Il bonobo (Pan paniscus ), storicamente noto anche come scimpanzé pigmeo o scimpanzé nano, è un primate della famiglia degli ominidi, appartenente, insieme allo scimpanzé comune (Pan troglodytes), al genere Pan. Sebbene si tratti di una specie distinta, talvolta si usa il termine scimpanzé per riferirsi anche al bonobo. Bonobo e scimpanzé formano la sottotribù Panina (composta interamente dal genere Pan) e sono chiamati collettivamente panin.
Il bonobo si distingue dallo scimpanzé per le gambe relativamente lunghe, le labbra rosa, il viso scuro, il peso leggermente minore e per i ciuffi di peli sulla sommità della testa. Vive in un'area di circa 500.000 km² del bacino del fiume Congo, nella Repubblica Democratica del Congo, in Africa centrale. La specie è onnivora e abita foreste primarie e secondarie, comprese le foreste palustri stagionalmente inondate. A causa dell'instabilità politica della regione e della timidezza dei bonobo, sono state condotte poche ricerche sul campo per osservarli nel loro habitat naturale.
Insieme allo scimpanzé comune, il bonobo è la specie esistente evolutivamente più vicina agli esseri umani. Fu riconosciuto come specie distinta dallo scimpanzé comune nel 1933 e studi genetici successivi hanno confermato tale classificazione tassonomica, stimando una differenza pari allo 0,3% tra i patrimoni genetici delle due specie. Poiché entrambe non sono abili nuotatrici, la formazione del fiume Congo, circa 1,5-2 milioni di anni fa, ha probabilmente separato in due popolazioni l'ultimo antenato comune, portando alla speciazione del bonobo a sud del fiume e dello scimpanzé comune a nord.
Non esistono dati precisi sulla consistenza della popolazione dei bonobo, ma le stime variano tra 29.500 e 50.000 individui. La specie è classificata come in pericolo nella Lista Rossa dell'IUCN ed è minacciata dalla distruzione dell'habitat e dalla crescita della popolazione umana nell'area, sebbene il bracconaggio commerciale rappresenti la minaccia più grave. I bonobo vivono tipicamente fino a 40 anni in cattività, mentre la loro aspettativa di vita in natura è sconosciuta, ma quasi certamente molto più breve.Rowe, N. (1996) Pictural Guide to the Living Primates, Pogonias Press, West Hampton, .
Etimologia Nonostante la specie venga talvolta indicata come scimpanzé pigmeo, il bonobo non è particolarmente più piccolo rispetto allo scimpanzé comune, ad eccezione della testa. L'appellativo pigmeo è attribuibile a Ernst Schwarz, che classificò la specie sulla base di un cranio di bonobo precedentemente ed erroneamente etichettato come quello di un giovane scimpanzé, osservandone le dimensioni ridotte rispetto ai crani di scimpanzé.
Il nome bonobo apparve per la prima volta nel 1954, quando lo zoologo austriaco Eduard Paul Tratz e il biologo tedesco Heinz Heck lo proposero come nuovo nome generico per gli scimpanzé pigmei. Si ritiene che il termine derivi da un errore di ortografia su una cassa di spedizione proveniente dalla città di Bolobo, sul fiume Congo, vicino al luogo in cui furono raccolti i primi esemplari di bonobo negli anni '20.
Descrizione
Il bonobo è comunemente considerato più piccolo e gracile dello scimpanzé comune. Sebbene i grandi maschi di scimpanzé possano superare qualsiasi bonobo in massa e peso, le due specie si sovrappongono ampiamente nelle dimensioni corporee. Le femmine sono leggermente più piccole dei maschi adulti e, come negli scimpanzé, i maschi presentano canini ben sviluppati. La massa corporea nei maschi varia da 34 a 60 kg, mentre nelle femmine la media è di circa 30 kg. La lunghezza totale dei bonobo (dalla punta del naso alla groppa mentre sono a quattro zampe) è compresa fra 70 e 83 centimetri.Burnie D and Wilson DE (Eds.) (2005) Animal: The Definitive Visual Guide to the World's Wildlife. DK Adult. Novak, R. M. (1999). Walker's Mammals of the World. 6th edition. Johns Hopkins University Press, Baltimore, Quando bonobo adulti e scimpanzé si sollevano sulle gambe in posizione eretta, possono entrambi raggiungere un'altezza di 125 centimetri.Shumaker, Robert W.; Walkup, Kristina R. and Beck, Benjamin B. (2011) Animal Tool Behavior: The Use and Manufacture of Tools by Animals, JHU Press, .
La testa del bonobo è relativamente più piccola di quella dello scimpanzé comune, con arcate sopracciliari meno prominenti. I bonobo hanno la faccia nera con labbra rosa, orecchie piccole coperte dalla peluria del capo, narici larghe e lunghi capelli sulla testa che si separano lungo la linea mediana del cranio. Il mantello è nero, con peli lunghi e sottili, talvolta con una zona bianca che tende a scomparire nell'età adulta; negli individui anziani possono manifestarsi calvizie. Le femmine presentano seni leggermente più prominenti rispetto alle altre scimmie, sebbene non così sviluppati come negli esseri umani. Rispetto allo scimpanzé comune, il bonobo ha un torso più snello, spalle più strette, un collo sottile e gambe più lunghe. Gli arti superiori sono più corti, mentre gli arti inferiori sono più lunghi e più pesanti, quest'ultima caratteristica dovuta al maggiore sviluppo muscolare.
I bonobo hanno abitudini sia terrestri sia arboricole. La maggior parte della locomozione a terra consiste in una camminata quadrupede con appoggio sulle nocche. Sono in grado di camminare in posizione eretta, sebbene l'andatura bipede sia estremamente rara in natura e rappresenti meno dell'1% della locomozione terrestre; in cattività, invece, la variabilità è molto maggiore. L'andatura bipede è stata osservata dal 3,9% fino a quasi il 19% dei movimenti, a seconda delle circostanze. Queste caratteristiche fisiche e la postura conferiscono al bonobo un aspetto più simile a quello umano rispetto allo scimpanzé comune. Il bonobo possiede inoltre tratti facciali altamente individualizzati,Wilson Wiessner, Pauline and Schiefenhövel, Wulf (1996). Food and the Status Quest: An Interdisciplinary Perspective. Berghahn Books. . p. 50. "...twenty-two mature community members (eight males, fourteen females)could be identified using facial features... in modo tale che un individuo possa apparire significativamente diverso da un altro, una caratteristica evolutasi per facilitare il riconoscimento visivo e l'interazione sociale.
L'analisi multivariata ha suggerito che i bonobo siano più neotenizzati degli scimpanzé, tenendo conto di caratteristiche quali la lunghezza del tronco – proporzionalmente più allungata nei bonobo – e le dimensioni ridotte del cranio. Tuttavia, altri ricercatori hanno contestato questa interpretazione. Uno studio del 2006 sulle performance nel salto, condotto su otto bonobo in cattività, indica che i muscoli di queste scimmie antropomorfe sono notevolmente più potenti di quelli degli esseri umani moderni, probabilmente a causa di differenze fisiologiche nel tessuto muscolare stesso.
Biologia Alimentazione
I bonobo hanno tendenze più arboree rispetto agli scimpanzé. Sono frugivori-onnivori: il 60% della loro dieta è costituito da frutta, integrata anche da foglie, miele, insetti, lumache, ragni, scorpioni, uccelli e loro uova, oltre che dalla carne di piccoli vertebrati come anomaluridi, scoiattoli volanti, cefalofi e cercopiteco di palude. I vegetali forniscono la maggior parte dell'apporto nutritivo, comprese le proteine, mentre il restante fabbisogno proteico è soddisfatto da fonti animali. Rispetto agli scimpanzé, I bonobo tendono inoltre a nutrirsi più frequentemente di piante erbacee.
Nel 2008 è stato riportato anche un caso di cannibalismo ai danni di un cucciolo morto, un evento considerato molto raro tra i bonobo, ma più comune negli scimpanzé.
Diversamente dagli scimpanzé, i bonobo in natura non utilizzano strategie sofisticate per nutrirsi, mentre in cattività mostrano una buona abilità nell'impiego di diversi utensili.
Locomozione
Quando sono a terra, i bonobo si comportano prevalentemente da quadrupedi, utilizzando le nocche delle mani come punto d'appoggio per gli arti anteriori, similmente a scimpanzé e gorilla. La maggior parte degli spostamenti su lunga distanza viene effettuata sul terreno, utilizzando normalmente quattro punti d'appoggio e passando a tre o due nel caso si stia trasportando un oggetto. Sebbene alcuni esemplari in cattività abbiano mostrato una tendenza al bipedismo superiore a quella degli altri primati, le osservazioni eseguite su esemplari in natura tendono a ridimensionare la propensione dei bonobo alla locomozione bipede. Possiedono inoltre una muscolatura notevolmente sviluppata rispetto alle loro dimensioni.
La progressione arborea viene utilizzata principalmente per percorrere brevi distanze o per fuggire da eventuali pericoli. Sono stati osservati bonobo percorrere interamente sugli alberi fino a 1 km per raggiungere fonti di cibo. Tra i rami possono effettuare spostamenti orizzontali tramite una locomozione che impiega tutti e quattro gli arti oppure una modalità in cui alternano i soli arti superiori, dondolandosi da un ramo all'altro. Se necessario, possono compiere brevi salti.
Organizzazione sociale e abitudini I bonobo si raggruppano in popolazioni solitamente composte da 30 a 80 individui, che occupano in genere un'area di 20-60 km² di foresta, con estese sovrapposizioni tra i territori di diverse popolazioni.
Le comunità sono formate da maschi, femmine e cuccioli. Secondo l'etologo Frans de Waal, queste comunità seguono un modello matriarcale, reso possibile dalla tendenza delle femmine di bonobo ad associarsi fra loro. Tuttavia, le femmine di rango più basso nella gerarchia sociale tendono a migrare e a legarsi con femmine di altre comunità, mentre i maschi presentano un comportamento filopatrico e raramente abbandonano il gruppo di origine. Si ritiene che l'associazione tra femmine contribuisca a ridurre la frequenza delle aggressioni da parte dei maschi. È stato comunque osservato che la maggior parte della discendenza all'interno delle comunità è attribuibile ai maschi dominanti, indice di un certo grado di competizione sia tra maschi, sia tra femmine.
Secondo alcuni studiosi, la società dei bonobo è fondata su una convivenza relativamente pacifica. De Waal afferma che questi primati sono spesso capaci di altruismo, compassione, empatia, gentilezza, pazienza e sensibilità; la ragione di ciò, secondo il ricercatore, risiederebbe nell'eccezionale propensione dei bonobo a praticare sesso ricreativo, non finalizzato alla riproduzione, anche in forma omosessuale. Questa attività contribuirebbe ad appianare le tensioni all'interno del gruppo e a ridurre la tendenza a difendere violentemente il territorio. L'esuberante sessualità dei bonobo, spesso accostata ai comportamenti umani e considerata da de Waal una forma evoluta di comunicazione sociale, è fra gli aspetti più discussi del loro comportamento. Gli studi condotti nel loro ambiente naturale mostrano però una frequenza dei comportamenti sessuali meno straordinaria rispetto a quanto osservato in cattività, fatta eccezione per occasionali accoppiamenti ventre contro ventre. Il professor Takeshi Furuichi ha osservato che il 95% dei rapporti sessuali delle femmine di bonobo dell'oasi di Wamba avviene durante il periodo di massima ricettività, una percentuale molto simile al 97% degli scimpanzé. Il tasso di accoppiamenti in natura durante la ricettività femminile è leggermente più elevato negli scimpanzé che nei bonobo, mentre le femmine di bonobo presentano periodi di ricettività leggermente più lunghi.