Il governo Andreotti VI è stato il quarantasettesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il terzo della X legislatura.

Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, rimase in carica dal 23 luglio 1989 al 13 aprile 1991 (sebbene già dimissionario dal precedente 29 marzo), per un totale di 629 giorni, ovvero 1 anno, 8 mesi e 21 giorni.

Ottenne la fiducia al Senato della Repubblica il 27 luglio 1989, con 187 voti favorevoli, 117 contrari e un astenutoSeduta del 27 luglio 1989, Comunicazione del governo. Votazione per appello nominale, pp. 53-56.. Ottenne la fiducia alla Camera dei deputati il 30 luglio 1989, con 371 voti favorevoli, 200 contrari e 3 astenutiSeduta del 30 luglio 1989, Votazione per appello nominale sulla fiducia al Governo, pp. 36431-36432..

Andreotti si dimise il 29 marzo 1991 in seguito alla richiesta della crisi spinta dal PSI e anche dal presidente Cossiga.

Compagine di governo Appartenenza politica

L'appartenenza politica dei membri del governo, al momento dell'insediamento, si può così riassumere:

Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale 1 14 35 50 - 10 19 28 - 3 6 9 - 2 4 6 - 2 4 6Totale 1 31 68 100

Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del governo si può così riassumere: RegionePresidenteMinistriSottosegretariTotale14611 -549 -101121 -1910 -167 -156 -235 -235 - -55 - -55 -134 -112 - -22 - -22 - -11 - -11

Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Maggioranza Pentapartito (377): DC (234), PSI (94), PRI (21), PSDI (17), PLI (11) Appoggio esterno Misto (4) Opposizione PCI (177), MSI-DN (35), PR (13), LV (13), DP (8), Misto (3)Senato della Repubblica Maggioranza Pentapartito (186): DC (125), PSI (43), PRI (9), PSDI (6), Misto (3) Appoggio esterno Misto (8) Opposizione PCI (101), MSI-DN (18), Misto (8)

Il Governo godeva dell'appoggio dei seguenti partiti o gruppi presenti in Parlamento:

Democrazia Cristiana; Partito Socialista Italiano; Partito Repubblicano Italiano; Partito Socialista Democratico Italiano; Partito Liberale Italiano; Südtiroler Volkspartei (appoggio esterno); Union Valdôtaine (appoggio esterno).

Composizione CaricaTitolare SottosegretariPresidenza del Consiglio dei ministri Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Giulio Andreotti (DC) Nino Cristofori (DC)Segretario del Consiglio dei ministri Filippo Fiorino (PSI) Giuseppe Galasso (PRI)Sottosegretari con delega agli interventi nel Mezzogiorno Vicepresidente del Consiglio dei ministri Claudio Martelli (PSI)Ministri senza portafoglio Affari regionali e Problemi istituzionali Antonio Maccanico (PRI) Affari sociali Rosa Russo Iervolino (DC) Coordinamento delle Politiche comunitarie Pier Luigi Romita (UDS/PSI) Coordinamento della Protezione civile Vito Lattanzio (DC) Funzione Pubblica Remo Gaspari (DC)Interventi straordinari nel Mezzogiorno Riccardo Misasi (DC)(fino al 26 luglio 1990) Giovanni Marongiu (DC)(dal 26 luglio 1990) Problemi delle Aree urbane Carmelo Conte (PSI) Rapporti con il Parlamento Egidio Sterpa (PLI) MinisteroMinistri Sottosegretari di Stato Affari esteri Gianni De Michelis (PSI) Susanna Agnelli (PRI) Ivo Butini (DC) Claudio Lenoci (PSI) Claudio Vitalone (DC)Interno Antonio Gava (DC)(fino al 16 ottobre 1990) Saverio D'Aquino (PLI) Franco Fausti (DC) Gian Carlo Ruffino (DC) Valdo Spini (PSI) Vincenzo Scotti (DC)(dal 16 ottobre 1990)Grazia e Giustizia Giuliano Vassalli (PSI)(fino al 2 febbraio 1991) Franco Castiglione (PSI) Giovanni Silvestro Coco (DC) Vincenzo Sorice (DC) Claudio Martelli (PSI)(ad interim)(dal 2 febbraio 1991) Bilancio e Programmazione economica Paolo Cirino Pomicino (DC) Marte Ferrari (PSI) Angelo Picano (DC) Finanze Rino Formica (PSI) Stefano De Luca (PLI) Dino Madaudo (PSDI) Carlo Merolli (DC) Carlo Senaldi (DC) Domenico Susi (PSI) Tesoro Guido Carli (DC) Mauro Bubbico (DC) Luigi Foti (DC) Angelo Pavan (DC) Emilio Rubbi (DC) Maurizio Sacconi (PSI)Difesa Mino Martinazzoli (DC)(fino al 27 luglio 1990) Stelio De Carolis (PRI) Giuseppe Fassino (PLI) Clemente Mastella (DC) Delio Meoli (PSI) Virginio Rognoni (DC)(dal 27 luglio 1990)Pubblica istruzione Sergio Mattarella (DC)(fino al 27 luglio1990) Beniamino Brocca (DC) Saverio D'Amelio (DC) Laura Fincato (PSI) Savino Melillo (PLI) Gerardo Bianco (DC)(dal 27 luglio 1990) Università e Ricerca scientifica Antonio Ruberti (PSI) Learco Saporito (DC) Giuliano Zoso (DC) Lavori Pubblici Giovanni Prandini (DC) Francesco Curci (PSI) Francesco Nucara (PRI) Ettore Paganelli (DC)Agricoltura e Foreste Calogero Mannino (DC)(fino al 27 luglio 1990) Francesco Cimino (PSI) Alessandro Ghinami (PSDI) Romeo Ricciuti (DC) Raffaele Mezzacapo (DC) Vito Saccomandi (Ind. di area DC)(dal 27 luglio 1990) Trasporti Carlo Bernini (DC) Gualtiero Nepi (DC) Giuseppe Lelio Petronio (PSI) Giuseppe Santonastaso (DC) Poste e Telecomunicazioni Oscar Mammì (PRI) Giuseppe Astone (DC) Raffaele Russo (DC) Francesco Tempestini (PSI) Industria, Commercio ed Artigianato Adolfo Battaglia (PRI) Paolo Babbini (PSI) Franco Bonferroni (DC) Guglielmo Castagnetti (PRI) Giuseppe Fornasari (DC) Sanità Francesco De Lorenzo (PLI) Mariapia Garavaglia (DC) Elena Marinucci (PSI) Paolo Bruno (DC) Commercio con l'Estero Renato Ruggiero (PSI) Paolo Del Mese (DC) Alberto Rossi (DC) Marina mercantile Carlo Vizzini (PSDI) Giuseppe Demitry (PSI) Giovanni Mongiello (DC)Partecipazioni statali Carlo Fracanzani (DC)(fino al 27 luglio 1990) Sebastiano Montali (PSI) Franco Piga (DC)(dal 27 luglio al 26 dicembre 1990) Giulio Andreotti (DC)(ad interim)(dal 26 dicembre 1990)Lavoro e Previdenza sociale Carlo Donat-Cattin (DC)(fino al 18 marzo 1991) Gianpaolo Bissi (PSDI) Graziano Ciocia (PSI) Ugo Grippo (DC) Rosa Russo Iervolino (DC)(ad interim)(dal 18 marzo 1991) Beni culturali ed ambientali Ferdinando Facchiano (PSDI) Gianfranco Astori (DC) Luigi Covatta (PSI)Turismo e Spettacolo Franco Carraro (PSI)(fino al 6 febbraio 1990) Antonio Muratore (PSI) Luciano Rebulla (DC) Carlo Tognoli (PSI)(dal 6 febbraio 1990) Ambiente Giorgio Ruffolo (PSI) Piero Angelini (DC)

Cronologia 1989 Maggio

21-24 maggio maggio: il presidente della repubblica avvia le consultazioni in un clima politico infuocato. Socialdemocratici, repubblicani e liberali indicano in Craxi il responsabile di una crisi dall'esito ben più che incerto, sovrapposta alla campagna elettorale per le elezioni europee e al rischio che non si risolva entro il voto. Qualsiasi accordo per un nuovo esecutivo deve risolvere il contrasto tra la repubblica presidenziale perseguita dai socialisti e la riforma della legge elettorale sostenuta dai democristiani. Repubblicani e liberali propongono a Cossiga l'affidamento di un mandato esplorativo a Giovanni Spadolini, la DC chiede il reincarico per De Mita. I socialisti non esprimono una preferenza e preferiscono mantenersi in una posizione di attesa. Si fa largo l'ipotesi di "congelare" la crisi fino all'esito del voto europeo.Il messaggero, 22-25 maggio 1989 26 maggio: dopo due giorni di silenzio, minati dalle polemiche incrociate tra DC e PSI, Cossiga affida un mandato esplorativo al presidente del senato. La scelta viene da più parti definita inopportuna. Mino Martinazzoli e Roberto Formigoni lo definiscono un regalo propagandistico alla liste uniche tra liberali e repubblicani. Forlani difende la scelta del presidente e l'avello della segreteria democristiana con la correttezza e l'imparzialità che l'esponente repubblicano ha sempre dimostrato nella guida delle sedute del senato.Consiglio dei ministri: con una decisione a sorpresa il governo uscente non concede una proroga al termine per la dichiarazione dei redditi, che rimane fissata fissata al 31 maggio. Il rinvio era stato chiesto da più parti, e votato dalle aule parlamentari con due ordini del giorno, per il ritardo nella stampa dei nuovi modelli 740, modificati dal decreto fiscale di fine anno e da alcune successive modificazioni.Il Messaggero, 27 maggio 1989 29-29 maggio: elezioni amministrative: il test coinvolge 166 località e 1.300.000 elettori. I risultati premiano i cinque partiti della maggioranza. Calano PCI e MSI.Il messaggero, 30 maggio aprile 1989

Giugno 2-3 giugno: Spadolini conclude il primo giro dI consultazioni senza risultati. Le posizioni dei partiti sono oltremodo distanti. Il PSI insiste nella richiesta di congelare la crisi fino all'esito del voto delle europee e si schiera contro il reincarico a De Mita, il PCI - appoggiato da repubblicani e liberali - sostiene un incarico effettivo per il presidente del senato. Dopo due colloqui con il presidente della repubblica inizia a farsi strada l'ipotesi di rinviare il governo uscente alle camere. Quest'ultimo,. intanto, ha accordato una proroga di cinque giorni per la presentazione della dichiarazione dei redditi.Il messaggero, 3-4 giugno 1989 12 giugno: dopo alcuni giorni di incertezza Cossiga, con una mossa a sorpresa, conferisce a De Mita un nuovo incarico. Il presidente uscente lo accetta solo dopo un incontro con Arnaldo Forlani, che gli assicura il pieno e incondizionato appoggio della DC. Craxi si dichiara pronto a sostenerlo a condizione che il nuovo esecutivo porti a compimento l'elezione diretta del capo dello stato, carica cui si ha intenzione di candidarsi. Allo stesso tempo, con l'appoggio dei liberali, polemizza sulla scelta di De Mita, che a suo dire si pone come una interferenza nella campagna elettorale.Il messaggero, 13 giugno 1988 18-19 giugno: elezioni europee: rispetto alle politiche del 1987 le forze del pentapartito escono dal voto ridimensionate con l'eccezione del PSI, che sale quasi di un punto percentuale. Deludente il risultato di repubblicani, liberali e radicali, che ottengono complessivamente il 4,4%% contro l'8,7 delle tre forze separate. Lievi cali anche per MSI e demproletari. I soli aumenti consistenti sono quelli del PCI (+1%) e dei verdi sole che ride (da 2,5 a 3,8%, con un 2,4 ottenuto dai dissidenti della lista verdi arcobaleno).Mentre i partiti sono alle prese con l'analisi del voto De Mita annuncia l'immediato avvio di un primo giro di consultazioni, in modo da poter riferire al capo dello stato entro sabato 27.Il messaggero, 20-21 giugno 1989 26 giugno: dopo la delusione elettorale e l'incrinarsi dell'accordo con Marco Pannella, Giorgio La Malfa si dichiara disponibile ad un patto d'azione col PCI. Se De Mita fallisce si dovrà tentare con un laico o un socialista prima di rassegnarsi alle elezioni anticipate.Il messaggero, 27 giugno 1989

Luglio