Gardone Riviera (Gardù de Riera in dialetto gardesano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Brescia in Lombardia. Ha una superficie territoriale con un'altimetria che varia dai ai
È una delle principali località turistiche del lago di Garda.
Famoso nel territorio il Vittoriale degli Italiani, dimora di Gabriele D'Annunzio divenuta attualmente una fondazione aperta al pubblico con circa visitatori annuali.
Geografia fisica
Territorio
Rispetto al capoluogo è in posizione nord-est a una distanza di 40 chilometri. È situata sulla sponda bresciana (occidentale) del lago di Garda. Fa parte del Parco regionale dell'Alto Garda Bresciano.
Clima Il comune è affacciato sul lago di Garda, le cui acque di superficie accumulano calore, che viene restituito nelle stagioni fredde, ciò permette la presenza di colture di tipo mediterraneo come gli ulivi e gli agrumi. La particolare orografia ripara Gardone dai venti freddi, come è dimostrato dalla presenza di palme, banani, agavi, alberi secolari di canfora ed il cappero, che fiorisce sui muri esposti a sud. Fu questo clima mite e salubre a permettere la trasformazione da povero paese agricolo in stazione turistica rinomata, a partire dalla fine del XIX secolo, quando i medici di tutta Europa ricercavano località adatte alla cura delle malattie polmonari, che colpivano persone di tutte le classi sociali.
Storia
Le alture nei pressi di Gardone Riviera furono abitate fin dall'età del bronzo, come dimostrano gli scavi archeologici condotti nel 2017 dall'Università di Padova e Pisa nell'area del monte Castello alle spalle della frazione di San Michele in val di Sur. Qui sono stati trovati elementi in terracotta legati alla filatura, il manico di un falcetto per la mietitura e scorie di fusione che testimoniano attività metallurgica.
Nella frazione di Fasano furono ritrovate lapidi di epoca romana, quando lungo le sponde del lago sorgevano grandi ville, come quella dei Nonii Arii, i cui resti sono tuttora visibili nei pressi della chiesa parrocchiale di Toscolano Maderno.
Durante il medioevo fu territorio longobardo, come testimonia la dedica a S. Michele di una cappella sulla collina; il nome stesso del comune sembra derivare dal termine warda, ovvero fortezza o presidio militare. Sicuramente permane un castello in val di Sur, come testimoniato da un documento del 1420. Dopo le invasioni degli Ungheri nella fine del sec. X, anche a Gardone si suppone venisse eretto un forte-castello nella Contrada. Un resto di bastione è tuttora ben conservato nella strada Torricella. Il documento più antico che richiami l'attenzione su un lembo di terra gardonese è il diploma del 958 col quale Berengario II e Adalberto confermano al monastero di Leno i suoi possedimenti sulle rive del lago, fra i quali vi è la Valle di Surro. Beni in Gardone venivano acquistati con atto di permuta del maggio 1038 dal vescovo Olderico, che ne fece dono al monastero di S. Eufemia a Brescia. Il monastero dei SS. Cosma e Damiano ebbe beni specie in Morgnaga e in Fasano. Il vescovo di Brescia affidò il feudo agli Ugoni, famiglia bresciana legata ai Martinengo. In quest'epoca il borgo faceva parte di un ente sovra-comunale che riuniva i comuni rivieraschi del Garda bresciano denominato Magnifica Patria della riviera di Salò. Privilegi risalenti alla prima metà del XIV secolo facevano riferimento alla “riperia” come a istituzione definita, mentre si ha notizia che nel 1334 fu decisa la riforma degli statuti della riviera. Gli statuti noti più antichi risalgono tuttavia al 1351. Sotto la dominazione viscontea venivano inviati un capitano e un podestà con il compito di amministrare la giustizia.
La Magnifica Patria In età veneta, a partire dal 1521, la Magnifica Patria mantenne condizioni di privilegio rispetto al resto del territorio bresciano. I trentaquattro comuni che appartenevano alla riviera erano suddivisi in sei quadre, ognuna delle quali eleggeva i propri rappresentanti nel consiglio generale. Dal consiglio generale erano poi eletti i deputati, cui spettava la gestione degli affari ordinari e l’esecuzione delle delibere del consiglio. Dal punto di vista giurisdizionale, dopo lunghe controversie con la città, fu stabilito che il provveditore inviato da Venezia amministrasse la giustizia criminale su Salò e i comuni della riviera, il podestà inviato da Brescia era invece competente per la giustizia civile. Gardone con Toscolano era nella quadra di Maderno, con l'esenzione delle tasse per il mantenimento degli uomini d'armi, e nel 1581 era il più popoloso dei comuni della quadra con abitanti, Maderno 756 Tusculano 1061.
In questo periodo fiorisce la coltivazione degli agrumi lungo tutta la riviera. "Ha nella Riva del lago per forse diece miglia da Salò a Gargnano molti giardini, che di amenità non cedono a quei che scrissero poeti di Atlante, di Alcinoo, e dell'Hesperidi, copiosi in ogni stagione dell'anno di tutti quei pomi che hanno scorza d'oro, Limoni, Aranzi, pomi di Adamo".
Lungo i torrenti sorgono mulini e fucine: sono ancora visibili lungo il corso inferiore del Barbarano i ruderi di una di queste officine specializzate nella fornitura di "ferrarezze", per lo più chiodi, alla Serenissima Repubblica. Dice il Grattarolo nel 1587 che facevano "tal rumore che chi passa, e specialmente di notte, para appunto di passar tra Mongibello" (l'Etna).
La pax veneziana si interrompe nel 1704, durante la guerra di successione spagnola, il territorio vede le scorribande dovute al passaggio degli imperiali e dei franco-spagnoli nel triangolo Monte Maderno, Fasano (accampamento tedesco) e Salò (accampamento Franco-Ispano). Il 23 aprile 1706 presso la rocchetta di Bornico avvenne una battaglia fra i Tedeschi, i quali arrivavano fino a Monte Maderno, ed i Gallo-Ispani, che si erano spinti a Fasano fino a Bezzuglio. I Gallo-Ispani rimasero sconfitti e furono ricacciati oltre Salò con gravi perdite. Gardone e Fasano vennero saccheggiati.
Repubblica Cisalpina e Regno Lombardo Veneto Gardone subì un altro saccheggio nel 1797 da parte dei Francesi uniti ai Bresciani, avendo rifiutato con Salò ed altri comuni della Riviera di ribellarsi a Venezia. Il Governo Provvisorio Bresciano costituì il Cantone del Benaco, poi aggregato alla Repubblica Cisalpina. Dal 1815 passa sotto il dominio dell'Austria nel Regno Lombardo Veneto. In questo periodo diviene sempre più importante la coltivazione degli agrumi, nel 1851 si contano 54 limonaie per 2,75 ettari e 1375 campi. I limoni, gli aranci, i cedri si vendono bene nel mercato nordico. Nel 1855 la gommosi comincia ad intaccare le coltivazioni: fu una catastrofe. Solo a partire dal 1873 si cominciò ad innestare l'arancio amaro, resistente alla gommosi ed alcune limonaie tornarono in attività.
Gardone italiana Gardone viene annessa con la Lombardia al Regno di Sardegna nel 1859 e diviene italiana nel 1861, ma la fortuna del borgo ebbe inizio con l'arrivo della famiglia italo austriaca dei Wimmer. Luigi ed Emilia Wimmer nel 1877 comperarono la tenuta del Cargnacco, in seguito acquistata da d'Annunzio: essi si trasferirono ufficialmente da Brescia a Gardone nel 1880. Nel 1881 apre il loro primo albergo: Il Pizzocolo. Luigi Wimmer diviene sindaco nel 1881 ed accelera la trasformazione della cittadina, ponendo le basi della città giardino, con la creazione di passeggiate nel verde.
Sotto l'impulso di questo ingegnere e soprattutto della moglie Emilia Holzgärtner, il paese si trasforma, vengono coinvolti amici e conoscenti, dapprima ospiti dell'albergo e poi residenti attirati dal clima dolce e dalla possibilità di acquistare terreni a cifre ragionevoli. Saranno soprattutto medici, come il dottor Rodhen e Koeniger a diffondere i pregi della località sulle riviste specialistiche tedesche, come stazione climatica invernale adatta a persone dalla salute delicata. Il dottor Karl Koeniger acquista un edificio settecentesco con ampio giardino, affidando il progetto ad Angelo Fuchs, lo trasforma in stabilimento di cura con 30 camere - Villa Primavera - oggi l'edificio ospita il municipio del paese. Con Rhoden, che si è stabilito sulla riva del lago a villa Rhuland, fonda il Kurverein "Comitato per la Stazione climatica di Gardone Riviera" che operò per la promozione di opere pubbliche con i denari raccolti con la Kurtaxe (primo esempio di tassa di soggiorno in Italia).
Dopo la morte prematura di Wimmer la signora Emilia amplierà l'albergo di famiglia fondando il Grand hotel Gardone Riviera, luogo prediletto per le vacanze dei tanti ospiti che dalla Mitteleuropa e dalla Russia soggiorneranno nel borgo gardesano.
Gardone Mitteleuropea Nella Belle Époque molte famiglie austriache e tedesche costruirono splendide residenze in riva al Lago. I Langensiepen, industriali della Westfalia, costruttori di pompe, acquistarono villa Ruhland e l'uliveto a monte, ove l'architetto Heinrich Schäfer realizzerà la splendida villa in stile neoclassico oggi nota come Villa Alba, immersa in un parco di con torre belvedere e darsena, ribattezzata da d'Annunzio Torre San Marco. Max Langensiepen, appassionato di botanica, avvia un'attività vivaistica e di esportazione verso i mercati nordici di palme e piante mediterranee in vaso.
Nel 1897 viene aperta al culto una chiesa evangelica progettata dall'architetto danese Aage von Kauffmann, con finanziamenti della comunità luterana di Francoforte.
Nel 1904 August Rodhen costrui la Pension Quisisana, clinica che pur cambiando denominazione non ha mai interrotto l'attività.
Sorge la Kurhaus in riva al lago poi Kur-casino, che per breve tempo fu attivo anche per il gioco della roulette, ma con la legge del 1912, che proibì il gioco d'azzardo, ritornò ad essere luogo di attrazione per feste, concerti, spettacoli teatrali, centro della vita mondana. In riva al lago sorgono anche Il Grand hotel Fasano progettato dall'architetto di Brema Fritz Schumacher. Nel 1906 sorge il Grand Hotel Savoia opera di Schäfer poi Savoy Palace, a cui il proprietario italiano del primo dopoguerra aggiungerà il parco pubblico, che d'Annunzio ribattezzerà "Rimbalzello".
La cittadina si sviluppò senza un vero piano regolatore, ma la forte influenza esercitata dall'ing. Fuchs, che fu anche sindaco del paese, e l'intervento di validi architetti fecero assumere a Gardone un'immagine armoniosa di città parco, come rivelano le cartoline dell'epoca. La stagione turistica durava tutto l'anno, quella del 1912-13 vide la presenza di ospiti. Fra gli ospiti fissi il prof. Henry Thode, che acquistò la tenuta del Cargnacco dalle figlie di Wimmer: egli con la sua fama animò la scena culturale della cittadina tenendo conferenze al Casinò sul rinascimento italiano, ove presentò la sua monografia su san Francesco d'Assisi. Portò la sua biblioteca e la raccolta di fotografie di opere d'arte in quello che nel primo dopoguerra diverrà il Vittoriale. La moglie Daniela Senta von Bülow, nipote di Franz Liszt, recò al Cargnacco il pianoforte Steinway del nonno: la contessa riuscì a farselo restituire dopo la seconda guerra mondiale e lo donò al museo del Teatro alla Scala, ove è stato recentemente restaurato.
A villa Annina - Itolanda- soggiornava Il poeta Paul Heyse, premio nobel nel 1910, che dedicò al lago di Garda numerose poesie e novelle. Un'altra grande collezione di libri e di opere d'arte antiche si trovava nella villa di Alexander Gunther in riva al lago a Fasano, opere che dopo il sequestro dei beni degli stranieri del 1918 finirono in parte al Museo di S.Giulia a Brescia e in parte disperse.
La prima guerra mondiale La prima guerra mondiale pone termine alla Bella Époque gardonese. Il territorio diviene seconda linea di difesa di un fronte poco lontano: all'altezza di Ponale e della valle di Ledro. Una parte degli abitanti di Limone viene trasferita a Gardone Riviera. I beni di proprietà tedesca ed austriaca vengono espropriati.