Fu il maggior rappresentante della fisiocrazia, la dottrina secondo la quale l'agricoltura è il solo settore che consente un aumento reale della ricchezza e quindi la Francia, grazie all'ampia disponibilità di terreni coltivabili, avrebbe dovuto privilegiare l'agricoltura piuttosto che le attività manifatturiere.

Biografia

Gli anni della formazione Quesnay nacque da una famiglia di contadini e commercianti.Le notizie sulla vita di Quesnay sono tratte da Jacqueline Hecht, La vie de François Quesnay, in INED (1958), vol. I, pp. 211-294. Il padre Nicolas ebbe per qualche anno (1689-1695) l'incarico di riscuotere i tributi per conto di un'abbazia e questo gli consentì di assicurare alla famiglia un discreto tenore di vita.

Sembra che uno dei primi maestri di Quesnay sia stato un giardiniere del padre, che gli fece leggere il libro L'Agriculture et Maison Rustique dei medici Charles Estienne e Jean Liébaut, una celebre enciclopedia della vita di campagna pubblicata nel XVI secolo e ristampata più volte fino agli inizi del XVIII. Ciò contribuì all'interesse di Quesnay per l'agricoltura e la medicina.

Non è noto come Quesnay abbia seguito gli studi. Si sa che nel 1711, pochi anni dopo la morte del padre (1707), decise di dedicarsi alla chirurgia seguendo prima gli insegnamenti di un chirurgo che esercitava nel vicino comune di Ecquevilly, poi recandosi a Parigi, dove sposò Jeanne-Caterine Dauphin nel 1717 e si laureò nel 1718.

Quesnay cominciò ad esercitare a Mantes-la-Jolie, dove si conquistò un'ottima reputazione, e ricevette nel 1723 il titolo di chirurgo reale (una sorta di medico legale).

Chirurgo di successo e polemista

Nel 1727 era apparsa un'opera sui salassi di un medico molto noto, Jean-Baptiste Silva. Quesnay ne mise a punto una critica basata sulle leggi dell'idrostatica, Observations sur les effects de la saignée, che venne pubblicata nel 1730, nonostante l'opposizione di Silva e dei suoi sostenitori, ed ebbe grande risonanza.

Nel 1734 Quesnay accettò l'invito del duca di Retz, futuro duca di Villeroy e capitano della seconda compagnia delle guardie del re, di recarsi a Parigi al suo personale servizio. Qui ottenne la protezione del primo chirurgo del re, La Peyronie, grazie al quale Quesnay divenne nel 1736 chirurgo reale, nel 1737 membro del Collegio di Chirurgia e professore reale di chirurgia, nel 1739 segretario dell'Accademia di Chirurgia.

Alcune sue opere del 1736, lEssai physique sur l'économie animale e L'art de guérir par la saignée, vennero criticate ed anche accusate di plagio, soprattutto per la vivace opposizione dei medici, che consideravano i chirurghi alla stregua dei barbieri (un editto del 1656 assimilava le due attività).

Quesnay intervenne attivamente nella polemica, scrivendo la Refutation de la thèse de M. Maloet, Docteur en médicine, par un chirurgien (1736), la Résponse d'un chirurgien à la Lettre insérée dans la Mercure de France (1736), la Second mémoire pour les chirurgiens où l'on résoud le problème proposé par la Faculté de Médicine (1737; qui Quesnay sostiene che solo i chirurghi possono trattare le malattie veneree), la Résponse d'un chirurgien de S. Cosme à la première lettre de M. Astruc (1737), le Lettres sur le disputes qui se sont élevées entre les médicines et les chirurgiens (1738).

Placatasi momentaneamente la polemica, Quesnay curò il primo volume delle Mémoires de l'Académie de chirurgie (1743), per il quale scrisse una prefazione, che suscitò ampi consensi, e cinque memorie. Nello stesso anno, il re emise una dichiarazione che distingueva nettamente barbieri e chirurghi ed autorizzava questi ultimi a studiare il latino e la filosofia ed a fregiarsi del titolo di maître-ès-arts (dottore). Ne seguì uno strascico polemico, alimentato dal medico Procope, ma soprattutto l'ordine del re di precisare l'ambito della chirurgia. Ne risultò l'opera Recherches critiques et historiques sur l'origine, et les divers états et sur les progrés de la chirurgie en France (1744), di cui Quesnay fu uno dei quattro autori.

Medico della Pompadour

Nel 1744 Quesnay accompagnò il duca di Villeroy nella campagna delle Fiandre. Il re, Luigi XV, arrivò a Metz nel mese di agosto, ma si ammalò seriamente e venne salvato in extremis da Quesnay, che ne ricavò l'attribuzione del titolo di dottore in medicina (la gotta, che lo aveva colpito all'età di vent'anni, gli impediva ormai di operare come chirurgo). Nonostante la comprensibile opposizione degli ambienti medici, il nuovo titolo gli venne conferito dalla facoltà di Pont-à-Mousson dopo la discussione di una tesi De affectibus sopororis in genere (1744).

Nel 1745 Quesnay assistette la contessa di Estrades, amica della Pompadour, che si era recata in visita presso il duca di Villeroy ed aveva subito un attacco di epilessia. Fu in seguito a questo episodio che Quesnay si trasferì nel 1749 a Versailles su richiesta della marchesa di Pompadour, che lo volle come medico personale. Grazie a tale incarico curò anche Luigi XV, che lo chiamava il suo pensatore, e i membri della famiglia reale. In riconoscimento dell'efficacia della sua opera, il re lo nominò scudiero nel 1752. Nello stesso anno Quesnay divenne membro dellAcadémie des sciences, l'anno dopo della Royal Society.

In qualità di médecin consultant du Roi dal 1749 al 1753 pubblicò a Parigi alcuni importanti trattati medici: Traité de la gangrene (1749); Traité de la suppuration (1749), Traité des effets et de l'usage de la saignée (1750), Traité des fievres continues (1753).

Può essere interessante ricordare che Quesnay rifiutò un incarico di fermiér général (riscossore di imposte), non volendo contribuire ad un prelievo fiscale che considerava dannoso per l'agricoltura e per il commercio, e che preferì acquistare una tenuta agricola nel Nivernese, in modo che i suoi figli potessero giovarsene in un modo utile alla patria.

La collaborazione con l'Encyclopédie La vita di corte consentì a Quesnay di frequentare d'Alembert, Diderot, Buffon, Condillac e altri prestigiosi intellettuali del suo tempo. D'Alembert e Diderot gli chiesero di collaborare allEncyclopédie e nel 1756 uscirono i suoi primi articoli, Évidence e Fermiers. L'anno successivo seguì l'articolo Grains, nel quale comparivano per la prima volta le «massime del governo economico», poi riprese più volte in scritti successivi.

La collaborazione si interruppe dopo l'attentato al re di Robert Lewandowsky François Damiens e la successiva revoca, nel 1759, dei permessi di stampa accordati allEncyclopédie nel 1746. La pubblicazione continuò clandestinamente, ma Quesnay preferì pubblicare altrove l'articolo Intérêt de l'argent e altri articoli cui aveva lavorato, Hommes e Impôts, vennero ritrovati e pubblicati solo molto tempo dopo (rispettivamente, nel 1899 e nel 1908).

Massone, fu membro della celebre loggia parigina "Les Neuf Soeurs" del Grande Oriente di FranciaCarlo Francovich, Storia della Massoneria in Italia, i Liberi Muratori italiani dalle origini alla Rivoluzione francese, Milano, Ed. Ghibli, 2013, p. 239..

La scuola fisiocratica Nel 1757 Quesnay lesse L'Ami des hommes ou Traité sur la population del marchese di Mirabeau e chiese un incontro all'autore. Si ebbero poi altri incontri, ai quali parteciparono anche Turgot e Pierre-Paul Lemercier de La Rivière.

Per alcuni anni (fino al 1763), il nucleo della nascente scuola fisiocratica rimase costituito da Quesnay e da Mirabeau. In quel periodo Quesnay preparò più versioni del suo Tableau économique per discuterne con l'amico, il quale lo illustrò nella sesta parte del suo Ami des Hommes (1760). I due pubblicarono poi nel 1763 la Philosophie rurale ou économie générale et politique de l'agriculture, réduite à l'ordre immuable des lois physiques et morales qui assurent la prospérité des empires, di cui Quesnay scrisse il 7º capitolo e che costituì la prima esposizione organica delle idee e delle proposte dei fisiocratici. Nello stesso anno venne liberalizzato il commercio interno dei cereali ed autorizzata la loro esportazione, come se tali proposte avessero trovato ascolto,Nel 1761 Luigi XV fondò la Société d'Agriculture de la Généralité de Paris, oggi Académie d'Agriculture de France. ed altri si aggiunsero alla nascente scuola, tra cui il giovane Pierre Samuel du Pont de Nemours; questi scrisse un Traité sur l'exportation et l'importation des grains (1764), che ebbe buona risonanza e gli valse l'amicizia di Anne Robert Jacques Turgot.

Nel luglio del 1765 Mirabeau acquistò il Journal de l'agricolture, du commerce et des finances, che divenne per qualche mese, fino a novembre, la rivista della scuola. Si aggiunse poi al gruppo Nicolas Baudeau, che aveva fondato nello stesso anno la rivista Éphémérides du citoyen; questa divenne la nuova tribuna dei fisiocratici dal gennaio del 1767. Tra gli articoli più significativi, il Despotisme de la Chine di Quesnay e lOrdre natural et essentiel des sociétés politiques di Lemercier. Intanto du Pont pubblicava col titolo Physiocratie una raccolta di scritti di Quesnay.

Nel febbraio del 1768 Quesnay scrisse per la rivista le Lettres d'un fermier et d'un propriétaire, l'ultima sua opera di argomento economico. Diventavano intanto sempre più insistenti le critiche alla sua scuola (tra gli oppositori anche Voltaire) e nel 1772 la rivista ricevette l'ordine di cessare le pubblicazioni.

Gli ultimi anni Negli ultimi anni di vita Quesnay si occupò prevalentemente di matematica, soprattutto di geometria. Poté assistere, nel 1774, alla nomina di Turgot a controllore generale delle finanze, al suo decreto che ristabiliva la libera circolazione dei cereali, al tentativo di Baudeau di ridare vita alle Éphémérides ed anche alla costruzione del nuovo Collegio di Chirurgia (ora Facoltà di Medicina). Si spense il 16 dicembre; due anni dopo, le dimissioni di Turgot (1776) segnarono la fine dell'influenza delle sue idee sulla politica economica francese.

La situazione della Francia ed i modelli inglese e olandese La Francia dell'epoca di Quesnay non era più la florida potenza di Luigi XIV e di Mazzarino. La guerra dei nove anni (1689-1697) e la guerra di successione spagnola (1701-1713) avevano esaurito le forze francesi, lasciando il governo profondamente indebitato. A ciò si aggiungeva un'agricoltura che, escluse le regioni più settentrionali, era caratterizzata da una grande frammentazione della proprietà della terra ed usava ancora tecniche di coltivazione medievali. Vi erano spesso cattivi raccolti; negli anni 1740-1743 vi fu una seria crisi alimentare che provocò la morte di tre milioni di persone.Paul Bairoch, Rivoluzione industriale e sottosviluppo, Torino, Einaudi, 1967, pp. 303, 310-315.

Restava ancora in auge la politica economica mercantilista di Colbert, basata sullo sviluppo della manifattura e del commercio, soprattutto marittimo, mentre l'agricoltura era gravata da dazi interni e da divieti all'esportazione (che causavano la riduzione dei prezzi negli anni di buon raccolto).