Biografia Figlia di Lippo Vergiolesi, rampolla della nobile famiglia pistoiese, guelfa di parte Bianca, visse dall'aprile 1306 nella rocca di "Poggio di Marco", nei pressi di Piteccio, paesino nell'alta periferia pistoiese, dove i Vergiolesi vengono esiliati dopo che l'11 aprile era cessato l'assedio di Pistoia. A causa delle scorrerie effettuate dai Vergiolesi nel contado e perfino a Pistoia, questa rocca viene messa a sua volta sotto assedio (dai Neri pistoiesi e dai fiorentini e lucchesi, che dai primi erano stati chiamati), e il 30 novembre 1307, Sant'Andrea, la rocca viene abbandonata. I Vergiolesi fuggono nottetempo, per raggiungere l'altra loro rocca, a Sambuca.
Selvaggia Vergiolesi dunque fugge da Piteccio, raggiungendo la via di crinale che unisce Pistoia, Le Grazie, la Castellina e Pontepetri. Dalla Castellina passando per il Lagoni presumibilmente raggiunsero Spedaletto e da lì il castello di Sambuca.
Selvaggia morì nel 1313 (o comunque senz'altro prima del 1321S. Ciampi, Vita e Poesie di Messer Cino..., Pisa, 1813, p. 24.) a Sambuca, perché il castello di Sambuca Pistoiese nel 1311 fu ceduto da Filippo Vergiolesi a Pistoia per undicimila lire.Cfr. Storie Pistoiesi
Ella fu cantata in numerosi componimenti dal poeta stilnovista Cino da Pistoia,Tigri, p. 51. grazie al quale la vicenda di Selvaggia si è tramandata per secoli, nella tradizione popolare e letteraria, fino al tempo attuale.
Il mito di Selvaggia
Discendenza Selvaggia sposò il nobile Vanni de' Cancellieri, che Dante pose nella Caina (Inferno, XXXII, 63).
Note
Bibliografia
Categoria:Morti a Sambuca Pistoiese