Chesterton è ampiamente considerato uno degli scrittori più influenti del Novecento, nonché uno dei massimi rappresentanti cattolici della storia della letteratura.
Scrittore estremamente prolifico e versatile, pubblicò oltre ottanta libri, centinaia di poesie e racconti e numerose opere teatrali. Egli è anche noto per essere il creatore della popolare serie con protagonista la figura di padre Brown. Tra le figure che hanno elogiato le opere di Chesterton figurano letterati come il premio Nobel Sigrid Undset, Ernest Hemingway, George Orwell, Italo Calvino e T.S Eliot, ma anche intellettuali come Antonio Gramsci e George Bernard Shaw.
Utilizzò molto il paradosso e la polemica, contribuendo inoltre alla teoria economica del distributismo, che teorizzò con l'amico e collega Hilaire Belloc. Con quest'ultimo, Chesterton formò un sodalizio intellettuale e umano, spesso definito Chesterbelloc, che divenne simbolo di un sofisticato ed originale pensiero cattolico.
Biografia
Infanzia e studi
Chesterton nacque a Londra il 29 maggio 1874 da una famiglia borghese di confessione anglicana ma che successivamente aderì alla Chiesa Unitariana. Il padre era Edward Chesterton, originale agente immobiliare in società con il fratello,L'agenzia cui diedero vita il padre e lo zio di Gilbert esiste tuttora a Londra. la madre era Marie-Louise Grosjean, figlia di un predicatore laico calvinista svizzero e di una donna scozzese che aprì al nipote Gilbert il mondo delle fiabe, cui questi rimarrà legato per sempre.
Ebbe una sorella, morta in tenera età, ed il fratello Cecil, più giovane di lui di cinque anni, con cui costituì un sodalizio culturale oltre che familiare notevolissimo. Alla nascita del fratello Chesterton riferisce —nella sua autobiografia— di aver detto soddisfatto: «Finalmente avrò un pubblico a cui parlare».
Gilbert impara a leggere piuttosto tardi, e nei primi anni di vita viene considerato di intelletto non molto sveglio. Viene educato alla St Paul's School, quindi frequenta la Slade School of Art dove studia pittura e, in seguito, l'University College di Londra, che però abbandonerà senza aver conseguito la laurea.
Depressione e rinascita
A vent'anni, complici l'insuccesso universitario, l'allontanamento dai rapporti di amicizia del periodo scolastico e l'insorgere di tante domande sulla vita, Chesterton viene colpito da una grave forma di depressione e da una crisi di scetticismo durante la quale si avvicina al solipsismo e allo spiritismo. Ne parlerà esplicitamente anche nella sua Autobiografia. Superata questa grave crisi attraverso le letture, in particolare del Libro di Giobbe, si assiste ad una vera e propria rinascita e al suo ritorno al cristianesimo.
Nel 1895 Chesterton inizia a lavorare per l'editore londinese Redway e per T. Fisher Unwin. Molti suoi lavori, poi raccolti nel volume dal titolo The defendant (l'opera, il cui titolo significa letteralmente L'imputato, è stata inizialmente tradotta in italiano come Il bello del brutto) vengono pubblicati in giornali come The Speaker, il Daily News, lIllustrated London News, lEye Witness, il New Witness (questi ultimi due sono fogli a cui diede vita Chesterton stesso, il primo con suo fratello Cecil e Hilaire Belloc, il secondo con Belloc dopo la morte a causa della prima guerra mondiale di suo fratello Cecil), e nel settimanale che egli dirige personalmente per undici anni, il GK's Weekly.
Nel 1900 scrive la sua prima raccolta di poesie, The Wild Knight, a cui seguiranno articoli di critica letteraria sullo Speaker e sul Daily News. L'anno seguente sposa Frances Blogg. Nel 1905 pubblica Eretici. Tre anni dopo, nel 1908, scrive Ortodossia, forse il suo saggio più importante, una sorta di autobiografia filosofica, che continua in parte tematiche apparse nell'opera del 1905. Nel 1909 si trasferisce con la moglie a Beaconsfield dove vivrà fino alla morte.
Tra il 1911 e il 1936 Chesterton inizia a scrivere i racconti di padre Brown (molti dei quali ancora inediti). Nel 1914 una grave malattia gli fa rischiare la vita.
Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale Chesterton fonda con lo scrittore Hilaire Belloc la Lega distributista allo scopo di aiutare lo sviluppo della piccola proprietà e della piccola industria mediante la divisione e la ridistribuzione delle grandi proprietà latifondiste. Di Belloc fu molto amico, tanto che George Bernard Shaw coniò il termine "Chesterbelloc" per indicare il loro sodalizio letterario e di amicizia.
Conversione al cattolicesimo
Nel 1922 Chesterton lascia l'anglicanesimo e si converte al cattolicesimo a cui da molti anni si era già avvicinato, anche grazie all'amicizia di padre John O'Connor (il sacerdote irlandese che gli ispirerà il personaggio di padre Brown) e di Hilaire Belloc. Viene battezzato da Vincent McNabb, padre domenicano, anche lui fervente distributista ed irlandese come padre O'Connor.
Nel 1934, dopo aver ricevuto diverse lauree honoris causa dalle Università di Edimburgo, Dublino e di Notre Dame, gli viene conferito il titolo di cavaliere dell'Ordine di San Gregorio Magno.
Lontano da ogni forma di irenismo e di ottimismo mondano, denunciò la scristianizzazione della modernità, più dovuta allo smarrimento della ragione che della morale: «Il mondo moderno ha subìto un tracollo mentale, molto più consistente del tracollo morale».
Morte Chesterton morì la mattina del 14 giugno 1936 di insufficienza cardiaca, dopo quella che lui definì "una vita immeritatamente felice". Ad assisterlo, nei due giorni precedenti la morte, sua moglie Frances Blogg, la segretaria Dorothy Collins (una sorta di figlia per i Chesterton) e alcuni amici: padre John O'Connor, che diceva messa per la sua guarigione; padre Vincent McNabb, che cantò secondo l'antico uso domenicano il Salve Regina e che, vedendo sul tavolo la penna con cui Gilbert aveva scritto migliaia di pagine, la prese e la benedisse; monsignor Smith, il suo parroco, che gli impartì l'estrema unzione e l'eucaristia.Maisie Ward, Gilbert Keith Chesterton, p. 552
Le ultime parole, il giorno prima della morte, furono per la moglie ("ciao, mia amata") e per la segretaria ("ciao, cara"). La sua bara, troppo grande per essere trasportata per le scale (Gilbert era alto circa un metro e novanta e pesava oltre centotrenta chilogrammi), dovette essere calata dalla finestra. Il funerale si svolse a Beaconsfield e seguì circa un mese dopo una messa celebrata nella cattedrale di Westminster; il panegirico fu pronunciato da mons. Ronald Knox, anche lui convertito e scrittore di gialli.Lauer, Quentin (1991). G.K. Chesterton: Philosopher Without Portfolio. New York City, NY: Fordham University Press, p. 25.Barker, Dudley (1973). G.K. Chesterton: A Biography. New York: Stein and Day, p. 287.
Chesterton è sepolto nel cimitero cattolico di Beaconsfield, situato vicino alla Chiesa parrocchiale di Santa Teresa del Bambin Gesù, nel Buckinghamshire.
Papa Pio XI inviò un telegramma al capo della gerarchia ecclesiastica in Inghilterra in cui si diceva che il Papa pregava e piangeva la morte di colui che definiva "devoto figlio della Santa Chiesa, difensore ricco di doti della Fede Cattolica" (una parte dell'espressione usata dal papa suonava in latino defensor fidei). Era la seconda volta che un Papa dava il titolo di Difensore della Fede a un inglese (la prima era stata da parte di papa Leone X a Enrico VIII). I giornali laici non vollero pubblicare per intero il telegramma del Papa, perché dava ad un suddito un titolo che spetta al re d'Inghilterra.
L'attività di scrittore e pensatore
Chesterton è stato giornalista, polemista e scrittore fertilissimo; in trent'anni ha infatti scritto quasi cento libri tra cui alcuni saggi e biografie (su Charles Dickens, Francesco d'Assisi e Tommaso d'Aquino), composto poesie, opere teatrali (Magia), romanzi, racconti brevi, un numero difficilmente calcolabile di articoli di giornale (firmati GKC) e partecipato a numerose dispute con H. G. Wells e George Bernard Shaw. È stato uno degli scrittori più prolifici del Novecento. È inoltre uno dei pochi intellettuali ad avere avuto il coraggio di opporsi pubblicamente alla guerra boera. Quando gli fu commissionato di scrivere un libro su san Tommaso d'Aquino, mandò la segretaria a scegliere una pila di libri su san Tommaso in biblioteca, aprì il primo in cima alla pila, lo scorse con il dito, lo chiuse e procedette a dettare un libro su san Tommaso. Scrisse questo libro in contemporanea ad altri, per cui, mentre dettava gli altri libri alla Collins che li dattilografava, ogni tanto intercalava e chiedeva: "Vogliamo fare un po' di Tommy?", riferendosi alla biografia del Santo Aquinate. Il riconosciuto studioso tomistico Étienne Gilson ne disse: "Lo considero senza possibilità di paragone il miglior libro mai scritto su san Tommaso. Nulla di meno del genio può rendere ragione di un tale risultato...". Oltre alla filosofia del santo della Scolastica, presenta ragionamenti di Chesterton e caustici aforismi:
Collaborò, tra l'altro, alle riviste italiane La Ronda (animata tra gli altri da Emilio Cecchi, che lo incontrò e intervistò più volte) e Il Frontespizio.
Chesterton è stato un oppositore del movimento popolare delle cd. suffragette, che rivendicava l'estensione del diritto di voto alle donne che all'epoca (primi anni del Novecento) ne erano prive, avendo tra l'altro affermato, nel proprio libro "Cosa c'è di sbagliato nel mondo" (1910), che la maggior parte delle donne in realtà non avrebbe desiderato votare considerando la partecipazione alla politica indegna della propria identità sessuale, e che quindi sarebbe stato un atto di democrazia negare il voto alle donne. Anche nella raccolta di articoli e saggi intitolata "All things considered" (1908) Chesterton sostiene che la rappresentazione popolare delle suffragette come donne brutte e sciatte sarebbe stata erronea, ma che l'istinto ad essa sottostante sarebbe stato invece giusto, in quanto alla base del movimento vi sarebbe la volontà di rendere la donna priva di dignità e grottesca.
Critica letteraria e ricerca filosofica Gli scritti di Chesterton sono spesso definiti brillanti, arguti, umoristici e spesso anche paradossali, soprattutto quando si tratta di commentare la politica, l'economia, la filosofia, la teologia. In particolare la sua critica letteraria e filosofica ha fatto sì che Chesterton venisse spesso accostato a scrittori come Charles Dickens, Oscar Wilde, il suo contemporaneo ed amico George Bernard Shaw e Samuel Butler.
Ciò che tuttavia lo contraddistingue è il fatto di pervenire a conclusioni spesso diametralmente opposte rispetto ai suoi predecessori e ai suoi contemporanei. In Eretici ad esempio, parlando di Oscar Wilde, Chesterton scrive: "La stessa lezione (di chi cerca pessimisticamente il piacere fine a se stesso) viene dalla desolata filosofia di Oscar Wilde. È la religione del carpe diem; ma la religione del carpe diem non è la religione della gente felice, ma delle persone estremamente infelici. La gioia non coglie i boccioli di rosa mentre ancora può farlo; i suoi occhi fissano la rosa immortale che vide Dante". Su Marx e Aldous Huxley scrisse invece:
Questa ricerca intellettuale si fa più intensa ne L'uomo che fu Giovedì (1908) in cui all'ideale della creazione di un mondo nuovo da parte di uno strano gruppo di sette anarchici che hanno gli stessi nomi dei giorni della settimana, viene contrapposto quello della ricerca della felicità intesa come il vero compimento dell'uomo, dello scontro tra il bene e il male: "Il male è troppo grande e non possiamo fare a meno di credere che il bene sia un accidente, ma il bene è tanto grande che sentiamo per certo che il male potrà essere spiegato".