Castel del Rio () è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Bologna in Emilia-Romagna, appartenente alla regione storica della Romagna.

Il borgo si sviluppò come centro strategico dell’Appennino imolese sotto il controllo della famiglia Alidosi, che ne influenzò l’assetto storico e politico in età medievale e rinascimentale.

Geografia fisica Il territorio comunale si estende nell’alta valle del Santerno, a circa 25 chilometri a monte della città di Imola, con un’escursione altimetrica compresa tra circa 150 e 1200 m s.l.m.

Clima Classificazione climatica: zona F, 3300 GR/G Storia Antichità Gli insediamenti più antichi sono di origine celtica databili fra il VI e V secolo a.C. (sono state rinvenute sepolture con corredi funebri). L'area dove oggi sorge il paese fu parzialmente urbanizzata e percorsa da vie di comunicazione in epoca romana.

Massa di Sant'Ambrogio A metà strada tra l'odierna Castel del Rio e la frazione Montefune è stato localizzato un centro abitato di origine altomedievale. La memoria storica ne ha tramandato il nome: «Massa di Sant'Ambrogio», un aggregato di case con annessa una chiesa parrocchiale. La ricerca storica non ha ancora dimostrato l'origine dell'intitolazione ad Ambrogio, Santo che non appartiene alla tradizione locale. Secondo un'interpretazione, l'abitato fu fondato da profughi provenienti oltre il Po (Sant'Ambrogio infatti era milanese) in fuga dalle invasioni barbariche..

Il 27 agosto 1078Secondo altre fonti, nel 1076. la massa entrò a far parte dei possedimenti di Matilde di Canossa. Nel secolo seguente pervenne al vescovo d'Imola. La comunità locale si emancipò da Imola nel 1181, quando il primo arciprete, Azzone, assunse i diritti sui proventi del territorio della massa.

L'imperatore Federico Barbarossa tolse la massa alla Chiesa e la assoggettò all'impero. Infine, nel 1209 l'imperatore Ottone IV investì la famiglia Alidosi del feudo. Essi costruirono il loro primo palazzo (ne rimangono i ruderi; oggi è conosciuto popolarmente come il "Castellaccio"). La dominazione del casato alidosiano su Massa Sant'Ambrogio si protrasse per oltre quattro secoli. Molti tra castelli e rocche ancora visibili sul territorio appartennero, oltre che agli Alidosi, ai Cantagallo e, in misura minore, agli Sforza e ai Medici, presenti in questi luoghi fra l'XI ed il XVI secolo.

Verso la metà del XVI secolo l'abitato, colpito da un fortissimo terremoto, fu abbandonato. Oggi non ne rimane più traccia; resta solo il toponimo «Selva della Massa», a indicare un bosco di castagni che sovrasta il sito dell'antico paese.

Castrum Rivi Il nome viene dal torrente "Rio", che scorre accanto all'abitato e si getta nel Santerno. Su uno sperone che dominava il fiume era stata edificata una delle residenze secondarie degli Alidosi. Quando i Ghibellini li cacciarono dal loro palazzo (sito nella massa di Sant'Ambrogio), essi trovarono sicuro rifugio in questo luogo.. Successivamente vi collocarono la loro residenza.

La prima menzione del castrum risale al 1292, quando comparve tra i possedimenti di Maghinardo Pagani.

Castel del Rio Il sito dove oggi sorge Castel del Rio fu originariamente la piazza commerciale di Castrum Rivi. La famiglia Alidosi vi aveva fissato il luogo d'incontro e di compravendita dei diversi prodotti della valle. Verso la fine del XIII secolo si creò attorno al mercato un primo nucleo di case. Nelle cronache medievali era chiamato "Mercatale"; successivamente ereditò il nome di Castrum Rivi (in italiano, Castel del Rio). Al servizio della comunità fu edificata una chiesa.

A cavallo del 1500 furono edificati, anche grazie alle fortune del cardinale Francesco Alidosi, i grandi monumenti che ancor oggi abbelliscono il paese. Furono iniziati i lavori per la costruzione del Palazzo Alidosi (ora sede del municipio) e del Ponte Alidosi, quest'ultimo commissionato da Obizzo Alidosi, fratello regnante di Francesco.

Nel XVI secolo, quando l'abitato della Massa di Sant'Ambrogio si spopolò, la chiesa di Castel del Rio assunse la titolarità del santo patrono, divenendo la chiesa principale del territorio castellano. Nel 1534 il territorio rientrò tra i possedimenti del comune di Imola.

Nel XVII secolo la Chiesa avviò un contenzioso per prendere possesso del comune di Castel del Rio. Fu portato a termine nel 1638 con l'annessione del comune ai territori dello Stato Pontificio. Terminavano così la dominazione degli Alidosi (la cui influenza si era estesa a tutta la vallata del Santerno ed oltre) e, insieme, l'autonomia del comune che durava da più di 400 anni. Successivamente iniziò il periodo sotto lo Stato Pontificio, che si protrasse per oltre due secoli.

Castel del Rio rimase un paese di minore rilievo fino al 1794, quando l'invasione post-rivoluzionaria delle truppe francesi determinò un nuovo assetto elevando Castel del Rio a sede di distretto.Seguirono anni di fermento dovuti al tentativo di restaurazione da parte dello Stato Pontificio. Nel 1827 Castel del Rio, insieme con i centri limitrofi di Fontanelice e Tossignano, fu "declassato" da sede di residenza di governatori a podesteria. Venne aggregato al governo (cioè comune) di Casola Valsenio. Alla metà del secolo una delegazione locale partecipò attivamente alla riorganizzazione amministrativa.

Nel dicembre 1859 Castel del Rio entrò a far parte del nascente Regno d'Italia nella provincia di Ravenna, inserito nel circondario di Faenza e nel mandamento di Casola ValsenioDecreto 27 dicembre 1859, n. 79. Nel 1884 passò, insieme agli altri comuni della vallata del Santerno, alla provincia di Bologna, e all'interno di questa al circondario d'ImolaLegge n° 2328 del 3 giugno 1884, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 138 del 9 giugno 1884.

Durante il secondo conflitto mondiale la zona subì disagi e distruzioni da parte dei bombardamenti alleati, e l'occupazione tedesca provocò morti e deportati. In questo periodo furono anche commessi omicidi e vendette tra civili. La "linea Gotica" avanzò lungo il territorio lasciando tracce indelebili. Il corpo dei Bersaglieri lasciò tracce importanti del suo passaggio sul territorio, su entrambi i fronti: a Valsalva il Battaglione Mameli della Repubblica Sociale combatté tra il 24 e il 25 settembre 1944 contro gli alleati che avanzavano nella valle del Santerno. Sul fronte opposto, altri reparti bersaglieri si schierarono con gli eserciti alleati che liberarono Bologna. Castel del Rio fu il primo comune della Provincia di Bologna liberato dagli Alleati, il 27 settembre 1944. I primi ad entrare nel paese furono le avanguardie dell'88ª Divisione "Blue Devils" .

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 22 febbraio 1971.

Secondo la tradizione il giglio risalirebbe ad un trattato di alleanza tra gli Alidosi signori di Imola e la repubblica di Firenze; il giglio compare anche in petto all'aquila nel blasone di quella famiglia.

Il gonfalone è un drappo partito di azzurro e di bianco.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa arcipretale di Sant'Ambrogio (XV secolo); Chiesa di Valmaggiore (XIII secolo). Situata a 698 m di altitudine, sul crinale tra valle del Santerno e valle del Senio, è uno degli edifici di culto più suggestivi della zona (immagini). Qui vi transitò, il 19 ottobre 1506, papa Giulio II che, provenendo da Palazzuolo sul Senio, era diretto a Bologna (una lapide ne perpetua la memoria). Il pontefice entrò nella valle del Santerno al Passo del Prugno, salì a Monte Battaglia, proseguì per la chiesa di Valmaggiore fino ad arrivare a Castel del Rio. Negli anni cinquanta del XX secolo la zona si è spopolata e la chiesa ha perso il titolo parrocchiale. Il tetto originale è crollato ma è stato sostituito da una copertura in vetro. Si celebra la messa una volta all'anno, la terza domenica di luglio. Chiesa di Santa Maria in Montefune. Situata nell'omonimo borgo a 709 metri di altitudine, la prima costruzione risale al XIV secolo ad opera della famiglia Alidosi dopo la distruzione della chiesa della Massa, divenendo il cimitero del ramo di montagna del casato. L'edificio attuale fu costruito nel 1811 su finanziamento di papa Pio VII (vescovo di Imola dal 1785 al 1816). La facciata, rivolta a sud, è a volta; all'interno vi sono tre altari (dedicati rispettivamente ai santi Antonio abate e Antonio di Padova, a san Vincenzo Ferreri ed a santa Lucia). Appartiene alla parrocchia di Sant'Ambrogio.

Architetture civili e militari

Centro storico (di origine medievale); Palazzo Alidosi (XVI secolo). Costruito per volontà del cardinale Francesco Alidosi, fu progettato da Francesco da SangalloLa scoperta della paternità del progetto al noto scultore ed architetto fiorentino fu merito dello studioso locale Cesare Quinto Vivoli (1934-2023).. Rimase incompiuto per la mancanza di risorse all'avanzare delle opere e degli eventi. Del disegno originale (corpo centrale e quattro torrioni angolari a punta di diamante), furono edificati negli anni 1542-1545 due torrioni e l'edificio di raccordo. Costituisce tutt'oggi un importante esempio architettonico di Rinascimento fiorentino in Romagna; Ponte Alidosi (XV secolo). Commissionato a mastro Andrea Guerrieri da Imola per 500 scudi d'oro nel 1499, è monumento nazionale dal 1897 (regio decreto n. 535 del 20/11/1897). Ruderi rocca di Cantagallo (antico Castrum Rivi, XI secolo); Ruderi del Castellaccio, prima residenza della famiglia Alidosi risalente al XII secolo.

Monumenti scomparsi Chiesa di Sant'Ambrogio (Ecclesia de Massa)

Prima della chiesa attuale, è esistito un altro edificio di culto intitolato a sant'Ambrogio nel territorio di Castel del Rio. Eretta nell'Alto Medioevo, il primo documento che la ricorda risale al 1034. Attorno ad essa si sviluppò l'abitato della «Massa di Sant'Ambrogio». L'edificio era a pianta rettangolare. L'abside (anzi, le tre piccole absidi semicircolari) erano disposte ad Oriente. Gli storici non hanno ancora chiarito l'origine dell'intitolazione ad Ambrogio, Santo non appartenente alla tradizione locale. Nel XVI secolo, dopo l'abbandono della Massa di Sant'Ambrogio a causa di un fortissimo terremoto, la chiesa perse la titolarità parrocchiale, che andò allecclesia di Castro Rivo, situata nell'attuale Castel del Rio.

Nel XX secolo non esistevano più resti dell'alzato dell'edificio. Verso il 2011 i ruderi sono scomparsi definitivamente in seguito a lavori.

Società Evoluzione demografica

Popolazione Variazione della popolazione residente a Castel del Rio dal 2006 al 2010. Data Abitanti Variazione Italiani Variazione Stranieri Variazione 31/12/2006 139 (11,1%) 31/12/2010 + 0,5% - 3,6% 185 (14,7%) + 33,1% Fonte, Dati Istat al 31 dicembre 2010.

Religione Nel comune di Castel del Rio sono presenti cinque parrocchie facenti parte della Diocesi di ImolaSono: Sant'Ambrogio vescovo (principale), Sant'Andrea, Belvedere, San Miniato e San Pietro apostolo in località Valsalva (nel cui territorio si trova anche la Chiesa di Valmaggiore)..

Nell'ottobre 1922 Madre Maria Agnese Tribbioli (Firenze, 20 aprile 1879 - ivi, 27 febbraio 1965)Terziaria francescana, giunse in Romagna nel giugno 1919 su consiglio del cugino, Paolino Tribbioli vescovo di Imola. Visse due anni a San Patrizio, poi si trasferì nella vallata del Santerno. fondò a Belvedere di Castel del Rio una casa delle «Pie Operaie di San Giuseppe»Si trattava della seconda casa in ordine di tempo, dopo quella di Fiesole (1920). Cfr. .