Lavarizia è la scarsa disponibilità a spendere e a donare ciò che si possiede, per una forma di "gretto attaccamento al denaro".

Anticamente, la parola "avarizia" indicava anche l'avidità, o cupidigia, cioè il "desiderio intenso di ricchezze". Attualmente, quest'ultima viene intesa come un desiderio infinito, irresistibile e insaziabile di acquisire beni e/o potere di status.

In altre parole, l'avaro è colui che ha e non dà, mentre l'avido è quello che cerca di arricchirsi sempre di più. Sociologia

L'avarizia può essere ritenuta dannosa per la società, poiché mostra di ignorare il benessere degli altri, a vantaggio esclusivamente del proprio. È diventata più accettabile (e l'uso del termine meno frequente) nella cultura occidentale, dove il desiderio di acquisire ricchezze è componente costitutiva del capitalismo. La parola "avidità" invece continua a essere usata.

Religione L'avarizia è elencata tra i sette vizi capitali secondo la Chiesa cattolica.

L'avidità o cupidigia nei confronti delle proprietà di un'altra persona è designata dalla parola invidia.

Quando l'avarizia riguarda un soggetto che fa un eccessivo accumulo e consumo di cibo, si usa spesso il termine gola, un altro dei sette vizi capitali.

I Buddhisti ritengono che l'avarizia sia basata su un'erronea associazione tra benessere materiale e felicità. Essa è provocata da una visione illusoria che esagera gli aspetti positivi di un oggetto.

Note

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Comportamento umano Categoria:Vizi capitali