Biografia

Nacque a Torino da Luigi Dogliotti, medico e sindaco di Alba, morto in giovane età, e Clotilde Ferrara Bardile. Deciso a seguire le orme paterne, si iscrisse nel 1914 alla Facoltà di Medicina dell'Università degli Studi di Torino. Con l'entrata in guerra dell'Italia, fu tra i primi ad arruolarsi come volontario, e fu prima sergente di sanità, quindi ufficiale medico. Fu decorato con due croci di guerra. Ripresi gli studi, conseguì la laurea nel 1920 con la tesi Splenectomia nell'ittero emolitico, e divenne subito medico interno nell'Istituto di Patologia Chirurgica dell'Università di Torino, diretto allora da Ottorino Uffreduzzi (1881-1943). In gioventù si iscrisse al Club di Scherma di Torino, (allora ubicato nella sede di palazzo Thaon di Revel) e vinse il campionato piemontese di fioretto nel 1928, cosa che lo inorgoglì molto anche negli anni successivi.

Nel 1933 mise a punto la cosiddetta "procedura Dogliotti" sull'anestesia peridurale.

Dogliotti fu tra i pionieri della cardiochirurgia in Italia, contribuendo a perfezionare a Torino l'applicazione della macchina cuore-polmone artificiale per la circolazione extracorporea, nuova tecnica fra i primi al mondo ad essere utilizzata nel 1951, insieme al cardiochirurgo americano Clarence Dennis (1909-2005), dell'ipotermia controllata e di tecniche cardiochirurgiche originali. Collaborò anche con altri celebri medici della sua epoca quali i proff. Valdoni e Frugoni.

Durante la IIª guerra mondiale, nel 1942, Dogliotti che che si trovava presso l'ospedale di Catania chiese, insieme ai professori Uffreduzzi e Gian Maria Fasiani (1887-1956), di essere mandato come ufficiale medico in Russia: fondò in quello stesso anno l'ospedale a Vorošilovgrad, attuale Luhans'k, Donbass, (era Ucraina, dal 2022 facente parte della filo-russa Repubblica Popolare di Lugansk), dimostrando eccellenti doti organizzative. Quando il professor Ottorino Uffreduzzi morì a causa di un incidente d'auto nell'aprile 1943, Dogliotti fu chiamato alla cattedra di Torino.

Nel 1956, proveniendo dall'Austria, fu a capo, con i medici dell'istituto Pini di Milano dell'unica colonna italiana di aiuti sanitari con viveri, medicinali e ospedali da campo in grado di entrare nell'Ungheria invasa dai carri armati sovietici. Il ministero degli esteri italiano intanto aveva contattato l'ambasciatore sovietico in Ungheria, all'epoca Jurij Vladimirovič Andropov, il futuro capo del KGB e successore di Leonid Il'ič Brežnev.

Nel 1951, a Torino, fu il fondatore della A.M.S.I., "Associazione dei medici scrittori". Pubblicò anche molti libri "tecnici" destinati ai medici per la loro formazione.

Il 20 febbraio 1952 in collaborazione con Angelo Actis Dato (1923-2012) eseguì la commissurotomia mitralica e il 7 agosto dello stesso anno la prima circolazione extracorporea nell'uomo. Nasce quindi la Cardio-chirurgia come branca specifica della Chirurgia generale e il 19 Aprile 1952 viene fondato alle Molinette il centro Blalock. Nel 1950, Giulio Cesare Dogliotti poté ricongiungersi, provenendo da altre sedi, con suo fratello maggiore a Torino, dedicandosi anche lui alla cardiochirurgia.

Dogliotti diede importanti contributi anche alla trasfusione del sangue, all'anestesia, alla chirurgia addominale e alla cura dei tumori.

Tra le sue numerose pubblicazioni si ricordano il Trattato di anestesiologia, in collaborazione con Enrico Ciocatto (1918-1988), ed il Trattato di tecnica operativa, con Ottorino Uffreduzzi.

Fu professore universitario dal 1938, prima in Patologia all'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, poi in Clinica chirurgica a quella di Catania e dal 1943 a Torino.

Alla sua eccezionale abilità di operatore unì elevate conoscenze scientifiche, una grande apertura mentale e la passione del ricercatore.

Fu un insigne maestro e conquistò molta popolarità, non solo come uno dei protagonisti della nascente cardiochirurgia, ma anche per il suo fascino personale e le sue doti di umanità. Fra i suoi molti allievi, uno dei più prediletti fu Edmondo Malan. Altri celebri allievi col quale collaborò intensamente furono il vercellese Mario Battezzati (1912-1992), specializzato in cardiochirurgia che esercitò a Genova e Carlo Taddei (1923-1987): insieme svilupparono la dialisi peritoneale. Dal 1953 studiarono con il maestro, il primo rene artificiale che fu poi presentato alla comunità scientifica mondiale. Il medico assistente di Mario Battezzati, Francesco Morino (1931-2016) sposò nel 1957 la figlia di Dogliotti, Lucetta. Anche se a motivo del matrimonio fu visto con sospetto si rivelerà subito essere un grande medico. Anche suo figlio Mario (nipote di Achille Mario) è medico alle Molinette.

Promosse la donazione del sangue e fu fra i promotori della nascita della Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue (FIDAS). Negli anni 50 è stato un dirigente del Torino associazione calcio. Nel luglio 1963 il cantautore Gino Paoli fu portato dal padre a Torino (dopo l'ospedalizzazione salvavita avuta a Genova) per essere sottoposto alla sua consulenza cardiologica avendo un proiettile nella zona del pericardio che per evitare ulteriori pericoli fu lasciato al suo posto.

Si spense presso la sua villa sulla collina torinese. Il 21 dicembre dell'anno precedente era stato operato a Zurigo dal neurochirurgo svizzero Hugo Krayenbühl (1902-1985) in collaborazione col team del suo assistente Gazi Yaşargil (che sarà annoverato fra i più grandi neurochirurghi del secolo) per un tumore cerebrale al lobo frontale destro, purtroppo di diagnosi infausta.

È sepolto nel cimitero monumentale di Torino.

Onorificenze

Note

Voci correlate Anestesia peridurale

Collegamenti esterni

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