Calestano (Calistan in dialetto parmigiano..) è un comune italiano di abitanti della provincia di Parma in Emilia-Romagna.
Geografia fisica Territorio Il comune di Calestano si estende per circa 58 km² nella tratto medio-alto della valle del torrente Baganza. Il territorio confina a nord con i comuni di Sala Baganza e Felino, a est con i comuni di Langhirano e Corniglio, a sud con il comune di Berceto e a ovest con quello di Terenzo.
Notevole è l'escursione altimetrica del territorio, la cui altitudine varia da un minimo di 293 m s.l.m., misurati nel fondovalle nel punto più settentrionale, a un massimo di 1313 m s.l.m., raggiunti lungo il crinale che divide la Val Parma dalla Val Baganza.
Il municipio, ubicato nel centro storico di Calestano, sorge alla quota di 417 m s.l.m. sulla sponda destra del torrente Baganza, che a valle del capoluogo segna il confine occidentale che divide il comune prima da Terenzo e poi da Sala Baganza. Solo in corrispondenza del capoluogo il territorio comunale si estende per un breve tratto anche sulla sponda sinistra del Baganza, che è in gran parte caratterizzata da ripidi pendii, sfavorevoli all'insediamento di centri abitati; viceversa, il versante orientale della valle presenta declivi più dolci ed è attraversato da numerosi affluenti del Baganza, tra i quali il rio Moneglia, che lambisce il centro di Calestano..
Il territorio presenta una buona copertura boschiva che si alterna alle aree coltivate, diffuse soprattutto nelle vallate dei vari rii e nei punti in cui il pendio digrada facendosi più dolce..
Nei pressi della località di Chiastre di Ravarano si trovano i Salti del Diavolo, affioramenti allineati di rocce sedimentarie a forma di torri che tagliano ortogonalmente la val Baganza. Le strutture derivano dalla disgregazione di antichi conglomerati formatisi per sedimentazione del fondo oceanico ligure-piemontese nel periodo Campaniano del Cretacico superiore.. Alla base di ciascuna torre sono cementati grandi ciottoli, che diventano più piccoli e arrotondati verso il centro, mentre la sommità è costituita da un amalgama compatto di colore biancastro, molto utilizzato fino al XX secolo nelle decorazioni architettoniche degli edifici della zona.
Clima Essendo ubicato nel medio Appennino, Calestano gode di un clima caldo e temperato caratterizzato da inverni piuttosto rigidi, nei quali facilmente la temperatura scende sotto zero, ed estati calde. La temperatura media annua è di circa 11.4 °C, mentre il mese più caldo è luglio e quello più freddo è gennaio. Le temperature medie variano durante l'anno di 20.2 °C.
La piovosità media annua si attesta intorno agli 1261 mm; le precipitazioni più intense avvengono in primavera e in autunno, mentre i periodi più secchi sono l'inverno e l'estate. Durante i mesi invernali, le precipitazioni assumono non di rado carattere nevoso che, in taluni casi, possono anche generare notevoli accumuli al suolo.
Di seguito si riporta una tabella riassuntivi dei principali dati meteorologici:
Classificazione climatica: zona E, 2991 GG Classificazione sismica: zona 3, secondo la classificazione sismica della protezione civile del marzo 2015
Origini del nome Il toponimo ha origine latina; Calestano deriverebbe infatti dal prediale Callistanus, riferibile a un certo Callistus, possidente romano proprietario di fondi agricoli nella zona.
Storia Origini Il territorio di Calestano risultava popolato già nel neolitico; risalgono infatti all'incirca al 5000 a.C. alcuni strumenti in pietra rinvenuti nei pressi di Marzolara.
Sono invece databili all'incirca nel 3000 a.C., in piena età del rame, vari oggetti scoperti nel tempo in varie località nei dintorni.
Durante l'età del bronzo, intorno al 1500 a.C., la zona era abitata dai Liguri, che fondarono un castellaro a monte di Fragno; allo stesso popolo è riferibile una tomba risalente alla fine del IV secolo a.C., portata alla luce nei pressi di Casaselvatica, assegnata al comune di Berceto alla fine del XIX secolo.
In epoca romana sorsero qua e là piccoli villaggi e fattorie, nelle posizioni più favorevoli allo sfruttamento agricolo; di quell'epoca sopravvivono ancora alcuni toponimi delle località dei dintorni, tra cui quello di Calestano.
Medioevo In età medievale gli antichi insediamenti romani e la rete viaria si mantennero pressoché inalterati.
La più antica testimonianza dell'esistenza del borgo di Calestano risale al 20 marzo 1028, quando fu menzionato in un contratto di livello relativo a una corte agricola situata a Fontanelle..
A presidio della vallata furono edificati tra l'XI e il XIII secolo, probabilmente dal Comune di Parma, i castelli di Calestano, Marzolara, Alpicella, Vigolone e Ravarano; mentre quest'ultimo fu acquistato nel 1214 dal marchese Pelavicino Pallavicino,. gli altri furono donati nel 1249 al conte di Lavagna Alberto FieschiSecondo lo storico Federico Federici, Calestano, Vigolone e le terre dei dintorni rientravano nei domini fliscani già dalla fine del XII secolo, mentre altri studiosi sono concordi nel ritenere che la cessione della zona fosse avvenuta nel 1249, in segno di riconoscimento per l'aiuto fornito da Alberto Fieschi l'anno precedente nella battaglia di Parma, contro l'imperatore del Sacro Romano Impero Federico II di Svevia. Vedi .... Nel 1275 il cardinale Ottobono Fieschi, futuro papa Adriano V, nominò suo erede di tali terre il fratello Percivalle; alla morte di quest'ultimo nel 1290 subentrarono i nipoti Luca, Carlo e Ottobono del ramo di Torriglia, che nel 1313 ne furono investiti dall'imperatore del Sacro Romano Impero Enrico VII di Lussemburgo..
Dopo la presa del potere a Parma da parte di Luchino Visconti nel 1346, i territori fliscani di Calestano e dintorni, che avevano acquistato nel 1249 l'autonomia, la persero nuovamente nel 1350, in seguito alla firma da parte degli abitanti di una dichiarazione, voluta da Giovanni Visconti, che attestava che fino al secolo precedente il territorio apparteneva al Comune di Parma e di conseguenza era ancora soggetto all'autorità cittadina; così i signori di Milano si garantirono il controllo della zona, tanto che nel 1371 Bernabò Visconti, temendo possibili attacchi da parte del marchese di Ferrara Niccolò II d'Este, fece costruire a Calestano una sua fortezza a difesa della vallata..
La situazione cambiò nel 1409, quando il Parmense fu conquistato dal marchese Niccolò III d'Este, favorevole ai Fieschi;. la tregua durò però solo per pochi anni, perché già nel 1420, al termine di aspri combattimenti, per mantenere il possesso di Reggio Emilia l'Estense fu costretto a restituire Parma al duca di Milano Filippo Maria Visconti.. I Fieschi rimasero fedeli a Niccolò, schierandosi dalla sua parte durante gli scontri contro il ducato di Milano nel 1426; il Visconti reagì incaricando il condottiero Pier Maria I de' Rossi di conquistare le terre fliscane della val Baganza. Pietro pose l'assedio alla rocca di Marzolara, che dopo 24 giorni di bombardamenti capitolò; il Duca inviò subito Niccolò de' Terzi, il Guerriero, a presidiarla.. Pier Maria si spostò quindi a Calestano, ove costruì una bastia di fronte al castello di Gian Luigi Fieschi, che fu ferito e arrestato nel tentativo di espugnarla..
La guerra proseguì per anni in tutto il Parmense e nel 1431, per conto di Filippo Maria, Niccolò Piccinino promise al conte Gian Luigi Fieschi la restituzione dei castelli di Marzolara, Calestano e Vigolone al termine del conflitto, con la clausola che nel frattempo rimanessero nelle mani di Niccolò de' Terzi; per questo ordinò al referendario del Comune di Parma Anton Simone Butigelli di consegnarli al Guerriero.. Ne fu però successivamente investito Baldo Soardi, che nel 1438 fu scomunicato dal vescovo Delfino della Pergola per non aver consegnato alla Diocesi di Parma le decime raccolte dagli abitanti di Fragno.. Nel 1439 Filippo Maria Visconti assegnò quindi i feudi al cancelliere di Niccolò Piccinino Albertino de' Cividali,... poi ai conti di Canino e infine a Giovanni da Oriate; il 16 maggio 1443, al termine della guerra, il Duca restituì i castelli di Calestano, Marzolara e Vigolone al conte Giannantonio Fieschi in segno di riconoscenza per la sua devozione..
Tuttavia, nel 1465 il duca di Milano Francesco Sforza assegnò le rendite feudali al condottiero Giorgio da Galese, al quale subentrò nel 1474 Giorgio del Carretto; l'anno seguente il duca Galeazzo Maria Sforza le concesse al consigliere ducale Pietro Landriani,. al quale succedette nel 1498 il figlio Jacopo; l'anno seguente, però, a causa delle proteste da parte degli abitanti,. il duca Ludovico il Moro gli revocò l'investitura. Dopo la conquista del ducato di Milano da parte delle truppe di Luigi XII di Francia, il territorio di Calestano rientrò nel pieno possesso di Gian Luigi Fieschi, alla cui scomparsa il feudo fu ereditato, insieme a quelli di Vigolone, Grondona, Garbagna, Loano e a una quota di quello di Varzi, dai figli Scipione e Sinibaldo.
Età moderna Il territorio fu interessato da altri scontri dopo la creazione del ducato di Parma e Piacenza nel 1545. Il primo duca Pier Luigi Farnese, alleato dei Fieschi, garantì loro l'appoggio in occasione della congiura contro Andrea Doria del 1547, inviando una guarnigione a presidio del castello di Calestano. Dopo l'assassinio di Pier Luigi, il capitano Camillo Orsini fu nominato provvisoriamente governatore di Parma e nel 1549 fece rinforzare il maniero calestanese. Altre difese furono approntate dopo pochi mesi dal condottiero Sforza Pallavicino, che ricostruì sulle rovine della bastia rossiana una fortezza e munì il campanile della chiesa di San Lorenzo. Tutto ciò non fu però sufficiente durante la guerra di Parma del 1551 a reggere gli attacchi delle truppe imperiali guidate da Ferrante I Gonzaga, che occuparono i castelli di Calestano e di Vigolone, riconquistati nel gennaio 1552 dall'esercito del duca Ottavio Farnese e restituiti ai legittimi proprietari al termine degli scontri.
Nel 1600 il feudo di Calestano fu elevato a contea dal duca Ranuccio I Farnese, che lo assegnò a Scipione Fieschi.
Nel 1650 Carlo Leone e Claudio Fieschi vendettero i diritti su Calestano, Marzolara, Vigolone e Alpicella, sui loro manieri e sulle pertinenze al conte Camillo Tarasconi, che li trasmise ai suoi discendenti..
A Ravarano rimasero invece quasi ininterrottamente i Pallavicino fino al 1687, quando, in seguito all'estinzione di uno dei rami della famiglia, la Camera Ducale di Parma assorbì la sua quota, per assegnarla ai fratelli Gian Simone e Lelio Boscoli, che acquistarono anche l'altra metà da un altro ramo della casata; dopo la permuta di Ravarano con Berceto nel 1707, nel 1728 il feudo fu assegnato dalla Camera Ducale al conte Paolo Anguissola, che lo tenne fino al 1743; nel 1744 ne fu investito il conte Beltrame Cristiani, i cui figli mantennero i diritti feudali fino alla loro abolizione sancita dai decreti napoleonici del 1805...
Età contemporanea I Tarasconi rimasero a Calestano fino agli inizi del XIX secolo, quando, in seguito alla conquista del ducato di Parma e Piacenza da parte dei francesi, nel 1805 per decreto napoleonico tutti i diritti feudali furono aboliti; l'anno seguente il centro abitato divenne sede di comune (o mairie)..
Dopo l'Unità d'Italia furono tracciate nuove strade, tra cui quella di fondovalle, favorendo lo sviluppo economico della zona; tuttavia, mentre i centri di Calestano e Marzolara incrementarono notevolmente il proprio numero di abitanti, le frazioni montane si spopolarono gradualmente..
Nel 1890 il territorio comunale fu ridotto in seguito alla cessione della frazione di Casaselvatica al comune di Berceto.