Il Purgatorio, secondo la fede cattolica, è il luogo in cui le anime di coloro che muoiono in stato di grazia sono purificate, se necessario, prima di accedere al Paradiso. Nella teologia cattolica è "la condizione di coloro che, morti nella grazia di Dio, non sono ancora perfettamente purificati e devono quindi purificarsi al fine di ottenere la santità necessaria per essere ammessi alla visione di Dio".

Il termine Purgatorio (dal latino purgatorium, deriv. da purgare, "epurare") ha assunto anche una vasta gamma di significati storici e moderni relativi a sofferenze post-mortem minori in comparazione alla dannazione eterna. L'uso comune cristiano gli attribuisce il senso di "uno dei tre regni dell'oltretomba, insieme all'Inferno e al Paradiso".

Altre confessioni cristiane, oltre al cattolicesimo, riconoscono l'esistenza di un processo di santificazione ossia purificazione dopo la morte che presenta tratti in comune con il concetto cattolico del Purgatorio e viene spesso denominato con lo stesso termine,Testimoni di Geova: "Purgatorio" come nell'ortodossia bizantina e nell'ortodossia orientale copta (come attesta la Vita di San Ciro monaco). In ambito protestante, lo stesso Martin Lutero affermò inizialmente di credere nel Purgatorio e perfino nel fuoco purgatorialeChristopher Jackson, "Luther's Purgatory" in First Things del 12 dicembre 2017 (e nella sopravvivenza immediata dell'anima: «l'anima non dorme ma è sveglia e vede e ascolta le parole degli angeli e di Dio»Lutero, Martin Luthers Werke, XLIII, p. 360.</ref>), una visione presente anche nella Tradizione della Chiesa cattolica ma che non fa parte della sua dottrina definita.Catechismo della Chiesa Cattolica, 1031 Anche in tempi più recenti alcuni teologi protestanti sostengono dottrine simili a quella cattolica del Purgatorio. Fra questi troviamo, in ambito metodista, Jerry L. Walls; in ambito anglicano, il teologo e romanziere C. S. Lewis, il teologo e fisico John Polkinghorne,Walls, Purgatory: The Logic of Total Transformation (2012), p. 53 il teologo e biblista John Bertram Phillips, e molti altri anglicani; in ambito presbiteriano George MacDonald e William Barclay. Altri protestanti escludono il Purgatorio e addirittura l'aldilà in favore della sola resurrezione ("visione beatifica differita", dai più ritenuta un'eresia e tipica, ad esempio, degli avventisti del settimo giorno), basandosi su altri passi dello stesso Lutero, in cui contraddice quanto scritto in precedenza definendo il Purgatorio "una pura fantasmagoria", in questo convergendo con Giovanni Calvino, in quanto sminuirebbe i meriti del sacrificio di Cristo. Lutero riprende poi l'espressione paolina secondo cui i morti "dormono in Cristo" (teoria del sonno in Cristo, nell'eternità di DioArticolo che espone le spiegazioni del pastore evangelico valdese Paolo Ricca): Lutero, riferendo della morte di Abramo,Genesi 25, 8. e della parabola lucana di Lazzaro e del ricco Epulone,Vangelo secondo Luca, 16, 22. afferma che il «seno di Abramo» è stato sostituito dal «seno di Cristo», dove le anime dormono in pace, come è detto,Isaia, 57, 1-2: Il giusto muore [...] Egli entra nella pace fino al giorno del giudizio. Non ci è dato sapere altro se non che «le anime non soffrono delle pene dell'inferno, ma è a loro preparato un cubicolo nel quale dormano in pace», mentre la «stoltezza dei papisti» ha inventato addirittura cinque diversi luoghi per le anime dei morti.Ossia l'inferno, il limbo dei bambini, il purgatorio, il limbo dei patriarchi, il paradiso e l'aperto cielo. Cfr: Martin Luthers Werke, XLIII, p. 359-362. Dopodiché saranno giudicati e giustificati (oppure no) secondo la Fede. Nel frattempo anche «i santi dormono e non sanno quello che succede».<ref>Martin Luthers Werke, XLIII, p. 362 Alcuni pensano che questa posizione luterana contraddittoria sull'immortalità dell'anima e sul Purgatorio sia in sola funzione di vietare il culto dei santiPerroniana, sive excerpta ex ore Cardinalis Perronii, Genevae, Apud Petrum Celumesium, 1669, p. 202. e soprattutto la detestata vendita delle indulgenze.

Il concetto del Purgatorio come regno dell'oltretomba, distinto dall'Inferno e dal Paradiso, dove i peccatori vengono puniti temporaneamente con il fuoco (immagine comune in Occidente) è escluso non solo da altri gruppi, sia orientali che occidentali, ma non è affermato neanche dalla Chiesa cattolica: infatti non fanno parte della sua fede definita sul Purgatorio due dei più prominenti elementi dell'immaginario popolare: quello di una località a parte e quello della purificazione per mezzo del fuoco materiale.Giuseppe De Rosa, "Il purgatorio: Fede cattolica e 'immaginario' popolare" in La Civiltà Cattolica, anno 151 (2000), vol. II, p. 353L'esistenza del Purgatorio e le obiezioni Il Catechismo della Chiesa cattolica distingue fra, da una parte, "la dottrina della fede relativa al Purgatorio formulata dalla Chiesa soprattutto nei Concili di Firenze e di Trento" e, dall'altra parte, "la Tradizione della Chiesa [che], rifacendosi a certi passi della Scrittura, parla di un fuoco purificatore".Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1031 Il concetto del Purgatorio come luogo dell'anima, dimensione di pena e purificazione mediante il "fuoco" è affermato da vari santi e beati che hanno riferito di avere avuto visioni del purgatorio,it.aleteia.org/2018/07/05/purgatorio-visione-di-13-mistiche/amp/ come santa Caterina da Genova o santa Coletta di Corbie.Vide, sotto, Credenze all'interno della Chiesa cattolica estranee alla dottrina definita. Nella Bibbia si riferisce all'esistenza di "molteplici dimore" (al plurale) nella "casa del Padre", comunemente identificata col Paradiso.

Gli esegeti successivi al Concilio Vaticano II ritengono che le diverse dimore indicano i diversi gradi di unione con Dio, di intensità più o meno grande a seconda dei doni e talenti ricevuti nella vita terrena e della risposta che le singole persone hanno dato a questi doni.Réal Tremblay, Figli nel Figlio, EDB, Bologna 2016, cap. 20

Esistono anche altri testi di riferimento: 2 ("Perciò egli fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato"): indica l'uso che anticipava la Messa di suffragio e la fede che erano ammessi alla salvezza eterna anche coloro che erano morti in una condizione di peccato non mortale; ("Se l’opera, che uno costruì sul fondamento, resisterà, costui ne riceverà la ricompensa. Ma se l’opera di qualcuno finirà bruciata, quello sarà punito; tuttavia egli si salverà, però quasi passando attraverso il fuoco"): Paolo si riferisce alla qualità dei materiali con cui i predicatori edificano l'edificio ecclesiastico, ammettendo che, anche nel caso in cui la loro opera finisca distrutta, essi si possano salvare passando per un periodo di purificazione, identificato con le fiamme del Purgatorio.

Evoluzione del concetto di purgatorio

Il termine Purgatorio compare la prima volta nel libro IV, capitolo XXXIX, dell'opera "I Dialoghi" di Papa Gregorio Magno"Sed tarnen de quibusdam leuibus culpis esse ante iudicium purgatorius ignis credendus est" ("Tuttavia dobbiamo credere che, per espiare qualche colpa di leggera entità, c'è un fuoco purificatore"). Non venne quindi introdotto alla fine del XII secolo come erroneamente sostiene lo storico Jacques Le Goff.Megan McLaughlin, Consorting with Saints: Prayer for the Dead in Early Medieval France, Cornell University Press 1994 , p. 18 Riguardo invece alla relativa dottrina, essa venne definita dal secondo Concilio di Lione del 1274, da quello di Firenze del 1438 e infine ribadita nel Concilio di Trento, nel 1563. Sono però riscontrabili diversi riferimenti ad un passaggio di purificazione prima dell'ingresso nel regno dei cieli (spesso tramite la figura di un fuoco purificatore, probabilmente richiamando Prima lettera ai Corinzi ), con conseguenti incitazioni alle preghiere di intercessione per le anime dei defunti fin dalle prime comunità cristiane: nel Cippo di Abercio, dove si invita alla preghiera per l'anima del defunto; nel diario di Perpetua (si veda Perpetua e Felicita), dove viene descritta una visione in sogno riguardo all'anima del fratello defunto della scrivente e viene dichiarata l'efficacia della preghiera per l'espiazione dei peccati dei defunti. Diversi Padri della Chiesa (Tertulliano in modo più marcato tra i suoi contemporanei) affermarono la necessità delle preghiere di intercessione per i morti e al tempo stesso esprimevano il loro timore per tale fuoco espiatorio.

Lo storico Jacques Le Goff, nel saggio storico La nascita del purgatorio, sostenne che l'idea occidentale del Purgatorio si è affermata tardi, nella seconda metà del XII secolo,Jacques Le Goff, La nascita del purgatorio, Torino, Einaudi, 1982. e cioè alcuni secoli dopo l'apparizione dell'analogo concetto che si trova nella Vita copta di san Ciro monaco, che pure presenta il fuoco come mezzo della purificazione dopo la morte, e un solo secolo prima dell'iniziale definizione della relativa fede cattolica, che non ha accettato le caratteristiche note di fuoco e di luogo; il sostantivo "purgatorio" si usava prima soltanto come aggettivo, come nella frase "fuoco purgatorio" (elemento non recepito nella dottrina della Chiesa), e solo successivamente il Purgatorio si strutturò nella seconda cantica della Commedia dantesca (composta secondo la critica tra il 1304 e il 1321) a mano a mano che lo sviluppo dei commerci e i miglioramenti economici rendevano necessario integrare nella comunità anche quei "peccatori di mestiere", come banchieri o mercanti, dai cui traffici basati sul "commercio di denaro" in definitiva dipendeva la prosperità. Il termine venne introdotto precisamente tra il 1170 e il 1200 nella scuola del capitolo di Notre-Dame di Parigi e il monastero cistercense di Cîteaux.Le Goff (1981), menzioni di Cîteaux Prima di tale data non esisteva il sostantivo purgatorium: esisteva solo l'aggettivo, come nella frase ignis purgatorius (fuoco purificante). Il Giubileo del 1300 fu poi il culmine del trionfo del nuovo concetto.Le Goff (1981. jubilé de 1300

Il Purgatorio dell'immaginario comune

Secondo Jacques Le Goff, "il Purgatorio di Dante rappresenta la conclusione sublime della lenta genesi del Purgatorio avvenuta nel corso del Medioevo".Fabio Gambaro, "L'invenzione del purgatorio", La Repubblica 27 settembre 2005

Nel XII secolo, insieme allo sviluppo dell'immagine comune del Purgatorio come località, appare una serie di racconti di viaggi immaginari al luogo delle pene, dei quali il più famoso è il Tractatus de Purgatorio Sancti Patricii, nel quale il viaggiatore l'avrebbe raggiunto passando per una caverna in un isolotto lacustre irlandese, meta ancora oggi di pellegrinaggi penitenziali e noto come il Purgatorio di San Patrizio.Ludwig Bieler, "Purgatorio di san Patrizio" in Enciclopedia Dantesca Altra localizzazione del Purgatorio menzionata pure da Le Goff è l'Etna sulla costa orientale della Sicilia.Marcello Mento, "Quando l'Etna ospitava il Purgatorio" in La Gazzetta del Sud (15 aprile 2016)

Le Goff scrive che "nel Purgatorio medievale e negli abbozzi che lo hanno preceduto il fuoco si ritrova pressappoco sotto tutte le forme individuate dagli specialisti di antropologia religiosa: cerchi di fuoco, laghi e mari di fuoco, anelli di fiamme, muri e fossati di fuoco, gole di mostri che lanciano fiamme, carboni ardenti, anime sotto forme di fiammelle, fiumi, valli e montagne di fuoco".Le Goff, La nascita del Purgatorio (Einaudi 1982), p. 11 Secondo lui, tali fiamme costituivano la prima manifestazione dell'idea del Purgatorio, quando ancora non lo si immaginava come località.

L'idea della purificazione delle anime per mezzo del fuoco, oggetto particolare delle critiche di Marco di Efeso al Concilio di Firenze (1438),Vedi sotto Chiesa ortodossa non appare in nessuna definizione dogmatica della dottrina cattolica del purgatorio.

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