Biografia Primi anni Bokassa (“figlio del macellaio” in lingua bantù) nacque a Bobangi, nella colonia francese dell'Ubangi-Sciari, oggi Repubblica Centrafricana. Il padre si chiamava Mindogon Mbougdoulou, era un capovillaggio ed insieme alla moglie Marie Yokowo ebbe dodici figli, che trascorsero l'infanzia nel borgo di M'Baka situato nella prefettura di Lobaye, circa 80 chilometri a sud-ovest di Bangui.Titley 1997, pag. 7.

Nel 1927, Mbougdoulou, ascoltando i consigli del "santone" Karnu, decise di resistere alla dominazione francese:Titley 1997, pag. 6. sconfitto, venne brutalmente ucciso il 13 novembre dello stesso anno e una settimana dopo anche la madre di Bokassa decise di suicidarsi, perché incapace di sopportare il dolore della perdita del coniuge.Appiah & Gates 1999, pag. 278.Howard Waring French (5 novembre 1996).Jean-Bedel Bokassa, Self-Crowned Emperor Of the Central African Republic, Dies at 75, New York Times Rimasto orfano, i suoi parenti decisero di assicurargli l'iscrizione in una scuola di missionari cattolici.Titley 1997, pag. 8

Si impegnò ad imparare bene la lingua francese ed un suo insegnante, vedendo che era molto attaccato ad un libro di grammatica scritto da Jean-Baptiste de La Salle (il cui cognome veniva comunemente abbreviato BDL) decise di chiamare il ragazzo Jean-Bedel (trascrizione fonetica francese della predetta abbreviazione). I suoi istitutori tentarono finanche di instradarlo verso l’ordinazione sacerdotale, ma ben presto desistettero, in quanto non ravvisarono in lui né la cultura né la bontà d'animo per poter intraprendere il ministero pastorale cattolico; in ogni caso, Bokassa riuscì ad ottenere il diploma.

La carriera militare Dopo aver lavorato come cuoco a Brazzaville (e aver anche progettato di emigrare in Francia per aprire un caffè a Fréjus), il 19 maggio 1939 si arruolò volontario (su suggerimento di suo nonno M'Balanga) nelle "Troupes coloniales" francesi. Iniziò così la sua carriera di soldato professionista, che alla fine della seconda guerra mondiale lo avrebbe portato ad ottenere il grado di sergente maggiore (novembre 1941Titley 1997, pag. 9.), nonché due importanti decorazioni: la Legion d'onore e la Croce di guerra.Lloyd Garrison, Coups, Dahomey Style. New York Times, 7 January 1966 pag. 2.

Successivamente frequentò la scuola di formazione per ufficiali a Saint-Louis, in Senegal. Il 7 settembre 1950 Bokassa si trasferì in Indocina come esperto di trasmissioni e venne dislocato a Saigon;Delpey 1981, pagg. 166–167. il militare centrafricano partecipò ad alcune battaglie della guerra d'Indocina ed il suo periodo di servizio si concluse nel marzo del 1953.

Continuò la sua carriera militare e il 1º luglio 1961 venne promosso al grado di capitano.Titley 1997, pag. 10. Lasciò l'esercito francese nel 1962 per arruolarsi nell'esercito della neocostituita Repubblica Centrafricana: data la sua carriera pregressa e complice il fatto di essere cugino del presidente in carica David Dacko e nipote dell'ex primo ministro Barthélemy Boganda, si trovò automaticamente ad essere l’esponente più prestigioso di tale arma, sicché gli venne subito attribuito il grado di comandanteTitley 1997, pag. 23 e, a stretto giro, quello di colonnello con funzione di capo di stato maggiore delle forze armate.Bokassa 1985, pag. 21

Il governo, la dittatura e l'impero Divenuto capo indiscusso delle forze armate centrafricane, il 1º gennaio 1966, approfittando di un momento in cui la nazione versava in gravi difficoltà economiche, Bokassa esautorò l'autocratico Dacko con un colpo di Stato (grazie al decisivo appoggio del generale Alexandre Banza, comandante della base militare di Camp Kassaï, a nord-est di Bangui) ed assunse il potere come presidente della Repubblica e capo dell'unico partito politico legalmente ammesso, il Movimento per l'Evoluzione Sociale dell'Africa Nera (MESAN).Titley 1997, pag. 27 Il 4 gennaio dello stesso anno Bokassa abolì la costituzione del 1959 ed iniziò a governare per decreto.

Bokassa si preoccupò immediatamente di legittimare il proprio potere a livello internazionale. Il primo leader straniero a stringere alleanza con lui, in aprile, fu il presidente del Ciad François Tombalbaye, cui si accodarono presto altri capi di Stato africani. Il dittatore voleva soprattutto accreditarsi come alleato credibile della Francia, dichiarandosi ammiratore del presidente Charles de Gaulle e non perdendo occasione per ribadire di essere cittadino francese. Il governo di Parigi era però riluttante ad accordare il proprio sostegno e a nulla valse, il 7 luglio 1966, l'incontro che Bokassa e Banza ebbero col primo ministro Georges Pompidou. Il governo di Bangui a quel punto minacciò di uscire dalla zona del franco CFA e di iniziare a battere la propria moneta, sicché la Francia, pur non credendo alla veridicità del proposito, decise di placare l'animo del dittatore invitandolo in visita ufficiale a Parigi il 17 novembre 1966, gesto che fu interpretato da Bokassa come un'implicita legittimazione del colpo di Stato.

La diffidenza della Francia verso Bokassa sfociava, nella persona di De Gaulle, in aperto disprezzo: il "padre della Quinta Repubblica", infatti, si riferiva al dittatore chiamandolo soudard (villanoIl termine ha anche il significato di "soldato mercenario" e assume un'ulteriore sfumatura dispregiativa in riferimento ai trascorsi di Bokassa sotto le armi francesi) e couillon (coglione) e non sopportava che costui gli si rivolgesse, nella corrispondenza e durante gli incontri ufficiali, con l'appellativo papaDidier Bigo, Pouvoir et obéissance en Centrafrique, Parigi, Editions Karthala, 1988, p. 96, ISBN 978-2-86537-213-3 Pouvoir et obeissance en Centrafrique - Didier Bigo - Google Libri. Nel corso della seconda visita ufficiale a Parigi, nel febbraio 1969, alla richiesta del generale di smetterla di chiamarlo così, Bokassa rispose «d'accord, père» («va bene, padre»)Pierre Lunel, Sexe, mensonges et politique, Éditions de l'Archipel, 2012. I rapporti non furono idilliaci nemmeno col successore, Pompidou, chiamato da Bokassa frère (fratello), mentre si rivelarono decisamente cordiali con Valéry Giscard d'Estaing, soprannominato cousin (cugino).

Nell'aprile del 1969 Banza tentò di deporre Bokassa con un colpo di Stato, ma il dittatore ne fu informato preventivamente e sgominò il piano tendendo un'imboscata alle forze del suo ministro, che venne subito messo a morte: la posizione del leader centrafricano ne uscì ulteriormente rafforzata. Nel marzo del 1972 si autoproclamò presidente a vita. Scongiurò un altro colpo di Stato nel dicembre del 1974 e sopravvisse ad un attentato alla sua vita realizzato nel febbraio 1976Lentz 1994.. Dopo l'incontro con il leader libico Gheddafi, avvenuto nel settembre del 1976, Bokassa decise di convertirsi all'islamismo e cambiò il suo nome in Salah Eddine Ahmed Bokassa. Si ritiene che questa sia stata una mossa calcolata per avere gli aiuti finanziari libici e non certo dettata da motivi spirituali: a riprova di ciò, riabbracciò infatti il cattolicesimo dopo pochi mesi.

Nel settembre del 1976 Bokassa sciolse il governo e lo rimpiazzò con il Consiglio della rivoluzione centrafricana. Il 4 dicembre 1976, al congresso del MESAN, Bokassa dichiarò la trasformazione della repubblica in monarchia e la nascita dellImpero Centrafricano. Promulgò una costituzione imperiale, abiurò la fede islamica e il 4 dicembre 1977, esattamente un anno dopo la trasformazione monarchica, si autoproclamò imperatore col nome di Bokassa I,Kalck 2005, pag. xxxv. attenendosi ad un solenne rituale: il titolo completo era Empereur de Centrafrique par la volonté du Peuple Centrafricain, uni au sein du parti politique national, le MESAN ("Imperatore del Centrafrica per volere del Popolo Centrafricano, unito nel seno del partito politico nazionale, il MESAN").

La cerimonia dell'incoronazione fu sfarzosa e Bokassa, con in mano lo scettro preziosissimo, emulo di Napoleone I e alla presenza del vescovo di Bangui, suo cugino, cinse la corona da solo: era d'oro massiccio, tempestata da diamanti e realizzata in Francia, come tutti gli altri accessori. Il corteo imperiale partì dal palazzo del Rinascimento, sede della corte, in direzione della cattedrale: il cocchio, color verde-oro con l'aquila araldica, era trainato da bianchi cavalli normanni e portava la coppia imperiale e il principe ereditario Jean-Bedel di quattro anni; Catherine sfoggiava un manto di ermellino, come il consorte, e un diadema aureo. Concluso il rito, Bokassa I si sedette sul gigantesco trono, a forma di aquila, di bronzo dorato, del peso di due tonnellate e costellato da perle e un milione di cristalli. Seguì, infine, il lauto banchetto, con le più costose prelibatezze e il personale in costume ottocentesco. Deposta la pesante corona, il monarca indossava un diadema d'oro riproducente un ramoscello di lauro.Smith, p. 88

Bokassa tentò di giustificare la sua azione con la scusa che creare una monarchia avrebbe aiutato lo Stato centrafricano ad elevarsi dal resto del continente e guadagnarsi il rispetto del mondo. La sua mossa però ebbe solo conseguenze negative: ad esempio, furono spesi più di 20 milioni di dollari per l'incoronazione (che nelle forme volle rispecchiare quella di Napoleone, idolo di BokassaLa voce Jean-Bedel Bokassa nell'Enciclopedia Britannica), e tale perdita, a dispetto del compiacente aiuto francese, aggravò la situazione già miserabile delle finanze centrafricane.

Inoltre, il prestigio tanto agognato non fu affatto raggiunto: nonostante fossero stati diramati moltissimi inviti ufficiali, quasi nessun leader straniero partecipò all'evento: in particolare, nessun altro capo di Stato africano si recò a Bangui, presentendo che la cerimonia avrebbe finito per rinfocolare il pregiudizio razzista verso i "poveri africani capaci solo di emulare i bianchi". Bokassa si era spinto al punto di invitare anche papa Paolo VI, puntando a essere incoronato direttamente da lui: il pontefice, tuttavia, si limitò a inviare il nunzio apostolico Domenico Enrici, che non concelebrò nemmeno la messa d'insediamentoBOKASSA, IMPERATORE CANNIBALE, La Repubblica, 5 novembre 1996. Molti ritengono che Bokassa fosse malato di mente e confrontano le sue stravaganze egoistiche con l'altro ben noto dittatore africano Idi Amin. Come su quest'ultimo, si hanno notizie non confermate che occasionalmente Bokassa avesse mangiato carne umana. Anche se il nuovo impero era nominalmente una monarchia costituzionale, non vennero fatte riforme democratiche di rilievo, ma in compenso rimase ampiamente praticata la soppressione con tutti i mezzi degli oppositori politici.

Le torture erano largamente praticate, con la precisazione che talvolta vi partecipava lo stesso Bokassa. Nonostante fosse una dittatura, la Francia rimase il principale sponsor internazionale di Bokassa. Il presidente francese Valéry Giscard d'Estaing fu un alleato fedele dell'impero e supportò il regime con aiuti finanziari e militari. In cambio Bokassa ospitò molte volte d'Estaing in safari e lo rifornì di uranio, un minerale vitale per il programma nucleare militare franceseShaw 2005, 50.. Con il passare degli anni, comunque, crebbero le critiche al presidente francese, specie quando venne rivelato che Bokassa gli regalava frequentemente diamantiHoyle, Russ (30 marzo 1981), "A Campaign Catches Fire" , TimeFuller, Thomas (28 febbraio 2002). But ex-president's past looms large: Giscard's new role at heart of Europe, New York Times.

La caduta