Il creazionismo è la credenza che l'Universo, la Terra e tutti gli organismi viventi originano da atti specifici di creazione divina, come riportato nella Bibbia. Questa visione è spesso considerata di carattere pseudoscientifico.
In tal senso, le posizioni creazioniste sono in genere caratterizzate da una critica (o proposta di revisione) delle teorie cosmogoniche e antropogenetiche scientifiche alla luce dei racconti della creazione contenuti per esempio nella Genesi o in altri testi sacri, interpretati in modo più o meno letterale.Griffith, Ralph T.H. (Transl.): Hymns of the Rgveda, Vol. II, 1889-92; Munshiram Manoharlal Publishers Pvt. Ltd., New Delhi, 1999. Il processo evolutivo della vita sulla terra, in particolare, è fra gli studi scientifici, quello più comunemente messo in discussione dai creazionisti, tanto che in alcuni contesti i termini "creazionista" e "antievoluzionista" sono usati in senso essenzialmente equivalente.
Il dibattito fra creazionisti e non creazionisti (in particolare in rapporto alla teoria dell'evoluzione) è tradizionalmente molto vivo negli Stati Uniti, ma diffuso anche nel resto del mondo.
Il tentativo di chi professa tali teorie è quello di accreditarle con pari dignità rispetto alle teorie scientifiche, tentativo che soprattutto negli Stati Uniti, è stato anche oggetto di controversie giuridiche relative alla costituzionalità dell'insegnamento di tesi creazioniste nelle scuole pubbliche. La comunità scientifica, dal canto suo, ritiene il creazionismo, in ogni sua declinazione teorica, un esempio di pseudoscienza.
Le diverse accezioni di Creazionismo
Il termine creazionismo può essere declinato in tre distinte accezioni: da un punto di vista filosofico/religioso indica la posizione di chi ritiene che sia Dio a creare le anime; tale concezione si oppone alla teoria del traducianesimo(Claudia Milani, "Creazionismo", in Enciclopedia filosofica vol. 3. Milano, Bompiani, 2006, pp. 2414 e sgg.); in senso più ampio indica il pensiero di chi ritiene che, al contrario di quanto affermato nel monismo, nel materialismo, nel panteismo e nell'emanazionismo, l'universo sia stato creato dal nulla; in prospettiva scientifica, il termine creazionismo raggruppa una serie di teorie volte a rigettare la teoria dell'evoluzione e ad affermare che la terra e gli esseri viventi sono stati creati da Dio direttamente con le caratteristiche attuali.
Diverse posizioni nell'ambito del creazionismo Nell'ambito del creazionismo vanno distinte posizioni molto differenti tra loro:
Creazionismo della Terra giovane La posizione più radicale è quella che oggi viene chiamata creazionismo della Terra giovane (dall'inglese Young Earth creationism). Il creazionismo della Terra giovane costituisce il pensiero creazionista cronologicamente più antico la cui origine risale ai Padri della Chiesa ed ai primi dibattiti contro gli scritti degli scienziati che affrontavano il problema della origine della Terra e delle forme viventi alla luce delle scoperte che venivano effettuate durante lo sviluppo delle scienze naturalistiche a partire dal XVIII secolo.
I suoi sostenitori, dando un'interpretazione pressoché letterale della Bibbia, affermano che la Terra abbia tra i 6.000 e i 10.000 anni di età e respingono le conclusioni della fisica moderna, dell'astronomia, della chimica, della geologia e ogni palese evidenza scientifica e logica. Secondo James Ussher, vescovo anglicano del XVII secolo, la data della creazione fu precisamente il 26 ottobre del 4004 a.C.
Poiché rifiutano ogni spiegazione scientifica relativa all'età della Terra, postulano una serie di meccanismi catastrofici come la causa della maggior parte delle caratteristiche geologiche del mondo. Il Diluvio di Noè, per esempio, è presumibilmente responsabile per la creazione del Grand Canyon.
Questi creazionisti interpretano diversamente dai naturalisti i risultati delle datazioni che sono incompatibili con la presunta datazione biblica: oltre alla teoria dell'evoluzione, rigettano quindi la datazione geologica delle rocce e dei fossili, in base alla quale la Terra e le più antiche forme di vita risalgono a miliardi di anni fa. Ad esempio per quanto concerne il carbonio-14, la presenza minima di questa sostanza (che diminuisce costantemente durante l'invecchiamento di un reperto organico, a seguito del decadimento radioattivo di questo isotopo) non viene interpretata come l'indicazione di grande antichità di un fossile, ma come la presenza di contenuti di C14 molto bassi nell'atmosfera terrestre precedente al diluvio universale.
Nel 1857 P. Gosse, un creazionista della Terra giovane, spiegò nella sua opera "Omphalos" l'esistenza dei fossili affermando che sono stati creati da Dio perché un mondo completo richiede tracce di una storia precedenteL'ombelico di Adamo, in Il sorriso del fenicottero, S.J. Gould, Feltrinelli 2007, ISBN 88-07-81963-5. Altri sostengono che anche i dinosauri o almeno le loro uova, viste le dimensioni relative dell'arca, sarebbero saliti sull'Arca di Noè e si sarebbero estinti in seguito.Nel nuovo Creation Museum vengono esposti nelle stesse scene antidiluviane sia esseri umani che dinosauri.
Creazionismo della Terra vecchia I sostenitori del creazionismo della Terra vecchia (dall'inglese Old Earth creationism) accettano le scoperte della geologia ma rigettano l'evoluzione, affermando che tutte le specie viventi, incluso l'uomo, sono state create originariamente da Dio. Desmond, Adrian, James Moore, Darwin, Michael Joseph, Penguin Group, 1991, Londra, 0-7181-3430-3. Questa teoria assume diverse sfaccettature a seconda di come cerca di conciliare la descrizione biblica della genesi con la scienza: una interpretazione di origine ottocentesca (c.d Gap Creationism) vuole che l'età della terra vada spiegata con l'esistenza di due distinte creazioni: una pre-adamitica e l'altra descritta con il racconto della creazione in sei giorni. Il divario temporale esistente tra le due creazioni spiegherebbe la "vecchiaia" della terra rispetto alla presunta collocazione temporale della creazione nei sei giorni e di Adamo ed Eva; altra interpretazione (c.d. Teoria Giorno-Era - Day-Age Creationism) ritiene che i sei giorni della Creazione non vadano intesi come giorni formati da 24 ore ma ritiene che essi indichino un periodo più lungo, in quanto la parola "giorno" in ebraico (yom) è usata anche nelle profezie come sinonimo di "anno" e perché la Bibbia dice che per Dio "un giorno è come mille anni". A prova di tale fatto i suoi sostenitori adducono anche l'idea secondo cui il Settimo Giorno starebbe durando tutt'oggi (poiché la Bibbia non ci dice che tale giorno è finito, a differenza degli altri sei) e che questo spiega la contraddizione secondo cui Adamo sarebbe morto nel giorno stesso del peccato originale, ma al tempo stesso si dice sia morto a 930 anni dalla caduta. I sostenitori dei giorni di 24 ore, invece, affermano che la morte di Adamo fu solo spirituale, e che l'alternanza di "sere" e "mattini" indica inequivocabilmente periodi di 24 ore fra giorno e notte. La principale replica all'ultima affermazione è che la parola "sera" sta per "oscurità" e "mattino" sta per "luce" così che la frase "si fece sera e poi si fece mattino" significherebbe che "dall'oscurità si fece luce" in quanto Dio sarebbe intervenuto a rendere il mondo più ordinato e retto. Il massimo sostenitore di questa teoria è l'astronomo Hugh Ross, fondatore di Reasons To Believe. l'interpretazione più diffusa (c.d. creazionismo progressista - Progressive Creationism) è quella che tende ad accettare più elementi della scienza moderna rispetto alle altre teorie; ad esempio accetta il big bang (in alcuni casi anche come conferma della Genesi), l'età della Terra, o il lungo periodo di tempo ha impiegato la Terra per divenire alla sua attuale forma. Tuttavia, come in altre forme di concezioni creazioniste della Terra vecchia, anche se alcune teorie scientifiche sono accettate altre parti della moderna scienza biologica sono respinte come, ad esempio, l'evoluzionismo. Per il creazionismo progressista la creazione di piante e animali da parte di Dio avviene così come descritto dalla scienza (per ere geologiche e non tutte nel medesimo momento) ma le specie non discendono l'una dall'altra e non si evolvono.
Il disegno intelligente
Il disegno intelligente è la più recente forma di creazionismo seppure discenda dalle vecchie tesi di William Paley. Esso può essere definito come la corrente di pensiero secondo la quale «alcune caratteristiche dell'universo e delle cose viventi sono spiegabili meglio attraverso una causa intelligente, non attraverso un processo non pilotato come la selezione naturale»..• Si tratta di una forma moderna del tradizionale argomento teleologico dell'esistenza di Dio, che evita di toccare l'argomento della natura o dell'identità del "progettista".«ID non è un nuovo argomento scientifico, ma piuttosto è un vecchio argomento religioso per l'esistenza di Dio. Ha ricondotto questo argomento indietro almeno fino a Tommaso d'Aquino nel XIII secolo, il quale definì l'argomento con un sillogismo: "ogniqualvolta un disegno intelligente esiste, deve essere esistito un disegnatore; la natura è complessa; dunque la natura deve aver avuto un disegnatore intelligente". Questa dimostrazione dell'esistenza di Dio fu avanzata all'inizio del XIX secolo dal reverendo William Paley [...] Apparentemente, l'unica differenza tra la prova di Paley e la prova per l'ID, così come detto dagli esperti della difesa Behe e Minnich, è che la 'posizione ufficiale' dell'ID non riconosce che il disegnatore sia Dio.» Kitzmiller v. Dover Area School District vol 4, 20 dicembre 2005, Decisione, p. 24.«Il disegno intelligente non affronta questioni metafisiche e religiose come la natura o l'identità del disegnatore» e «la natura, il carattere morale e gli scopi di questa intelligenza giacciono oltre la competenza della scienza e devono essere lasciati alla religione e alla filosofia», .
Dialogo con l'evoluzione: teismo evoluzionista
Il teismo evoluzionista sostiene che l'universo ebbe origine dal nulla circa 14 miliardi di anni fa e che le caratteristiche dell'universo siano state elaborate apposta per consentire la vita.
Anche se non si conosce precisamente il meccanismo dell'origine della vita, il processo di evoluzione e selezione naturale avrebbe permesso in un arco di tempo molto ampio lo sviluppo della diversità e della complessità biologica. L'evoluzione, una volta avviata, non avrebbe necessitato nessun particolare intervento naturale.
L'essere umano sarebbe parte di questo processo, poiché tutti gli esseri umani avrebbero un antenato in comune con le scimmie antropomorfe, ma si distinguerebbe per alcune caratteristiche uniche e proprie, non spiegabili con l'evoluzionismo. Queste caratteristiche come "la legge morale", la cognizione del bene e del male, la ricerca di Dio, sarebbero comuni a tutte le civiltà della terra e sottolineerebbero la natura spirituale dell'uomo.
La visione che questa dottrina ha di Dio è che egli non sarebbe limitato nello spazio e nel tempo, e avrebbe creato l'universo e stabilito le leggi naturali che lo governano. Dio avrebbe scelto il meccanismo dell'evoluzione, (giustificando così l'aggettivo di "evoluzionista") per creare ogni tipo di essere vivente, dalle creature invisibili ad occhio nudo come microbi sino alle piante ed ai mammiferi. Dio avrebbe dato vita a speciali creature, gli esseri umani, dotate di intelligenza, cognizione del bene e del male e libero arbitrio, desiderose di cercare una comunicazione con lui. Dio, onnisciente, avrebbe anche previsto che queste creature avrebbero scelto di disobbedire alla legge morale.
Creazionismo non religioso