Podolsky-Rosen, fu la prima a dimostrare matematicamente la possibilità di due frecce del tempo in un modo coerente con la meccanica quantistica e la relatività, e nota negli ambienti accademici internazionali come Open Quantum Relativity.

Attività politica Da Alleanza Nazionale al Partito Liberale Italiano Attivo nella politica giovanile fin dal periodo universitario, Basini militò nella Gioventù Liberale Italiana e poi nel Partito Liberale Italiano.

Dopo la svolta a sinistra di Mario Segni nel 1993, della quale Basini fu tra i primi oppositori insieme a Indro Montanelli, Enzo Savarese e Gian Nicola Amoretti, prese parte alla fondazione di Alleanza Nazionale. Fra i relatori al banco del primo congresso di Fiuggi, Basini si candidò alle Europee del 1994, posizionato secondo nella lista della circoscrizione Nord Est dietro Gianfranco Fini, ottenendo oltre diecimila preferenze.

L'elezione al senato in AN Alle elezioni politiche del 1996 fu eletto al Senato della Repubblica, nelle liste di AN in Emilia-Romagna.

In AN Basini, membro dell'ufficio politico e della direzione nazionale, mantenne una posizione di destra liberale e reaganiana, vicina ed alleata alle posizioni della corrente Destra e Libertà guidata da Adolfo Urso ed Altero Matteoli, come testimoniano le posizioni di critica anche forte assunte per esempio dopo la svolta di Verona, fino alla sua decisione di dimettersi dalla direzione del partito nel 2001 per divergenze con la presidenza sulla linea politica.

Il rientro nei liberali Non rieletto in AN nel maggio 2001, fondò insieme a Gian Nicola Amoretti e a Gabriele Pagliuzzi, il movimento politico "Destra Liberale Italiana", poi confluito nel nuovo Partito Liberale Italiano all'atto della sua ricostituzione il 3-4 dicembre 2004 a Roma sulla base di un programma scritto anche con il suo contributo.

Al primo congresso del PLI fu eletto dai delegati Presidente del Consiglio Nazionale del partito. Nel frattempo ricoprì in qualità di esperto l'incarico di membro della commissione per la comunicazione ambientale del Ministero dell'ambiente guidato da Altero Matteoli (2004-2006).

Nel novembre 2010, Basini, secondo il quale il centro-destra nel corso degli anni tradì sia la sua ispirazione liberale sia quella patriottica, essendo Forza Italia divenuta ostaggio della Lega Nord di Bossi, annunciò il suo interesse per il costituendo Nuovo Polo per l'Italia, in accordo con il presidente dell'UDC Rocco Buttiglione. Il progetto, tuttavia, fu abbandonato per il tramonto dell'ipotesi del Partito della Nazione e il successivo accordo terzopolista dell'UDC con Scelta Civica per le elezioni politiche del 2013.

Successivamente Basini riunì un gruppo di liberali-nazionali in un congresso a Roma con la partecipazione di Giorgia Meloni ed altri esponenti storici del centrodestra come Adolfo Urso, Enzo Savarese, Gabriele Pagliuzzi e Rocco Buttiglione e intensificò la sua attività in seno all'Unione Monarchica Italiana.

L'accordo con la Lega e l'elezione alla Camera Alle elezioni politiche del 2018, come esponente del PLI nelle liste della Lega, fu eletto alla Camera dei Deputati nel circoscrizione Lazio 1. Una candidatura liberale in questo partito, secondo Basini, divenne possibile grazie ai profondi cambiamenti di linea impressi da Matteo Salvini, che pose fine alla collocazione ristretta al nord della Lega, attuando una effettiva svolta nazionale. Fuoriuscì dal PLI dopo che il partito si dissociò dalle posizioni sovraniste della Lega rifondando la Destra Liberale Italiana, di cui divenne presidente onorario.

Fu autore di due monografie: "La ragione e il cammino incantato" (trasposizione poetica delle leggi della fisica, con prefazione del Prof. Nicola Cabibbo e del Prof. Renato Angelo Ricci, all'epoca presidenti rispettivamente dell'INFN e della European Physical Society) e "De Libertate" (trattato di politica liberale, con le prefazioni di Silvio Berlusconi, Renato Angelo Ricci e Gabriele Pagliuzzi).

Opere

Note

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