Ha legato la sua carriera ai colori dell'Arsenal, squadra in cui ha militato per dieci anni; a livello di club, ha conquistato due campionati cechi con lo Sparta Praga, una Bundesliga con il Borussia Dortmund e due FA cup tra le file degli inglesi. A livello individuale è stato eletto calciatore ceco dell'anno nel 2001, nel 2002 e nel 2006, oltre ad aver vinto lo Zlaty Mic (il pallone d'oro ceco) nel 2002.

Con la nazionale ceca, di cui è terzo per numero di presenze totali e quarto per goal segnati e di cui è stato capitano dal 2006 fino al ritiro, ha preso parte a quattro edizioni del Campionato Europeo e al Mondiale del 2006 raggiungendo come miglior risultato le semifinali dell'Europeo del 2004.

Con 83 partite disputate, è il secondo giocatore ceco per numero di presenze in UEFA Champions League, alle spalle di Petr Cech, ed il quinto giocatore ceco più presente nelle competizioni europee, con 93 apparizioni tra Champions League ed Europa League.

Considerato uno dei migliori calciatori cechi di tutti i tempi, su basi puramente statistiche è il 2º miglior calciatore ceco del decennio (1993-2003) secondo la rivista ceca Mladá fronta DNES e il 6º miglior calciatore ceco del decennio (2000-2010) secondo la rivista ceca Lidové noviny.

Biografia Suo fratello Jiří (1977) e suo padre, Jiří sr., sono stati anch'essi calciatori tra le file dello Sparta Praga; la madre Eva è stata una giocatrice professionista di tennis da tavolo.

Caratteristiche tecniche È un centrocampista offensivo in grado di ricoprire anche le posizioni di ala destra e regista.

Giocatore di qualità, era in possesso di straordinarie doti tecniche e balistiche e di una visione totale del campo; nonostante l'ampio bagaglio tecnico comprendente finte, controlli orientati e tocchi di suola ed esterno che gli consentiva di saltare facilmente il diretto marcatore con il dribbling, ha basato la sua intera carriera su un gioco spiccatamente associativo, spesso cercando l'assist piuttosto che la soluzione personale.

L'elevata precisione dei suoi lanci smarcanti e dei suoi filtranti (spesso eseguiti con l'esterno del piede, mossa che negli anni è diventata il suo marchio di fabbrica), uniti ad una grande intelligenza calcistica e ad una grande rapidità di pensiero ne hanno fatto uno dei migliori creatori di gioco dei primi anni 2000; descritto inizialmente come un trequartista verticale dal suo allenatore Arsene Wenger, complici i numerosi infortuni e un conseguente calo fisico negli anni è maturato nella gestione dei tempi di gioco trasformandosi in un vero e proprio regista a tutti gli effetti.

Nonostante fosse un giocatore principalmente offensivo, la notevole intelligenza tattica e una grande abnegazione in fase di non possesso lo rendevano utile in entrambe le fasi di gioco.

La grande fantasia ed eleganza che contraddistinguevano il suo gioco, unito ad un fisico esile, gli hanno fatto guadagnare l'appellativo di "Piccolo Mozart".

Descritto all'inizio della carriera come uno dei più promettenti centrocampisti europei, i numerosi e ripetuti infortuni (in dieci anni di militanza all'Arsenal è riuscito solamente una volta a totalizzare più di 20 presenze da titolare annuali) ne hanno condizionato pesantemente il rendimento fino al momento del ritiro.

Carriera Club Sparta Praga

Dopo una trafila lunga 10 anni nel settore giovanile dello Sparta Praga, esordisce in prima squadra nella stagione 98/99, sebbene nel primo anno scenda in campo solo tre volte; a fine anno lo Sparta vince il campionato nazionale, e Rosicky può quindi fregiarsi del suo primo trofeo in carriera. A partire dall'anno successivo viene promosso titolare e fa il suo esordio in Champions League; conclude la stagione totalizzando 38 presenze complessive di cui 24 in campionato, condite da 5 goal, e 12 nella massima competizione europea, condite da 2 goal; a fine anno si aggiudica il suo secondo campionato ceco e viene eletto Miglior Giovane del campionato, grazie ai numerosi assist recapitati a Vratislav Lokvenc, laureatosi capocannoniere del torneo.

Il 12 settembre 2000, nella fase a gironi della Champions League 2000-2001, l'ultima stagione con il club della sua città, segna un goal memorabile contro l'Arsenal, sua futura squadra, tramite uno slalom in mezzo a tre avversari prima di trafiggere il portiere avversario con un potente tiro da fuori area. Le buone prestazioni offerte in campo internazionale convincono gli osservatori del Borussia Dortmund a puntare su di lui e ad acquistarlo nel mercato invernale; lascia così lo Sparta Praga dopo 13 anni e mezzo tra giovanili e prima squadra, con due titoli nazionali vinti e un totale di 41 presenze e 8 goal in campionato e 20 presenze con 4 goal nelle competizioni europee.

Borussia Dortmund

Il 9 gennaio 2001 il Borussia Dortmund ufficializza l'acquisto di Rosicky per l'allora cifra record di 13 milioni di euro, rendendolo in quel momento sia il giocatore ceco più costoso di sempre, sia il giocatore non tedesco più costoso della storia della Bundesliga. Nonostante un ambientamento difficoltoso, nella seconda stagione in giallonero il tecnico Matthias Sammer gli affida le redini della squadra, venendo ripagato da Rosicky con una stagione sontuosa che lo vede protagonista, assieme al connazionale Jan Koller e al capocannoniere del torneo Marcio Amoroso, della vittoria del titolo nazionale, il sesto della storia del club, dopo una clamorosa rimonta sui rivali del Bayer Leverkusen di Michael Ballack e sui campioni d'Europa in carica del Bayern Monaco; il ruolo di Rosicky è determinante anche nel cammino europeo della squadra di Dortmund, che raggiunge la finale di Coppa UEFA venendo però sconfitta per 3-2 dagli olandesi del Feyenoord. Conclude la stagione 2001/2002 totalizzando 49 presenze e 6 goal, di cui 30 presenze e 5 goal in campionato, e vincendo il premio di giocatore ceco dell'anno succedendo a Pavel Nedved; ad oggi è ancora il più giovane giocatore ad aver conquistato tale nomina, raggiungendo il traguardo a soli 20 anni.

La stagione seguente si rivela avida di soddisfazioni di squadra, che viene eliminata alla fase a gironi della Champions League e conclude il campionato in terza posizione, alle spalle di Bayern Monaco e Stoccarda, oltre a venire sconfitta in finale di coppa di lega per 3-2 dall'Amburgo. A livello individuale la stagione è molto buona per Rosicky, che realizza 20 assist stagionali e si aggiudica per il secondo anno consecutivo il premio di calciatore ceco dell'anno; totalizza a fine anno 39 presenze, di cui 30 in campionato, condite da 6 goal, di cui 4 in campionato. La stagione 2003-2004 si rivela particolarmente tormentata dal punto di vista degli infortuni: Rosicky, ormai leader a tutti gli effetti dei gialloneri dopo la cessione di Jens Lehmann all'Arsenal e Marcio Amoroso al Malaga, salta interamente la prima parte di stagione; a fine anno saranno solamente 19 le presenze in campionato, condite da due goal. L'annata si conclude con un deludente sesto posto che porta l'allenatore Sammer a rassegnare le proprie dimissioni, ed una prematura uscita dalle coppe europee.

Nelle successive due stagioni il club va incontro a posizionamenti in campionato ancora più deludenti, rischiando addirittura la retrocessione nella stagione 2005/2006 e concludendo con due settimi posti consecutivi; fondamentale è l'apporto di Rosicky nelle sfide decisive al termine del campionato 2005/2006, dove mette a referto una doppietta nella sfida vinta per 4-2 sull'Amburgo ed un goal su punizione contro l'Hannover 96 che consente alla sua squadra di vincere l'incontro per 2-1. I cattivi risultati sportivi acuiscono la crisi economica del club, già in corso da qualche anno, costringendo la dirigenza a vendere o a non rinnovare i pezzi pregiati della rosa, tra cui proprio Koller e Rosicky.

Lascia il Borussia Dortmund a 26 anni, al termine della stagione 2005/2006, dopo 5 anni e mezzo di permanenza in Germania; in totale col club della Vestfalia ha totalizzato 189 presenze tra tutte le competizioni condite da 24 goal, vincendo un titolo di campione di Germania.

Arsenal Il 23 maggio 2006 viene ufficializzato il suo trasferimento ai londinesi dell'Arsenal, per una cifra non resa nota. Rosicky raggiunge quindi l'ex compagno Jens Lehmann con il difficile compito di sostituire il partente Robert Pires, bandiera dei gunners e colonna portante della squadra vincitrice del campionato 2003/2004 concluso senza mai incassare una sconfitta. Rosicky sceglie di indossare la maglia numero 7, appena lasciata libera proprio dal nazionale francese.

Il debutto con la nuova maglia avviene l'8 agosto 2006, in una vittoria per 3-0 sulla Dinamo Zagabria nella fase eliminatoria della Champions League; nella stessa competizione segna anche il suo primo goal da giocatore dei gunners, nella vittoria sui tedeschi dell'Amburgo per 2-1 del 13 settembre 2006, tramite un potente destro da fuori area. Il 6 gennaio 2007 segna in casa del Liverpool una doppietta decisiva per la vittoria di 3-1 sui rivali e per il passaggio del turno di FA cup, tramite due goal di pregevole fattura, di cui uno con un tiro al volo su assist di Hleb ed uno dopo un'azione solitaria in cui salta numerosi avversari. A febbraio si laurea calciatore ceco dell'anno, a distanza di 4 anni dall'ultima volta; nello stesso mese arriva anche la prima marcatura in premier league, nella vittoria contro il Wigan, a cui faranno seguito i goal nelle vittorie su Bolton e Manchester City. Conclude la sua prima stagione all'Arsenal con 37 presenze e 6 goal in tutte le competizioni.

La stagione 2007-2008 comincia per Rosicky nel migliore dei modi, con un goal il 29 agosto nelle qualificazioni di Champions League contro la sua ex-squadra, lo Sparta Praga; il primo goal stagionale in campionato arriva invece poco dopo, nella vittoria casalinga per 3-1 sul Portsmuth. La prima parte di campionato si rivela prolifica per Rosicky: sviluppa un'ottima intesa con i compagni di reparto Theo Walcott e Cesc Fabregas, arrivando a segnare 5 goal solo nel girone di andata (contro Bolton, Wigan, Middlesbrough ed Everton). Segna il suo ultimo goal stagionale il 19 gennaio 2008, nella vittoria per 0-3 sul Fulham, con un pregevole inserimento nell'area di rigore avversaria su un cross del compagno Eduardo. Nel gennaio 2008, durante un match di FA Cup contro il Newcastle, si infortuna al tendine rotuleo e conclude anzitempo la stagione, totalizzando così uno score complessivo di 6 goal in 18 di partite di campionato e 1 goal in 5 partite di Champions League.

Il recupero dall'infortunio si rivela più difficile del previsto e costringe Rosicky a due interventi chirurgici, facendogli perdere sia l'Europeo del 2008 sia l'intera stagione 2008-2009.

Dopo 20 mesi di assenza dai campi, torna sul rettangolo verde il 12 settembre 2009, esordendo con un goal ed un assist per Robin van Persie nella sconfitta esterna per 4-2 col Manchester City. Le buone prestazioni offerte dopo il lungo infortunio convincono il tecnico Arsene Wenger, suo grande estimatore, a rinnovargli il contratto; Rosicky ripaga fiducia del manager francese segnando due goal, contro Everton e Bolton, quest'ultimo con un pregevole destro dai 20 metri e che darà il via alla rimonta dell'Arsenal dopo uno svantaggio iniziale di due goal. Nonostante qualche acciacco fisico, la stagione è buona per Rosicky che riesce a ritrovare continuità totalizzando 25 presenze in campionato e 33 complessive, con 3 goal segnati.