e sono termini della lingua giapponese che, in ambito scolastico, vengono a indicare rispettivamente gli studenti più anziani e i più giovani. Sono comunque molto utilizzati anche in ambito lavorativo, sportivo o, in generale, all'interno di ogni tipo di gruppo organizzato. Vengono a descrivere un rapporto personale (che può divenire anche molto stretto) che è presente in modo informale in tutte le forme organizzative e associative, club, aziende e scuole in Giappone.

Nelle scuole o nelle aziende giapponesi viene data molta importanza a qualche anno di anzianità in più. "Senpai", infatti, funge da titolo onorifico, con il quale ci si rivolge ad una persona che si è iscritta o è stata assunta prima. in alcuni casi, soprattutto nell'ambito dei club scolastici, anche un solo anno di differenza nell'iscrizione fa sì che i più giovani debbano mostrare rispetto e ubbidienza verso i più anziani.

Senpai è grosso modo equivalente alla nozione occidentale di mentore, mentre kōhai equivale approssimativamente a colui che si mette sotto l'ala protettiva del più grande: è quindi il pupillo, idealmente il discepolo. Il rapporto che viene a intercorrere tra i due è strettamente interdipendente, l'uno difatti abbisogna reciprocamente dell'altro e ne trae vantaggio (il Senpai ad esempio guadagna valore e stima, potere e senso di responsabilità)., 1994.

Il concetto si basa eminentemente sulla filosofia giapponese, e ha permeato fin dai tempi antichi l'intera società. Negli ultimi anni, questo tipo di rapporto è diventato piuttosto conosciuto anche in Europa e Nordamerica grazie ad anime e manga, ma anche ai dorama, che trattano di vita scolastica.

Si utilizza generalmente come termine di rispetto verso una persona più anziana o di grado superiore; in rare occasioni una persona più giovane può anche esser considerata Senpai di una più anziana in età, se le circostanze lo richiedono: ad esempio se una persona più grande è entrata in un'organizzazione o società in un momento successivo rispetto a una più giovane.

Forma concettuale ed origine dei termini Senpai si riferisce indicativamente a colui che risulta esser più esperto in un certo ambito, che può essere il membro che sta più in alto nella scala gerarchica, per livello di responsabilità ed età: egli offre assistenza, amicizia e consulenza al “novellino” privo ancora del tutto d'esperienza., 1994., 2002.

Il kōhai deve di conseguenza dimostrare gratitudine, rispetto e, a volte e in certi ambiti, lealtà e fedeltà personale assoluta, al limite dell'idolatria.

Il senpai agisce simultaneamente come amico e tutore, insegnando al neofita quello che più ha necessità di sapere riguardante i suoi compiti e doveri specifici ad esempio, all'interno della situazione in cui si viene a trovare, ma anche del comportamento più adeguato e corretto da tenere nelle varie situazioni: è un'autentica forma di disciplina sia esteriore che interiore.

Questa relazione è del tutto simile ai rapporti esistenti nella cultura occidentale tra un “custode” (mentore, tutore) ed il suo assistito, ma con la differenza che l'abbinamento Senpai-Kōhai necessariamente deve operare all'interno d'una stessa organizzazione.Rochelle Kopp. SENPAI/KOHAI: THE BOTTOM LINE IN JAPAN. Japan Intercultural Consulting. (en inglés) Il legame si istituisce e vien determinato dalla data d'entrata in quello specifico gruppo sociale.

L'origine del rapporto sembra risalire agli insegnamenti dati dal confucianesimo e tramandati nelle generazioni; un insieme di dottrine morali e valori etici giunti fino in Giappone dall'antica Cina e subito segnalati come preminenti in vari aspetti della filosofia giapponese. Il rapporto tra Senpai e Kōhai è esclusivamente di tipo gerarchico verticale (come quello che può naturalmente presentarsi tra padre e figlio) e sottolinea il rispetto per l'autorità, l'anzianità e la presenza d'una catena di comando, eliminando qualsiasi tipo di competitività individuale a favore d'un rafforzamento interno dell'unità sociale costituita.Hideyuki Matsumoto. Impact of Japanese Traditional Cultures on Global IS Management . Páginas 1480 y 1481. University of London, Birkbeck College, School of Computer Science and Information Systems. (en inglés)

Nel corso del tempo questo meccanismo ha permesso il trasferimento d'esperienza e di saggezza, sia pratica che teorica, e l'espansione delle conoscenze al fine di mantener viva l'arte dell'insegnamento a due. Esso consente anche lo sviluppo d'esperienze proficue tra i due componenti il rapporto: il Kōhai risulta esser beneficiato fin dall'immediato dalla saggezza del più anziano; il Senpai a sua volta viene a far nuova esperienza che lo conduce verso una maturità più adulta, in quanto sviluppa ed accentua il suo senso di responsabilità e dovere protettivo nei confronti di un altro più bisognoso.Mark Panek. Gaijin yokozuna: a biography of Chad Rowan. Página 135. University of Hawaii Press. 2006. ISBN 0-8248-3043-1 (en inglés)Black Belt Vol.21, Nº 11. Página 61. Active Interest Media, Inc. Noviembre de 1983. ISSN 0277-3066 (en inglés)Ron Rubio, Irene Brody, Anthony Castrogiovanni. Mind/Body Techniques for Asperger's Syndrome: The Way of the Pathfinder. Página 37. Jessica Kingsley Publishers. 2008. ISBN 1-84310-875-5 (en inglés)

Storia Il sistema senpai-kōhai è esistito fin dal principio della storia nazionale giapponese, ma soprattutto tre sono stati i fattori che hanno dato un forte impatto a favore del suo sviluppo: l'etica concentrata tutta sulla società che è alla base dell'insegnamento di Confucio, il sistema tradizionale della famiglia giapponese e l'antica legge riguardante il diritto civile., 2002.

Il confucianesimo è giunto dalla Cina tra il VI e il IX secolo d.C., ma la linea di pensiero a partire dalla quale derivò un profondo cambiamento nei rapporti interni alla società giapponese è stata quella del neo-confucianesimo, che divenne la dottrina ufficiale dello stato durante lo shogunato Tokugawa (1603-1867).

Il precetto di lealtà e pietà filiale intesa come un tributo e un domina la vita interna dell'intero Giappone in quel tempo, in quanto il rispetto per gli anziani e per gli antenati che avevano insegnato il confucianesimo cinese accolto poi dai nativi giapponesi è massimo. Queste influenze sono poi trascese anche nella vita quotidiana.

Inoltre, come altre influenze culturali provenienti dalla Cina, vennero poi adattate in modo selettivo per i bisogni interni: per esempio il senso d'equità caratteristico del confucianesimo diviene fedeltà al proprio signore e lealtà nei confronti dell'imperatore., 2002.

Il concetto di caratteristico del sistema familiare anche confuciano e governato da rigidi codici di condotta, ha avuto una notevole influenza sulla costituzione del rapporto senpai-kōhai. All'interno d'un tale sistema il padre aveva il potere assoluto per tutto ciò che concerneva l'istituzione familiare. Il padre assume il comando perché è colui che è stato a sua volta educato e possiede quindi una superiore saggezza etica; deve poi tramandare tutte le sue conoscenze al figlio maschio primogenito che deve ereditare le proprietà di famiglia.

La riverenza ed umiltà nei confronti dei superiori è considerata una delle massime virtù nella società giapponese e primo esempio di ciò, la moglie e i figli debbono obbedire ai desideri del capofamiglia.

Ultimo tra i fattori che hanno influenzato il sistema vigente senpai-kōhai è stata la vecchia legge civile che governò l'impero a partire dal 1898, che ha rafforzato le antiche regole di privilegio ed il sistema tradizionale familiare, fornendo così una chiara definizione dei valori gerarchici all'interno dei rapporti privati interfamigliari.

Questo è stato conosciuto come in cui il capo della casa aveva il diritto di tramandare i propri voleri al figlio maggiore che avrebbe ereditato la sua posizione all'interno della famiglia. Tali tradizioni sono state abolite legalmente a partire dal 1947, tuttavia gli ideali connessi ad esse son stati mantenuti nel corso degli anni seguenti tanto da avere un effetto duraturo sulla mentalità giapponese, influenzandone psicologicamente anche i comportamenti.

Utilizzo In una società come quella giapponese, fortemente gerarchica da sempre, ogni rapporto fra persone è inserito in strutture ben definite e rigide. All'interno dell'istituzione scolastica queste strutture sono chiaramente visibili nelle relazioni che esistono fra studenti di età maggiore e studenti di età minore. Le studentesse fanno spesso riferimento a tutti gli studenti senior in generale come senpai.

È poi di uso comune in tutti gli sport, dai club scolastici alle squadre olimpioniche. Un altro settore della società giapponese governato da questo sistema è quello degli affari.

All'interno dell'istituzione scolastica

È propriamente la scuola il luogo in cui il giapponese medio crea il suo primo rapporto Kōhai/Senpai, dove viene applicato nella sua massima estensione e possibilità. Mediamente, il termine Senpai viene associato sempre agli studenti di età maggiore, quindi nell'arco scolastico, un giovane giapponese sarà sempre stato Kōhai, avrà sempre avuto dei Senpai all'inizio dei suoi studi e sarà egli stesso divenuto Senpai con il progredire degli anni, per tutti gli studenti più giovani di lui. Ad esempio, negli istituti superiori gli studenti considerati veterani mostrano aver un grande potere nella loro qualità di senpai; è comune per il kōhai svolgere vari servizi di assistenza per favorire il suo senpai.

Un tale rapporto è sempre basato sulla fiducia totale che il Kōhai prova nei riguardi del suo o dei suoi Senpai e, anche se a prima vista può non sembrare, tale rapporto implica obblighi da entrambe le parti. Se è pur vero, quindi, che il Kōhai si trova spesso a dover mantenere un comportamento eccessivamente rispettoso, nonché a dover compiere dei veri e propri lavori per il proprio Senpai, è anche vero che è compito del Senpai guidare ed istruire il proprio Kōhai, quasi come se ne fosse il mentore o addirittura un vero e proprio tutor, condividendo con lui l'esperienza acquisita con il trascorrere del tempo: aiutandolo e sostenendolo nelle varie attività sia più prettamente curricolari che extra (diventando a volte un vero e proprio confidente e consigliere "spirituale"), come meglio può.

La separazione media d'età tra un senpai e il suo kōhai è quella intercorrente tra le ultime e le prime classi d'una scuola, quindi al massimo 4-5 anni. Di fatto è sempre il ragazzo più giovane che va a scegliersi tra i più anziani un senpai, tra quelli che a suo vedere e giudizio sono più degni di fiducia e rispetto. In ambito scolastico si tiene in massimo conto sia l'età e la prestanza fisica che le abilità scolastiche, nella scelta di un senpai: difatti le regole gerarchiche riguardanti l'anzianità tra senpai e kōhai sono del tutto analoghe al rapporto intercorrente tra sensei ed allievi, in cui il primo dev'esser rispettato sia per la sua età sia per la sua maggior esperienza, e ciò non dovrebbe mai in alcun modo venir messo in discussione.

All'università tuttavia si verificano notevoli cambiamenti nel rapporto, in quanto vi può esser una maggior varietà d'età tra compagni; qui generalmente il sistema si allenta per lasciare il posto a dei semplici modi educati nei confronti dei più grandi. In questo contesto è piuttosto nel corpo insegnante (vi è una gerarchia verticale rigidissima sulla base del rango accademico e dell'esperienza acquisita) che le regole senpai-kōhai prevalgono, piuttosto che tra gli studenti.

In ambito sportivo