Chiàvari (AFI: ; Ciâvai in ligure ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Genova in Liguria.
Centro commerciale del Tigullio, è la terza città per numero di abitanti del territorio metropolitano dopo Genova e Rapallo. Ha dato i natali ai padri di Nino Bixio, Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi, il quale, dopo la cessione di Nizza alla Francia, divenne cittadino chiavarese in forza delle sue origini; ciò gli permise di rimanere cittadino italiano.Fonte da "Lunaio 2011", calendario edito dall'Associazione culturale "O Castello".
In precedenza capoluogo del dipartimento degli Appennini durante il Primo Impero francese (1805-1815) e dell'omonima provincia (1819-1859) con l'annessione agli Stati sabaudi nel 1815, è ancora oggi un importante centro e punto di riferimento per le valli dell'entroterraPer la sua importanza geografica e comprensoriale a Chiavari sono dislocati diversi uffici pubblici e istituzionali (uffici distaccati della città metropolitana, di sindacati nazionali, ordini professionali, centro per l'impiego e formazione lavorativa) facenti capo per tutto il comprensorio del Tigullio e delle valli interne più prossime al all'orbita chiavarese (val Fontanabuona, valle Sturla e val d'Aveto). Già sede dell'attività giudiziaria con un apposito tribunale nel levante del territorio metropolitano genovese, soppresso dal settembre 2013 con l'accorpamento a quello di Genova, dal 1892 è altresì sede della locale diocesi.
È famosa in tutto il mondo per il suo design; l'esempio più conosciuto è la sedia di Chiavari (detta "chiavarina").
Geografia fisica
Territorio La città si affaccia sul mar Ligure della Riviera di Levante, posizionandosi geograficamente al centro del golfo del Tigullio, a est di Genova.
Il nucleo urbano è situato alla destra del fiume Entella, che qui sfocia al termine della piana alluvionale, dividendo a est la città dall'attigua Lavagna; Chiavari è inoltre attraversata dal torrente Rupinaro (nella zona più occidentale del territorio comunale) e da altri rii minori.
Tra le vette del territorio il monte Anchetta (544 m).
Entroterra chiavarese Viene solitamente definita come "entroterra chiavarese" la parte geografica retrostante la costa della cittadina ligure, compresa tra la media e bassa val Fontanabuona, la valle Sturla, la val Graveglia e la Val d'Aveto. Fu storicamente legata al capitaneato di Chiavari, istituito nel XIII secolo dalla Repubblica di Genova nel levante ligure. Le valli, infatti, rientravano nei territori geografici del capitaneato chiavarese fino al XVIII secolo e costituivano un'importante risorsa economica per Chiavari che divenne uno dei maggiori centri del Tigullio dell'epoca.
L'area parte dalla parte meridionale della piana del fiume Entella e si dirige verso nord. Ha la tipica vegetazione e zone agricole della Liguria; in rapida successione si presentano colture mediterranee con piante e pratiche agrarie di tipo continentale-montano. Vi sono inoltre vaste coltivazioni di ulivi (specie nella zona di Leivi), castagno e nocciolo. Addentrandosi nella valle fontanina, si trova ancora l'allevamento del bestiame.
Clima
Origini del nome Il toponimo è di origine incerta; si può accostare a una radice celto-ligure *klavo (come Chiavenna) oppure a *clavulis col significato di "piantagione (di ulivi)", dal latino rustico clavula ("piantone") in forma plurale e con un esito -ulis > -ari, comune ad altri toponimi di area ligure.
Storia
Età preistorica e romana Nel 1959Fonte dalla , nel corso di alcuni scavi edili per la realizzazione di nuovi edifici, sono stati rinvenuti nella zona dell'attuale viale Enrico Millo alcuni insediamenti umani e i resti di un'antica necropoli.
Dopo dieci anni di studi di approfondimento si è potuto datare tra l'VIII e il VII secolo a.C. i resti di tale necropoli e dell'insediamento preromano. Questa ipotesi potrebbe essere confermata anche dal ritrovamento di reperti murari risalenti al I secolo a.C..
Dal 1985Fonte dal sito Archeocarta.com alcuni oggetti sono conservati presso il museo archeologico cittadino, dedicato alla preistoria e protostoria dell'area geografica del Tigullio, tra i quali tombe racchiuse in lastroni d'ardesia dove furono rinvenuti monili e oggetti in ferro, oro e bronzo.
Al tempo dell'Impero romano Chiavari fu un importante centro costiero del territorio tigullino e alcuni documenti dell'epoca la nomina come Tigullia, altri come Segesta Tigullorum; quest'ultima è stata scattata dagli storici poiché tale nome diede più probabilmente origine all'odierna Sestri Levante. In altri testi, sempre del X secolo, viene invece citata come semplice contrada della pieve di Santo Stefano di Lavagna.
Dalla caduta dell'impero romano allo sviluppo della Cittadella Dopo il V secolo subì le devastazioni di Eruli e Goti. Passata ai Bizantini dopo le guerre gotiche, fu conquistata dal re longobardo Rotari nel 641.
Con la conquista franca appartenne alla marca obertenga. In un documento del 980 la città viene citata come Clavaro. Passò in seguito sotto il dominio della Repubblica di Genova.
La Cittadella e la repubblica genovese La primitiva, ma efficace espansione dell'originaria "Cittadella" o "Borgo di Chiavari" avvenne nel XII secolo ad opera della Repubblica di Genova, alla quale Chiavari si sottomise promettendole una ferrea alleanza. La repubblica e i consoli genovesi cambiarono l'impianto urbano della città tra il 1147 e il 1178, proteggendola con mura difensive erette nel 1167, che in alcuni punti del centro storico sono ben visibili e in buono stato di conservazione.
Per una maggiore difesa della nuova cittadella fu costruito sopra un colle, soprastante ad un primo allineamento abitativo denominato "Borgolungo", un locale castello come avamposto contro la famiglia Malaspina, già signori del levante ligure e della Lunigiana. Questi ultimi tentarono un assedio nel 1172, ma furono respinti dai Genovesi.
Il Capitaneato e i Fieschi
Nel 1243 si costituì ufficialmente in libero comune sotto il potere della repubblica genovese, e nello stesso secolo Chiavari fu scelta come sede del vicariato della Riviera orientale. Cent'anni dopo il primo assedio dei Malaspina la città fu nuovamente assediata dai conti Fieschi della vicina Lavagna che, costituendo un'alleanza con i Malaspina, riuscirono a sottrarre il comune dalla dominazione di Genova.
Chiavari fu quindi feudo fliscano fino al 1332, anno in cui la Repubblica di Genova riuscì nella riconquista feudale ed elesse il comune a sede del futuro capitaneato levantino, il quale inglobò quasi interamente il territorio del Tigullio e della val Fontanabuona.
In questi secoli la cittadina partecipò attivamente al commercio marittimo genovese e a partire dal 1368 nuove attività artigianali furono trasferite dall'antica via Ravascheri, considerata all'epoca una "via patrizia", nell'odierno "Caruggio Dritto" (via Martiri della LiberazioneAssumerà la nuova e attuale denominazione al termine della seconda guerra mondiale. e via Vittorio Veneto) dei borghesi. Si modificò pertanto nuovamente la conformazione urbana chiavarese: il centro della cittadella ebbe due strade principali commerciali e diversi caruggi laterali; le strade che scendevano verso il mare furono destinate alle famiglie meno abbienti.
Nel 1393 i Fieschi riuscirono a sottrarre nuovamente la città dal controllo di Genova, ma solo per un breve periodo, poiché poco dopo il comune tornò sotto il dominio genovese. La repubblica arricchì molto la struttura edilizia erigendo nuovi palazzi signorili e portici lungo le vie principali e laterali; inoltre, su espressa richiesta genovese, tutte le attività civiche furono concentrate all'interno della Cittadella, ad esempio gli organi della giustizia. Ancora oggi il palazzo vecchio del tribunale si trova nella medesima posizione.
Il Rinascimento, la peste e il Settecento L'impianto architettonico si mantenne inalterato fino al tardo Cinquecento; da tale epoca all'interno delle mura sorsero nuovi palazzi signorili furono nel contemporaneo stile rinascimentale. La scelta del nuovo stile architettonico si manifestò soprattutto nelle vie principali Ravaschieri e Stefano Rivarola dove furono eretti o rivisti palazzi molto simili ad edifici presenti a Genova. A partire dal 1648, o forse dal 1646, Chiavari ebbe il titolo di città dalla Repubblica di Genova.
Nel 1656-1657 una violenta pestilenza causò, oltre alle numerose vittime, il collasso sociale ed economico. La città visse una forte ripresa a partire dal XVIII secolo, quando si decise di abbattere a ponente le mura, erette dai genovesi, e di costruire nuovi insediamenti abitativi e nuove strade, conservandone però lo stile architettonico e il binomio strada-portico.
Napoleone e il Dipartimento degli Appennini
Così come altri comuni e borghi della Liguria, Chiavari subì l'invasione dell'esercito austriaco nel 1747 e poi la campagna napoleonica in Italia nel 1797. Napoleone Bonaparte riuscì a sottomettere la repubblica genovese e ad annettere i territori liguri al Primo Impero francese grazie al trattato di Campoformio, quando fu ufficialmente istituita la democratica Repubblica Ligure e il suo territorio fu diviso in nuovi dipartimenti e arrondissement alla francese.
Il TigullioArrondissement di Chiavari con giurisdizione nei cantoni di Chiavari, Borzonasca, Lavagna, Moconesi, Rapallo, Santo Stefano d'Aveto, Sestri Levante e Varese Ligure., lo SpezzinoArrondissement di Sarzana con giurisdizione nei cantoni di Sarzana, Albiano, Calice al Cornoviglio, Fivizzano, Sesta Godano, La Spezia, Lerici, Levanto e Vezzano Ligure., la parte meridionale del Parmense e alcune municipalità della LunigianaArrondissement di Pontremoli con giurisdizione nei cantoni di Pontremoli, Bagnone, Berceto, Borgo Val di Taro, Compiano, Filattiera, Groppoli e Terrarossa. rientrarono nei confini amministrativi del dipartimento degli Appennini che assunse Chiavari come capoluogo. Il dipartimento esistette fino al 1814, anno della caduta di Napoleone I.
Dal Regno di Sardegna all'Italia unita Nel 1815 il congresso di Vienna, convocato per ridisegnare i confini geografici-politici degli Stati italiani ed europei, stabilì lo scioglimento della repubblica ligure e l'annessione di essa agli Stati sabaudi. Chiavari, già sede del dipartimento napoleonico, fu eletta a capoluogo dell'omonima provincia nel 1819.
Nel 1859, con l'emanazione del decreto Rattazzi, divenne capoluogo dell'omonimo circondario, inserito nell'allora provincia di Genova e soppresso nel 1926.
Il 3 dicembre 1892 papa Leone XIII istituì la nuova diocesi di Chiavari, la più recente delle diocesi liguri.
Nel corso dell'Ottocento e Novecento Chiavari subì una forte emigrazione, maggiore nell'entroterra della val Fontanabuona, che portò numerose famiglie in America Latina; per facilitare gli scambi tra le famiglie rimaste e quelle emigrate in città fu aperto il consolato del Perù, soppresso nel 1989Marco Caselli, "Vite transnazionali? Peruviani e peruviane a Milano", Milano: FrancoAngeli 2009, pag. 31.. Ancora oggi molte famiglie originarie della cittadina costiera e della valle fontanina risiedono in Sudamerica, particolarmente a Lima (Perù), Valparaíso (Cile), Buenos Aires (Argentina) e Montevideo (Uruguay), conservando cognomi tipici della zona. Molte strade di Chiavari portano il nome di queste città sudamericane (corso Lima, corso Valparaíso, corso Buenos Aires, corso Montevideo ecc.).
Nell'autunno del 1969 all'Hotel Stella Maris, di proprietà di un istituto religioso, si tenne un convegno tra Renato Curcio e una settantina di appartenenti al "Collettivo politico metropolitano" di Milano. Tra di loro ci furono molti di coloro che l'anno dopo avrebbero fondato le Brigate Rosse. Il loro simbolo, la stella a cinque punte, deriverebbe proprio dal simbolo dell'albergo, tuttora presente.
La mancata provincia di Chiavari e del Tigullio