La Ebro è una casa automobilistica spagnola, con sede a Barcellona. Fondata nel 1919 dalla Ford, si è specializzata nella produzione di autocarri, autobus, trattori e macchine da lavoro. La sede è situata a Barcellona fin dal 1923, inizialmente nel quartiere di Poblenou e in seguito nella Zona Franca. Dal 1987 al 2023 è stata di proprietà della Nissan. Dopo l'uscita di scena del gruppo giapponese, l'impianto della Zona Franca è stato rilevato dalla EV Motors, che oggi produce automobili su licenza della Chery e le commercializza con il marchio Ebro.

Storia Era Ford Nel 1907 la Ford, che si stava rapidamente espandendo sul mercato europeo sull'onda del successo della Model T, ha aperto un'agenzia a Barcellona per importare i suoi veicoli in Spagna. Nel 1919, terminata la prima guerra mondiale, ha aperto a Cadice la sua filiale spagnola, denominata Ford Motor Company, S.A.E.. La città portuale era stata scelta per la sua posizione strategica, che nei piani del colosso americano avrebbe facilitato l'approvvigionamento di componenti dagli Stati Uniti. La nuova filiale ha iniziato a produrre le versioni berlina e furgone della Ford Model T, esportandole anche in Portogallo e Marocco.

La carenza di manodopera specializzata a Cadice ha ben presto costretto Ford a spostare la sua filiale. Nel 1923 l'azienda è stata ricollocata a Barcellona, a quel tempo l'unica città iberica che poteva vantare un buon livello di industrializzazione. Nel 1928 è terminata la produzione della Model T, che ha dato spazio alla più moderna Model A. Nel 1929 la filiale spagnola è stata rinominata Ford Motor Ibérica. Nel 1932 la Model A viene a sua volta sostituita da due nuovi modelli: la Ford 8 H.P. e la Ford V8. Nel 1935 la filiale spagnola ha prodotto 7.800 veicoli, imponendosi come seconda filiale europea di Ford per numero di unità costruite.

Nel 1936, con lo scoppio della guerra civile spagnola, l'azienda è stata costretta ad interrompere bruscamente la produzione. Al termine del conflitto, la Ford ha avviato le trattative con le autorità franchiste per riprendere la produzione di veicoli. Nello specifico, il gruppo statunitense ha offerto le sue strutture al nuovo regime per potenziare la produzione di camion e trattori, la cui domanda aveva subito un'impennata nel periodo postbellico. I dialoghi si sono tuttavia arenati, dal momento che il governo franchista non vedeva di buon occhio l'idea di lasciare un settore così strategico nelle mani di un produttore straniero e sperava di spostare le fabbriche in una zona ideologicamente più favorevole ad esso. Constatata l'impossibilità di riprendere la produzione di veicoli, la filiale spagnola si è concentrata sulla fabbricazione di ricambi per il gran numero di modelli prebellici ancora in circolazione.

Era Massey Ferguson Nel 1954 la Ford, ormai tagliata fuori dal mercato locale, ha venduto le sue fabbriche al governo spagnolo, sancendo la nazionalizzazione dell'azienda, che è stata rinominata Motor Ibérica. Con il cambio di proprietà, è ripresa la produzione di veicoli. La prima gamma, lanciata nel 1955, era composta da camion Ford Thames Trader e trattori Fordson prodotti su licenza del gruppo statunitense. Per commercializzarli è stato introdotto il marchio "Ebro", in onore dell'omonimo fiume (probabilmente in riferimento al fatto che il nome del Ford Thames Trader fosse a sua volta ispirato a quello di un altro fiume, il Tamigi).

La produzione di veicoli commerciali ha giovato di un rapidissimo incremento, passando da un volume di 500 unità nel 1955 a 8.000 nel 1964. Fino al 1960 i prezzi di vendita erano soggetti all'approvazione del regime franchista. Nel frattempo era stata lanciata una nuova gamma di camion derivati dal Ford D-Series, caratterizzata da un elevato numero di configurazioni.

Nel 1965 l'azienda ha tagliato definitivamente i legami con la Ford, annunciando contestualmente un accordo per la produzione su licenza dei trattori Massey Ferguson. Contemporaneamente, la società statunitense entrava nel capitale della Motor Ibérica, acquistandone il 36% delle quote. Le tecnologie e le tecniche di fabbricazione portate dalla Massey Ferguson hanno permesso all'azienda di crescere rapidamente. Nel 1967, per tenere il passo del rapido aumento della produzione, si è trasferita dallo storico impianto situato nel quartiere di Poblenou (costruito nel 1923 dalla Ford) ad una più grande e moderna fabbrica di 11.500 m² nella Zona Franca di Barcellona.

L'iniezione di capitali da parte della Massey Ferguson ha inoltre permesso alla Motor Ibérica di avviare un'aggressiva serie di acquisizioni che le hanno permesso di ingrandirsi ulteriormente. Tra il 1967 e il 1974 l'azienda ha acquistato numerose società, tra le quali la FADISA (che produceva furgoni su licenza dell'Alfa Romeo ad Avila), l'AISA (che produceva furgoni e camion a marchio Avia a Madrid), la SIATA (che produceva furgoni di derivazione SEAT), la VIASA (che produceva fuoristrada su licenza della Jeep a Saragozza) e la filiale spagnola della Perkins (azienda inglese che produceva motori motori diesel). Questa rapida espansione aveva creato gamme piuttosto confusionarie e poco efficienti, dal momento che i vari modelli venivano prodotti talvolta con il marchio d'origine, talvolta con il marchio Ebro e talvolta con entrambi.

Nel 1972 è terminato il trasferimento nella Zona Franca di Barcellona, anche se le attività a Poblenou cesseranno definitivamente solo nel 1988. Tra il 1971 e il 1975 l'azienda ha quintuplicato i suoi volumi di produzione, esportando circa il 25% dei veicoli prodotti all'estero. Nel 1976 la Motor Ibérica ha concluso diversi accordi, concedendo la produzione su licenza di veicoli Ebro in Marocco tramite la filiale Ebro Al-Magreb, stringendo un accordo con la DAF per l'apertura di una nuova filiale nei Paesi Bassi, aprendo una nuova fabbrica di trattori cingolati a Cordova e registrando tre nuove società: Fundimotor, Mecobusa e Sercoplán.

Nel 1977 l'azienda operava in tre settori (veicoli commerciali, macchine agricole e macchine edili), impiegava circa 11.000 dipendenti e possedeva 20 stabilimenti situati in 13 provincie spagnole. Deteneva inoltre partecipazioni in numerose società straniere in Siria, Grecia, Italia, Svizzera, Venezuela, Togo e Francia. La sua rete di concessionarie e distributori era presente in 80 paesi e il fatturato totale superava i 33 miliardi di pesetas.

Era Nissan Nel 1979, in piena recessione, la Massey Ferguson ha venduto le sue quote della Motor Ibérica alla Nissan. Il gruppo giapponese si è rapidamente affrettato a riconvertire la produzione degli impianti destinati alla costruzione di camion all'assemblaggio dei suoi modelli, come la Nissan Patrol o la Nissan Vanette. Nel 1982 il gruppo nipponico ha incrementato la sua partecipazione dal 36% al 53%. Nel 1986, nell'ambito dell'adesione della Spagna alla Comunità economica europea, la Nissan ha preso il controllo della Motor Ibérica, arrivando a detenerne l'80% delle azioni e rinominandola Nissan Motor Ibérica.

A differenza della Massey Ferguson, la Nissan non era interessata a sviluppare l'azienda, ma piuttosto voleva sfruttarne la capacità produttiva per vendere i suoi modelli sul mercato europeo. La divisione trattori e tutti gli impianti ad essa collegati sono stati venduti alla Kubota, che per qualche anno ha scelto di mantenere il marchio Ebro. Per quanto riguarda gli autoveicoli, invece, il marchio Ebro è stato definitivamente abbandonato nel 1987. Negli anni precedenti, tuttavia, alcuni lotti della Nissan Patrol erano stati venduti con la marca spagnola.

Nel 1999 la Nissan ha stretto un'alleanza con la Renault. All'interno di questa nuova intesa, i due gruppi hanno iniziato un processo di integrazione delle rispettive piattaforme. Con l'uscita di produzione della Nissan Vanette, gli impianti di Barcellona hanno avviato la costruzione del Renault Trafic e delle sue controparti a marchio Nissan e Opel. L'11 novembre 2008 la Nissan ha presentato una richiesta di riduzione di 1.680 posti di lavoro, causando numerose proteste e rivolte sindacali.

Il 28 maggio 2020, nell'ambito di una riorganizzazione all'interno dell'alleanza Renault-Nissan, il gruppo nipponico ha annunciato l'intenzione di trasferire la produzione dei suoi veicoli commerciali leggeri negli impianti francesi della Renault, causando la chiusura dei suoi tre impianti a Barcellona, che in quel momento producevano il pick-up Nissan Navara e il furgone Nissan NV200, la conseguente perdita di 3.000 posti di lavoro e la messa a rischio di ulteriori 20.000 posti che facevano parte della catena di distribuzione dei suddetti stabilimenti. Sindacati e istituzioni hanno denunciato la chiusura e criticato le azioni dell'azienda, che per anni aveva usufruito di sussidi, sovvenzioni e prestiti pubblici.

Era EV Motors Constatata l'intenzione del gruppo giapponese di chiudere gli stabilimenti di Barcellona, il governo spagnolo si è affrettato a revocargli tutti i sussidi statali. Nel frattempo, un gruppo di investitori spagnoli composto dalla Jaton Racing, dalla Api Brothers, dalla Btech e dalla Nexus Projectes ha registrato una nuova società, denominata EcoPower Automotive. Il 28 maggio 2023 la nuova azienda ha presentato un nuovo pick-up elettrico derivato dal Nissan Navara, annunciando l'intenzione di produrlo nell'impianto della Zona Franca. Questo modello non ha tuttavia superato lo stadio di prototipo e non è mai entrato in commercio.

Nell'aprile 2024 la EcoPower Automotive, nel frattempo rinominata EV Motors, ha annunciato l'accordo con la cinese Chery per la produzione su licenza dei SUV Chery Tiggo 5x, Chery Tiggo 7, Chery Tiggo 8 e Chery Tiggo 9X. Per commercializzarli è stato rilanciato il marchio Ebro; in particolare, i modelli già citati sono stati rinominati Ebro s400, Ebro s700, Ebro s800 ed Ebro s900. L'impianto della Zona Franca è ha ripreso le attività nel novembre dello stesso anno, con un obiettivo di 150.000 unità annue entro il 2029 e un investimento di 400 milioni di euro.

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