Biografia Inizi in politica Quando si trasferì a Roma per studiare giurisprudenza entrò nella Federazione universitaria cattolica italiana, di cui fu presidente dal 1920 al 1922. Impegnato in politica già da giovane, aderì al Partito Popolare Italiano di don Luigi Sturzo, di cui fu vicesegretario nazionale. Durante la dittatura fascista svolse un'importante opera di preparazione alla riorganizzazione democratica del Paese, tenendo insieme le file dell'ormai disciolto Partito Popolare Italiano e di alcuni ambienti antifascisti organizzando riunioni clandestine nella sua abitazione romana in via Cola di Rienzo 217. Partecipò al Comitato di Liberazione Nazionale centrale insieme ad Alcide De Gasperi e Giovanni Gronchi, e contribuì in maniera rilevante alla fondazione della Democrazia Cristiana e alla riorganizzazione del quotidiano il Popolo.

Nella Resistenza romana In qualità di delegato della DC presso la giunta militare del CLN, sin dalla fine del 1943 Giuseppe Spataro, preoccupato dalle azioni dei partigiani comunisti dei Gruppi di Azione Patriottica, «manifesta[va] in ogni occasione la necessità di osservare cautela per non provocare le rappresaglie»..

In seguito contestò l'attentato di via Rasella effettuato dai GAP il 23 marzo 1944, al quale il giorno successivo i tedeschi risposero commettendo per rappresaglia l'eccidio delle Fosse Ardeatine. Nella riunione della giunta militare del CLN, tenutasi il 26 marzo, Giuseppe Spataro non solo si oppose all'emanazione di un comunicato di rivendicazione proposta da Giorgio Amendola, rappresentante del Partito Comunista Italiano ed ideatore dell'azione partigiana, ma gli contrappose una mozione con cui al contrario chiedeva un comunicato di dissociazione. Poiché la giunta deliberava solo all'unanimità, non fu approvata nessuna delle due mozioni e i comunisti rivendicarono l'attentato autonomamente su l'Unità del 30 marzo.. Giuseppe Spataro omise ogni riferimento alla vicenda nel suo libro sull'attività della DC nella Resistenza e, interrogato sulla questione, preferì non rispondere; (nella testimonianza raccolta nell'articolo si sostiene erroneamente che l'attentato fu discusso e messo ai voti prima della sua attuazione)..

Secondo le memorie del gappista Rosario Bentivegna, protagonista dell'azione del 23 marzo, l'atteggiamento tenuto da Giuseppe Spataro determinò l'annullamento di un analogo attacco partigiano programmato per il 28 marzo..

Attività politica dal dopoguerra

Dopo la guerra rivestì importanti incarichi di governo: fu sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, ministro delle poste e delle telecomunicazioni, ministro dei lavori pubblici, ministro della marina mercantile, ministro dell'interno e ministro dei trasporti. Dal 1946 al 1951 fu inoltre presidente della Radio Audizioni Italiane.

Nel 1960 fu ministro dell'interno del Governo Tambroni ed in tale veste autorizzò il congresso del Movimento Sociale Italiano a Genova, da cui derivò una forte protesta popolare. Da non dimenticare la sua opera culturale, essendo stato per molti anni presidente dell'Istituto Luigi Sturzo.

Autonomia del Molise Anche se ufficialmente non ebbe un ruolo chiave nel ruolo dell'autodeterminazione molisana, suo nipote Giacomo Sedati, all'epoca deputato della DC, fu aiutato dallo zio nell'opera di convincimento sia nazionale che locale per portare a compimento la tanto agognata autonomia regionale per il Molise.

Opere

Intitolazioni

La città natale del Vasto gli ha intitolato uno slargo con monumento in piazza del Popolo e una scuola primaria; Nel comune di Gissi vi è un istituto tecnico commerciale a lui intitolato.

Riconoscimenti Targa Coerenza della Fondazione Adone Zoli nel 1976.

Note

Bibliografia

Voci correlate Democrazia Cristiana Saverio Sechini

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