Tra le più apprezzate attrici cinematografiche britanniche, nel corso di una carriera durata per sette decenni accumulò numerosi riconoscimenti tra cui sette BAFTA (di cui uno speciale e uno alla carriera), cinque Screen Actors Guild Award, quattro Emmy Award, tre Golden Globe (su dodici candidature), due Premi Oscar e un Tony Award.
Nel 1970 vinse l'Oscar alla miglior attrice per la sua interpretazione ne La strana voglia di Jean, mentre nel 1979 vinse il medesimo premio come miglior attrice non protagonista per California Suite. I suoi altri ruoli per cui venne candidata agli Oscar furono per i film Otello (1965), In viaggio con la zia (1972), Camera con vista (1986) e Gosford Park (2001). Negli anni Novanta interpretò l'anziana Wendy Darling in Hook - Capitan Uncino (1991) di Steven Spielberg, la Madre Superiora in Sister Act - Una svitata in abito da suora (1992) di Emile Ardolino e Lady Hester Random in Un tè con Mussolini (1999) di Franco Zeffirelli. Negli anni Duemila e Duemiladieci continuò ad ottenere successo di pubblico con la sua interpretazione di Minerva McGranitt nella saga cinematografica di Harry Potter (2001-2011) e con quella di Violet Crawley, la contessa madre di Grantham, nella serie televisiva Downton Abbey (2010-2015) e nei due successivi film.
Biografia Maggie Smith nacque a Ilford (Essex) il 28 dicembre 1934, figlia terzogenita dopo i due fratelli maggiori, i gemelli Alistair e Ian, di Nathaniel Smith, professore di patologia all'Università di Oxford, e di Margaret Hutton Little. Dopo aver frequentato la "Oxford School for Girl", studiò recitazione alla "Oxford Playhouse School". Nel 1959 entrò a far parte della più prestigiosa compagnia inglese, quella dell'Old Vic (di cui fu membro fino al 1963, anno dello scioglimento della compagnia), e negli anni seguenti si distinse come superba interprete di opere classiche e contemporanee.
Gli inizi Cominciò la sua carriera ancora molto giovane a teatro, sui palcoscenici inglesi dell'Oxford Playhouse, facendosi in breve un buon nome come interprete shakespeariana. Trasferitasi negli Stati Uniti, oltre a continuare la sua attività sul palcoscenico, si dedicò esclusivamente al cinema.
Il suo debutto come attrice televisiva avvenne nel 1955 in uno show della BBC. Dopo alcune parti di poca importanza, nel 1958 ottenne il primo ruolo da protagonista nel film Senza domani di Seth Holt, che le valse la candidatura ai BAFTA Awards come miglior attrice debuttante. Da lì in poi il cinema le offrì parti sempre più importanti in celebri film. Nei primi anni Sessanta interpretò ruoli secondari, ma incisivi, in I cinque ladri d'oro (1962) di Michael Truman, International Hotel (1963) di Anthony Asquith, accanto a Elizabeth Taylor e Richard Burton, e Il magnifico irlandese (1965) di Jack Cardiff, dove affiancò Rod Taylor e grazie al quale ottenne la seconda candidatura ai BAFTA.
Ma il ruolo che la consacrò definitivamente icona del cinema fu quello di Desdemona in Otello (1965), film di grande successo dove affiancò Laurence Olivier. Acclamata dalla critica, ottenne la candidatura ai Golden Globe come miglior attrice e la prima delle sue tante candidature all'Oscar come miglior attrice non protagonista.
I due premi Oscar
Dopo avere interpretato un'infermiera apparentemente ingenua, ma in realtà molto astuta, in Masquerade (1967) di Joseph L. Mankiewicz, accanto a Rex Harrison, Susan Hayward e Capucine, nel 1968 interpretò Milioni che scottano di Eric Till, accanto a Peter Ustinov, e nel 1969 fu la protagonista assoluta in La strana voglia di Jean di Ronald Neame, nei panni dell'anticonformista professoressa Jean Brodie. Per la sua intensa interpretazione, la Smith ottenne la candidatura ai Golden Globe, le venne assegnato il BAFTA Awards e vinse il primo Oscar come miglior attrice protagonista nel 1970.
La sua classe e le sue capacità di interprete vennero sempre più richieste da registi come George Cukor, che la volle per In viaggio con la zia (1972), che le valse la candidatura sia ai Golden Globe sia agli Oscar come miglior attrice protagonista. Seguirono poi Invito a cena con delitto (1976) di Robert Moore, con tra gli altri Peter Falk, e il giallo Assassinio sul Nilo (1978), diretto da John Guillermin e tratto da un romanzo di Agatha Christie, in cui recitò accanto a Peter Ustinov, Bette Davis, David Niven, Mia Farrow, Olivia Hussey e Angela Lansbury.
Nello stesso anno venne scelta per California Suite di Herbert Ross, commedia brillante suddivisa in vari capitoli. La Smith interpretò un'attrice nevrotica e lunatica - affiancata da Michael Caine - ruolo per cui si aggiudicò il suo secondo Oscar come miglior attrice non protagonista nel 1979. Ricevette inoltre il primo Golden Globe e un'ennesima candidatura ai BAFTA.
Anni ottanta e novanta Durante gli anni Ottanta interpretò Scontro di titani (1981) di Desmond Davis, Quartet (1981) di James Ivory, Delitto sotto il sole (1982) di Guy Hamilton, tratto da un romanzo di Agatha Christie, Profumo di mare (1983) di Bryan Forbes, con David Niven e Art Carney, Pranzo reale (1984) di Malcolm Mowbray, in cui diede un'interpretazione particolarmente ironica, e Camera con vista (1985) diretta da James Ivory, in cui interpretò Charlotte, dama di compagnia di Helena Bonham Carter, ruolo che le fece guadagnare un'altra candidatura all'Oscar e il secondo Golden Globe come miglior attrice. Il decennio si chiuse con La segreta passione di Judith Hearne (1987) di Jack Clayton (che già la diresse nel 1964 in Frenesia del piacere), affiancata da Bob Hoskins, per cui ricevette il BAFTA alla miglior attrice.
Nel 1990 vinse il Tony Award come miglior attrice per lo spettacolo teatrale Lettice and Lovage. Nel 1991 Steven Spielberg le affidò il ruolo di Wendy Darling nel film Hook - Capitan Uncino, affiancata da Dustin Hoffman, Robin Williams, Julia Roberts, Bob Hoskins e Glenn Close.
Ma venne soprattutto ricordata per la sua presenza nel celebre film Sister Act - Una svitata in abito da suora (1992) e nel sequel Sister Act 2 - Più svitata che mai (1993), in entrambi i quali interpretò la Madre Superiora del Convento, a fianco di Whoopi Goldberg nei panni di una scatenata (e improvvisata) suora.
Interpretò poi famosi film come Riccardo III (1995), Il club delle prime mogli (1996), Washington Square - L'ereditiera (1997), Amori e ripicche (1998) e chiuse il fortunato decennio diretta da Franco Zeffirelli in Un tè con Mussolini (1999), a fianco di Cher e di Judi Dench. Grazie a questo film vinse il suo settimo BAFTA Award.
Anni duemila Nel 2002 fu ancora candidata agli Oscar per Gosford Park (2001) di Robert Altman.
Nel nuovo millennio si fece apprezzare dalle nuove generazioni grazie all'interpretazione della professoressa Minerva McGranitt nella fortunata serie Harry Potter, in cui apparve per la prima volta in Harry Potter e la pietra filosofale (2001), seguito da Harry Potter e la camera dei segreti (2002), Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (2004), Harry Potter e il calice di fuoco (2005), Harry Potter e l'Ordine della Fenice (2007), e Harry Potter e il principe mezzosangue (2009), che riuscì a completare malgrado fosse stata colpita da un cancro al seno. Riprese il ruolo nel conclusivo Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2 (2011). Il pubblico giovane la apprezzò nei panni della severa ma buona professoressa e ricevette ottime recensioni anche dalla critica.
Oltre alla saga di Harry Potter negli ultimi anni interpretò svariati film come La mia casa in Umbria (2003), che le fece guadagnare il suo primo Emmy Award come miglior attrice. Nel 2007 prese parte al film Becoming Jane - Il ritratto di una donna contro e nel 2010 recitò con Emma Thompson in Tata Matilda e il grande botto.
Anni duemiladieci Dal 2011 fece parte del cast della serie televisiva Downton Abbey nel ruolo di Violet, Contessa Madre di Grantham. Grazie a questa interpretazione ricevette due premi Emmy, nel 2011 e 2012, rispettivamente come migliore attrice non protagonista in una miniserie e migliore attrice non protagonista in una serie drammatica. Ottenne inoltre una candidatura al Golden Globe 2012, vinse il premio nel 2013, e una candidatura al BAFTA come miglior attrice non protagonista nel 2012. La serie conquistò un grande successo, registrando ascolti altissimi in tutto il mondo.
Sempre nel 2011 prestò la voce al personaggio di Lady Bluebury nel film d'animazione Gnomeo e Giulietta. Nel 2012 interpretò i film Marigold Hotel e Quartet, diretto da Dustin Hoffman, che le valse la candidatura ai Golden Globe quale miglior attrice in una commedia musicale. Nel 2015 prese parte al film The Lady in the Van di Nicholas Hytner, per il quale ottenne la candidatura al Golden Globe come miglior attrice in una commedia musicale e un'altra candidatura ai BAFTA come miglior attrice.
Nell'aprile del 2019, dopo dodici anni di assenza dalle scene, tornò a recitare a teatro nella pièce di Christopher Hampton A German Life, in scena al Bridge Theatre di Londra, in cui interpretò la segretaria di Joseph Goebbels, Brunhilde Pomsel. Sempre nel 2019 reinterpretò la contessa madre Violet nel film Downton Abbey, sequel dell'omonima serie televisiva.
Morte Morì il 27 settembre 2024 presso il Westminster Hospital di Chelsea, a Londra, all'età di 89 anni.
Vita privata Maggie Smith si sposò due volte: la prima nel 1967 con l'attore Robert Stephens, dal quale ebbe due figli, Chris Larkin e Toby Stephens; entrambi intrapresero la carriera di attori. Nel 1975 divorziò da Stephens e nello stesso anno si risposò con il drammaturgo Beverley Cross, morto nel 1998.
Nel 1988 le fu diagnosticata la Malattia di Basedow-Graves, ma in seguito a un ciclo di radioterapia e a un intervento chirurgico, riuscì a guarire. Nel 2007 le fu diagnosticato un tumore al seno, ma lei insistette per continuare a girare le sue scene in Harry Potter e il principe mezzosangue. Nel 2009 venne data la notizia della sua completa guarigione dalla malattia.
Filmografia Attrice Cinema Child in the House, regia di Cy Endfield (1956) - non accreditata Senza domani (Nowhere to Go), regia di Seth Holt (1958) I cinque ladri d'oro (Go to Blazes), regia di Michael Truman (1962) International Hotel (The V.I.P.s), regia di Anthony Asquith (1963) Frenesia del piacere (The Pumpkin Eater), regia di Jack Clayton (1964) Il magnifico irlandese (Young Cassidy), regia di Jack Cardiff (1965) Otello (Othello), regia di Stuart Burge (1965) Masquerade (The Honey Pot), regia di Joseph L. Mankiewicz (1967) Milioni che scottano (Hot Millions), regia di Eric Till (1968) La strana voglia di Jean (The Prime of Miss Jean Brodie), regia di Ronald Neame (1969) Oh, che bella guerra! (Oh! What a Lovely War), regia di Richard Attenborough (1969) In viaggio con la zia (Travels with My Aunt), regia di George Cukor (1972) Amore, dolore e allegria (Love and Pain and the Whole Damn Thing), regia di Alan J. Pakula (1973) Invito a cena con delitto (Murder by Death), regia di Robert Moore (1976) Assassinio sul Nilo (Death on the Nile), regia di John Guillermin (1978) California Suite, regia di Herbert Ross (1978) Quartet, regia di James Ivory (1981) Scontro di titani (Clash of the Titans), regia di Desmond Davis (1981) Delitto sotto il sole (Evil Under the Sun), regia di Guy Hamilton (1982) Il missionario (The Missionary), regia di Richard Loncraine (1982) Profumo di mare (Better Late Than Never), regia di Bryan Forbes (1982) Per amore di Lily (Lily in Love), regia di Károly Makk (1984)Cfr. Il Piccolo di Trieste, 8 giugno 1994, p. 28; ivi, 1° agosto 1995, p. 24. Pranzo reale (A Private Function), regia di Malcolm Mowbray (1984) Camera con vista (A Room with a View), regia di James Ivory (1985) La segreta passione di Judith Hearne (The Lonely Passion of Judith Hearne), regia di Jack Clayton (1987) Hook - Capitan Uncino (Hook), regia di Steven Spielberg (1991)