Il campo di concentramento di Dachau fu il primo campo di concentramento nazista, aperto il 22 marzo 1933 su iniziativa di Heinrich Himmler. Servì da modello per tutti gli altri campi di concentramento, di lavoro forzato e di sterminio costruiti successivamente: e fu la scuola d'omicidio delle SS che esportarono negli altri lager lo spirito di Dachau, il terrore senza pietà. Nel campo transitarono circa persone e, secondo i dati del Museo di Dachau, vi persero la vita. I deportati in arrivo dovevano percorrere una larga strada curata, la Lagerstrasse, al termine della quale era situato il cosiddetto Jourhaus, la "porta dell'inferno", il simmetrico edificio del comando di campo con una posticcia torretta di guardia sul tetto. Lo Jourhaus era attraversato nel mezzo da un grande arco d'ingresso, completamente chiuso da un largo cancello in ferro battuto a due ante; al centro di esso un altro cancello, più piccolo, recava la scritta Arbeit macht frei. Questo cinico slogan di Dachau, che significa "Il lavoro rende liberi", venne poi utilizzato in numerosi altri campi che via via si andavano costruendo, diventando il simbolo della menzogna nazista: il lavoro nei lager era strumento di morte primario per il genocidio scientifico degli "indesiderabili", vantaggioso allo stesso tempo per l'economia del Reich.
Storia del campo Il campo di concentramento fu aperto il 22 marzo 1933 su decisione di Himmler, presa appena un mese dopo la salita al potere di Hitler (30 gennaio 1933). Venne posizionato nei pressi della cittadina di Dachau, a circa a nord-ovest di Monaco di Baviera, nel sud della Germania.
Importanti giornali bavaresi, tra cui il quotidiano più diffuso Münchner Neueste NachrichtenMonaco di Baviera Ultime Notizie, quotidiano fondato nel 1848. Era il giornale più grande e più importante di Monaco di Baviera. Dopo la presa del potere da parte di Hitler, un certo numero di personalità di alto livello del partito, tra cui Himmler stesso, furono corrispondenti del giornale. Pochi giorni prima dell'annuncio di Dachau, il 13 marzo 1933, arrestato il caporedattore, il giornale era passato sotto il controllo dei nazisti. Nel 1935 i proprietari furono costretti a vendere loro il gruppo. L'ultimo numero è stato pubblicato il 28 aprile 1945., pubblicarono la notizia firmata da Himmler stesso, presidente della polizia della città di Monaco, che annunciava l'apertura della struttura: «Mercoledì verrà inaugurato vicino a Dachau il primo campo di concentramento, della capienza di 5000 persone. Vi verranno radunati tutti i comunisti e, se necessario, i membri del Reichsbanner ed i funzionari marxisti che rappresentano un pericolo per la sicurezza dello Stato, poiché alla lunga non è possibile, senza costi gravosissimi per l’Amministrazione, continuare a tenere i singoli funzionari comunisti nelle carceri giudiziarie, e, d’altra parte, non è nemmeno possibile rimetterli in libertà. In alcuni casi abbiamo provato a farlo, col risultato che essi, appena rilasciati, hanno ripreso a organizzare le loro azioni sovversive. Abbiamo preso queste misure senza farci ostacolare da scrupoli meschini, nella convinzione di aver così tranquillizzato la popolazione tutta e di aver agito secondo la sua volontà».Secondo alcuni osservatori, come lo storico Francesco Maria Feltri, «l’obiettivo di questi annunci pubblici era duplice. Da un lato, i nazisti volevano incutere terrore a tutti gli oppositori politici, ma dall’altro sapevano di riscuotere ampio consenso tra tutti coloro che volevano ripulire la Germania dai comunisti, dai disfattisti e dai delinquenti».
Quando iniziò la costruzione, il terreno non faceva ancora parte della città di Dachau ma del piccolo comune vicino di Prittlbach. Il lager sfruttò inizialmente i locali preesistenti di un'ex fabbrica di munizioni in disuso, la Königliche Pulver- und Munitionsfabrik DachauReale fabbrica di polveri e di munizioni di Dachau., edificata durante la prima guerra mondiale. Tra il 1936 e il 1938, demolita la fabbrica, grandi lavori, eseguiti dai prigionieri, ampliarono il campo di Dachau portandolo alla forma definitiva; solo il campo di prigionia vero e proprio, con le baracche dei detenuti, formava un rettangolo di circa di larghezza e di lunghezzaVedi il rettangolo e il complesso di Dachau nella foto aerea accanto. Il terreno era paludoso, non godeva di un buon clima: era umido, nebbioso, desolato; non certo adatto alla salute dei prigionieri.
Il campo di concentramento di Dachau dal 1933 al 1945 - Testi e foto dell'esposizione, p. 59 La vita nel campo I nuovi arrivati, nel periodo che va dal 1933 al 1939, venivano picchiati con 25 bastonate o frustate di benvenuto, e alcuni non sopravvivevano. Le guardie dicevano loro esplicitamente che non avevano diritti, né onore né difesa. Insultati, rasati e privati di tutti i loro averi, entravano nel campo. Le SS potevano uccidere chiunque liberamente. Una delle punizioni previste consisteva nell'appendere, anche per delle ore, il prigioniero, con le mani legate dietro la schiena, a dei ganci, abbastanza in alto da non consentirgli di toccare terra con i piedi. Anche le frustate su particolari cavalletti, o venire battuti con fruste di cuoio bagnato, oltre che l'isolamento per giorni in stanze troppo piccole per potersi sdraiare, rientravano tra le tipiche punizioni riservate a coloro che venivano considerati, per una qualunque ragione, anche arbitraria, meritevoli di tale trattamento.
Il campo di prigionia era formato da 34 baracche disposte su due file separate da un lungo viale alberato. Quindici di esse erano suddivise in 4 camerate (Stuben), ognuna con un vano soggiorno e uno dormitorio. Ogni due camerate vi era un lavatoio e una serie di gabinetti. Ogni camerata aveva 52 posti letto per un totale di 208 persone per baracca. Nei periodi di maggior affollamento vennero stipate fino a 1768 detenuti per baracca, con condizioni igieniche insostenibili, causa di violente epidemie di tifo. Cinque baracche, poi divenute in un secondo momento 13, erano destinate ad area ospedaliera (Krankenbau). Una baracca era destinata alla zona lavoro e una, gestita dalle SS, allo spaccio di alcuni beni di consumo. Le prime due baracche sulla destra dopo il piazzale delle adunate fungevano da infermeria. Una, parte della seconda, da obitorio. L'infermeria era nota a causa dei raccapriccianti esperimenti su cavie umane effettuati dal dottor Rascher e dal professor Schilling, in cui perirono, presumibilmente, centinaia di persone.
I deportati "indisciplinati" o "incorreggibili" venivano sottoposti a detenzione particolarmente dura, rinchiusi nelle baracche di punizione, denominate Strafblöcke. Tra queste si ricordano la baracca n. 26, "baracca dei preti", destinata a detenuti appartenenti al clero, e quella definita di "disinfezione", staccata dal corpo centrale, tuttora visibile. Le baracche originali, al giorno d'oggi sono poche, la grande maggioranza di esse nel tempo è stata distrutta. Alcune, tuttavia, sono state fedelmente ricostruite per i visitatori del lager.
Durante il suo funzionamento, alle delegazioni tedesche e straniere in visita, veniva mostrata solo una parte del campo, con l'intento di dare l'impressione di un luogo ordinato, efficiente e moderno. Gli internati dovevano apparire come appartenenti ad una "razza inferiore".
I detenuti erano soggetti ai lavori forzati, per la normale manutenzione prima e per il rifacimento del campo stesso a partire dal 1937. Nel corso degli anni le condizioni di vita peggiorarono sensibilmente. Pur non essendo un campo di sterminio ma ufficialmente di lavoro, il numero dei morti arrivò, come detto in apertura, a 41.500.
Con l'introduzione delle disposizioni sull'eutanasia (Aktion T4, decreto segreto del primo settembre 1939 firmato da Hitler) le baracche 29 e 30 vennero destinate alla soppressione di numerosi prigionieri. Tali baracche versavano in pessime condizioni.Italo Geloni, Ho fatto solo il mio dovere, p. 37
Il regolamento disciplinare
Nell'ottobre 1933 venne emanato il regolamento del campo di concentramento di Dachau. Conteneva gli ordini di servizio per le SS addette alla sorveglianza e le sanzioni brutali contro i detenuti. Tale regolamento, messo a punto da Theodor Eicke, doveva minare l'integrità psichica degli internati e impedire loro ogni tentativo di fuga. Prevedeva sia pene corporali che capitali.
A titolo di esempio vengono qui riportati di seguito alcuni punti del regolamento.
Per il personale di sorveglianza Chi dovesse lasciar fuggire un detenuto verrà arrestato e consegnato alla polizia bavarese con l'accusa di liberazione per negligenza di un detenuto. Se un detenuto tenta la fuga, si deve sparare senza preavviso. Se una guardia, nell'esecuzione dei suoi doveri, dovesse uccidere un detenuto che tenta di fuggire, non subirà conseguenze penali. Nel caso di ammutinamento di un reparto di detenuti tutte le guardie presenti dovranno aprire il fuoco sui rivoltosi, senza colpi di avvertimento.
Per i detenuti Punto 6 - Chi assuma un atteggiamento ironico nei confronti delle SS, chi ometta intenzionalmente il saluto regolamentare o chi rifiuti di sottomettersi alla disciplina verrà punito con otto giorni di arresto e con venticinque bastonate all'inizio ed alla fine di tale periodo. Punto 12 - Chi aggredisce una guardia, chi si rifiuta di lavorare, chi istiga alla rivolta, chi lascia una colonna o il posto di lavoro, chi durante queste attività scrive, sobilla o tiene discorsi viene passato per le armi sul posto o successivamente impiccato.
L'impiego del campo nei dodici anni della sua esistenza I primi anni (1933 e 1934): l'inizio del terrore
Il 21 marzo 1933 Heinrich Himmler, in una conferenza stampa a Monaco ripresa dai giornali bavaresi, annunciò la creazione del campo di concentramento a Dachau Il 22 marzo il campo fu aperto nella vecchia fabbrica di munizioni, con l'immediata disponibilità di posti per i condannati all'internamento. All'inizio il campo era stato pensato per la custodia preventiva e l'eventuale rieducazione dei prigionieri politici, in particolare comunisti, sindacalisti e oppositori del nazismo in genere. L'11 aprile, la gestione del campo passò dalla polizia bavarese alle SS. Fu l'inizio del terrore: le SS iniziarono ad assassinare brutalmente i detenuti fin dai primissimi giorni. Il 1º maggio c'erano internati, verso la fine dell'anno . A Natale, fatto più unico che raro, vennero graziati circa 600 detenuti..Le informazioni che seguono, sino alla data 1945, sono ricavate in larga misura da Il campo di concentramento di Dachau dal 1933 al 1945, p. 37, in bibliografia.
Dachau fu il primo campo di concentramento di quello che sarebbe diventato l'universo concentrazionario nazista, una gigantesca rete che nel 1945 arrivò a contare circa lager, costruiti prima in Germania e poi in tutti i territori d'Europa caduti sotto l'occupazione tedescaTra il 1933 e il 1945, la Germania Nazista e i loro alleati crearono più di 44.000 campi di concentramento e altre strutture destinate a incarcerare o isolare gli Ebrei (inclusi i ghetti) e altri gruppi di indesiderabili. Questi campi furono usati per diversi scopi, tra i quali i lavori forzati, la detenzione, e l'eliminazione in massa dei prigionieri.; Dachau divenne pertanto il prototipo e il modello d'ispirazione per i campi successivi. Fu un vero e proprio banco di prova per ogni tipo di violenza.