La città diffusa, dispersione urbana o invasione urbana (in inglese: urban sprawl e urban encroachment) è un fenomeno urbanistico che indica l'espansione rapida e disordinata di una città, senza una pianificazione urbanistica adeguata e sostenibile. Questo fenomeno si manifesta nelle zone periferiche, data la connotazione di aree di recente espansione e sottoposte a continui mutamenti, per cui dunque si forma una polarizzazione tra il centro e la periferia urbana.
Il segno caratteristico della dispersione urbana è la bassa densità abitativa in città di medie e grandi dimensioni (oltre i abitanti); tra gli effetti di tale fenomeno, vi sono la riduzione degli spazi verdi, la perdita del suolo risorsa non rinnovabilePaolo Pileri, Che cosa c'è sotto?.Il suolo, i suoi segreti, le ragioni per difenderlo, 2015, pag. 110, Altreconomia Edizioni, ISBN 978 88 6516 161 6, la dipendenza dalle autovetture a causa della maggiore distanza dai servizi, dal posto di lavoro, dai mezzi di trasporto pubblico locale, e in generale per la mancanza di infrastrutture per la mobilità sostenibile come piste ciclabili, marciapiedi o attraversamenti pedonali adeguatamente connessi.
Esiste anche un altro modello di configurazione dell’insediamento urbano, chiamato “sprinkling” che esprime "una piccola quantità distribuita in gocce o particelle sparse", appare come uno standard più adatto per rappresentare la configurazione delle costellazioni urbane della penisola, presenti peraltro anche in altri Paesi dell’Europa meridionale.
Caratteristiche La dispersione urbana è caratterizzata dall'elevato consumo di terreno: la presenza di aree commerciali, residenziali ed industriali distinte tra loro e separate da strade e zone verdi-agricole. Come risultato, i luoghi dove le persone vivono, lavorano, acquistano e si divertono sono distanti tra loro, e viene a mancare il limite tra città e campagna.
La bassa densità abitativa è l'ulteriore elemento caratteristico: gli edifici vengono realizzati con un numero limitato di piani e sono separati tra loro; molto spazio è riservato ai parcheggi e alle strade poiché questo modello insediativo è funzionale rispetto all'uso dell'automobile che consente di raggiungere in poco tempo distanze considerevoli, che nella città preindustriale non erano praticabili.
Il risultato di questo sviluppo urbano è che il terreno viene urbanizzato ad un tasso superiore rispetto all'effettivo incremento della popolazione. In alcuni luoghi la popolazione che cresce dell'uno o due per cento può causare un incremento dell'uso del terreno fino al trenta per cento.
A causa del fatto che la crescita della città procede ad un ritmo accelerato, gli edifici tendono ad essere simili gli uni agli altri. Costruiti a partire dagli stessi principi architettonici, questa urbanizzazione è caratterizzata dall'estrema omogeneità e da un disegno prevalentemente uniforme dell'ambiente costruito.
Alcuni esempi Alcuni esempi di questo fenomeno sono Roma, le comunità del nord di Milano, la città metropolitana di Napoli, Los Angeles in California, l'area metropolitana di Washington DC e Atlanta in Georgia; il nuovo sviluppo è spesso a bassa densità di popolazione e le metropoli crescono in senso orizzontale piuttosto che verticale (il che provocherebbe l'alta densità). Il movimento ecologista e un numero crescente di esperti di urbanistica disapprovano per molte ragioni la dispersione urbana come modello di sviluppo.
In Europa, evoluzioni della forma urbana, partite da fenomeni per la gran parte assimilabili allo sprawl americano, hanno portato a risultati simili, seppur con modi di vivere la città differenti. Tra le maggiori sono l'area metropolitana di Barcellona in Spagna e la vasta metropoli diffusa olandese. Tra le italiane abbiamo Napoli, prima come densità abitativa ma terza per popolazione, mentre è Roma quella maggiormente estesa e maggiormente popolosa, seguita da Milano.
Anche in Italia, lasciando stare il caso dell'estesissima area metropolitana di Roma o della conurbazione lombarda, seppur con alcune differenze dovute alla specificità dei luoghi, abbiamo diversi esempi di città diffusa. Tra i più studiati il caso dell'area metropolitana di Venezia.
Molte aree metropolitane si possono meritare il titolo di "area urbana con più dispersione urbana". L'area urbana di New York copre più terreno di qualsiasi altra città, circa 8.684 chilometri quadrati. La più bassa densità di popolazione tra le grandi città (oltre 1 milione di abitanti) del mondo è Atlanta, che copre 5.084 chilometri quadrati (1.963 miglia quadrate), per una popolazione di soli abitanti ed una densità di 690 persone per chilometro quadrato (1.783 per miglio quadrato). Questo valore è circa un terzo della densità di New York. La città più "densa" del mondo è Hong Kong, con circa 3.500.000 di persone in 70 chilometri (27 miglia), ed una densità di 48.571 per chilometro quadrato (128.000 per miglio).
A volte la dispersione urbana è chiamata con il neologismo di "losangelizzazione", nonostante alcuni ritengano che sia un termine improprio. Los Angeles è stata una delle prime aree urbane a bassa densità, come risultato di un elevato tasso di possesso di autovetture ottenuto prima degli altri, ma è diventata molto più densa nell'ultimo mezzo secolo, principalmente a causa del poco spazio disponibile e dell'altissima richiesta di case dovuta ad un boom demografico. Secondo i dati dichiarati dall'Ufficio del Censimento Americano, l'area urbana di Los Angeles (area in continuo sviluppo) ha incrementato la sua densità del 50% tra il 1950 ed il 2000. Nel 2000, era l'area urbana più densa degli Stati Uniti, con persone per miglio quadrato. Al secondo posto c'è San Francisco con 6.127 ed al terzo New York con 5.309. Si fa spesso confusione su questo fatto, dal momento che la densità a New York (escludendo la periferia) è molto più alta di quella della Città degli Angeli. Il miglior risultato di Los Angeles è dovuto ad una maggior densità nelle aree suburbane, simili ai valori delle periferie parigine.
Dispersione urbana e crescita
La dispersione urbana è un sinonimo di suburbanizzazione: l'espansione geografica di aree urbane oltre i propri confini. Oltre il 90 per cento di sviluppo urbano negli Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Canada e Australia è localizzato nelle periferie negli ultimi decenni. Le periferie sono cresciute di circa il 115 per cento nei maggiori centri urbani dell'Europa occidentale, a causa della perdita di popolazione del centro della città (Trend demografico metropolitano urbano e suburbano).
La dispersione urbana non è sinonimo di suburbanizzazione. La seconda avviene nel XIX secolo e si tratta di un'espansione ai confini della città nella zona rurale. La nuova zona di insediamento si presenta compatta e continua fino a un limite netto che la separa dalla campagna.
La prima invece é un fenomeno più recente, del XX secolo, che descrive una espansione urbana nelle zone rurali caratterizzata dalla frammentarietà delle forme urbane, ovvero la compresenza di aree coltivate, aree commerciali, residenziali e produttive che rendono oltretutto non chiaramente identificabili i confini della città. l'edificato si fa rarefatto e la densità territoriale di edifici e popolazione diminuisce, con significativi addensamenti solo attorno ai borghi rurali e alle piccole città preesistenti.
Nel complesso periurbanizzazione indica l'avanzata disordinata della città nella campagna, che va ad assumere una trama diffusa, nota anche come città senza centro.
In Italia il fenomeno è anche chiamato città diffusa, a sottolineare appunto il passaggio da una città compatta dai confini definiti, a una città "esplosa" sul territorio. La metropolizzazione dispersa del nord est italiano ha avuto e ha tuttora costi ambientali notevoli in termini di consumo di suolo e di qualità dell'ambiente periurbano.
Una panoramica sulla dispersione urbana Separazione del terreno usato per vari propositi
Un fatto che i detrattori considerano caratteristico della dispersione urbana è la separazione fisica dello spazio usato per varie attività: residenziale, shopping center, uffici, istituzioni civiche, e strade. (Duany Plater-Zyberk & Company 5)
Zone residenziali
Le zone residenziali sono grandi porzioni di terreno formati esclusivamente da case appena costruite. Duany e Plater-Zyberk affermano che questa suddivisione “viene a volte chiamata villaggio, città, o vicinato dagli architetti, il che è un'imperfezione visto che questi termini denotano posti che non sono esclusivamente residenziali e che forniscono una ricchezza di esperienza non presente in queste aree.” Gli isolati spesso sono attraversati da strade curve e vicoli ciechi, che a volte disorientano. Alcune zone possono avere pochi punti di accesso, il che causa traffico sulle principali vie con gravi congestioni. (Duany Plater-Zyberk & Company 5, 34)
Un'altra lamentela fatta agli isolati residenziali è che spesso le case sono identiche per forma, colore e materiali; a volte persino indistinguibili. Gli alberi e la vegetazione esistente vengono a volte sradicati e rimpiazzati, rendendo le strade nude e vuote. Questo è soprattutto vero in quelle zone che precedentemente erano costituite da campagna. Le stesse case sono spesso non ben costruite, adattandosi solo alle basi dell'edilizia e spesso progettate dal costruttore piuttosto che da esperti architetti, rendendole simili a scatole, blande e non originali.
Centri commerciali
I centri commerciali sono aree composte da negozi al dettaglio tipo negozi d'abbigliamento, elettronica, ecc. I negozi possono essere di varie dimensioni, dalla boutique al supermercato. Molti centri commerciali suburbani sono a piano unico e spesso progettati per essere raggiunti esclusivamente con l'auto. È raro trovare un centro commerciale vicino ad una zona residenziale, visto che molte persone preferiscono viverci lontano. Duany e Plater-Zyberk contrappongono al centro commerciale il negozio all'angolo, alternativa ai grossi centri, e considerano il centro commerciale come il meno compatibile con i quartieri residenziali. (Duany Plater-Zyberk & Company 6, 26)
Le catene di fast food sono comuni nelle periferie. Sono solitamente costruite in aree nuove con basso costo dei locali, dove la popolazione sta aumentando con tassi vertiginosi e il traffico automobilistico tende a limitare sviluppi successivi. Schlosser è convinto del fatto che le catene di fast food accelerino la dispersione urbana, contribuendovi con i loro enormi parcheggi, insegne luminescenti ed architettura basata sulla plastica (Schlosser 65). Duany e Plater-Zyberk credono che questo rinforzi solamente un comportamento distruttivo di crescita in una gara senza fine per tentare di fuggire dalla dispersione urbana con il solo risultato di crearne altra. (Duany Plater-Zyberk & Company 26)
Palazzi-Uffici
I palazzi-uffici sono posti creati esclusivamente per aziende che ci costruiscono luoghi di lavoro, solitamente uffici. Il palazzo-ufficio contemporaneo nacque dalla visione modernistica di grattacieli circondati da un ambiente utopico simile ad un parco per preservare spazi aperti, nonostante la maggior parte di essi contengano al loro interno piccoli giardini accessibili solo tramite automobile, usati anche per andare a mangiare durante la pausa pranzo.
Duany e Plater-Zyberk credono che nel vicinato tradizionale la vicinanza del posto di lavoro, dello spazio ristorante e dei negozi durante il giorno sia un componente essenziale per il bilanciamento della vita urbana. Inoltre, asseriscono che la prossimità del posto di lavoro alla propria abitazione dà anche alle persone la possibilità di andarci a piedi o in bicicletta e che senza questo tipo di interazione tra i vari componenti della vita il mondo urbano è destinato a cadere. (Duany Plater-Zyberk 6, 28)
Istituzioni civiche