Ha ricoperto l'incarico di ministra della sanità dal 1996 al 2000 e quello di ministra per le politiche per la famiglia dal 2006 al 2008; è stata vicepresidente della Camera dei deputati dal 2008 al 2013, presidente del Partito Democratico dal 2009 al 2013 e presidente della Commissione parlamentare antimafia dal 2013 al 2018.

Biografia Nata a Sinalunga (Siena), militante di Azione Cattolica, consegue il diploma in ragioneria nel 1969. In seguito manifesta l'intenzione di iscriversi alla facoltà di sociologia dell'Università degli Studi di Trento, ma ottiene però il veto del padre Pietro, democristiano che teme la figlia divenga comunista, che la iscrive a scienze politiche all'Università Internazionale Pro Deo di Roma (futura LUISS).

Nel 1974 si laurea con Vittorio Bachelet, già conosciuto nell'ambito dell'Azione Cattolica, il quale la richiede come assistente. Nel 1977 segue il suo professore alla Sapienza - Università di Roma, divenendo secondo alcuni ricercatrice (nell'ordinamento legislativo italiano il ruolo di ricercatore universitario è stato istituito col decreto presidente Repubblica 11 luglio 1980, n. 382) in Diritto amministrativo. Il 12 febbraio 1980, giorno del suo ventinovesimo compleanno, è accanto a Bachelet nel momento del suo assassinio da parte delle Brigate Rosse.

Bindi diviene poi ricercatrice presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Siena.

Lungamente impegnata nell'Azione Cattolica, dopo la militanza nel settore giovanile, ne è stata vicepresidente nazionale dal 1984 al 1989.

Vita privata È nubile.

Attività politica Gli inizi nella DC e nel PPI

Nel 1989 Rosy Bindi incomincia la sua carriera politica iscrivendosi alla Democrazia Cristiana: in quell'anno si candida alle elezioni europee con il partito scudocrociato nella circoscrizione Nord-Est ottenendo preferenze e viene eletta. A Strasburgo ricopre l'incarico di vicepresidente della Commissione cooperazione e sviluppo e, successivamente, di presidente della Commissione petizioni e diritti dei cittadini.

Dopo la fine della DC, aderisce al Partito Popolare Italiano del quale è segretario di partito nel Veneto con cui diviene deputato nazionale nel 1994 ed è favorevole alla nascita della coalizione di centro-sinistra, denominata L'Ulivo, che ha come leader Romano Prodi.

Ministra della Sanità

Dopo la vittoria di Romano Prodi e de L'Ulivo alle elezioni politiche del 1996, Bindi viene nominata ministra della sanità, incarico che mantiene per circa quattro anni (riconfermato, dopo il Governo Prodi I, anche dal primo e secondo governo D'Alema): in questa veste, con il decreto legislativo 229, vara nel 1999 la riforma del Servizio Sanitario Nazionale.

La riforma della sanità

Con il decreto legislativo 229 del 1999, meglio noto come riforma Bindi, vengono corrette le distorsioni introdotte dai decreti De Lorenzo, a cominciare da una più stringente regolamentazione dei rapporti tra pubblico e privato, sia per le strutture con l’accreditamento che per i professionisti, con l’introduzione del principio di esclusività di rapporto con SSN. Viene anche ridisegnata e valorizzata la medicina del territorio, con l’integrazione socio sanitaria e una nuova organizzazione del Distretto. Sono poi delineati, prima della riforma del Titolo V della Costituzione, nuovi rapporti tra Regioni, Comuni e Ministero e tra SSN e Università. L’attuazione della riforma sarà al centro della prima Conferenza Nazione della Sanità dal 24 al 26 novembre 1999. Con il cambio di governo nell’aprile del 2000 e il successivo governo Berlusconi del 2001 i principali decreti attuativi della riforma verranno accantonati o profondamente modificati.

Nel corso del suo mandato sono anche definitivamente chiusi gli ospedali psichiatrici e viene finanziato con risorse aggiuntive il Progetto obiettivo "Tutela salute mentale 1998-2000". Viene anche riformulato il parere, espresso nell’aprile del ‘96 dal Consiglio Superiore di Sanità nominato dal ministro Guzzanti e presieduto da Luigi Frati, sulla terapia elettroconvulsivante. Il nuovo documento si configura come vere e proprie linee guida, frutto delle conclusioni di un gruppo di lavoro formato dagli psichiatri Losavio, Giusto, Orsini, Pasquini, Pastore, Scapicchio, "restringe notevolmente il campo di applicazione, definisce le controindicazioni, afferma la necessità del consenso informato, richiede il monitoraggio e il controllo da parte delle Regioni".

Metodo Di Bella

Nel 1998, sotto una forte pressione dei media e dell'opinione pubblica, la Bindi avviò la prima sperimentazione clinica del cosiddetto metodo Di Bella, una terapia alternativa antitumorale. Tale sperimentazione concluse che il metodo Di Bella non apportava benefici e non aveva effetti terapeutici per la cura dei tumori.

Dal PPI alla Margherita Alle elezioni politiche del 2001 viene rieletta alla Camera dei deputati per la terza volta nel collegio uninominale di Cortona (Toscana). Aderisce al gruppo della Margherita ed è componente della Commissione affari sociali.

All'interno della Margherita (di cui, dopo essere entrata nell'esecutivo nazionale, è responsabile delle politiche sociali e della salute) è sempre stata vicina a Romano Prodi, senza mai aderire, però, alla corrente di minoranza di Arturo Parisi. In occasione dell'assemblea nazionale del partito in cui si doveva decidere l'adesione alla lista unitaria de L'Ulivo per le politiche 2006, Bindi aderì al gruppo di Pierluigi Castagnetti (detto dei «pontieri»). Con l'assemblea di Chianciano Terme dell'associazione I Popolari, si schierò con l'omonima corrente interna, seppur su posizioni d'autonomia.

Ministra per le politiche per la famiglia Rieletta alla Camera dopo le elezioni politiche del 2006 nella circoscrizione della Toscana dopo essersi candidata anche in Veneto e nella provincia di Torino, è stata nominata nel secondo governo Prodi, ministra per le politiche per la famiglia.

Il nome di Rosy Bindi è legato al disegno di legge sui DICO, i diritti e doveri delle convivenze, per il quale ha ricevuto aspre critiche da parte del mondo ecclesiale e da alcune associazioni cattoliche, ma anche da diverse sigle del movimento omosessuale italiano che lo ritenevano estremamente blando. Ma il suo mandato fu, tra l'altro, anche quello della 1ª Conferenza Nazionale della Famiglia (Firenze, 24-26 maggio 2007) a cui intervengono il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente del consiglio Romano Prodi; della prima edizione del Premio Amico della Famiglia; con un disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri il 16 marzo 2007 il ministro Bindi promuove le modifiche al diritto civile in materia di filiazione per eliminare ogni discriminazione, anche lessicale, tra figli cosiddetti “naturali” e figli cosiddetti “legittimi”; il disegno di legge sarà però approvato solo nella successiva legislatura.

Nel Partito Democratico Da sempre favorevole alla formazione di un nuovo soggetto politico che raccolga le diverse anime riformiste presenti all'interno dello schieramento di centro-sinistra, è tra le più accese promotrici della nascita del Partito Democratico del quale, dal 23 maggio 2007, è uno dei 45 membri del Comitato promotore nazionale che riunisce i leader delle componenti del futuro PD.

Il 16 luglio del 2007 annuncia la sua candidatura alle elezioni primarie che stabiliranno il leader del PD. Raccoglie il sostegno di diverse personalità e gruppi come Arturo Parisi, Nando dalla Chiesa, Roberto Zaccaria e buona parte della componente ulivista della Margherita, l'associazione Liberalitalia di Gregorio Gitti, il Partito Democratico Meridionale di Agazio Loiero e Pietro Fuda, i Socialisti Liberal per il Partito Democratico di Claudio Nicolini, diverse donne del centrosinistra tra cui Franca Chiaromonte, Anna Maria Carloni, Anna Maria Guidotti, Albertina Soliani, varie personalità del mondo amministrativo e della cultura (Massimo Toschi, assessore della Regione Toscana, esperto di problematiche della pace, Ugo Perone, filosofo, Luciano Guerzoni docente universitario esponente dei cristiano-sociali, Gianfranco Pasquino, Gad Lerner). Hanno dichiarato il loro sostegno anche il cantautore Francesco De Gregori e l'attrice Monica Guerritore. Raccogliendo voti (il 12,88%), Bindi si piazza seconda alle spalle di Walter Veltroni, che viene eletto segretario con il 75,82% dei voti.

A seguito della rielezione alle elezioni politiche del 2008, viene eletta vicepresidente della Camera dei deputati.

Alle elezioni primarie del PD 2009 ha sostenuto la candidatura dell'ex ministro dello sviluppo economico Pier Luigi Bersani che è risultato vincitore con il 53% dei voti contro il 34% di Dario Franceschini e il 12% di Ignazio Marino.

Durante la convenzione nazionale tenutasi il 7 novembre 2009 è risultata eletta presidente del Partito Democratico. Il gruppo di riferimento della Bindi all'interno del PD è "Democratici Davvero".

Il 7 ottobre 2009, durante una telefonata di Silvio Berlusconi alla trasmissione Porta a Porta, dedicata alla bocciatura del lodo Alfano, Bindi ha affermato di ritenere gravissime le affermazioni del presidente del Consiglio, secondo il quale il presidente della Repubblica avrebbe dovuto usare la propria influenza sui giudici della Corte costituzionale affinché passasse il vaglio di costituzionalità. Berlusconi ha quindi citato una battuta comunemente attribuita a Vittorio Sgarbi: «Ravviso che lei è sempre più bella che intelligente», alla quale Bindi ha replicato: «Sono una donna che non è a sua disposizione, e ritengo molto gravi le sue affermazioni». Il fatto accaduto ha suscitato notevole clamore nel mondo politico, giornalistico,Insulti alla Bindi, insorge il Pd; "Un gruppo di giornaliste esprime "stupore e indignazione per il silenzio colpevole che è sceso nello studio sull'insulto greve e intollerabile" rivolto da Berlusconi alla Bindi. E lo fa in una lettera aperta a tutti quelli che erano a Porta a Porta...", La Repubblica, 8 ottobre 2009. e anche in molte organizzazioni a tutela del ruolo della donna nella società, ricevendo una notevole risonanza anche all'estero.Silvio Berlusconi urged to apologise after insulting female politician on TV , The Sunday Times, 9 ottobre 2009. Nei giorni successivi, Berlusconi ha tentato di correggere il tiro, definendola una battuta di largo consumo e spiegando che gli era sfuggita in un momento di delusione. Tuttavia c'era già un precedente risalente all'8 aprile 2003, quando a Brescia, sostenendo la candidatura a sindaco di Viviana Beccalossi Berlusconi aveva detto della candidata: «È più brava che bella, il contrario di Rosy Bindi». Inoltre, il 19 luglio 2010, visitando l'Università telematica e-Campus, Berlusconi è ritornato sul tema, lodando la presenza di "belle ragazze laureate con il massimo dei voti, che non assomigliano certo a Rosy Bindi...".

Nel maggio 2012 Luigi Lusi (indagato, e poi arrestato, per aver sottratto milioni di euro dalle casse della Margherita) davanti alla Giunta per le autorizzazioni del Senato ha dichiarato che parte dei soldi sottratti li ha dati anche alla Bindi, oltre che ad altri politici del Partito Democratico (Enrico Letta, Giuseppe Fioroni). Bindi, come gli altri dirigenti coinvolti da Lusi, ha querelato i giornali che hanno riportato le sue affermazioni, dichiarando di non aver mai preso un euro dall'ex tesoriere della Margherita; ad agosto il GIP, respingendo la richiesta di arresti domiciliari avanzata dai legali di Lusi, ha sottolineato anche l'estraneità della Bindi alla vicenda.

Presidente della Commissione parlamentare antimafia