La cultura irlandese (in irlandese cultúr na hÉireann o cultúr Gaelach) è la cultura dell'isola d'Irlanda. Intesa come cultura nativa dell'isola, è strettamente collegata alle origini gaeliche del popolo irlandese.
La cultura d'Irlanda vanta tuttavia un'evoluzione sviluppatasi lungo l'arco dei secoli sin dai tempi preistorici e include diverse influenze. L'attuale situazione vede contrapporsi la tranquilla e folkloristica vita dei contadini e allevatori dell'ovest e delle Midlands a quella degli abitanti delle grandi città; così come i cattolici, diffusi in tutta l'isola, ai protestanti dell'Ulster; le piccole comunità che parlano la lingua irlandese nelle zone Gaeltacht alla maggioranza anglofona; la popolazione stabile ai cosiddetti Travellers; e, in misura crescente, i nuovi immigrati alle popolazioni native.
Uso della terra e urbanistica Vita rurale
Come evidenziano vari ritrovamenti archeologici, per citarne due famosi i Céide Fields nel Mayo e il Lough Gur nella contea di Limerick, l'attività rurale è presente in Irlanda da tempi lontanissimi. Testi come il Táin Bó Cúailinge mostrano una società nella quale l'allevamento rappresenta la risorsa primaria di benessere.
Questa situazione solo in parte cambiò al tempo dei Normanni e della loro conquista dell'Irlanda avvenuta nel XII secolo. Giraldus Cambrensis ritrae la società irlandese nativa fondata sull'allevamento e la transumanza. Solo trecento anni dopo la situazione sarebbe cambiata considerevolmente, come dimostra il resoconto di Edmund Spenser, A View of the Present State of Ireland. Anche oggi, sebbene un quarto della popolazione della Repubblica viva a Dublino, la popolazione dei capi di bestiame ammonta a circa 6,7 milioni, superiore addirittura all'intera popolazione umana dell'intera isola irlandese.
Suddivisione del territorio I Normanni stessi introdussero il sistema di suddivisione signorile delle terre, che influì ovviamente in maniera determinante sugli assetti sociali. Ciò porto all'imposizione della concezione di villaggio e comunità a discapito dell'organizzazione dei nativi irlandesi. In generale, una parish era un'unità civile e religiosa (il significato in inglese è propriamente "parrocchia") con un maniero, un villaggio sviluppato intorno e una chiesa al centro di quest'ultimo. Ogni parish incorporò più centri abitati nei suoi confini.
Nella piena estensione del feudalesimo inglese sull'isola, sorse anche la struttura delle contee, tutt'oggi esistenti (seppur mutate nel tempo) e in alcuni casi importanti amministrativamente e politicamente.
I villaggi e le comunità sono punti focali attorno ai quali sono nate e poi cresciute le rivalità sportive e altre forme di identità locale, al punto che oggi ancora moltissima gente mostra un fortissimo senso di appartenenza alla sua terra di origine, appartenenza che ha la sua più evidente espressioni nei campi da gioco degli sport gaelici.
Proprietà terriera e "land hunger"
Con la conquista Elisabettiana inglese, le conquiste cromwelliane e le Plantation di coloni inglesi e scozzesi, il quadro delle terre e dei fondi in Irlanda fu completamente stravolto. Il vecchio ordine basato sulla transumanza e sull'allevamento allo stato brado collassò, rimpiazzato da una struttura composta di grandi tenute terriere, pochi proprietari di piccoli appezzamenti e una enorme massa di lavoratori proletari. Questa situazione si protrasse fino alla fine del XIX secolo, quando le agitazioni sociali promosse dalla Land League portarono al risultato di varie riforme. In questo periodo storico caratterizzato dal processo riformatorio, i vecchi lavoratori e guardiani divennero proprietari, con la conseguenza dello smembramento delle enormi tenute in piccolissimi fazzoletti di terra. Il processò continuò fino al XX secolo grazie al lavoro della Irish Land Commission. Questa situazione contrastò con quella britannica, dove gran parte del territorio rimase suddiviso in tenute. Ciò non portò solo benefici, ma anche svantaggi: è diffusamente accettata l'opinione che il nuovo assetto sociale contribuì a quel fenomeno chiamato "land hunger" (fame della terra) tra la nuova classe di agricoltori. In generale, questo significa che le famiglie cominciarono a fare di tutto per impossessarsi dei terreni, e lasciarli all'interno della propria sfera familiare, col risultato che una delle ambizioni principali della società del tempo era ottenere terreni.
Città e centri abitati
La prima organizzazione sociale irlandese era essenzialmente di tipo rurale. I centri abitati erano un fenomeno quasi sconosciuto, mentre le funzioni sociali destinate solitamente a questi ultimi erano assolte da monasteri, fiere e mercati. La svolta avviene nel IX secolo, quando l'azione vichinga in Irlanda cambia radicalmente, preferendo le popolazioni nordiche l'insediamento permanente alle loro tradizionali scorribande sulle coste: è di questo periodo la fondazione dei centri abitati più antichi: non a caso Waterford, di fondazione vichinga, vanta il primato di città più antica dell'isola. Durante il periodo vichingo questi centri rimasero, tuttavia, di dimensioni ridottissime ed essenziali allo scopo della vita giornaliera dei loro fondatori, fino alla venuta dei Normanni, che invece caratterizzarono la crescita e l'espansione territoriale.
Dato che il cristianesimo irlandese era organizzato più in monasteri isolati e abbazie che in organizzazioni diocesane, anche le cattedrali erano qualcosa di quasi sconosciuto in Irlanda. Con il passaggio alla struttura diocesana cattolica, sorsero le prime cattedrali, tra le quali quella di Christchurch a Dublino, fondata dai Vichinghi e ricostruita dai Normanni, che contribuirono alla ulteriore espansione degli abitati, portando in alcune casi a delle vere e proprie città.
Alcuni centri urbani irlandesi, invece, si svilupparono attorno a delle fortificazioni erette dai britannici durante il loro dominio, e tutt'oggi preservano un assetto diverso dalle altre comunità dell'isola. Un altro fatto molto importante fu il limitato impatto che ebbe la Rivoluzione industriale in Irlanda. Belfast subì parecchi influssi, specialmente nel settore navale con l'apertura di molti cantieri, e fu seguita da altre cittadine dell'Ulster che videro in poco tempo il sorgere di alcune zone industriali, ma complessivamente nella grande maggioranza, le città irlandesi si svilupparono principalmente come centri commerciali e amministrativi. Verso la fine del XX secolo, più del 50% della popolazione si era trasferito e viveva in queste aree urbane, basti pensare che Dublino e circondario ricoprono più di un terzo dell'intera popolazione della loro nazione.
Famiglia irlandese La Costituzione irlandese garantisce i diritti della famiglia e l'istituto del matrimonio che sono giusti. Comunque, la realtà è che eventi sociali e politici negli anni recenti ha portato a significativi cambiamenti nella vita familiare irlandese. Secondo i dati statistici pubblicati nel 2004, il 31% delle nascite nella Repubblica d'Irlanda avviene fuori dal vincolo del matrimonio, contro il misero 5% del 1980. L'età media delle madri al loro primo parto è di circa 30 anni e i figli per famiglia hanno una media di 1,98.
Nella Repubblica, il divorzio è divenuto legale il 27 febbraio 1997, mentre l'aborto è divenuto legale. appena in un referendum del 2018. Secondo il censimento del 2002 sulla popolazione, il numero delle persone divorziate si è impennato a 35.100 contro le 9.800 del 1996. Il numero dei coniugi separati si è alzato dagli 87.800 individui del 1996 a 133.800 nel 2002. Le coppie di fatto sono l'8,4% delle unità familiari nel 2002, contro il 3,9% del 1996.
Festività
Gran parte del calendario irlandese rispecchia ancora oggi le antiche tradizioni pagane, influenzate poi in maniera determinante da quelle cristiane. Il Natale irlandese, comunque, è contraddistinto da varie tradizioni popolari, alcune non connesse con la religione. Il 26 dicembre, c'è l'usanza dei "wren boys" (ragazzi dello scricciolo) che suonano porta a porta con del materiale assemblato casualmente (cambia a seconda delle località) a rappresentare uno scricciolo "intrappolato nella ginestra", come recita la canzonetta che intonano.
Anche il Brigid's Day (1º febbraio, conosciuto come Imbolc o Candelora) non ha origine nella cristianità, essendo un'usanza religiosa molto più antica relativa alla primavera. Simbolo di questa festa è la Croce di Santa Brigida, una croce fatta di giunchi che i devoti intrecciano in questo giorno e la conservano per tutto l'anno.
Altri festivi pre-cristiani, i nomi dei quali resistono come nome irlandese dei mesi, sono Beltaine (maggio), Lúnasa (agosto) e Samhain (novembre). L'ultimo è ormai associato ad Halloween, seguita dal Ognissanti, sodalizio festivo in cui si mescolano elementi pagani e cristiani.
Altre feste religiose sono ovviamente Pasqua, e varie celebrazioni per la Madonna. La festa nazionale della Repubblica d'Irlanda è il 17 marzo, giorno di San Patrizio, contraddistinto (spesso anche negli Stati Uniti e in altre parti del mondo) da celebri parate e festival per le vie cittadine.
Il 20 luglio, che commemora la vittoria nella Battaglia del Boyne di Guglielmo III d'Inghilterra e l'inizio della ascesa protestante, è celebrata da molti praticanti di questa religione nell'Ulster.
Istituzioni culturali, organizzazioni ed eventi In Irlanda il numero di musei e gallerie d'arte è considerevole e, specialmente durante i mesi estivi, una vasta gamma di eventi culturali hanno luogo in tutto il territorio, comprendendo manifestazioni artistiche, musicali, folkloristiche ed altre di tipo tradizionale rurale. Tra i più conosciuti il Dublin Saint Patrick's Day Festival che attira ogni anno circa 500.000 persone e il National Ploughing Championships con un'affluenza media annuale di 400.000. Innumerevoli le manifestazioni musicali sparse nell'isola.
Istituzioni e organizzazioni
Abbey Theatre Ambassador Theatre Aosdána Arts Council of Ireland Chester Beatty Library Comhaltas Ceoltóirí Éireann Conradh na Gaeilge Cork Opera House Druid Theatre, Galway Gate Theatre Hugh Lane Municipal Gallery, Dublin Irish Georgian Society The Irish Museum of Modern Art a Kilmainham Macnas, Galway National Archives of Ireland National Concert Hall National Gallery of Ireland National Library of Ireland National Museum of Ireland National Photographic Archive National Transport Museum of Ireland National Wax Museum Poetry Ireland Royal Dublin Society, RDS Royal Irish Academy of Music Royal Irish Academy Royal Society of Antiquaries of Ireland Royal Ulster Academy of Arts SFX City Theatre State Heraldic Museum Taibhdhearc na Gaillimhe, Galway The Helix, Dublino The Point Theatre Ulster-American Folk Park, Omagh Ulster Museum, Belfast Ulster Folk and Transport Museum, Co. Down The Hunt Museum, Limerick University Concert Hall, Limerick W5, Belfast
Eventi Cork Jazz Festival Dublin Theatre Festival Fleadh Cheoil Galway Arts Festival Kilkenny Arts Festival National Ploughing Championships Wexford Opera Festival Feis Ceoil Oxegen
Religione
La religione ha sempre assunto un ruolo di primissima importanza nella società irlandese, essendo stata da sempre l'isola fortemente cattolica; questo fatto ha portato a notevoli scontri politici e sociali, specialmente nel XX secolo fra i cattolici dell'isola e i colonizzatori protestanti.
Secondo il censimento del 2006, l'86,8% della popolazione della Repubblica d'Irlanda è cattolica, in leggero calo negli ultimi anni. La seconda grande religione, la Church of Ireland (anglicana) è, invece, in lieve ripresa ed è attualmente professata dal 3% della popolazione. Il 0,53% erano presbiteriani, il 0,26% metodisti, meno del 0,05% ebrei, approssimativamente il 2,3% una massa di altre religioni (principalmente Islam) e il 3,53% non hanno dichiarato la loro fede. Circa il 2% non è riuscito a rispondere.